Liuteria Express

Liuteria Express La cura e la manutenzione della chitarra aiutano a suonare meglio, consigli, dritte, trucchi e altro. Liutaio per passione

Semplice....
01/03/2026

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Amplifier Circuit Diagram

A volte non si è del tutto soddisfatti del proprio suono, questo può dipendere da diversi fattori. Cominciamo col valuta...
13/01/2026

A volte non si è del tutto soddisfatti del proprio suono, questo può dipendere da diversi fattori. Cominciamo col valutare la prima causa che ci allontana dallo strumento, che è quella più banale: le corde.
Col tempo le corde perdono il loro ‘brillante’ e diventano opache, alcuni chitarristi in realtà apprezzano questo suono, ma la maggior parte preferisce quando la loro chitarra canta, e un buon set di corde perfettamente accordate ti darà proprio questo.

E parlando di accordare tutto perfettamente, non dimenticare di controllare e regolare l’intonazione se necessario. Se sei un principiante, l’intonazione significa assicurarsi che la chitarra sia accordata lungo tutto il ma**co, non solo al capotasto. Questo si ottiene suonando le note al 12° tasto (dopo aver accordato normalmente la chitarra) e assicurandosi che siano anch’esse perfettamente accordate. Se non lo sono, regola la posizione delle selle sul ponte finché non lo saranno.

Ecco una serie di oggetti che potremmo definire "starter pack".Il famoso OptiVISOR Headband, indispensabile per i lavori...
30/11/2025

Ecco una serie di oggetti che potremmo definire "starter pack".
Il famoso OptiVISOR Headband, indispensabile per i lavori di precisione, in rete c'è una foto che ritraeva il grande Leo Fender con un modello simile sulla fronte. Poi abbiamo una cassettina con una serie di cacciaviti e brugole a inserto, molto comoda per i vari lavori su meccaniche, battipenna o sellette. Un accordatore da paletta, varie serie di attrezzini per trovare e regolare il radius della tastiera, un righello in metallo per regolare l'action e infine una chiave universale che si adatta a quasi ogni dado della chitarra, perfetta per stringere potenziometri, jack e dadi delle chiavette.

Partiamo da questo semplice, ma utilissimo "attrezzo", il supporto per il ma**co della vostra chitarra, utile già per un...
21/11/2025

Partiamo da questo semplice, ma utilissimo "attrezzo", il supporto per il ma**co della vostra chitarra, utile già per un semplice cambio corde, o per lavori più impegnativi che necessitano di un appoggio stabile e veloce. In commercio ve ne sono di diversi tipi, comunque ad un prezzo abbordabile. Per gli appassionati del fai da te, potrebbe essere divertente anche costruirselo, se si ha buona manualità e i materiali giusti.

Ogni tanto ci si imbatte in uno scempio come quello in foto. Se il ponte della vostra chitarra acustica vi si stacca, no...
05/11/2025

Ogni tanto ci si imbatte in uno scempio come quello in foto. Se il ponte della vostra chitarra acustica vi si stacca, non usate mai viti, chiodi o colle strane, assolutamente mai vinavil, l'unico sistema è una colla alifatica come Titebond e qualche morsetto da tenere 24 ore in posa.

Prossimamente ci occuperemo dell’attrezzatura di base per i vostri lavori di liuteria e manutenzione della chitarra, di ...
30/10/2025

Prossimamente ci occuperemo dell’attrezzatura di base per i vostri lavori di liuteria e manutenzione della chitarra, di fatto bastano pochi ma essenziali utensili dal costo tutto sommato irrisorio per cimentarsi nei vari lavori di mantenimento e cura dello strumento.

Il 15 settembre ha chiuso i battenti G&L, il brand la cui sigla in origine sottintendeva i nomi di Leo Fender e George F...
24/10/2025

Il 15 settembre ha chiuso i battenti G&L, il brand la cui sigla in origine sottintendeva i nomi di Leo Fender e George Fullerton, ha costruito eccellenti strumenti dal 1979 al 15 settembre scorso, in molti casi migliorando il progetto originale Fender.
Dopo aver rilevato altri marchi che rischiavano di scomparire, come
Gretsch, Jackson, Charvel e altri, potrebbe decidere di farlo anche con G&L.

://www.accordo.it/article/viewPub/108584

Il 15 settembre ha chiuso i battenti G&L, il brand la cui sigla in origine sottintendeva i nomi di Leo Fender e George Fullerton, ha costruito eccellenti strumenti dal 1979 al 15 settembre scorso, quando l'azienda ha chiuso i battenti, forse definitivamente. Gestita dalla BBE Sound della famiglia Mc...

Alcune considerazioni sui tasti La dimensione del filo dei tasti non ha alcun effetto reale sull'intonazione, ma ha tutt...
23/10/2025

Alcune considerazioni sui tasti
La dimensione del filo dei tasti non ha alcun effetto reale sull'intonazione, ma ha tutto a che fare con la suonabilità. I tasti più alti facilitano l'ottenimento di note chiare: è necessaria una minore pressione delle dita, un fatto che alcuni non notano, ma che per altri fa la differenza. Ad alcuni piacciono molto i tasti minuscoli, ma sempre più liutai, seguendo l'esempio dei musicisti che mettono in mostra i loro strumenti, optano per tasti più grandi di quelli che Gibson abbia mai utilizzato. Altro vantaggio non da poco, è che con i tasti più alti le rettifiche saranno ovviamente maggiori rispetto a frets più bassi in partenza, con un notevole risparmio sulla sostituzione prematura, causa usura.

A parte l'acciaio inossidabile, che non mi piace affatto, più il fret è grande e/o duro, più è difficile da installare, ma più durerà. Credo che ne valga la pena.

Se vi trovate di fronte ad una tastiera del genere, le soluzioni sono due; procedere nel continuare lo scalloped già ini...
21/10/2025

Se vi trovate di fronte ad una tastiera del genere, le soluzioni sono due; procedere nel continuare lo scalloped già iniziato in modo naturale e sostituzione frets, oppure spianare tutto e rifare la tastiera con il radius desiderato.

Rettifica tasti fai da te.Dopo aver smontato il ma**co e approntato un’idonea zona-lavoro, cercando di mantenere il ma**...
19/10/2025

Rettifica tasti fai da te.

Dopo aver smontato il ma**co e approntato un’idonea zona-lavoro, cercando di mantenere il ma**co più in piano possibile, ho proceduto al raddrizzamento del ma**co agendo chiaramente sul truss-rod. È essenziale che il ma**co non abbia la più minima incurvatura, altrimenti il lavoro successivo sarebbe inutile: a tale scopo entra in gioco il “righello” (io l’ho chiamato così in mancanza di altre definizioni più appropriate ma credo che si chiami riga scanalata) che va posto a contatto con il legno della tastiera avendo cura di non lasciare passare “luce” tra la barra d’acciaio e il legno (va da sé che nel mio caso la scala da utilizzare fosse quella da 25,5”).

Una volta assicuratomi che il ma**co fosse più diritto possibile sono passato alla fase di protezione del palissandro, ricoprendo la tastiera con nastro adesivo carta, lasciando (ovviamente) ben scoperti i tasti.
Successivamente ho proceduto con la marcatura di ogni tasto con un pennarello nero: ciò è indispensabile per avere il riferimento di quanto i tasti debbano essere levigati.
Con il blocco di legno sagomato (lato da 7,25”), su cui ho applicato la carta abrasiva in dotazione, ho cominciato a levigare i tasti (non prima però di aver verificato con un calibro da radius che il blocco avesse realmente un raggio di 7,25”: meglio non fidarsi troppo).
Questa operazione è piuttosto delicata e deve essere svolta lentamente, con pazienza, cercando di premere meno possibile sulla tastiera per evitare di levigare i tasti più del necessario. Molti liutai usano una carta piuttosto grossa (220/240) ma io ho utilizzato la 600 che avevo in dotazione con il blocco di legno: sicuramente avrà richiesto un po’ più di tempo ma così ho evitato di fare danni. Inoltre, anziché il blocco di legno sagomato, spesso viene utilizzata una barra di alluminio lunga all’incirca una quarantina di centimetri, perfettamente squadrata ma chiaramente questo strumento richiede una maggiore precisione e comporta maggiori rischi rispetto a quello che ho utilizzato io perché obbliga a essere molto meticolosi nel rispettare l’arco dei tasti.
Si deve levigare sino a che tutti i tasti non siano stati “ripuliti” dalla marcatura: ciò indica che sono stati riportati tutti alla stessa altezza. Durante la levigatura chiaramente si osserverà che i tasti più alti sono quelli che perdono per primi la marcatura e nelle foto si noterà inoltre che durante questa operazione vengono messi in risalto i solchi dei tasti che saranno gli ultimi ad essere livellati.
Terminata la levigatura, ho utilizzato la livella per verificare che l’altezza dei tasti fosse omogenea e che non vi fossero dislivelli. È un’operazione che si svolge sfruttando la sua forma a trapezio: si deve poggiare la livella su tre tasti alla volta, cercando eventuali dislivelli all’altezza di ciascuna corda. Si parte dai primi tasti utilizzando il lato più lungo del trapezio e man mano che ci si avvicina al ponte si utilizzano i lati più corti. Una volta verificata l’altezza dei tasti, con l’apposita lima si passa alla coronatura, cioè l’operazione che ridà la forma “stondata” al loro apice che viene appiattito nella precedente operazione. Per prima cosa ho marcato nuovamente i tasti allo scopo di creare un riferimento che mi aiutasse a ridare loro la forma appropriata. A dire il vero non tutti i liutai effettuano questo passaggio poiché molti capiscono a occhio quando il coronamento è stato ottenuto correttamente ma, essendo io un novellino, ho preferito non fidarmi del riferimento a occhio. La lima che ho acquistato ha tre diversi solchi a D, da uno, due e tre millimetri, per adattarsi alle diverse dimensioni dei tasti in commercio.

Anche in questo caso l’operazione va svolta con lentezza e pazienza, cercando di rispettare quanto più possibile l’arco del tasto poiché la lima è uno strumento piuttosto efficiente (credo alla polvere di diamante) e con pochi passaggi si ottiene il risultato prefissato.
Si noterà come i tasti vengano ripuliti dalla marcatura del pennarello a eccezione di un filo sottilissimo sull’apice: ciò sta a significare che il tasto ha riottenuto la forma convessa che deve avere.
Terminata la coronatura dei tasti si procede nuovamente con la livella a trapezio a verificare la corretta altezza di ogni tasto.
Poiché il coronamento lascia i tasti piuttosto “grezzi” si passa alla fase di levigatura, prima con la carta da 360 (andrebbe usata la 400 ma non l’ho trovata) e poi con la 800. Anche in questo caso si deve fare poca pressione per evitare di “appiattire” nuovamente i tasti appena coronati.
Infine con la paglietta 000 si effettua la lucidatura (per i più pignoli dopo la 000 sarà necessaria anche una passata di pasta abrasiva).

(da www.accordo.it)

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Turin
10100

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