Sviluppatore Migliore

Sviluppatore Migliore Il metodo con cui impari a sviluppare in C # senza stress!

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- SQL e Entity Framework

L'AI che si ferma da sola e chiede i documentiStiamo sviluppando un'applicazione super segreta che non può conoscere nem...
25/04/2026

L'AI che si ferma da sola e chiede i documenti

Stiamo sviluppando un'applicazione super segreta che non può conoscere nemmeno la NASA.

Scherzo, è coperta perché non voglio far sapere tutti i fatti nostri.

Stiamo facendo scraping di dati con una libreria potente, Scrapling, che riduce drasticamente i problemi legati a siti che cambiano struttura, DOM, pagine aggiornate e parsing HTML.

Divago un attimo per spiegare cosa fa con un caso concreto.

Un cliente manifatturiero che aggrega dati da portali fornitori europei, ognuno con struttura diversa.

Prima era in manutenzione continua ad ogni rilascio. Adesso il sistema regge i cambiamenti senza intervento.

Con Scrapling la pipeline è diventata più stabile e resistente ai cambiamenti, senza toccare il codice ogni volta che il sito viene aggiornato.

Se entri in contesti con protezioni aggressive, tipo sistemi anti-bot avanzati o Cloudflare Enterprise, non basta. Devi cambiare approccio. Ma per la maggior parte dei casi reali, funziona.

Molto interessante.

Tornando a noi.

È successa una cosa nuova usando OpenAI Codex per lo sviluppo.

Alterniamo Claude Code, GitHub Copilot e Codex di continuo, per vedere chi produce output migliori su task specifiche, con dati reali.

Codex in questo caso è un fulmine. E ora integra ChatGPT Images 2.0, per cui ha fatto una cosa sbalorditiva: ha generato layout e codice coerente senza divergenze. Non simile, identico al pixel.

La cosa notabile è successa dopo.

Quando ha capito che stavamo implementando scraping, si è fermato e ha chiesto verifica dell'identità con documento e video live. Video KYC. Prima volta che mi capitava.

Non so se sia un nuovo comportamento standard o un test lato piattaforma, ma è un segnale preciso: i vendor si stanno muovendo per mettere controlli su utilizzi ad alto rischio.

Finalmente ci stanno lavorando.

Perché finora gli LLM hanno aperto voragini reali nel codice, e molti sviluppatori non se ne sono accorti.

Questi sistemi non ragionano: ottimizzano. Generano output plausibile, non output corretto.

Sono strumenti non intelligenti, al contrario del nome che gli hanno affibbiato i reparti marketing di OpenAI, Anthropic.

Bisogna controllarli in modo sistematico e strutturato.

Se non hai un processo di controllo, stai delegando bug in produzione.

24/04/2026
20/02/2026

Mantenere il focus nell'era dell'AI

Mai come oggi è diventato difficile seguire una roadmap.

Ci sono mille oggetti scintillanti, AI che spuntano come funghi ogni giorno.

Nuovi modelli, nuovi LLM, nuovi tool di grafica, produzione video, traduzione live.

Ogni maledetto influencer dell'AI che fa marketing con la copertina del video con la bocca spalancata a gridare all'ennesima rivoluzione.

La svolta.

Cosa che per definizione non può essere. Le rivoluzioni devono caricarsi di energia potenziale prima di deflagrare.

Di rivoluzioni francesi non ce ne sono state due a un mese l'una dall'altra.

Così tutti hanno una FOMO (detta anche strizza dal rimanere fuori) assurda e spesso ingiustificata.

Così cercando di correre dietro a tutto si perde il focus, si perde la visione sul medio e lungo termine.

Che sì, anche se oggi c'è l'AI, fare progettazione e seguirla pedissequamente è fondamentale.

Per portare a casa risultati, che altrimenti svaniscono ancora prima di aver toccato terra.

Quello che sto imparando a fare in mezzo a mille difficoltà, è mantenere una disciplina ancora più ferrea.

Decidere le poche cose da fare in azienda tra le mille possibili.

E farle, bene e con costanza.

Che è poi la cosa che porto nelle aziende dei miei clienti, con reparti software incasinati, in cui va riportato ordine.

Non fatevi abbindolare dai tanti pifferai magici, la coerenza è ancora un valore fondamentale.

17/12/2025

Nel software non vince il più veloce sulla tastiera.

Vince chi costruisce qualcosa che continua a produrre valore… anche quando è offline, in palestra o a guardare una partita di minibasket di suo figlio.

Eppure molti imprenditori si innamorano degli “eroi del codice”.

Il genio che risolve bug impossibili.

Il ninja del refactoring.

Quello che “se va via lui siamo morti”.

Ecco, questo è un modello vecchio, costoso e terribilmente fragile.

E puoi star certo di una cosa: non scala.

Ma peggio ancora…ti obbliga a dipendere da qualcuno.

Non sai quante volte l’ho visto:
“Abbiamo un fenomeno in azienda. Fa tutto lui!”

Il problema?

Quando quel fenomeno va in ferie, l’azienda sembra un condominio senza amministratore: telefonate, panico, software che rallenta.

E quando il fenomeno se ne va definitivamente? (Perché succede, sempre)

Ti ritrovi non con un’eredità tecnica, ma con un buco nero… pronto a risucchiare anni di lavoro (e sacrifici… i tuoi!).

La verità è semplice: il talento ti salva oggi. Gli asset ti salvano per i prossimi 5+ anni.

Nel software la vera ricchezza non è il cervello del singolo.

È la capacità del team di costruire asset che restano (automazioni, librerie interne, processi ripetibili, documentazioni essenziali), diventando moltiplicatori di valore.

Non devi più sperare che il “fenomeno” sia disponibile.

Hai sistemi che lavorano in autonomia, anche quando le persone dormono, viaggiano o insegnano a ti**re a canestro ai figli.

E quando costruisci l’azienda su sistemi (e non più su singole persone), non vivi più nell’emergenza.

Non corri dietro ai bug.

Non dipendi dall’umore o dalla presenza di qualcuno.

Perché la scalabilità vera arriva quando riesci a costruire sistemi che lavorano da soli, anche senza di te.

Quindi, ogni volta che affronti o risolvi un problema nel software, chiediti:
“Come posso fare in modo che il mio sistema risolva questo problema da solo la prossima volta?”

Ecco alcune soluzioni pratiche che puoi mettere in atto fin da subito:
Crea script che automatizzano i task ricorrenti

Librerie interne che incapsulano logica ripetibile

Tool aziendali per attività manuali frequenti

Checklist tecniche per evitare errori stupidi

Documentazione essenziale, non romanzi
Il segreto non è pedalare più forte, ma costruire una bicicletta elettrica.

E chi inizia oggi…tra qualche anno vivrà di rendimenti (non di adrenalina da emergenza).

12/12/2025

Il modo più semplice per raddoppiare la produttività del tuo reparto IT? Dare scadenze più ristrette.

Lo so, sembra un paradosso.

Eppure funziona.

La stessa Leila Hormozi (moglie di uno dei marketer più influenti e ricchi al mondo,100 milioni di fatturato) quando le hanno chiesto il segreto del suo successo, ha risposto che si dà la metà del tempo per fare una cosa che aveva preventivato di fare nel doppio.

Prova a pensarci: quante volte ti è capitato di lavorare bene e velocemente perché avevi delle scadenze improrogabili?

È la legge di Parkinson:
“Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile per completarlo”.

In pratica, se ti dai 8 ore per scrivere un report, ci metterai 8 ore.

Se te ne dai 2, probabilmente lo finisci in 2, con più focus, meno perfezionismo inutile e zero dispersione.

Vedo molti imprenditori con cui lavoro in consulenza fissare scadenze troppo ampie ai loro team di sviluppo.

Il risultato?

Sviluppano software nel triplo o quadruplo del tempo realmente necessario per farlo.

Ecco, se il tuo team è lento…spesso il problema non è il team, ma le tue scadenze.

Lavorare in poco tempo non significa farlo male, ovviamente.

Significa tagliare tutto ciò che è inutile e superfluo…

…per concentrarti solo su ciò che è realmente necessario per completare un
compito con successo.

Poi, per affinare, migliorare e ottimizzare sei sempre in tempo.

Prova ad applicare questo principio a un’attività per te prioritaria.

Io lo applico ogni volta che voglio accelerare senza perdermi in inutili dettagli.

Vedrai, ti stupirai dei risultati.

10/12/2025

Tutti oggi parlano di AI generativa…ma nessuno ti avverte di quanto possa essere rischiosa per il tuo business (dev o imprenditore, non fa differenza).

Diciamolo: è il nuovo giocattolo luccicante del tech ed è vero…fa cose incredibili.

Ma c’è un dettaglio che molti ignorano.

L’AI generativa è un genio ubriaco: creativa, sorprendente e spettacolare.

Perfetta per brainstorming, prototipi e idee veloci.

Ma ci costruiresti sopra un gestionale?

Un sistema che muove fatture, clienti, contratti?

Un flusso critico che, se sbaglia, ti costa soldi veri?

No, perché sarebbe un vero azzardo.

Dall’altra parte, c’è il Machine Learning: il contabile sobrio.

È molto meno attraente, ma è affidabile: traccia, spiega, documenta e non fa mosse imprevedibili.

Ed è quello di cui hai bisogno quando un’applicazione deve funzionare sempre.

Questo è il punto che molti dev NET stanno ignorando:
se punti solo all’AI generativa, stai mettendo in mano a un artista ubriaco, completamente fuori controllo, le chiavi del tuo software aziendale.

Invece, il Machine Learning, anche se meno “wow”, ti garantisce tracciabilità, spiegazioni e governance.

E nel business sono più importanti le applicazioni che non ti fanno perdere clienti, perché creano valore affidabile, ripetibile e sotto controllo nel tempo…
piuttosto che effetti speciali che sfumano in un battito di ciglio.

08/12/2025

Nel software non vince il più veloce sulla tastiera.

Vince chi costruisce qualcosa che continua a produrre valore… anche quando è offline, in palestra o a guardare una partita di minibasket di suo figlio.

Eppure molti imprenditori si innamorano degli “eroi del codice”.

Il genio che risolve bug impossibili.

Il ninja del refactoring.

Quello che “se va via lui siamo morti”.

Ecco, questo è un modello vecchio, costoso e terribilmente fragile.

E puoi star certo di una cosa: non scala.

Ma peggio ancora…ti obbliga a dipendere da qualcuno.

Non sai quante volte l’ho visto: “Abbiamo un fenomeno in azienda.

Fa tutto lui!”

Il problema?

Quando quel fenomeno va in ferie, l’azienda sembra un condominio senza amministratore: telefonate, panico, software che rallenta.

E quando il fenomeno se ne va definitivamente? (Perché succede, sempre)

Ti ritrovi non con un’eredità tecnica, ma con un buco nero… pronto a risucchiare anni di lavoro (e sacrifici… i tuoi!).

La verità è semplice: il talento ti salva oggi. Gli asset ti salvano per i prossimi 5+ anni.

Nel software la vera ricchezza non è il cervello del singolo.

È la capacità del team di costruire asset che restano (automazioni, librerie interne, processi ripetibili, documentazioni essenziali), diventando moltiplicatori di valore.

Non devi più sperare che il “fenomeno” sia disponibile.

Hai sistemi che lavorano in autonomia, anche quando le persone dormono, viaggiano o insegnano a ti**re a canestro ai figli.

E quando costruisci l’azienda su sistemi (e non più su singole persone), non vivi più nell’emergenza.

Non corri dietro ai bug.

Non dipendi dall’umore o dalla presenza di qualcuno.

Perché la scalabilità vera arriva quando riesci a costruire sistemi che lavorano da soli, anche senza di te.

Quindi, ogni volta che affronti o risolvi un problema nel software, chiediti:
“Come posso fare in modo che il mio sistema risolva questo problema da solo la prossima volta?”

Ecco alcune soluzioni pratiche che puoi mettere in atto fin da subito: Crea script che automatizzano i task ricorrenti

Librerie interne che incapsulano logica ripetibile

Tool aziendali per attività manuali frequenti

Checklist tecniche per evitare errori stupidi

Documentazione essenziale, non romanzi
Il segreto non è pedalare più forte, ma costruire una bicicletta elettrica.

E chi inizia oggi…tra qualche anno vivrà di rendimenti (non di adrenalina da emergenza).

03/12/2025

La distrazione sta erodendo i tuoi guadagni (e probabilmente non ci pensi).

Ogni volta che scorri lo schermo del tuo telefono, il tuo cervello riceve un piccolo premio.

Un picco di dopamina.

È lo stesso meccanismo che rende le slot machine così efficaci.

La differenza?

Tu non perdi monetine.

Perdi margine operativo.

Gli imprenditori che gestiscono un reparto software oggi non combattono contro la concorrenza.

Combattono contro la distrazione.

E la distrazione costa.

Uno studio di Gloria Mark (University of California, Irvine) ha mostrato che un dipendente interrotto impiega in media 23 minuti e 15 secondi per tornare concentrato.

Ora immagina un team di 5 sviluppatori che viene interrotto 5 volte al giorno da notifiche, Slack, email e LinkedIn.

Hai appena bruciato quasi 10 ore uomo al giorno.

Tradotto in denaro, con un costo medio di 45€/h, sono oltre 100.000€ l’anno di produttività persa.

Il problema non è solo la perdita di tempo.

È l’adattamento dopaminico.

Più gli sviluppatori (e i manager) si abituano a micro stimoli, post, chat, notifiche — più diventano incapaci di reggere la fatica cognitiva necessaria per creare valore vero: Progettare un’architettura software scalabile.

Automatizzare un processo interno per ridurre i costi.

Scrivere test automatici per ridurre i bug in produzione.

Rifattorizzare codice per migliorare le performance.

Tutte attività a bassa dopamina e ad altissimo margine.

Sono quelle che rendono un reparto software un investimento, non un centro di costo.

Secondo McKinsey, le aziende che investono nel miglioramento continuo del codice e nella manutenzione preventiva ottengono in media un margine operativo del 15-25% più alto.

Non perché lavorano di più.

Ma perché lavorano sul lungo periodo, dove la dopamina non arriva, ma i soldi sì.

Vuoi aumentare i guadagni del tuo reparto software?

Spegni le notifiche.

Riaccendi la concentrazione.

E costruisci un sistema che premi le attività lente, difficili e noiose.

Sono quelle che ti fanno diventare ricco mentre gli altri stanno ancora scrollando.

03/12/2025

Il sapiente ignorante

Continuano a spacciarci gli LLM come sistemi "intelligenti", capaci di ragionamento.

Davvero sanno ragionare?

Quindi, sanno risolvere problemi nuovi?

Alcuni ricercatori pensano di sì (anche se ancora nessuno sa esattamente come funzionano internamente).

O meglio, conosciamo molto bene come sono costruiti e come funzionano a livello di architettura.

Ma non sappiamo ancora come leggere la loro “lingua interna”, senza fare esperimenti caso per caso.

Non sappiamo esattamente perché un modello dia una certa risposta o cosa rappresentino davvero molti dei loro “neuroni”.

Li usiamo molto più come scatole nere che come circuiti stampati di cui si conosce ogni collegamento.

Nemmeno chi li produce sa esattamente come funzionano.

Gli stessi ricercatori di OpenAI, Google e Anthropic a luglio 2025 hanno lanciato un allarme: potrebbero perdere la capacità di comprendere i modelli avanzati di AI.

Senza addentrarci nella definizione di intelligenza, che è complessa e incompleta...

L'intelligenza richiede una cosa fondamentale: porsi domande.

È giusto o sbagliato fare questo?

È più veloce ed economica questa soluzione o l'altra?

Ha senso che faccia questa cosa?

In futuro come impatterà questa scelta?

Tutte domande che l'AI non si pone e a cui non può rispondere.

Se risponde è perché gliele facciamo implicitamente e allora è in grado di darci una soluzione.

Ma anche il suo contrario, in modo perfettamente neutro, proprio come un automa.

Non c'è spirito critico né visione di quello che ti suggerisce.

Risponde e basta.

Quindi attenzione, quelli che sanno porsi domande siamo noi e dobbiamo farlo anche nell'interpretare le sue risposte.

Sennò diventiamo come l'AI: degli automi.

E gli automi non ottengono risultati.

La pigrizia di oggi si paga cara domani.

01/12/2025

Hai bisogno di almeno due tipi di collaboratori nel tuo team di sviluppo.

Quello che lavora di forza, a testa bassa, che cascasse il mondo, va avanti e .

Porta a termine le cose, costi quel che costi.

E un altro, quello strategico, pieno di idee ed entusiasta.

Avere solo uno dei due è come essere camminare zoppio.

Vedo spesso costantemente team che sono in affanno perché c'è sbilanciamento.

O troppe persone che tirano, tipo cavallo da soma (in senso buono).

O teorici che pensano troppo e fanno poco.

E l'imprenditore? L'imprenditore deve avere chiarezza, la visione di dove vuole arrivare.

E quindi dare direzione.

Lui deve avere la visione.

Deve saper leggere la direzione e trasmetterla chiaramente al team.

Tutti sono fondamentali per navigare velocemente, verso ciò che conta davvero: sistemi solidi e margini saneacque sicure.

Ale acque sicure, sono i sistemi e i margini.

Soprattutto oggi che con l’AI il mercato sta diventando sempre più veloce e con l'AI sempre più competitivo.

E È bene investire il tempo per crescere, visto che è sempre più difficile fare previsionipredizioni a lungo raggio, perché quello che c’è oggi, domani potrebbe cambiare….

Quello che c'è oggi, domani potrebbe essere cambiato.

Lavorare con il tuo team per essere tutti allineati è essenziale. per andare nella direzione giusta.

E se vuoi andare nella giusta direzione ti servono sia rematori forti che capitani intelligenti.

01/12/2025

Hai bisogno di almeno due tipi di collaboratori nel tuo team di sviluppo.

Quello che lavora di forza, a testa bassa, che cascasse il mondo, va avanti.

Pporta a termine le cose, costi quel che costi.

E un altro, quello strategico, pieno di idee ed entusiasta.

Avere solo uno dei due è come essere camminare zoppio.

Vedo spesso costantemente team che sono in affanno perché c'è sbilanciamento.

O troppe persone che tirano, tipo cavallo da soma (in senso buono).

O teorici che pensano troppo e fanno poco.

E l'imprenditore?

L'imprenditore deve avere chiarezza, la visione di dove vuole arrivare.

E quindi dare direzione.

Lui deve avere la visione.

Deve saper leggere la direzione e trasmetterla chiaramente al team.

Tutti sono fondamentali per navigare velocemente, verso ciò che conta davvero: sistemi solidi e margini saniacque sicure.

Ale acque sicure, sono i sistemi e i margini.

Soprattutto oggi che con l’AI il mercato sta diventando sempre più veloce e con l'AI sempre più competitivo.

E È bene investire il tempo per crescere, visto che è sempre più difficile fare previsionipredizioni a lungo raggio, perché quello che c’è oggi, domani potrebbe cambiare….

Quello che c'è oggi, domani potrebbe essere cambiato.

Lavorare con il tuo team per essere tutti allineati è essenziale. per andare nella direzione giusta.

E se vuoi andare nella giusta direzione ti servono sia rematori forti che capitani intelligenti.

22/11/2025

𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐋𝐋𝐌 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐢 "𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢", 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

Davvero sanno ragionare?

Quindi, sanno risolvere problemi nuovi?

Alcuni ricercatori pensano di sì (anche se ancora nessuno sa esattamente come funzionano internamente).

O meglio, conosciamo molto bene come sono costruiti e come funzionano a livello di architettura.

Ma non sappiamo ancora come leggere la loro “lingua interna”, senza fare esperimenti caso per caso.

Non sappiamo esattamente perché un modello dia una certa risposta o cosa rappresentino davvero molti dei loro “neuroni”.

Li usiamo molto più come scatole nere che come circuiti stampati di cui si conosce ogni collegamento.

Nemmeno chi li produce sa esattamente come funzionano.

Gli stessi ricercatori di OpenAI, Google e Anthropic a luglio 2025 hanno lanciato un allarme:

-potrebbero perdere la capacità di comprendere i modelli avanzati di AI.

Senza addentrarci nella definizione di intelligenza, che è complessa e incompleta...

L'intelligenza richiede una cosa fondamentale:
- porsi domande

È giusto o sbagliato fare questo?

È più veloce ed economica questa soluzione o l'altra?

Ha senso che faccia questa cosa?

In futuro come impatterà questa scelta?

Tutte domande che l'AI non si pone e a cui non può rispondere.

Se risponde è perché gliele facciamo implicitamente e allora è in grado di darci una soluzione.

Ma anche il suo contrario, in modo perfettamente neutro, proprio come un automa.

Non c'è spirito critico né visione di quello che ti suggerisce.

Risponde e basta.

Quindi attenzione, quelli che sanno porsi domande siamo noi e dobbiamo farlo anche nell'interpretare le sue risposte.

Sennò diventiamo come l'AI:
- degli automi.

E gli automi non ottengono risultati.

La pigrizia di oggi si paga cara domani.

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