03/03/2026
// - PARI - Polo delle Arti Relazionali e Irregolari
℅ Flashback Habitat - Padiglione A
INTERLUDI
a cura di Elena Inchingolo
inaugurazione giovedì 12 marzo 2026 ore 19.00
dal 13 marzo al 12 aprile 2026
Evento nell’ambito del progetto Seminare nuovi immaginari promosso da Forme in bilico APS, Fermata
d’autobus Onlus, Galleria Gliacrobati, CCW Cultural Welfare Center, Noli Timere e rivolididonne.
“La perfezione, dice un antico proverbio orientale, è bella ma è stupida: bisogna conoscerla ma romperla. Adesso che, come penso, vi sarà chiaro come disegnare un albero, non dovete seguire pedestremente quello che vi ho mostrato; se la regola ormai vi è nota potete disegnare l’albero che volete […]. E poi, soprattutto, insegnatelo ad altri”. — Bruno Munari
“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.” — Paul Klee
Etimologicamente il termine interludio dal latino preludio, inter- ‘fra’ e ludus ‘gioco’ o ‘spettacolo’, significa propriamente, ‘in mezzo allo spettacolo’.
Nel mondo del teatro e della musica, gli interludi sono brevi componimenti che separano due scene di uno spettacolo o due parti di un concerto. Possono consistere in semplici brani musicali o vere e proprie rappresentazioni autonome, estremamente ridotte come durata e come impegno scenico.
In altri termini, l’interludio è un intermezzo: questa idea, fuori dal mondo della musica e del teatro, prende i connotati generali di una pausa.
In filosofia, l’interludio può essere paragonato all’epoché - sospensione del giudizio - fenomenologica.
Non è un vuoto passivo, ma un atto di volontà con cui decidere di fermare il “tempo produttivo” per osservare il mondo senza l’obbligo di reagire ad esso.
In psicologia è la “pausa creativa”, il momento in cui la mente abbandona la focalizzazione diretta su un tema, permettendo al pensiero divergente, originale e flessibile, di generare connessioni inaspettate.
L’interludio crea lo spazio dell’incontro tra traiettorie diverse ossia lo spazio delle possibilità. Trasposto nella vita è la parentesi in cui possiamo esplorare versioni alternative di noi stessi senza il peso del ruolo sociale.