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26/05/2026
25/05/2026

Il DNA degli italiani è diviso geneticamente quanto quello di paesi europei completamente diversi.

Non è un'opinione. È un valore numerico pubblicato su Science Advances da Raveane, Aneli e Montinaro nel 2019.

Hanno analizzato il genoma di oltre 1.500 italiani. Quello che hanno trovato ha riscritto la mappa genetica della pen*sola.

L'Italia non è mai stata un'unica popolazione. La misura tecnica si chiama FST — indica quanto due gruppi umani siano geneticamente distanti. Tra gruppi di paesi europei diversi, quel valore si aggira attorno a 0.004. La stessa cifra si trova confrontando un italiano del Nord con uno del Sud.

Tradotto: la distanza genetica tra Milano e Palermo è comparabile a quella tra Francia e Polonia.

E questo è solo il punto di partenza.

Nello studio emergono tre blocchi genetici principali: Nord/Centro-Nord, Sud/Centro-Sud con Sicilia, e Sardegna. Ciascuno con una storia ancestrale distinta, sedimentata in migliaia di anni di migrazioni separate.

Il Nord ha assorbito fino al 33% di ancestry dalla Steppa dell'età del Bronzo — le popolazioni Yamnaya che si sono espanse dall'Eurasia orientale. Al Sud quel valore crolla a circa il 6%. Al suo posto entra una componente Anatolica dell'età del Bronzo che sfiora il 30% in certi cluster meridionali e siciliani. Contributi storici dal Nord Africa arrivano fino al 14.5% in alcune popolazioni del Sud estremo.

La Sardegna è un caso a parte. È la popolazione più simile ai primi agricoltori neolitici arrivati dall'Anatolia 8.000 anni fa: oltre l'80% di quel patrimonio genetico è ancora intatto nell'isola. È rimasta isolata abbastanza a lungo da conservare qualcosa che il resto d'Europa ha quasi cancellato.

Aspetta, però. Il numero più importante dello studio non è quello che divide — è quello che accumuna.

Tutti i cluster italiani, Nord e Sud, hanno tra il 56% e il 72% di ancestry neolitica anatolica. Il fondo comune esiste. Ma sopra quel fondo, ogni regione ha stratificato secoli diversi: invasioni greche, longobarde, arabe, romane, celtiche. Flussi che non hanno raggiunto ogni angolo della pen*sola con la stessa intensità.

Il FST massimo misurato tra cluster italiani è 0.007–0.008. La mediana interna agli altri paesi europei è tra 0.0001 e 0.002. L'Italia è fuori scala rispetto a qualunque altro paese del continente analizzato nello studio.

Non è folklore. Non è campanilismo. È scritto nel DNA.

In breve:
La differenziazione genetica interna all'Italia (FST mediana 0.004) è pari alla media tra cluster di paesi europei diversi
Tre blocchi ancestrali distinti: Nord (più steppa), Sud (più Anatolia/Caucaso), Sardegna (neolitico conservato)
L'Italia ha la struttura genetica interna più alta di qualunque altro paese europeo analizzato

18/12/2023
15/12/2023

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