13/10/2017
WD: dischi rigidi fino a 40TB con la nuova tecnologia MAMR a partire dal 2019
La innovativa tecnologia MAMR, allo studio da anni, poterà Western Digital a presentare hard disk meccanici fino a 40TB di capacità, in risposta all'enorme domanda di storage indotta dalla diffusione dei Big Data e non solo.
Non occorre essere appassionati di tecnologia per capire che l'archiviazione dei dati può diventare molto spesso un problema. Lo spazio su disco non basta mai, così come quello nei nostri smartphone, sulle card delle nostre macchine fotografiche, nei nostri hard disk esterni e praticamente in ogni ambito in cui vi sia la necessità di stipare dati da qualche parte. Lo spazio finisce in fretta.
Il fenomeno dei Big Data non fa che amplificare queste esigenze a livelli estremamente più elevati, con la conseguenza che all'interno dei datacenter anche centinaia di hard disk da molti TB l'uno fanno fatica a tenere il passo con le necessità. Ecco perché le pochissime aziende che producono hard disk, fra cui Western Digital, sono da anni attive nella ricerca di uno o più modi per continuare a crescere in termini di capienza, cercando di stipare sempre più dati per unità di superficie, normalmente indicata come terabit per pollice quadro, almeno per gli addetti ai lavori.
Per andare oltre la Perpendicular Magnetic Recording (PMR) si stanno già utilizzando altre tecniche di stoccaggio dati, come ad esempio quella che prevede l'utilizzo di Elio all'interno dei dischi, la, Shingled Magnetic Recording (SMR) con struttura simile a quella delle tegole e con zone di registrazione sovrapposte o la Heat-Assisted Magnetic Recording (HAMR). Quest'ultima è stata fra le più accreditate per raccogliere il testimone che porta a traguardi sempre più estremi in termini di densità di archiviazione dati, ma presenta sfide tecnologiche davvero ardue. Insomma, oltre un certo limite si può anche andare ma sforando sul fronte dei costi produttivi, vanificando la possibilità di commercializzazione a prezzi di mercato sostenibili e coerenti.
Ebbene, da ieri potrebbe cambiare di nuovo tutto. Techpowerup, così come altre fonti, riportano una notizia molto interessante che riguarda Western Digital e una nuova tecnologia di registrazione dati su piati rotanti chiamata MAMR, acronimo di Microwave-Assisted Magnetic Recording.
WD dichiara una capacità di archiviazione fino a 4 Terabit per pollice quadro, quando nel migliore dei casi la HAMR si ferma, si fa per dire, a 1,66 Terabit per pollice quadro.
Pur mancando ancora importanti dettagli, qualcosa si sa. La MAMR è prima di tutto una tecnologia "energy-assisted", come nel caso della HAMR, ma di realizzazione molto più semplice o, meglio, meno complessa. Al centro di questa tecnologia troviamo un oscillatore spin torque, in grado di generare un campo a microonde capace di registrare dati con una densità davvero molto elevata a costi sostenibili e senza le complicazione di HAMR. WD dichiara una capacità di archiviazione fino a 4 Terabit per pollice quadro, quando nel migliore dei casi la HAMR si ferma, si fa per dire, a 1,66 Terabit per pollice quadro. Il tutto a costi inferiori, fattore importantissimo e che costituisce il vero plus di questa nuova tecnologia rispetto alle altre attualmente sotto esame. Nuova tecnologia per il pubblico, non certo per WD: alle spalle ci sono studi di anni, ma il fatto di averne fatto un pubblico annuncio con promesse dei primi dischi MAMR per il 2019 testimonia il successo delle ricerche. Il riconoscimento principale, oltre che a WD, va sicuramente all'inventore di MAMR, ovvero il professor Jimmy Zhu della Carnegie Mellon University.
Nuove tecnologie, vecchie abitudini: MAMR verrà adeguata nel tempo per offrire incrementi graduali nelle capienze finali dei dischi. I 4 Terabit per pollice quadro saranno disponibili nel 2025 con unità da 40TB l'una (ovviamente in unità da 3,5 pollici multi-piatto), mentre dal 2019, anno teorizzato per il debutto di dischi MAMR, si assisterà ad un aumento del 15% delle capacità di anno in anno.
Le capacità dei dischi, specie per quelli utilizzati nei datacenter, sono un fattore di primaria importanza per una lunga serie di motivi, oltre a quello della capienza pura. Sostituire dischi da 10TB l'uno con altre da 20TB non comporta solo il raddoppio della capienza disponibile, ma rende possibile utilizzare gli spazi nelle server farm che già si possiedono. Oggi, per raddoppiare la capienza e ipotizzando di utilizzare i dischi più capienti in commercio, occorre acquistare il doppio dello spazio, armadi rack e nuovi server per l'archiviazione, facendo aumentare di moltissimo i costi e il consumo energetico.
In ogni caso ne beneficeremo comunque tutti, poiché con buona probabilità MAMR arriverà anche sui dischi desktop, notebook e per l'utenza consumer in genere, anche se verosimilmente non dal 2019. Hard disk da 10TB nel PC portatile, magari affiancato da SSD M.2 sempre più compatti e veloci? Molto verosimile, senza nemmeno attendere molto.