12/02/2026
I Giochi Olimpici mi incantano.
Mi catturano.
Le storie, le dinamiche, i successi, le cadute, la paura, la forza. Le lacrime di delusione e quelle di gioia.
Tanti i dettagli che cerco di non farmi sfuggire.
Tanti i sentimenti che nutrono il cuore.
Immenso il rispetto che provo per ognuno di quegli atleti che ha avuto non solo la capacità di qualificarsi ad un evento così importante, ma che ha anche il coraggio di esporsi davanti al mondo intero.
É la quinta olimpiade (tra estive ed invernali) che ho l'onore di seguire da vicino grazie al mio lavoro da mental coach e ogni volta è diversa, ogni volta è speciale.
Non è facile sapete.
Avere tutti gli occhi puntati addosso, sostenere le aspettative - proprie e di una nazione intera -, le previsioni, le etichette, la pressione.
Che, come si dice, è un privilegio, ma va saputa governare. Altrimenti ti blocca e ti impedisce di esprimere le competenze di cui disponi.
Tanti di questi atleti hanno innate capacità di gestire la prestazione sotto pressione.
Sì, sono doti naturali.
Ma tantissimi altri devono costruirsi quella solidità, giorno dopo giorno. Ci lavorano, perché si può imparare.
Bisogna arrivare pronti mentalmente ad un evento così intenso.
Avere delle routine, delle strategie.
Non si lascia nulla al caso. Ogni dettaglio va meticolosamente preparato.
È necessario sapersi chiudere in una bolla al momento giusto. Anche se fuori c'è un mondo magnifico, unico nel suo genere per importanza: il villaggio, gli eventi, le persone, le location, le interviste, lo show, la magia.
Guardo questi atleti con stima profonda e soprattutto con immesso rispetto.
E provo disagio quando leggo certi commenti.
I commenti di chi, davvero, non ha idea di che cosa ci sia dietro alla preparazione di un Sogno cosi grande come l'Olimpiade.
Di quanti alti e bassi, sacrifici, infortuni.
Di quante siano le persone coinvolte nel tuo percorso.
Di quante famiglie, quanti cuori, quanti professionisti.
Quanto lavoro.
Eppure lì poi sei solo.
E chissà quante volte ti ci sei sentito anche lungo il tuo cammino tortuoso.
L'olimpiade dovrebbe essere gioia, emozione, empatia, sostegno.
É conoscere sport meno visibili a cui dei ragazzi e delle ragazze stanno dedicando la vita.
É sentirci dalla stessa parte, almeno per un pò, almeno in qualcosa.
Ricordando che dietro ad un professionista (che commette errori) c'è un essere umano.