06/12/2024
Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parole chiave accompagnate da illustrazioni. La parola chiave di oggi è “pumo” ed è connessa alla lavorazione della ceramica, una delle attività locali maggiormente sviluppate. Nel corso dei secoli, infatti, il terreno argilloso della Puglia ha permesso agli artigiani di esprimere tutta la loro creatività producendo manufatti impiegati principalmente nell’ambito domestico: contenitori per l’acqua, il vino e l’olio, ma anche piatti e oggetti con funzioni semplicemente decorative.
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Così, nelle botteghe dei ceramisti o nelle abitazioni può capitare di trovare ancora oggi i capasoni, i tradizionali contenitori di colore ocra caratterizzati dalla presenza di un piccolo rubinetto, che funge da apertura di scarico. La loro peculiarità consisteva nel mantenere costante la temperatura al proprio interno, per questo erano destinati a contenere olio, vino e acqua. Un oggetto molto originale è poi la cosiddetta “pupa”, una brocca che riprende le forme di un cavaliere travestito da donna, munito di due lunghi baffi e un seno prospicente.
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Tuttavia, è il pumo l’oggetto di ceramica più noto della tradizione pugliese. La sua forma riprende quella di un bocciolo di un fiore che sta per schiudersi, circondato alla base da larghe foglie. Il pumo in origine fungeva come simbolo di prosperità e, proprio per questo motivo, le famiglie più abbienti avevano l’abitudine di esporlo sui balconi dei rispettivi palazzi. Oggi, il pumo costituisce più un ornamento, valido sia per l’interno delle case che per l’esterno. In entrambi i casi assolve anche il compito di portafortuna.
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Tra le città pugliesi legate maggiormente alla lavorazione della ceramica spicca il piccolo centro di Grottaglie, che possiede un intero quartiere formato da botteghe di ceramisti, all’interno delle quali è possibile assistere al processo di creazione e acquistare i prodotti realizzati.
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