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Windows 11 sarà presentato il 24 giugno: si chiamerà così e quali sono le nuove sfide?----------------------------------...
04/07/2021

Windows 11 sarà presentato il 24 giugno:
si chiamerà così e quali sono le nuove sfide?
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La prossima generazione di Windows è ormai alle porte: lo hanno confermato ufficialmente i vertici di Microsoft. Dai toni utilizzati non sembra che Nadella e co. abbiano intenzione di concentrarsi solo sul prossimo feature update autunnale di Windows 10 (Sun Valley). Le novità di Windows 11, o come si chiamerà.

Il prossimo 24 giugno Microsoft probabilmente presenterà Windows 11. Potrebbe non essere il suo nome definitivo ma il numero uno dell'azienda di Redmond, Satya Nadella, ha condiviso nei giorni scorsi alcune anticipazioni inequivocabili facendo esplicitamente riferimento alla "prossima generazione di Windows".

Da come Nadella e Panos Panay, uno dei più noti dirigenti di Microsoft, si sono posti il 24 giugno si dovrebbe parlare ben più di Windows 10 21H2 ovvero del secondo atteso aggiornamento che sarà rilasciato in autunno insieme con l'interfaccia utente del sistema operativo completamente rinnovata (trarrà ispirazione dal progetto Windows 10X forse già giunto al capolinea).

A fine luglio 2021 ricorreranno 6 anni dalla data di lancio della versione finale di Windows 10. All'epoca il CEO di Microsoft affermò che Windows 10 sarebbe stato installato su 1 miliardo di dispositivi nel giro di 2-3 anni ma quel traguardo, come sappiamo, ha richiesto molto più tempo e impegno per essere raggiunto.

Il precedente acquisto di Nokia, voluto dalla precedente "amministrazione Ballmer", si era rivelato un completo fallimento e portare Windows 10 sui dispositivi molto diversi per tipologia e fattore di forma dai tradizionali PC si dimostrò un'impresa impossibile.

Fino ad oggi le applicazioni Windows tradizionali (Win32) sono rimaste il punto di forza e allo stesso tempo lo "zoccolo duro" di Windows 10.
Spingere sull'acceleratore UWP e sul Microsoft Store non è servito a molto tanto che il negozio online integrato in Windows 10 è stato finora piuttosto snobbato sia dagli sviluppatori che, evidentemente, anche dagli utenti finali.

Tutto fa pensare che Microsoft stia lavorando attivamente per rimediare agli errori protattisi per anni e lanciare uno store aperto anche alle app Win32, presto capaci - loro stesse - di usare un'interfaccia unica meglio amalgamata con il resto del sistema operativo grazie a WinUI 3.

Cosa cambierà con Windows 11
Usiamo il termine Windows 11 soltanto per riferirci alla piattaforma Windows di nuova generazione che Microsoft dovrebbe svelare a giorni. Non è detto però che la società guidata da Nadella usi proprio l'appellativo Windows 11.

Anche se Nadella ai tempi proclamò che Windows 10 sarebbe stato l'ultimo sistema operativo client a sottolineare la sua natura spiccatamente as-a-service (gli aggiornamenti arrivano e si installano automaticamente, almeno per impostazione predefinita), Microsoft ha bisogno di rinnovare Windows e rivederne ancora una volta le basi, almeno in parte.

L'infrastruttura sulla quale si è lavorato si chiama Windows Core System, un framework di sviluppo che si distingue per il fatto di essere modulare: è costituito da un nucleo "essenziale" sul quale si possono poggiare una serie di strati per adattare il funzionamento del sistema operativo al dispositivo sul quale viene installato.

Si torna quindi all'idea che Microsoft sta inseguendo dai tempi di Windows 8 e forse ancora prima: creare una piattaforma in grado di funzionare su qualunque dispositivo. Quindi, al giorno d'oggi, su PC desktop e notebook, ultraboook, convertibili, tablet, pieghevoli, HoloLens, Xbox e così via.

Grazie a Composable Shell ciò che viene aggiunto o rimosso sono solo gli strati superficiali che non influenzano il comportamento del nucleo di base. Windows 10X avrebbe dovuto essere la prima incarnazione di quest'architettura ma il progetto è stato accantonato.

Con Windows 11 l'interfaccia grafica sarà unica e coerente; inoltre, il nuovo sistema operativo mira ad eliminare il divario tra programmi Win32 e applicazioni UWP.

Project Reunion è l'ombrello sotto il quale Microsoft vuole unificare tutto, una singola piattaforma di sviluppo per realizzare applicazioni Win32, UWP e PWA (Progressive Web App).

Il nuovo Microsoft Store sarà quindi un tassello fondamentale che confermerà la portata del cambiamento fungendo da punto di riferimento per ogni genere di applicazione, anche quelle che normalmente vengono scaricate dai siti web dei produttori.

Sarà quindi anche una sorta di repository traendo vantaggio dal lavoro svolto con Winget? Difficile dirlo adesso ma la nebbia dovrebbe diradarsi a giorni.

04/07/2021

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video
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Applicazioni come WhatsApp spesso memorizzano informazioni che sarebbe davvero spiacevole perdere. Se si è utenti abituali di WhatsApp ci si renderà immediatamente conto di come l'app di messaggistica abbia salvato, sul proprio dispositivo mobile, centinaia se non migliaia di messaggi che, spesso, contengono dati importanti o che comunque formano, nel loro complesso, un quadro dettagliato della propria vita e delle proprie attività.

Un'esigenza sempre più pressante consiste nell'effettuare il backup di WhatsApp: messaggi, chat, foto e video raccontano la propria esistenza nel corso di mesi ed anni. Perché correre il rischio di perdere tutte queste informazioni a seguito del crash dello smartphone o di un malfunzionamento della scheda SD?

Backup WhatsApp su Google Drive
Inizialmente aggiunta alcuni mesi fa e successivamente ritirata, la funzionalità per il backup dei messaggi e delle chat WhatsApp su Google Drive è da poco tornata.

Per accedervi dai dispositivi Android (in attesa della pubblicazione dell'ultima release di Google Play) è per il momento necessario scaricare ed installare manualmente il pacchetto APK scaricabile dal sito ufficiale di WhatsApp (versione 2.12.228 o successive).

Per attivare il backup Google Drive su WhatsApp è sufficiente procedere così come segue:

- Accedere alle impostazioni di Android e toccare Sicurezza
- Spuntare la casella Origini sconosciute

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

- Avviare il browser web preferito sul dispositivo Android e visitare la pagina http://www.whatsapp.com/android
- Toccare il pulsante verde Download per scaricare il file APK dell'ultima versione di WhatsApp
- Installare WhatsApp selezionando il file APK appena scaricato
- Accedere alle impostazioni di WhatsApp toccando l'icona raffigurante tre pallini in colonna (in alto a destra)
- Scegliere Chat e chiamate

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

- Selezionare quindi Backup delle chat

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

- Scorrendo la schermata fino in fondo, si potrà specificare quando effettuare il backup di WhatsApp su Google Drive.

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

Per procedere, basta infatti selezionare Backup su Google Drive quindi specificare la periodicità del backup.

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

I backup possono essere effettuati su richiesta ("on demand") toccando il pulsante Esegui backup oppure automaticamente (ogni giorno, settimana o mese).

WhatsApp chiederà di collegare un account utente Google e di autorizzare l'applicazione ad accedervi.
Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

In un secondo tempo, qualora lo si desiderasse, si potrà eventualmente accedere a questa pagina (previo login al medesimo account Google) per revocare l'accesso da parte di WhatsApp.

Effettuando il backup su Google Drive, i messaggi, le chat, le foto e video di WhatsApp saranno salvati anche nella memoria dello smartphone. Reinstallando WhatsApp, però, si avrà la certezza di poter ripristinare il backup da Google Drive.

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

Backup WhatsApp manuale con ES Gestore File
ES Gestore File è un'applicazione estremamente utile e versatile che abbiamo imparato a conoscere nell'articolo ES Gestore File: guida all'uso.

ES Gestore File (conosciuto anche con l'appellativo di ES File Manager) è un'applicazione Android gratuita che consente di gestire tutti i file memorizzati sul dispositivo e nelle eventuali schede di memoria.

Per creare un backup di WhatsApp, indipendentemente dal fatto che i suoi file siano conservati nella memoria interna del telefono o nella scheda SD, basterà aprire ES Gestore File e selezionare la cartella WhatsApp tenendo premuto sul suo nome (vedere l'icona in basso a destra in figura):

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

Dopo aver toccato l'icona Copia, ci si dovrà portare all'interno della locazione di memoria ove si desidera salvare il backup di WhatsApp.

In ES Gestore File, connessi alla rete locale di casa o dell'ufficio via WiFi, si potrà selezionare Rete quindi scegliere il percorso all'interno della LAN ove si desidera salvare il backup di WhatsApp.

Infine, basterà scegliere Incolla per copiare l'intero contenuto della cartella di WhatsApp, ad esempio, in una cartella condivisa in rete locale.

Backup WhatsApp: messaggi, chat, foto e video

Il consiglio, ovviamente, è quello di creare il backup in un'unità o in una cartella inaccessibile da parte degli utenti non autorizzati. L'ideale sarebbe effettuare il backup di WhatsApp in un server NAS configurato per crittografare automaticamente il contenuto dei suoi dischi o comunque di cartelle specifiche.

04/07/2021

Computer lento in seguito a virus e malware.
Come scoprirlo e come risolvere
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Quando il computer è lento e, soprattutto, quando lo diventa improvvisamente, una delle prime operazioni da effettuare consiste in una scansione antivirus effettuata preferibilmente con più prodotti diversi.

Come abbiamo più volte sottolineato, infatti, ultimamente sta prendendo piede l'abitudine di inserire, all'interno di alcuni software free prelevabili dalla Rete, componenti superflui od addirittura potenzialmente dannosi.

Nei seguenti due articoli, abbiamo visto che certe tipologie di contenuti superflui integrano spesso meccanismi adware che s'interfacciano con i browser web installati e rallentano pesantemente la navigazione. In alcuni casi, i componenti aggiuntivi distribuiti insieme con alcuni software integrano addirittura funzionalità che ricalcano da vicino il comportamento degli spyware raccogliendo informazioni sulle attività online dell'utente e trasmettendole altrove:

- Rimuovere programmi indesiderati: suggerimenti pratici
- Rimuovere toolbar e programmi inutili in maniera automatica
È bene tenere presente che i vari software antivirus/antimalware disponibili sul mercato, soprattutto quando basano il loro funzionamento solo sull'impiego dei tradizionali database delle firme virali (non abbinando o facendo affidamento in maniera limitata sull'analisi comportamentale, sull'intelligenza collettiva, sulla scansione "in the cloud"), non sono capaci di riconoscere tempestivamente tutte le minacce, soprattutto se si ha a che fare con i cosiddetti PUPs (Potentially unwanted software), applicazioni sempre più spesso distribuite unitamente con software gratuiti di per sé legittimi.

Differenza tra virus e malware
Una delle domande più ricorrenti fra gli utenti è la differenza virus/malware. I programmi definiti antimalware sono in grado di proteggere anche dai virus? La risposta breve è: assolutamente sì.

Il termine malware, infatti, deriva dalla contrazione delle due parole malicious e software indicando qualunque programma sviluppato per causare danni, più o meno gravi, sul sistema ove venga eseguito.

Un virus è un software, a sua volta appartenente alla categoria dei malware, che una volta avviato è in grado di infettare i file già esistenti e di riprodurre se stesso. I virus, quindi, costituiscono una sottocategoria dei malware, esattamente come i trojan, lo spyware e i rootkit.

Ecco perché, per sottolineare quanto un prodotto per la sicurezza sia capace di rilevare e rimuovere una vasta schiera di minacce, sempre più spesso si ricorre al termine antimalware piuttosto che antivirus.

Se il computer è lento, quindi, suggeriamo dapprima di procedere con una scansione del sistema con Adwcleaner. Si tratta di uno strumento gratuito, non distribuito dalle più note software house attive nel campo della sicurezza informatica ma realizzato da un programmatore francese, che si è sempre evidenziato per la sua individiabile efficacia.

Adwcleaner, infatti, una volta eseguito, è in grado di andare alla ricerca di adware (elementi che provocano la frequente comparsa di messaggi pubblicitari di vario genere), di programmi superflui od addirittura nocivi, di barre (toolbar) per il browser superflue o potenzialmente dannose (anche quando semplicemente causa di rallentamenti del sistema), di hijacker ossia componenti malevoli che, senza alcuna autorizzazione da parte dell'utente, alterano le impostazioni del browser web (home page predefinita, motore di ricerca, impostazioni varie,...).

Come primo passo, consigliamo di scaricare l'ultima versione di Adwcleaner cliccando qui.

Una volta eseguito (non richiede installazione), Adwcleaner consente l'effettuazione una scansione del sistema suddividendo in otto differenti schede (Services, Folders, Files, Shortcuts, Registry, Internet Explorer, Firefox, Chrome) gli elementi correlabili all'azione di programmi indesiderati.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Dopo aver cliccato su Scan, al termine della procedura di scansione, comparirà il messaggio Pending, please uncheck elements you don't want to remove.

È questo il momento per controllare gli elementi rilevati sul sistema da Adwcleaner.

Il programma è in grado di rilevare anche le modifiche apportate alla configurazione dei principali browser (Internet Explorer, Firefox e Chrome) ripristinandone le impostazioni predefinite.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Prima di cliccare sul pulsante Clean, è sempre bene creare un punto di ripristino del sistema. Servirà per riportare il sistema allo stato precedente alla pulizia nel caso in cui dovessero riscontrarsi dei problemi.

Nel caso di Windows 7, è sufficiente seguire le indicazioni riportate nell'articolo Windows 7: a spasso nel tempo con la funzionalità "Versioni precedenti".

Per forzare la creazione di un punto di ripristino del sistema, basta digitare Creare un punto di ripristino nella casella Cerca programmi e file del menù Start di Windows 7 e premere il tasto Invio.

Nella finestra a video vengono elencate tutte le partizioni NTFS (relative a periferiche di memorizzazione interne oppure rimovibili) che la funzionalità Protezione del sistema è capace di monitorare. La dizione riportata nella colonna Protezione indica se la funzionalità provveda o meno a creare in automatico dei punti di ripristino per l'unità specificata a lato.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Cliccando sul pulsante Crea... (scheda Protezione sistema), è possibile generare un punto di ripristino in modo manuale.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Nella finestra di dialogo che comparirà a video, è possibile indicare un nome per il punto di ripristino tenendo presente che data ed ora verranno aggiunte automaticamente.

Cliccando su Clean, Adwcleaner procede automaticamente con l'eliminazione delle informazioni rilevate. Prima di procedere è bene chiudere tutti i programmi in esecuzione quindi acconsentire al riavvio del personal computer quando richiesto.

Adwcleaner non solo elimina una vasta schiera di toolbar e programmi indesiderati ma consente all'utente di riappropriarsi del browser web, troppo spesso rallentato da componenti aggiuntivi mal realizzati od addirittura assolutamente deleteri per il corretto funzionamento del sistema.

- Rispetto al passato, Adwcleaner non genera più "falsi positivi". Non è più scorrettamente riconosciuto, da alcuni motori antivirus, come software potenzialmente dannoso.

In ogni caso, è bene sottolineare che Adwcleaner è un software assolutamente benigno che va comunque usato con cautela analizzando con attenzione ciò che si è in procinto di eliminare.

Va infine evidenziato come Adwcleaner crei automaticamente una copia di tutti gli elementi eliminati. Essi vengono salvati nella cartella di quarantena c:\adwcleaner\quarantine ed una lista completa è riportata accedendo alla voce di menù Tools, Quarantine manager.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Per eliminare definitivamente tutto il materiale, una volta verificato il perfetto funzionamento del sistema, si potrà eliminare la sottocartella c:\adwcleaner\quarantine od, eventualmente, l'intera cartella c:\adwcleaner.

La sottocartella Backup contiene una copia dei file di configurazione dei vari browser mentre la directory principale (c:\adwcleaner), i resoconti delle scansioni via a via eseguite sul sistema.

Adwcleaner
Download: ilsoftware.it
Compatibile con: Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Windows 8
(versioni a 32 e 64 bit)
Licenza: freeware

Dopo aver eliminato tutti gli eventuali elementi dannosi rilevati sul sistema con Adwcleaner, indipendentemente dal software antivirus/antimalware installato sul personal computer, è bene installare ed avviare Malwarebytes Anti-Malware.

Un utilizzo combinato di Adwcleaner e di Malwarebytes Anti-Malware permette di risolvere la maggior parte dei problemi rimuovendo la stragrande maggioranza delle minacce che rallentano il computer.

NOTA IMPORTANTE PRIMA DI INSTALLARE MALWAREBYTES ANTI-MALWARE 2.0
Prima di installare Malwarebytes Anti-Malware 2.0, è indispensabile disinstallare manualmente qualunque precedente versione del programma. Non è necessario ricorrere all'utilità MBAM Cleanup: basterà infatti disinstallare qualunque versione Free o PRO di Malwarebytes Anti-Malware dalla finestra Programmi e funzionalità od Installazione applicazioni del Pannello di controllo di Windows prima di avviare l'installazione di Malwarebytes Anti-Malware 2.0.

La versione gratuita di Malwarebytes Anti-Malware può essere considerata come uno strumento aggiuntivo da abbinare al software antivirus/antimalware che già si utilizza e che è presente sul personal computer.

Rispetto alla versione a pagamento, Malwarebytes Anti-Malware Free non integra la protezione in tempo reale, non blocca la navigazione sui siti web dannosi, non permette di fruire dello scanner super-veloce che incentra la sua attenzione sui processi attivi e non consente di programmare l'aggiornamento automatico delle firme virali.

Purtuttavia, Malwarebytes Anti-Malware Free consente di riconoscere e rimuovere ogni genere di minaccia, rootkit compresi.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Per usare sin da subito la versione gratuita di Malwarebytes Anti-Malware, al termine dell'installazione si potrà togliere il segno di spunta dalla casella Attiva la prova gratuita di Malwarebytes Anti-Malware PRO.

Dopo aver avviato l'antimalware, si dovrà confermare l'immediato aggiornamento del database:

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Tra le novità, quella che per prima balza all'occhio è l'interfaccia grafica completamente rinnovata. Secondo noi, la combinazione di colori scelta non è il propriamente il massimo. La soluzione grafica scelta per la dashboard, infatti, ricorda da vicino il layout di molti rogue antivirus. Speriamo quindi in qualche modifica nel prossimo futuro.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Prima di fare clic sul pulsante verde Fix now (Proteggi), che consente d'avviare una scansione antimalware, suggeriamo di cliccare su Settings (Opzioni) quindi spuntare la casella Scan for rootkits (Ricerca rootkit) nella sezione Detection and protection (Rilevamento e protezione).

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Chi lo preferisse, può disattivare la casella Help fight malware by anonymously providing historical information (Partecipa alla lotta contro il malware fornendoci informazioni in modo anonimo) dalla sezione History settings (Opzioni cronologia) del programma per evitare che vengano trasmessi dati sulle scansioni antimalware via a via effettuate.

Per quanto riguarda le notifiche visualizzate da Malwarebytes sopra l'area della traybar – che appaiono molto più invadenti rispetto al passato - si sappia che è comunque possibile disattivarle agevolmente cliccando su General Settings (Opzioni generali) quindi regolando Notifications (Avvisi) su Disabled (Disattivata).

Appena più a destra, la voce Explorer context menu entry (Aggiungi voce al menu contestuale) consente di aggiungere al menù contestuale che appare in Windows cliccando con il tasto destro del mouse su un file o una cartella, un comando per la scansione rapida.

Dalla stessa finestra, è poi possibile tradurre l'intera interfaccia del programma in italiano:

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

A questo punto, per avviare una scansione antimalware completa, basterà fare clic su Controllo, in alto, quindi sul pulsante Fix now o Proteggi.

Le minacce eventualmente individuate da Malwarebytes Anti-Malware saranno poste, per impostazione predefinita, in quarantena.

Dopo un riavvio del sistema, generalmente richiesto per eliminare la maggior parte delle minacce, cliccando su Cronologia quindi su Quarantena si potrà eventualmente cancellare in modo definitivo tutti gli elementi dannosi rilevati con le precedenti scansioni antimalware.

Nella pagina di presentazione di Malwarebytes Anti-Malware Free e PRO vengono messe in luce le principali differenze fra le due versioni del programma.

Qui è riportato che l'utilizzo della tecnologia Chameleon è appannaggio dei soli utenti di Malwarebytes Anti-Malware PRO. In realtà, Chameleon è utilizzabile anche dagli utenti della release free dell'antimalware.

Che cos'è la funzionalità Chameleon di Malwarebytes Anti-Malware e come si usa
Talvolta, soprattutto in presenza di rootkit, può capitare che Malwarebytes Anti-Malware non risulti avviabile e venga automaticamente chiuso ad ogni tentativo di esecuzione.

Si tratta, ovviamente, di un chiaro indizio della presenza di un componente malevolo sul sistema. Prima di avviare la scansione antimalware, Chameleon permetterà a Malwarebytes Anti-Malware di "mascherarsi" (da qui il nome "camaleonte") come un altro software.

L'obiettivo è quello di passare inosservato al controllo effettuato da molti malware e rogue software: tali minacce, infatti, sono solite interferire con l'esecuzione dei programmi di sicurezza e mettono in campo diverse strategie per bloccare l'avvio delle utilità che consentono la loro rimozione.

Se Malwarebytes Anti-Malware non si avvia, è possibile invocare la funzionalità Chameleon accedendo alla cartella C:\Program files\Malwarebytes Anti-Malware\Chameleon\Windows e facendo doppio clic su uno dei file presenti nella stessa directory (suggeriamo firefox.exe oppure firefox.scr).

Verrà così esposta una schermata a sfondo nero dalla quale verrà avviata la "neutralizzazione" dei processi in esecuzione più sospetti, l'aggiornamento del database di Malwarebytes Anti-Malware ed una scansione completa.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

In questa fase non è necessario alcun intervento: la procedura di scansione e rimozione delle minacce avverrà in maniera del tutto automatica. Si eviti quindi qualunque tipo d'interazione con la finestra principale di Malwarebytes Anti-Malware non appena questa dovesse apparire.

I vari file che permettono di automatizzare la chiusura dei processi collegati all'azione dei malware possono essere singolarmente avviati anche eseguendo il file-guida (doppio clic su chameleon.chm) quindi facendo clic sui vari pulsanti Chameleon #.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

La funzionalità Chameleon provvederà tra l'altro ad aggiornare Malwarebytes Anti-Malware scaricando, dal sito web del produttore, le definizioni antivirus aggiornate.

Malwarebytes Anti-Malware

Compatibile con: Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Windows 8.x
Licenza: freeware

Come ultimo passaggio, è bene effettuare un'ulteriore scansione ricorrendo, questa volta, all'antimalware HitmanPro. Gli stessi autori del programma lo definiscono come un prodotto per ottenere "una seconda opinione" sulla sicurezza del sistema e sull'effettiva assenza di minacce.

HitmanPro può essere scaricato ed utilizzato gratuitamente, senza alcuna limitazione, per il riconoscimento delle minacce. L'eliminazione di eventuali malware che dovessero risultare ancora presenti sul sistema potrà essere effettuata, altrettanto gratuitamente, per un periodo di 30 giorni dal momento dell'installazione del programma e, successivamente, versando la quota di registrazione.

HitmanPro, in ogni caso, può essere sempre utilizzato per conoscere l'identità di eventuali minacce ancora presenti sul sistema: annotandone il nome, si potrà verificare la disponibilità, in Rete, di eventuali software cleaner "ad hoc" (importante: utilità specifiche per l'eliminazione delle varie minacce debbono essere scaricate sempre e solo dai siti web dei più famosi produttori di soluzioni antivirus/antimalware. Non si cada nelle trappole tese da siti web di dubbia fama).

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Dopo aver avviato HitmanPro, è bene fare clic su Impostazioni in modo da accertarsi che la casella Cerca PUP sia abilitata.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Per effettuare una scansione rapida del sistema, basterà quindi fare clic su Avanti, accettare il contratto di licenza d'uso quindi selezionare No, voglio solo eseguire una scansione per controllare il computer.

Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere

Ricorrendo ad HitmanPro si potranno eliminare eventuali malware che dovessero essere rimasti.

Per effettuare una scansione all'avvio del personal computer, in modo da evitare il caricamento di qualunque minaccia fosse ancora rimasta sul sistema, è possibile poi utilizzare Hitman Kickstart, strumento che dà modo di preparare una chiavetta USB avviabile da cui lanciare il boot. La procedura da seguire è illustrata nell'articolo Rimuovere il ransomware della polizia e le altre minacce con Hitman Pro Kickstart.

Per utilizzare Kickstart, basterà collegare la chiavetta USB di Hitman al personal computer da esaminare e riavviare il computer impostando la corretta sequenza di boot a livello BIOS.

Facebook username e password: come vengono rubati: come difendersi------------------------------------------------------...
04/07/2021

Facebook username e password: come vengono rubati:
come difendersi
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Rubare username e password di Facebook è molto più semplice di quanto si possa pensare. Periodicamente appare online la notizia della pubblicazione di username e password di Facebook, credenziali spesso derivanti da furti di identità commessi su vasta scala, a livello mondiale.

Come può un malintenzionato riuscire a rubare username e password di Facebook e, quindi, impossessarsi delle altrui credenziali d'accesso?

Il problema è molto sentito da Facebook che, addirittura, come ha rivelato Alex Stamos - Chief Security Officer dell'azienda fondata da Mark Zuckerberg - va alla ricerca sul web e sul deep web (accessibile via TOR) di archivi di password degli utenti di tutto il mondo.

Stamos ha "confessato" che Facebook acquista vasti archivi di password degli utenti sul mercato nero (vedere questa pagina).

Quest'attività, però, viene svolta per finalità "nobili" ovvero per assicurarsi che gli utenti iscritti a Facebook non utilizzino password sottratte altrove e non le adoperino per accedere a più servizi online, gestiti da aziende completamente differenti.

Stamos ha dichiarato che il riutilizzo delle stesse password per l'autenticazione su siti diversi è la prima minaccia per la sicurezza dei dati degli utenti.
Facebook username e password: come vengono rubati, come difendersi
1. Utilizzo della stessa password per accedere a Facebook così come ad altri siti

Impostare la stessa password di accesso per autenticarsi su più siti web può sembrare, a una prima analisi, una mossa furba. In realtà è quanto di più sconsiderato si possa fare.

Allorquando i dati degli utenti registrati su un determinato servizio dovessero essere sottratti da terzi (ad esempio in seguito alla presenza di una vulnerabilità e comunque dopo un attacco sferrato con successo), quegli stessi dati vengono spesso utilizzati per tentare il login anche su altri servizi web.

Se l'utente usa sempre la medesima password, la sottrazione delle sue credenziali su un determinato servizio offrirà l'accesso istantaneo a tutte le informazioni conservate sugli altri siti web.

Importantissimo, quindi, impostare su Facebook una password univoca, lunga e sufficientemente complessa (vedere Gestione password: come farlo in sicurezza).
2. Presenza di malware e spyware sul sistema in uso

Spyware e malware in generale sono gli strumenti universalmente più utilizzati per rubare username e password di Facebook e degli altri siti web. L'infezione del sistema può avvenire navigando sul web utilizzando browser e sistemi non aggiornati. L'utilizzo di vecchie versioni del browser e la mancata installazione delle patch per il sistema operativo si confermano il modo migliore per rischiare un attacco malware.

Anche plugin ed estensioni del browser rivestono un ruolo fondamentale: dimenticarne l'aggiornamento può esporre a notevoli rischi.

Fortunatamente la situazione negli ultimi tempi è molto migliorata perché Chrome non supporta più, da tempo, le vecchie estensioni NPAPI (Java, Silverlight, QuickTime e così via) e Firefox ne seguirà l'esempio a partire da aprile 2017: Firefox non supporterà Flash e i plugin NPAPI.

Flash, inoltre, viene mantenuto aggiornato dalle ultime versioni di Chrome, Edge e Internet Explorer e a breve sarà abbandonato del tutto (Chrome, ecco come funziona l'abbandono di Flash).

In ogni caso, è sempre bene digitare about:plugins nella barra degli URL del browser e accertarsi di quali componenti aggiuntivi vengono caricati.

Ad essere maggiormente esposti sono gli utenti che non sono abituati ad aggiornare tempestivamente il browser e tutti i plugin utilizzati.

Sempre più frequentemente gli aggressori pubblicano sul web delle pagine che ospitano contenuti "maligni" capaci di far leva sulle vulnerabilità conosciute presenti nelle più vecchie versioni dei browser, dei plugin e dei software installati sul sistema.

Non basta quindi mantenere sempre aggiornato il browser (Internet Explorer, Chrome, Firefox, Opera, Safari,...) all'ultima versione installando patch ed aggiornamenti ma è indispensabile ricordarsi di verificare i plugin che si usano. Per ciascun plugin bisognerà accertarsi di utilizzare sempre la release più recente.

L'uso di versioni superate del browser e dei vari plugin è una prassi da evitare perché responsabile di una buona parte delle infezioni da malware.

Massima attenzione, poi, anche alle estensioni che vengono installate nel browser. Anche alcune "insospettabili" possono rubare dati personali e dati di autenticazione: Estensioni browser irrispettose della privacy: il caso WOT.

Nell'articolo Navigazione sicura e protezione del browser: controllare, aggiornare e rimuovere i plugin abbiamo proposto tutta una serie di suggerimenti per controllare i plugin utilizzati in ciascun browser e disattivare o disinstallare quelli obsoleti.

Oltre agli strumenti ed alle strategie già presentati, segnaliamo anche il servizio SurfPatrol. Anch'esso opera in modo molto simile a PluginCheck di Mozilla e a Qualys Browsercheck evidenziando quali plugin per il browser in uso necessitano di un tempestivo aggiornamento. Per alcuni plugin SurfPatrol fornisce alcune indicazioni per l'installazione dei plugin e per gestire eventuali problematiche che fossero già conosciute.

Importante, comunque, è verificare quante e quali estensioni si stanno utilizzando disabilitando o, meglio, disinstallando completamente quelle superflue o sconosciute.

Un'applicazione come Adwcleaner (vedere l'articolo Rimuovere toolbar con AdwCleaner, ora proprietà di Malwarebytes) permette di fare pulizia rilevando eventuali minacce e consentendone la completa estirpazione dal browser.

L'installazione degli aggiornamenti per ciascun software presente sul sistema assume poi importanza fondamentale soprattutto nel caso delle applicazioni che si usano per "comunicare" in Rete o che comunque integrano funzionalità per l'invio e la ricezione di dati online.

3. Utilizzo di applicazioni Facebook malevoli e attacchi phishing

Modalità d'attacco piuttosto gettonate sono anche quelle che poggiano sull'utilizzo di applicazioni Facebook malevoli. Se si dovesse ricevere, anche da parte di un amico, un messaggio che appare come qualcosa di "automatizzato" (esempi: Guarda questo video in cui sei stato ripreso [link]; Ciao, non ci crederai ma mi sono visto recapitare un iPad gratuto [link];....) e che contiene un link (spesso generato utilizzando servizi di URL shortening), è sempre bene "drizzare le antenne".

Innanzi tutto, nel caso in cui il link sia "accorciato" (esempio: bit.ly, goo.gl,...) è possibile stabilire a che indirizzo punta (senza cliccarvi) utilizzando i consigli pubblicati all'indirizzo Dove punta quel "link corto"? Ecco gli strumenti per scoprirlo).

Il link potrebbe fare direttamente riferimento a una pagina web che tenta di sfruttare le vulnerabilità presenti in browser e plugin per eseguire automaticamente codice dannoso (un esempio era stato descritto nell'articolo Un nuovo malware prende di mira gli utenti di Facebook).

In alternativa, potrebbe essere proposta l'installazione di un'applicazione Facebook malevola che, verosimilmente, potrebbe inviare automaticamente dei messaggi agli altri amici oppure provare a sottrarre username e password di Facebook.

L'app maligna, una volta installata, potrebbe provocare il logout dell'utente per poi chiedergli di effettuare nuovamente la procedura di login. Proponendo una falsa schermata di login all'utente, questi potrebbe essere persuaso ad inserire i dati che verrebbero automaticamente trasmessi sia a Facebook che ad un sito terzo, gestito dai criminali informatici.

Come difendersi. Per difendersi è consigliabile porre massima attenzione ai link sui quali si clicca. Prima di aprire un qualunque URL linkato, ad esempio, in un messaggio su Facebook, è possibile sottoporlo a scansione con gli strumenti presentati nell'articolo Controllare se un sito è sicuro. Effettuare la scansione antivirus di un file senza scaricarlo oppure con l'ottimo plugin per il browser Dr.Web LinkChecker.

Attenzione, poi, alle applicazioni Facebook dal comportamento "dubbio". Prima di procedere alla loro installazione è indispensabile verificare di quali permessi necessitano per funzionare.

Indirizzo

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Vimodrone
20055

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Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
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