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Cerchiamo di recuperare e riassegnare gli oggetti elettronici dismessi o rotti che normalmente finirebbero direttamente tra i rifiuti... creando non pochi problemi di smaltimento. Dove non è possibile riutilizzare smontiamo e dividiamo al fine di minimizzare l'impatto ambientale.

15/10/2026
14/10/2026

In Italia i rifiuti radioattivi continuano ad aumentare: a fine 2025 erano oltre 34.600 metri cubi, quasi 840 in più rispetto all’anno precedente. A custodirne la quantità maggiore è il Lazio, con oltre 12.600 metri cubi, pari a più di un terzo del totale nazionale. Ma se guardiamo alla radioattività complessiva, la situazione cambia: è il Piemonte a registrare il valore più alto, con oltre 26.000 terabecquerel.

Numeri che diventano ancora più interessanti alla luce del possibile ritorno del nucleare in Italia. Il Parlamento ha infatti approvato la legge delega sul nucleare sostenibile, mentre il nostro Paese non ha ancora individuato il sito per il Deposito Nazionale destinato a raccogliere una parte importante dei rifiuti radioattivi già esistenti.

Leggi l'articolo completo qui: https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/aumento-rifiuti-radioattivi-lazio-mappa-aggiornata/

14/10/2026

Sembra una parete piena di piccole case di legno.

In realtà è un santuario verticale per api selvatiche.

Nella riserva di Shennongjia, nella provincia cinese dell’Hubei, centinaia di arnie sono state fissate direttamente su una parete rocciosa, a circa 1.200 metri di quota. Il risultato è impressionante: una specie di “muro delle api”, con oltre 700 cassette costruite per attirare colonie selvatiche e offrire loro un luogo sicuro dove stabilirsi.

L’idea nasce per proteggere le api mellifere cinesi, spesso indicate come Apis cerana cerana, una sottospecie autoctona preziosa per l’impollinazione e per gli ecosistemi montani. In alcune aree, queste api sono sotto pressione a causa della perdita di habitat, dei cambiamenti ambientali e della competizione con api allevate o specie introdotte.

La posizione non è casuale.

Le arnie vengono sistemate in alto, su una parete difficile da raggiungere, perché imita i luoghi naturali in cui molte api selvatiche cercano rifugio: cavità, rocce, zone riparate e poco accessibili. Allo stesso tempo, l’altezza aiuta a proteggerle da predatori come gli orsi, che potrebbero distruggere le cassette per raggiungere il miele.

Non è solo apicoltura.

È conservazione.

Ogni arnia diventa una piccola possibilità in più per una colonia di sopravvivere, riprodursi e continuare a svolgere il suo lavoro invisibile: impollinare fiori, mantenere viva la biodiversità e sostenere gli equilibri della foresta.

La cosa più affascinante è che l’uomo non ha costruito un alveare “contro” la natura.

Ha provato a copiarla.

Ha guardato dove le api si sentono al sicuro e ha creato una versione artificiale di quel rifugio.

Una parete verticale.

Settecento piccole case.

E migliaia di api che, in silenzio, continuano a fare una delle cose più importanti del pianeta.

14/10/2026

Scientists have created a new material that behaves a lot more like human skin than anything we've seen before. It is strong, flexible, and, most importantly, it can repair itself after being damaged.

For years, researchers have struggled with the same problem. Artificial gels could either be tough or self-healing, but not both. Materials that were strong usually couldn't repair themselves, while those that could heal were too soft to be practical.

Now, researchers from Aalto University in Finland and the University of Bayreuth in Germany believe they have overcome that challenge.

They developed a new type of hydrogel by combining ultra-thin clay nanosheets with a dense network of polymer chains. The clay gives the material its strength, while the polymers remain flexible enough to reconnect after being damaged. The result is a material that is both durable and capable of repairing itself.

In laboratory tests, the hydrogel recovered about 90% of its damage within four hours and completely healed within 24 hours. That's remarkably similar to the way human skin repairs minor injuries.

The findings were published in the journal *Nature Materials* by a team led by Dr. Hang Zhang, Professor Olli Ikkala, and Professor Josef Breu.

Although the technology is still in the experimental stage and has not yet been used to treat patients, researchers believe it could have a wide range of future applications. It could one day be used to create better wound dressings, artificial skin for burn victims, controlled drug delivery systems, wearable medical devices, and even soft robots with skin that can repair itself after damage.

While there's still a long road before this material reaches hospitals or commercial products, scientists say this is the first synthetic gel to successfully combine real mechanical strength with true self-healing. If future studies confirm its potential, it could become one of the most important advances in materials science in recent years.

Indirizzo

Torino E Cintura
Turin
10133

Sito Web

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