11/06/2020
“la sicurezza informatica non si pacchettizza : non puoi comprare il programma per la sicurezza informatica NON ESISTE” (cit. Stefano Zanero).
Non esiste una hardware o un software che va bene per tutti, un “pacchetto” unico per tutti e, soprattutto, ciò che va bene per un cliente oggi, potrebbe non essere adatto domani!
Ci piace moltissimo la vignetta della pagina dove alla destra del RING c’è DAVE in contrapposizione alla tecnologia. DAVE, l’uomo, la persona che sta nell’organizzazione, davanti ad un computer, ad una tastiera. È DAVE l’uomo che espone a violazioni e attacchi informatici, se stesso e l’organizzazione in cui lavora!
Pochi si preoccupano e studiano le vulnerabilità umane, i punti deboli di DAVE!
La mancanza di consapevolezza dell'utente (DAVE) contribuisce direttamente a gran parte dei principali attacchi informatici.
I criminali, astuti e sempre più organizzati si sono resi conto che è sempre più difficile e costoso attaccare la tecnologia. Per bypassare efficacemente e in modo affidabile i sistemi difensivi della vittima, i malintenzionati hanno capito che sfruttando le vulnerabilità delle persone, quelle di natura psicologica e/o sociale, possono ottenere accesso ai computer delle vittime più facilmente: il costo per organizzare un attacco di ingegneria sociale è molto più economico, il rischio è ancora più basso, il successo ed il vantaggio rispetto ad attacchi tradizionali è enorme.
Ricevi giornalmente decine di di email, ed inviti ad eventi, che ti propongono soluzioni tecnologiche, firewall di nuova generazione, software dotati di l’intelligenza artificiale, che promettono di bloccare e tener lontani gli attacchi informatici: TANTA ROBA ... rappresentata alla sx del ring della vignetta qui sotto!
Ma basta tutto questo per farti stare tranquillo? NO!
“la sicurezza informatica non si pacchettizza: non puoi comprare il programma per la sicurezza informatica NON ESISTE” (cit. Stefano Zanero / Carola Frediani).
Non esiste una hardware o un software che va bene per tutti, un “pacchetto” unico per tutti e, soprattutto, ciò che va bene per un cliente oggi, potrebbe non essere adatto domani!
Alla destra del RING c’è DAVE , l’uomo, la persona che sta nell’organizzazione, davanti ad un computer, ad una tastiera.
È DAVE l’uomo che espone a violazioni e attacchi informatici, se stesso e l’organizzazione in cui lavora!
Pochi si preoccupano e studiano le vulnerabilità umane, i punti deboli di DAVE!
La mancanza di consapevolezza dell'utente (DAVE) contribuisce direttamente a gran parte dei principali attacchi informatici.
I criminali, astuti e sempre più organizzati si sono resi conto che è sempre più difficile e costoso attaccare la tecnologia. Per bypassare efficacemente e in modo affidabile i sistemi difensivi della vittima, i malintenzionati hanno capito che sfruttando le vulnerabilità delle persone, quelle di natura psicologica e/o sociale, possono ottenere accesso ai computer delle vittime più facilmente: il costo per organizzare un attacco di ingegneria sociale è molto più economico rispetto ad un attacco tradizionale, il rischio è molto più basso, il successo ed il vantaggio sono quasi sempre garantiti!
La tattica principale utilizzata viene definita ingegneria sociale: cioè ogni atto tendente a influenzare una persona, per spingerla a intraprendere un’azione che normalmente non metterebbe in atto.
“Se pensi che la tecnologia possa risolvere i tuoi problemi di sicurezza, allora non capisci i problemi e non capisci la tecnologia.” (Cit. Bruce Schneier, Secrets & Lies k. )
In questa pagina vogliamo partire da DAVE. Ci piacerebbe che qui si condividessero esperienze, documenti, materiale, contributi, foto o screen di email che siano di aiuto per far compredere a tutti, come gli attaccanti usano le vulnerabilità umane contro di noi.
Impareremo, un pò alla volta, giorno per giorno, post dopo post, a difenderci da questi attacchi, impareremo inoltre a comprendere come il nostro cervello funziona, come vengono, prese le decisioni, cercheremo di capire come un aggressore può usare “grilletti” emotivi per farci intraprendere azioni che non necessariamente sono nel nostro migliore interesse”.
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