Saluti dalla Puglia

Saluti dalla Puglia Con il progetto Saluti dalla Puglia si vogliono condividere la storia e le tradizioni locali attraverso illustrazioni inedite.

Visitando il sito potrete acquistare accessori decorati in modo originale o richiedere una consulenza in ambito comunicativo. Saluti dalla Puglia nasce grazie al bando Start Up promosso dal Comune di Taranto. Il carattere innovativo di questo progetto risiede nel volere raccontare il territorio attraverso la grafica e l'illustrazione digitale. Per questa ragione, il sito www.salutidallapuglia.com

comprende un blog dove gli articoli sono accompagnati da immagini originali, che aiutano a trasmettere meglio i contenuti. Inoltre, Saluti dalla Puglia rivolge alle aziende, ai privati e agli enti pubblici per curare la loro identità visiva.

Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parol...
06/12/2024

Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parole chiave accompagnate da illustrazioni. La parola chiave di oggi è “pumo” ed è connessa alla lavorazione della ceramica, una delle attività locali maggiormente sviluppate. Nel corso dei secoli, infatti, il terreno argilloso della Puglia ha permesso agli artigiani di esprimere tutta la loro creatività producendo manufatti impiegati principalmente nell’ambito domestico: contenitori per l’acqua, il vino e l’olio, ma anche piatti e oggetti con funzioni semplicemente decorative.
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Così, nelle botteghe dei ceramisti o nelle abitazioni può capitare di trovare ancora oggi i capasoni, i tradizionali contenitori di colore ocra caratterizzati dalla presenza di un piccolo rubinetto, che funge da apertura di scarico. La loro peculiarità consisteva nel mantenere costante la temperatura al proprio interno, per questo erano destinati a contenere olio, vino e acqua. Un oggetto molto originale è poi la cosiddetta “pupa”, una brocca che riprende le forme di un cavaliere travestito da donna, munito di due lunghi baffi e un seno prospicente.
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Tuttavia, è il pumo l’oggetto di ceramica più noto della tradizione pugliese. La sua forma riprende quella di un bocciolo di un fiore che sta per schiudersi, circondato alla base da larghe foglie. Il pumo in origine fungeva come simbolo di prosperità e, proprio per questo motivo, le famiglie più abbienti avevano l’abitudine di esporlo sui balconi dei rispettivi palazzi. Oggi, il pumo costituisce più un ornamento, valido sia per l’interno delle case che per l’esterno. In entrambi i casi assolve anche il compito di portafortuna.
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Tra le città pugliesi legate maggiormente alla lavorazione della ceramica spicca il piccolo centro di Grottaglie, che possiede un intero quartiere formato da botteghe di ceramisti, all’interno delle quali è possibile assistere al processo di creazione e acquistare i prodotti realizzati.
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Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parol...
20/11/2024

Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parole chiave accompagnate da illustrazioni. La parola chiave di oggi è “taranta” e rievoca una tradizione fatta di danza, musica e credenze popolari. Un tema che, lungi dall’essere considerato come una semplice espressione del folklore locale, risulta particolarmente complesso. Ancora oggi, infatti, si dibatte sul significato della taranta: un ballo dal ritmo appassionante o una forma di terapia musicale?
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Prima di tutto, occorre ricordare che il fenomeno del “tarantismo” getta le sue radici nella storia della Magna Grecia, ossia quel complesso di territori nel sud della pen*sola italiana dove i greci fondarono, a partire dal VIII secolo a.C, numerose colonie. Infatti, il concetto di danza intesa come forma di liberazione dal veleno di un insetto, la tarantola, è stato spesso accostato al mito greco di Aracne, la giovane tessitrice che la dea Atena trasformò appunto in un ragno.
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Un altro parallelo è stato quello tracciato con la danza delle menadi, le sacerdotesse del dio Dioniso protagoniste, secondo le fonti, di balli sfrenati. Anche nel corso del Medioevo, la taranta veniva descritta in diversi testi come il rimedio migliore per il morso di un ragno. La stessa Chiesa, nel tentativo di cristianizzare un rito dalle origini pagane, si impegnò ad associare l’idea della guarigione con la figura di San Paolo, il santo sopravvissuto al morso di una vipera.
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Durante gli anni '60 del '900, lo studioso Ernesto De Martino descrisse i dettagli di questo rituale in Salento: all’interno delle abitazioni delle ammalate, venivano adagiate delle lenzuola sul pavimento e posizionate immagini di san Pietro e san Paolo; la “tarantata” teneva ben stretto alla vita o in mano un fazzoletto, il cui colore richiamava quello del ragno che l’aveva morsa; un gruppo di musicisti intonava con violini, fisarmoniche e tamburelli le note di una musica travolgente; la gente assisteva, così, ad una danza sfrenata, dove l’ammalata emulava le contorsioni di un ragno.
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Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parol...
09/11/2024

Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parole chiave accompagnate da illustrazioni. La parola chiave di oggi è “vino” e ci porta direttamente sulle tavole pugliesi, dove oltre ai prodotti tipici della tradizione, come ad esempio i taralli, le orecchiette e la focaccia, non deve mai mancare un buon bicchiere di vino.
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Con molta probabilità, furono i contatti delle popolazioni locali con i mercanti fenici a favorire la diffusione in Puglia delle tecniche di lavorazione della vite. Successivamente, i Greci e i Romani intensificarono la produzione e il commercio del vino. In seguito alla caduta dell’Impero romano, si verificò una forte battuta d’arresto, attenuata solo dal tentativo dei monaci di preservare questa attività. Dalla seconda metà dell’800 in poi si registrò, invece, una forte ripresa del settore, dettata soprattutto dalla domanda delle regioni del Nord italia e di alcune nazioni europee. Ciò accadde a causa del flagello della fillossera, un insetto di origine americana che aveva colpito i vigneti di quelle aree.
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Oggi, la regione vanta quasi 105 mila ettari di superficie destinata alla coltivazione della vite e ben 28 Denominazioni di Origine Controllata (DOC), risultando seconda solo alla Toscana. Negli ultimi decenni, il settore della produzione del vino in Puglia ha vissuto una profonda trasformazione, prinvilegiando la qualità del prodotto, anziché la quantità. Così facendo, i vitigni locali come il Negroamaro, il Primitivo e il Nero di T***a sono diventati sempre più rinomati, in Europa e nel mondo. Inoltre, il clima soleggiato e sempre molto ventilato rendono i terreni pugliesi un luogo davvero ideale per la viticoltura.
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Durante i secoli della dominazione greco-romana, fu adottato il sistema di coltivazione della vite ad “alberello”, in virtù del quale la vite viene lasciata crescere appunto come un piccolo albero. Questo sistema dalle origini antiche è ancora oggi prevalente in Puglia e garantisce un’alta qualità delle uve.
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Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parol...
27/09/2024

Per conoscere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parole chiave accompagnate da illustrazioni. La parola chiave di oggi è “cattedrale” e rimanda alla storia millenaria della Puglia, una terra che per secoli ha rappresentato il crocevia di pellegrini provenienti da tutta Europa e diretti verso la Terra Santa.
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Romaniche, gotiche, barocche, neoclassiche: le cattedrali, le basiliche e, più in generale, le chiese pugliesi sono state edificate nel corso del tempo secondo schemi e gusti architettonici molto diversi tra loro. Alcune di esse sono diventate delle vere e proprie mete di pellegrinaggio a causa delle reliquie che custodivano al loro interno. L’esempio più noto è quello della basilica di San Nicola a Bari, che ancora oggi è un punto di incontro per tutti i devoti del santo.
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Altre sono diventate celebri per il proprio stile: il “romanico pugliese” viene spesso citato nei manuali di storia dell’arte per la sua sobrietà, per l’uso massiccio della pietra locale come materiale di costruzione e per la presenza sulle facciate di decorazioni scultoree molto fantasiose (grifoni, sfingi, leoni). Impossibile non ricordare l’elegante portale in pietra scolpito della cattedrale di Trani.
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Altre ancora sono rinomate perché nascondono al loro interno dei veri e propri tesori, come la basilica di Santa Caterina di Alessandria a Galatina, il cui ciclo di affreschi è paragonabile per estensione a quello della basilica di San Francesco ad Assisi.
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In Puglia, ci sono anche dei luoghi di culto dove l’estrosità degli artisti locali ha prodotto risultati inimmagginabili, come nella basilica di Santa Croce a Lecce, nella cui facciata si possono scorgere una moltitudine di figure e motivi ornamentali.
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Citare ogni singola bellezza architettonica della Puglia in un solo post è davvero impossibile, ogni cattedrale, basilica o chiesa sorprende il visitatore che passa da questa regione, a volte per la sua singolarità, altre volte per la sua storia e spesso per la forza della fede.

La parola chiave di oggi è “olio” ed è strettamente relazionata con il paesaggio pugliese, facilmente riconoscibile per ...
13/09/2024

La parola chiave di oggi è “olio” ed è strettamente relazionata con il paesaggio pugliese, facilmente riconoscibile per le distese sconfinate di ulivi e la sua terra dal colore rosso intenso, così ricca di ferro. Secondo alcuni, la pianta dell’ulivo giunse in Puglia grazie alla civiltà greca che approdò sulle coste locali durante l’età del Bronzo.
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I primi frantoi dove si produceva l’olio erano ambienti ipogei, scavati nelle viscere della terra. Qui, grazie all’azione esercitata dalla forza degli animali, si mettevano in moto le possenti ruote del trappetum, una vasca di forma circolare interamente fatta di pietra, dove si trituravano le olive raccolte per estrarne il succo. Con il trascorrere dei secoli, i frantoi sono stati costruiti in superficie e all’energia animale si è sostituita quella delle macchine.
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Almeno fino al XIX secolo, l’olio prodotto in Puglia e più richiesto dai mercati stranieri era quello lampante, una miscela costituita dagli scarti della spremitura che veniva impiegata per illuminare le lampade nelle abitazioni domestiche e i lampioni nelle strade. Spesso, l’olio veniva richiesto anche per facilitare alcuni processi industriali, come la lavorazione della lana.
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Ancora oggi la produzione olearia rappresenta l’asse dell’economia pugliese. La regione con i suoi quasi cinquanta milioni di ulivi, accoglie il 20% delle imprese olearie italiane e contribuisce al fabbisogno nazionale fornendo il 60% dell’olio di oliva. Tra le varietà di olive locali più note vi è l’ogliarola, conosciuta per il suo sapore avvolgente e il colore verde, la coratina, dal sapore amaro e il colore violaceo, ed infine la leccina, famosa per il suo sapore leggero e il suo colore nero.
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Per moltissimo tempo, l’olio è stato custodito all’interno di grandi recipienti di creta di color ocra chiamati “capasoni” (il termine sembra derivi dalla declinazione in dialetto dell’aggettivo capace). Infatti, il capasone poteva contenere ben 200 litri di olio. Inoltre, veniva impiegato anche per conservare il vino e l’acqua.

Parole chiave per conoscere la Puglia 💁‍♂🗺💁‍♀️ Per comprendere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e...
05/09/2024

Parole chiave per conoscere la Puglia 💁‍♂🗺💁‍♀️ Per comprendere una regione come la Puglia, ricca di luoghi da visitare e di tradizioni da scoprire, occorrono delle parole chiave accompagnate da illustrazioni 🖍✏️🖌

La parola chiave di oggi è “trullo”. Considerato come uno dei simboli per eccellenza della Puglia, il trullo oggi è un’abitazione di base circolare, completamente costruita con la pietra calcarea e caratterizzata da un tetto a punta. Il suo nome deriva dalla parola greca “tholos”, che vuol dire cupola. Infatti, all’interno i trulli sono sormontati da un una cupola formata da un’insieme di pietre, incastrate tra di loro, che vanno restringendosi dal basso verso l’alto.

La loro caratteristica più importante è l’isolamento termico, che garantiscono grazie alla presenza tra la parete esterna e quella interna di un’intercapedine riempita da terra e pietre.
Anche se oggi i trulli sono delle vere e proprie case, in realtà nascono come ripostigli e ricoveri per gli animali utilizzati dai contadini.

I trulli sono concentrati soprattutto nella zona della Murgia, un altopiano dove abbonda la presenza della pietra calcarea. Lì tra vigneti e uliveti spiccano queste piccole costruzioni sormontate da un elemento decorativo chiamato pinnacolo, che secondo la tradizione simbolizzava il marchio del costruttore che aveva realizzato il trullo.

Spesso, sul tetto appaiono dei simboli dipinti con la calce, che rimandano al rapporto tra l’uomo e il soprannaturale. Si tratta di un rituale che le famiglie praticavano come forma di buon auspicio, una volta entrate a vivere nel trullo.

La settimana in cui una città si ritrova.Settimana santa a Taranto.
27/03/2024

La settimana in cui una città si ritrova.
Settimana santa a Taranto.

22/02/2024

TRADIZIONI DEL CARNEVALE PUGLIESE 🥳👺🥔👵👹

Il Carnevale è ormai iniziato e per questo vogliamo raccontarvi alcune delle tradizioni popolari che si compiono in Puglia in questo periodo. La prima è la tradizione della "Quarantana", una bambola fatta di stracci che in origine veniva esposta sui balconi delle case, oppure appesa lungo degli spaghi applicati ai cornicioni dei palazzi.

Il suo aspetto ricorda quello di una donna molto anziana, vestita rigorosamente di nero. La scelta del colore serve ad indicare il concetto di lutto: la quarantana simboleggia, infatti, la vedova del Carnevale e preannuncia l'arrivo della Pasqua. Solitamente, la bambola è accompagnata da una patata sulla quale vengono infilzate delle piume, per la precisione sette.

Ogni domenica di Quaresima, una delle sette piume viene tolta per simboleggiare l'inizio delle festività pasquali. Pertanto, la Quarantana rappresenta un rito dalle origini antichissime, impiegato dalle civiltà contadine per scandire il ciclo naturale delle stagioni. In alcuni paesi della Puglia, questo rito è arricchito da sfilate che simulano cortei funebri, nel corso dei quali il corpo del Carnevale è raffigurato da un fantoccio e viene portato in processione.



Continuiamo con i post dedicati alle città più interessanti da visitare in Puglia. Oggi facciamo scalo ad Otranto, la ci...
28/01/2024

Continuiamo con i post dedicati alle città più interessanti da visitare in Puglia. Oggi facciamo scalo ad Otranto, la città più ad Est della regione, celebre per le sue magnifiche spiagge e ricca di testimonianze storiche. L’antica Hydruntum era, infatti, uno dei principali porti dell’impero romano e, a partire dal IV secolo d.C., si convertì nell’avamposto dell’impero bizantino nella pen*sola italiana. Questo legame così profondo con l’Oriente ha donato alla città un aspetto suggestivo. Passeggiare per le vie di Otranto permette ai visitatori di scoprire angoli dall’atmosfera mediterranea, con le sue case bianche, le finestre azzurre e i rampicanti di bouganville. Gli scorci mozzafiato sul mar Adriatico contribuiscono, inoltre, a rafforzare ulteriormente questa sensazione.

Il vero fiore all’occhiello di Otranto è la sua antica cattedrale, che custodisce un mosaico risalente al principio del XII secolo d.C. Considerato un vero e proprio libro di pietra, l’opera ricopre l’intero spazio dell’edificio e rappresenta il cammino dell’umanità verso la salvezza. Tra le immagini più impattanti che sono raffigurate, ritroviamo dei medaglioni che incorniciano i mesi dell’anno e alcuni personaggi allegorici, come per esempio una sirena con due code che, in quanto essere doppio, rievoca la tentazione e allo stesso tempo la repulsione. Un altro edificio che merita di essere visitato per la sua unicità in terra pugliese è poi la chiesetta di San Pietro, un piccolo gioiello di architettura bizantina.

Fuori dalla città, si possono visitare due luoghi che colpiscono per la loro bellezza. Il primo è una vecchia cava di bauxite ormai dismessa, dove tra le dune rosse spicca un piccolo lago. Il secondo è, invece, il faro di punta Palascia, dove da diversi anni si danno appuntamento tutti gli appassionati che vogliono assistere alla prima alba del nuovo anno, essendo situato proprio nel punto più orientale della pen*sola. Resta da provare una specialità della cucina salentina, ossia le fave e cicorie. Si tratta di un piatto molto semplice, tramandato dalla tradizione contadina, che consiste in una purea di fave accompagnata dalla cicoria selvatica.

Il 2024 è ormai iniziato e per celebrare il nuovo anno continuiamo con i post dedicati alle città più interessanti da vi...
17/01/2024

Il 2024 è ormai iniziato e per celebrare il nuovo anno continuiamo con i post dedicati alle città più interessanti da visitare in Puglia. Oggi è il turno di Monopoli, una località situata sulla costa adriatica, poco distante da Bari.

Passeggiare per il centro storico di Monopoli significa apprezzare il suggestivo panorama offerto dal porto antico di questo borgo marinaro, le cui origini risalgono addirittura al IV secolo a.C., quando il primo nucleo fu fondato dall’antica civiltà dei Messapi. Proprio nell’incantevole cornice del porto spiccano Palazzo Martinelli, con il suo loggiato in stile veneziano, e le tipiche imbarcazioni dei pescatori di colore blu e rosso, chiamate gozzi.

La pesca in questa città riveste un ruolo fondamentale e se deciderete di assaggiare alcune specialità locali, troverete moltissimi ristoranti dove poter gustare un’ottima zuppa o frittura di pesce. Inoltre, non lasciatevevi sfuggire l’opportunità di provare i panzerotti, pasta lievitata farcita con mozzarella e pomodoro e poi fritta. Si tratta di un piatto cult della cucina pugliese, facile da trovare in qualsiasi bar, panificio o rosticceria.

I vicoli del centro storico di Monopoli regalano delle gradite sorprese, grazie alla presenza di eleganti palazzi nobiliari e chiese dell’epoca barocca. Tra queste, meritano una particolare attenzione la Chiesa del Purgatorio e la Basilica della Madonna della Madia. Il primo edificio colpisce per la singolare decorazione della porta principale, dove viene rappresentata una coppia di scheletri per esprimere l’assenza di distinzioni sociali dopo la morte. La basilica costituisce, invece, un meraviglioso esempio di achitettura barocca. Al suo interno è ancora possibile vedere l’icona della Madonna della Madia, la protrettrice della città, che in base alla tradizione approdò miracolosamente nel porto all’alba del 16 dicembre 1117.

Un’ultima curiosità riguarda il nome della città che sembra derivare dall’etimo greco MONOS POLIS, città unica, singolare, poichè, tra i centri limitrofi, Monopoli fu la prima a convertirsi al cristianesimo. Alla prossima città!🗺

Conto alla rovescia per l’arrivo del 2024 con le più belle città pugliesi da visitare 🕶🗓🧳 Dedichiamo l’ultimo giorno del...
31/12/2023

Conto alla rovescia per l’arrivo del 2024 con le più belle città pugliesi da visitare 🕶🗓🧳 Dedichiamo l’ultimo giorno del 2023 alla valle d’Itria, una delle zone più incantevoli della Puglia. Infatti, con la sua rigogliosa vegetazione, i piccoli centri storici e le specialità enograstronomiche che la caratterizzano, quest’area situata nella parte centrale della regione è diventata una destinazione turistica sempre più ambita.

Il nostro percorso comincia dalla Murgia, l’altopiano che ospita Alberobello. Chi visita la Puglia non può assolutamente perdersi una passeggiata nella città dei trulli, le costruzioni in pietra, con tetto conico e base circolare, o quadrata, che contraddistinguono il paesaggio locale. Lentamente, la Murgia discende verso il basso e si affaccia sulla valle d’Itria, un territorio circondato da vari centri, anche se i più noti sono Martina Franca, Locorotondo e Cisternino.

Martina Franca è una cittadina con splendide chiese e palazzi barocchi, tra i quali spicca il Palazzo Ducale, le cui stanze sono elegantemente decorate da affreschi del ‘700 che ritraggono dame, ballerini e commedianti. Vi sembrerà di tornare indietro nel tempo visitando l’interno dell’edificio. Poco lontano si trova Locorotondo, il cui nome indica la forma tipicamente circolare della pianta cittadina. Piccola, ma estremamente graziosa, questa città è ricca di negozietti artigianali, dove potrete ammirare la tecnica del ricamo del “punto margherita”, e scorci dalle atmosfere incantate.

Infine, si giunge a Cisternino, il cui centro è formato da un intreccio di stretti vicoli, scale, archi e balconi fioriti. Il punto focale è rappresentato dalla bella piazza principale dove spicca una torre con orologio. Mangiare bene in ognuna di queste città è davvero molto facile. Le specialità sono soprattutto i formaggi, come per esempio la burrata, e il capocollo, un insaccato ricavato dal dorso del collo del maiale, ma per i più golosi c’è il bocconotto: un dolcetto di pasta frolla ripieno di crema, cioccolato o marmellata.

Buon anno e alla prossima città!🏰🗺⛲

Conto alla rovescia per l’arrivo del 2024 con le più belle città pugliesi da visitare. Per augurarvi un sereno Natale, o...
25/12/2023

Conto alla rovescia per l’arrivo del 2024 con le più belle città pugliesi da visitare. Per augurarvi un sereno Natale, oggi parliamo di Taranto 🧳🕶🗓 Conosciuta come la città dei “due mari”, il capoluogo jonico vanta una conformazione geografica del tutto particolare, per via del suo centro storico che si sviluppa a cavallo tra il Mar Piccolo e il Mar Grande.

Taranto ha delle origini antichissime, infatti fu fondata intorno al VIII secolo a.C. da coloni spartani che edificarono una magnificente polis secondo i modelli architettonici della madrepatria. I resti della Taras magnogreca sono esposti al museo archeologico della città, il Marta, divenuto famoso in tutto il mondo per la vasta gamma di reperti di epoca greca e romana che conserva. Vale davvero la pena visitarlo quando vi trovate in città. Celebri sono anche i riti della settimana santa, introdotti durante la dominazione sp****la.

Con il centro storico formato da un labirinto di vicoli strettissimi, l’antica basilica di San Cataldo e lo sfarzoso cappellone in stile barocco dedicato al santo patrono, il lungomare e il borgo risalenti ai primi del ‘900, Taranto si presenta ai visitatori come una città che intende seriamente voltare pagina, dopo un passato legato all’immagine di polo siderurgico. Godetevi quindi un gustoso aperitivo al tramonto, ammirando l’imponente castello aragonese e le colonne dell’antico tempio dorico, ma non dimenticate di assaggiare le cozze tarantine. Piccole e dal gusto delicato, per via delle sorgenti di acqua dolce che costellano il Mar Piccolo, le cozze sono un’eccellenza locale e un presidio slow food.

Alla prossima città! 🗺⛲🏰

Indirizzo

Taranto
74122

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
16:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 13:00
16:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
16:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 13:00
16:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 13:00
16:00 - 18:00

Telefono

+393894962468

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