19/10/2025
Rettifica tasti fai da te.
Dopo aver smontato il ma**co e approntato un’idonea zona-lavoro, cercando di mantenere il ma**co più in piano possibile, ho proceduto al raddrizzamento del ma**co agendo chiaramente sul truss-rod. È essenziale che il ma**co non abbia la più minima incurvatura, altrimenti il lavoro successivo sarebbe inutile: a tale scopo entra in gioco il “righello” (io l’ho chiamato così in mancanza di altre definizioni più appropriate ma credo che si chiami riga scanalata) che va posto a contatto con il legno della tastiera avendo cura di non lasciare passare “luce” tra la barra d’acciaio e il legno (va da sé che nel mio caso la scala da utilizzare fosse quella da 25,5”).
Una volta assicuratomi che il ma**co fosse più diritto possibile sono passato alla fase di protezione del palissandro, ricoprendo la tastiera con nastro adesivo carta, lasciando (ovviamente) ben scoperti i tasti.
Successivamente ho proceduto con la marcatura di ogni tasto con un pennarello nero: ciò è indispensabile per avere il riferimento di quanto i tasti debbano essere levigati.
Con il blocco di legno sagomato (lato da 7,25”), su cui ho applicato la carta abrasiva in dotazione, ho cominciato a levigare i tasti (non prima però di aver verificato con un calibro da radius che il blocco avesse realmente un raggio di 7,25”: meglio non fidarsi troppo).
Questa operazione è piuttosto delicata e deve essere svolta lentamente, con pazienza, cercando di premere meno possibile sulla tastiera per evitare di levigare i tasti più del necessario. Molti liutai usano una carta piuttosto grossa (220/240) ma io ho utilizzato la 600 che avevo in dotazione con il blocco di legno: sicuramente avrà richiesto un po’ più di tempo ma così ho evitato di fare danni. Inoltre, anziché il blocco di legno sagomato, spesso viene utilizzata una barra di alluminio lunga all’incirca una quarantina di centimetri, perfettamente squadrata ma chiaramente questo strumento richiede una maggiore precisione e comporta maggiori rischi rispetto a quello che ho utilizzato io perché obbliga a essere molto meticolosi nel rispettare l’arco dei tasti.
Si deve levigare sino a che tutti i tasti non siano stati “ripuliti” dalla marcatura: ciò indica che sono stati riportati tutti alla stessa altezza. Durante la levigatura chiaramente si osserverà che i tasti più alti sono quelli che perdono per primi la marcatura e nelle foto si noterà inoltre che durante questa operazione vengono messi in risalto i solchi dei tasti che saranno gli ultimi ad essere livellati.
Terminata la levigatura, ho utilizzato la livella per verificare che l’altezza dei tasti fosse omogenea e che non vi fossero dislivelli. È un’operazione che si svolge sfruttando la sua forma a trapezio: si deve poggiare la livella su tre tasti alla volta, cercando eventuali dislivelli all’altezza di ciascuna corda. Si parte dai primi tasti utilizzando il lato più lungo del trapezio e man mano che ci si avvicina al ponte si utilizzano i lati più corti. Una volta verificata l’altezza dei tasti, con l’apposita lima si passa alla coronatura, cioè l’operazione che ridà la forma “stondata” al loro apice che viene appiattito nella precedente operazione. Per prima cosa ho marcato nuovamente i tasti allo scopo di creare un riferimento che mi aiutasse a ridare loro la forma appropriata. A dire il vero non tutti i liutai effettuano questo passaggio poiché molti capiscono a occhio quando il coronamento è stato ottenuto correttamente ma, essendo io un novellino, ho preferito non fidarmi del riferimento a occhio. La lima che ho acquistato ha tre diversi solchi a D, da uno, due e tre millimetri, per adattarsi alle diverse dimensioni dei tasti in commercio.
Anche in questo caso l’operazione va svolta con lentezza e pazienza, cercando di rispettare quanto più possibile l’arco del tasto poiché la lima è uno strumento piuttosto efficiente (credo alla polvere di diamante) e con pochi passaggi si ottiene il risultato prefissato.
Si noterà come i tasti vengano ripuliti dalla marcatura del pennarello a eccezione di un filo sottilissimo sull’apice: ciò sta a significare che il tasto ha riottenuto la forma convessa che deve avere.
Terminata la coronatura dei tasti si procede nuovamente con la livella a trapezio a verificare la corretta altezza di ogni tasto.
Poiché il coronamento lascia i tasti piuttosto “grezzi” si passa alla fase di levigatura, prima con la carta da 360 (andrebbe usata la 400 ma non l’ho trovata) e poi con la 800. Anche in questo caso si deve fare poca pressione per evitare di “appiattire” nuovamente i tasti appena coronati.
Infine con la paglietta 000 si effettua la lucidatura (per i più pignoli dopo la 000 sarà necessaria anche una passata di pasta abrasiva).
(da www.accordo.it)