09/10/2025
🕊 La libertà digitale secondo il padre del Web 🌐
Il World Wide Web (WWW) nacque il 6 agosto 1991, quando l’informatico inglese Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito web presso il CERN di Ginevra, per condividere documentazione scientifica in formato elettronico utilizzabile indipendentemente dalla piattaforma. Berners-Lee decise di non brevettare la tecnologia, rendendola accessibile gratuitamente a tutti. Se chiunque poteva pubblicare, prima o poi il Web sarebbe diventato un archivio dinamico della conoscenza umana, che avrebbe favorito la collaborazione e la creatività globale.
Oggi, Berners-Lee osserva che l’utente è diventato fonte di dati da estrarre, profilare e rivendere. Gli algoritmi del Web 2.0 privilegiano il profitto, alimentando polarizzazione, disinformazione e dipendenza comportamentale. Il prezzo che paghiamo per i servizi digitali "gratuiti" è la nostra privacy e la perdita di controllo sui nostri stessi dati.
Solid
Per rispondere a questa deriva, Berners-Lee ha lanciato nel 2018 solidproject.org: uno standard open source in cui le informazioni verrebbero raccolte, archiviate e controllate dall’utente.
Perché Solid non è mai decollato?
- Ogni utente dovrebbe decidere chi può accedere a quali informazioni, competenze tecniche che la maggior parte delle persone non ha.
- Poche applicazioni hanno adottato Solid (dovrebbero richiedere l'autorizzazione prima di ogni utilizzo).
- Scarsi incentivi economici: gli investitori non potrebbero monetizzare con i dati degli utenti.
- Cultura della privacy poco diffusa.
AI
Nel 2017 Berners-Lee immaginava un’AI personale al servizio dell’individuo, con obblighi legali, responsabilità e codici etici. L’opposto del modello attuale, in cui l’AI tende a lavorare per chi possiede i dati, non per chi li genera. Berners-Lee avverte che l’intelligenza artificiale, se lasciata esclusivamente nelle mani di poche corporation, consolida dinamiche monopolistiche e asimmetrie di potere.
L’inventore del World Wide Web non cita però il Web 3.0 (o Web3) basato su blockchain, criptovalute, smart contract e decentralizzazione.
La soluzione, secondo l’informatico britannico, è un’istituzione internazionale non-profit, sul modello del CERN, capace di coordinare ricerca, standard e regole globali per l’AI.
E se riusciremo a ritrovare quello spirito originario, davvero il Web potrà tornare a essere uno strumento universale di creatività, collaborazione e progresso umano.
Fonte: https://www.ilsoftware.it/il-web-e-morto-tim-berners-lee-lancia-lallarme-sulla-liberta-digitale/
Foto di Sara Kurfeß su Unsplash