Metago - Web Marketing

Metago - Web Marketing I successi sono stati tanti nel corso del tempo e la Longo & Longo si è evoluta per offrire soluzioni sempre più avanzate ai propri clienti.

Metago è il nome commerciale ed il marchio che caratterizza una serie di servizi web ed attività di web marketing altamente professionali forniti da un network di aziende del settore ICT che opera su tutto il territorio nazionale. L’azienda “capo-fila” è la Longo & Longo, specializzata nella produzione di soluzioni web, che vanta un’esperienza pluriennale, operando in quest’ambito dal 1998, quando

la Rete iniziava ad affacciarsi ed affermarsi come nuovo strumento di comunicazione e di vendita e le aziende cominciavano a muovere i primi passi esplorativi.

Hotel in Cloud le nuove app coinvolgono il settore alberghiero. Le grandi catene alberghiere  si sono già mosse sul sett...
14/04/2015

Hotel in Cloud
le nuove app coinvolgono il settore alberghiero. Le grandi catene alberghiere si sono già mosse sul settore, coinvolgendo in prima persona gli ospiti degli alberghi. Molte strutture le stanno provando in via sperimentale con un segno decisamente positivo +30% di acquisto dei servizi della struttura.

Le app in questione al momento risultano top secret e/o spesso rilasciate solo al momento del check-in nella struttura. In via del tutto riservato ci è stato permesso di provare una demo di "My Hotel 2.0" di Vodafone, un app che integra soluzioni voip con i servizi della struttura alberghiera, una demo veramente interessante!!

Video hot con tua mamma o il capo? Non è un scherzo ma un Virus Negli ultimi giorni appaiono sulle pagine Facebook molti...
16/02/2015

Video hot con tua mamma o il capo? Non è un scherzo ma un Virus

Negli ultimi giorni appaiono sulle pagine Facebook molti video hot in cui protagoniste sono le mamme... se vedete apparire sui profili tali video, non fatevi tentare e non

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Facebook : Video hot con tua mamma o il capo? Non è un scherzo ma un Virus : Negli ultimi giorni appaiono sulle pagine Facebook molti video hot in cui protagoniste sono le mamme... se vedete apparire sui profili tali video, non fatevi tentare e non ...

AUMENTARE LE PRENOTAZIONI DEL TUO   CON IL REMARKETINGPrima di spiegarVi che cos’è il remarketing e come può esservi uti...
10/02/2015

AUMENTARE LE PRENOTAZIONI DEL TUO CON IL REMARKETING

Prima di spiegarVi che cos’è il remarketing e come può esservi utile per vendere più camere online, cominciamo con un dato: il 96% dei visitatori di un sito lo abbandona prima di portare a termine la conversione.

In pratica su 100 utenti che arrivano sul sito del vostro hotel, ben 96 se ne andranno senza aver prenotato sul tuo booking engine e senza aver effettuato alcun tipo di conversione, come la compilazione di un form di richiesta, l’iscrizione alla newsletter, l’invio di una email, ecc…

Inoltre è interessante sapere che il 49% degli utenti deve tornare sullo stesso sito dalle 2 alle 4 volte prima di portare a termine un acquisto.

Per esperienza vi dico che in ambito alberghiero le percentuali di abbandono sono anche più alte, dato che è raro avere un tasso di conversione e-commerce superiore al 2 o 3%.

Secondo una ricerca svolta da il 47% delle revenue degli ecommerce è il risultato di un “multiday purchase process” mentre il 65% delle revenue complessive proviene da acquisti effettuati in più fasi.

E’ risaputo poi che il processo decisionale degli utenti nel settore travel (e non solo) è lungo, molto lungo.

Gli utenti prima di convincersi ad effettuare una prenotazione vanno su tanti siti, portali e social network per trovare gli hotel migliori, leggere le recensioni, ricevere consigli, verificare il miglior prezzo, ecc….

Google in un’altra sua statistica addirittura afferma che il viaggiatore medio visita 22 siti prima di prenotare online.
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Quindi è del tutto normale che gli utenti non prenotino al primo colpo quando navigano sul tuo sito.

Ora che sei venuto a conoscenza di questi dati, ipotizziamo che tu stia investendo su , , Email Marketing, Ads o varie altre attività di inbound, ti rendi conto di quanti soldi stai sprecando se gran parte del traffico che arriva sul tuo sito, fondamentalmente non porta alcun risultato utile per il tuo business?

A questo punto la domanda sorge spontanea: come fare per recuperare questi utenti per cercare di portare a termine l’acquisto? Con il !!

- Cos'è il Remarketing?

Il remarketing in sostanza è una tecnica di vendita online volta a recuperare o fidelizzare utenti che hanno visitato un sito web, sul quale hanno compiuto o meno delle azioni, secondo le logiche del Behavioural Marketing, o marketing comportamentale.

Se sei interessato chiedici come interve**re ... ;-)

Mark Zuckerberg fonda un "Club Letterario"Non è passata inosservata la nascita di A Year of Books, la pagina facebook cr...
02/02/2015

Mark Zuckerberg fonda un "Club Letterario"

Non è passata inosservata la nascita di A Year of Books, la pagina facebook creata da Mark che mira a consigliare agli utenti del social network un libro ogni due settimane.

Questa curiosa e a prima vista audace iniziativa è stata lanciata dal profilo ufficiale del CEO di in persona sabato scorso ed ha raccolto in poche ore più di 100.000 sostenitori.

Un club letterario attraverso il quale – e forse la prima volta – il fondatore di Facebook esprime un interesse evidente verso il mondo della letteratura. E che letteratura, poi, visto il testo che inaugura la lista di raccomandazioni: La fine del potere di Moisés Naìm, un saggio che tratta la lotta tra i grandi protagonisti un tempo dominanti e i nuovi micro poteri che li sfidano in ogni ambito dell’azione umana.

Un libro inaspettato, non sicuramente di semplice lettura o di matrice intrattenitiva, diretto più ad una comunità ristretta che al grande e multiforme popolo di Facebook in toto.
Sarà che le comunità online riguardanti la letteratura raccolgono adesioni da molti anni e continuano a funzionare (vedi aNobii e Goodreads), e sarà che Zuckerberg non vuole mai perdersi niente, ma è paradossale che questa predica, questa incitazione al Sapere provenga proprio da colui che ha creato la più grande macchina di distrazione di massa o che – senza esagerare – ha senza dubbio tolto del tempo alla lettura a chi già leggeva poco.

«Trovo che leggere libri sia molto appagante»–dichiara M.Z sul suo profilo facebook–«I libri permettono di esplorare completamente un argomento e di farti immergere in esso in modo più profondo rispetto ai principali organi mediatici» continua, come se stesse parlando di una grande nuova scoperta.

Ma perché scegliere proprio La fine del potere per dar vita al club letterario?

Il libro di , scrittore e giornalista venezuelano che veste numerose cariche istituzionali, si concentra nello specifico sullo spostamento del potere che sta avvenendo negli ultimi anni: da Ovest a Est, da Nord a Sud, dai palazzi presidenziali alle piazze e al cyber spazio, dai colossi industriali alle start-up, e dagli uomini alle donne. Sempre secondo l’autore, chi oggi detiene il potere si trova più vincolato rispetto al passato e corre ogni giorno il rischio di perdere il suo scettro. Mircopoteri contro establishment. Un’equazione che rende il potere sempre più difficile da mantenere e sempre più semplice da perdere.

Come sottolinea giustamente Steven Poole sul Guardian, il titolo del libro in questione contiene già nel suo titolo un efficace contrasto con lo stesso consiglio di Zuckerberg: Il potere – secondo le parole di Naim (e prima di lui, del sociologo tedesco Max ) – è la capacità di esercitare un controllo sul comportamento di altre persone, spingendo le stesse a prendere decisioni che non avrebbero altrimenti mai preso di loro sponte.

Il potere, però, non è finito. Ed il libro consigliato da è andato sold-out su in brevissimo tempo.

Gli esempi riportati a favore della tesi di Naìm sono numerosi: dal rovesciamento dei tiranni allo sviluppo della democrazia, senza tralasciare istruzione, religione e finanza. Applicando però il ragionamento del sociologo al social network in questione, anche Facebook rappresenta un potere egemonico che deve avere a che fare con i nuovi modelli di business che si affacciano sul sistema economico.

Che Mark Zuckerberg ci stia spingendo a leggere Naim per farci comprendere la sua strategia imprenditoriale dai tratti egemonici?
In caso positivo, servirebbe doveroso fargli notare che l’aveva già manifestata più volte, in ultima con l’acquisto di Whatsapp e Instagram.

Facebook at Work: il nuovo strumento social per le aziendee ne parlava già da qualche mese e, alla fine, l’azienda statu...
30/01/2015

Facebook at Work: il nuovo strumento social per le aziende

e ne parlava già da qualche mese e, alla fine, l’azienda statunitense ha deciso di lanciarsi ufficialmente all’interno del mercato della comunicazione aziendale. Se fino ad ora Facebook è stato ritenuto un mezzo di distrazione per i lavoratori, con questa nuova mossa il social network va al contrattacco e cerca di affermarsi anche rispetto a servizi minori, ma molto validi, tra cui Slack, Convo e Yammer di Microsoft.

Lo scopo di Facebook at Work è, infatti, quello di creare uno strumento che le varie imprese possano utilizzare per gestire e coordinare i differenti team di lavoro. Per fare ciò il sistema sfrutterà strumenti già molto noti a tutti gli utenti che utilizzano quotidianamente il social network di Zuckerberg nel proprio tempo libero: dai gruppi di comunicazione ai messaggi fino agli eventi, in coppia con altri tool, come una versione apposita del feed per le news, per coordinarsi e rendere più rapido e semplice il lavoro di gruppo. La decisione di utilizzare strumenti noti al pubblico è stata presa al fine di rendere il nuovo prodotto più semplice e familiare. Ciò rappresenta molto probabilmente il suo principale punto di forza.

L’accesso al servizio viene garantito dal proprio datore di lavoro, anche se la registrazione sarà effettuata dall’utente stesso accedendo all’indirizzo Facebook aziendale creato al momento della sottoscrizione. Per quanto riguarda il profilo, questo verrà creato in maniera separata da quello privato, anche se a quanto pare ci sarà poi la possibilità di collegarli tra loro. Con il nuovo account sarà inoltre possibile creare una sorta di curriculum vitae personale mostrato nel proprio profilo.

Chi potrà quindi vedere il nostro account “aziendale”? Ad avere questa possibilità saranno, per ovvie ragioni, solamente i nostri colleghi. Non bisogna comunque preoccuparsi, se deciderete di collegare i vostri due account (privato e professionale), si potrà accedere ad entrambi con il solo uso di un username ed una password. Allo stesso tempo, sarà possibile passare da un utente all’altro tramite un apposito menù.

Dal punto di vista della privacy, Facebook at Work sembra essere molto chiaro: al momento della sottoscrizione sarete sostanzialmente “amici” con tutti i vostri colleghi e, condividendo qualcosa sulla vostra bacheca, questo elemento verrà condiviso sul News Feed di tutti i vostri colleghi. Preferite rendere privato l’elemento? Niente paura, è presente la possibilità di rendere privati i post e di taggare magari solo il vostro vicino di scrivania, piuttosto che il vostro collega che lavora in un altro piano. Attenzione però: così come i datori di lavoro possono accedere al vostro account mail aziendale, potranno visualizzare (a loro piacimento) i vostri contenuti, seppur privati.

Facebook at Work è raggiungibile sia tramite applicazione per iOS (al momento disponibile solo negli USA) e per Android, la quale è in arrivo a breve, che tramite il sito web di Facebook. Ancora non si hanno alcune informazioni circa il prezzo, eventualità che potrebbe cambiare parecchio le carte in tavola se confrontata con i servizi sopra citati. Al momento è nota la volontà di Facebook di dedicare il servizio ad aziende con un numero di dipendenti maggiore a 100, in modo tale da affrontare una fase di “beta testing” in cui l’azienda può facilmente risolvere gli eventuali problemi riscontrati prima di aprire al grande pubblico.



In collaborazione con Ridble.

http://www.metago.it/
28/01/2015

http://www.metago.it/

Sei un’ Azienda che vuole commercializzare i propri prodotti all’estero, sui mercati Americani, Asiatici o in Russia?

Facebook:  è apparso“Vendere Qualcosa” nei GruppiFacebook sta testando una nuova funzionalità all’interno dei Gruppi. Co...
24/01/2015

Facebook: è apparso“Vendere Qualcosa” nei Gruppi

Facebook sta testando una nuova funzionalità all’interno dei Gruppi. Come riporta oggi “The Next Web“, infatti, alcuni utenti hanno visto apparire la voce “Sell Something” tra le opzioni relative ai post nei Gruppi. Il che significa che il team di Menlo Park starebbe lavorando ad un comando di pubblicazione di annunci interno alla piattaforma, con caratteristiche piuttosto definite.

La rilevanza che Facebook dà al “Sell Something” – ovvero “Vendi Qualcosa” – è abbastanza elevata, visto che viene posto anche davanti al più classico e diffuso “Write Post”.

Una volta selezionata la voce, i box da compilare sono piuttosto specifici e dettagliati, tipici di un annuncio. Ovvero:

“Cosa stai vendendo?”
- il prezzo dell’oggetto
- la descrizione
- la possibilità di inserire una foto

A questi campi obbligatori, viene affiancata anche la possibilità di impostare le modalità di consegna dell’articolo in vendita.

Il risultato finale è un post che mostra tutte le caratteristiche precedentemente impostate e che può essere ugualmente commentato dagli utenti del Gruppo. Del resto Facebook sta cercando di gestire direttamente – pur liberandosi da ogni responsabilità riguardante la vendita – una pratica piuttosto diffusa, ovvero quella di post volti a vendere qualcosa, in Gruppi spesso fondati appositamente.

Facebook vuole portare Internet in Africa con droni volanti?Secondo indiscrezioni, Zuckerberg sarebbe intenzionato ad ac...
12/01/2015

Facebook vuole portare Internet in Africa con droni volanti?

Secondo indiscrezioni, Zuckerberg sarebbe intenzionato ad acquistare Titan Aerospace

Stando alle indiscrezioni raccolte dal sito TechCrunch, Facebook sarebbe intenzionato a rilevare Titan Aerospace, ditta specializzata nella produzione di droni volanti a energia solare, capaci di funzionare per cinque anni di fila senza mai atterrare. Stando alle fonti del sito, il prezzo di acquisto sarebbe intorno ai 60 milioni di dollari, praticamente spiccioli se paragonati ai 16 miliardi dell'acquisto di WhatsApp.

A quanto pare, l'idea di Zuckerberg & Co. sarebbe quella di usare i droni per portare l'accesso a Internet (e a Facebook e WhatsApp, ovviamente) in quelle parti del mondo dove la connessione non esiste, a partire dall'Africa. La cosa ha senso, se pensiamo che Facebook è uno dei maggiori finanziatori dell'iniziativa Internet.org, che si pone proprio l'obiettivo di portare Internet a quei 5 miliardi di persone che ancora non dispongono di un accesso alla Rete. Facebook si appresterebbe perciò a costruire circa 11.000 droni, che sono capaci di portare a termine quasi tutte le operazioni di un satellite orbitale, a un costo più basso e con maggiore versatilità (possono infatti ve**re usati per monitorare il tempo atmosferico, per operazioni di ripristino in caso di disastro, per scattare foto satellitari e ovviamente per le comunicazioni).

I BUONI PROPOSITI SOCIAL  DEL 2015Gennaio, anno nuovo vita nuova! Quante volte ci siamo fatti carichi di nuovi propositi...
08/01/2015

I BUONI PROPOSITI SOCIAL DEL 2015

Gennaio, anno nuovo vita nuova! Quante volte ci siamo fatti carichi di nuovi propositi per l'anno nuovo, "penso che migliorerò il fisico", "Vorrei trovare un nuovo lavoro", "Essere una persona migliore", tutto molto bello anche se sappiamo che durerà solo a fine mese ;-)

E se vi dicessimo che tutto è possibile restando dietro la scrivania?

La nostra soluzione è quella di concentrarsi su 7 attività Social :

1. Pulire i Profili

Si perchè tutto quello che passa dalla pagina social (personale) può influenzare negativamente/positivamente le opinioni dei nostri amici/follower. Proprio come si prende il tempo di fare una doccia e vestirsi in un certo modo, si dovrebbe presentare il meglio di sé possibile anche online. Quando ci presentiamo ad una nuova persona, è statisticamente provato al 60%, che prenderà informazioni dal vostro profilo social.

2. Usare al meglio Linkedin

E' il momento di guardare avanti, il 94% degli utenti ignora il profilo Linkedin, forse è il momento di aggiornare le informazioni sul tuo profilo. Oltre a valorizzare le tue competenze, Linkedin è il primo social in grado di farti trovare lavoro.

3. Più persone sui Social grazie a "Mute"

Twitter ha annunciato la funzione "Mute" per ignorare gli utenti senza cancellarli, proprio come Facebook , si potrà seguire la Zia Emma senza vedere tutte le sue ricette di cucina, oltre che continuare a fare followbacks e cortesia segue senza rimanere bloccati a scorrere i tweet indesiderati.

4. Seguire e Interagire con le fonti più aggiornate

Mentre si sta facendo pulizia sul proprio profilo, è bene anche dare un'occhiata a cosa succede intorno a noi, interagisci e inizia a seguire gruppi o pagine dedicate a migliorare la tua conoscenza.

5. Condividi di meno se ...

Spesso il condividere tutto può creare confusione a chi ci segue, è uno dei motivi per cui spesso clicchiamo su "non seguire più". Un errore fatale per la nostra attività o per la nostra reputazione online. Condividere è una parte importante sui social, ma lo è ancor di più identificare i gruppi con cui condividere.

6. Prova un nuovo social

E' una delle prove più difficili, "perchè chi lascia la via vecchia per quella nuova ... ". Tanti mondi social paralleli crescono ogni giorno, perché non cercare di essere i primi ad adottare quest'anno una delle tante nuove reti sociali . Vi elencheremo nei prossimi posto quelli più in voga.

7. Non tutto subito

E' una delle regole fondamentali dei buon social, dare troppo a volte è controproducente. Come al punto 5, si dovrebbe condividere meno, una bella foto curata con Instagram del vostro pasto o gatto o ovunque ci si trovi può essere una bella cosa, ma la pubblicazione di tutto nelle ultime ore, non tanto. Stessa regola vale per tweeting fuoco rapido o aggiornamenti costanti di Facebook

A presto,
lo Staff Metago.

Il marketing basato sugli “influencer”è una forma di marketing scoperta da una serie di recenti pratiche e studi, nei qu...
05/01/2015

Il marketing basato sugli “influencer”

è una forma di marketing scoperta da una serie di recenti pratiche e studi, nei quali emerge una particolare attenzione a specifici individui di riferimento (o tipi di individui) piuttosto che al mercato target nel suo complesso.

Un articolo di eMarketer presenta i risultati più interessanti di un report di Augure del mese di gennaio 2014 su questo argomento, riportando sia lo scenario più plausibile di collaborazione brand – influencer secondo i marketer intervistati, sia le aspettative sul versante influencer. Nel “The 2014 Influencer Marketing Status Report” si fornisce questa definizione semplice e condivisibile del tipico influencer, cioè qualcuno:

in grado di scatenare opinioni e creare reazioni su uno specifico argomento seguito da un’ampia audience o gruppo di followers
fortemente coinvolto nell’argomento di discussione.

Come testimonia il grafico sotto, i professionisti del marketing intervistati si sono rivelati più disposti a collaborare con gli influencer durante la fase di lancio dei prodotti (ha risposto così il 76% degli intervistati) o la diffusione di contenuti (citati dal 57%). Gli eventi/webinar sono nominati come fattore scatenante da metà campione, mentre il 44% ha citato il crisis management.

Cosa si aspettano di ricevere, invece, gli influencer dal brand?

- 3 intervistati su 10 si aspettano di ricevere dal brand del materiale da poter utilizzare per il proprio contenuto
- il 28% vorrebbe ricevere informazioni esclusive e significative
il riconoscimento monetario è tirato in ballo dal 16% degli intervistati, - mentre il 12% vorrebbe ottenere degli inviti (ovviamente gratuiti) ad eventi.

  significa posizionamento.  significa visibilità.  significa opportunità.Opportunità è  !www.metago.it
06/06/2014

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Iniziare un’attività di esportazione permette di cogliere nuove opportunità di sviluppo e può comportare numerosi lati p...
04/06/2014

Iniziare un’attività di esportazione permette di cogliere nuove opportunità di sviluppo e può comportare numerosi lati positivi per l’azienda, come aumentare il giro d’affari e di conseguenza anche i profitti.
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