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Walter's Workbench Riparazione e modifica console vintage
Da Odyssey2 a Microsoft XBox

PSOne LCD.Non si accende. I 7.5V passano attraverso il connettore di potenza.Chi ce l'aveva prima mi ha fatto il grosso ...
19/08/2026

PSOne LCD.

Non si accende. I 7.5V passano attraverso il connettore di potenza.

Chi ce l'aveva prima mi ha fatto il grosso favore di staccare già le grate di protezione degli altoparlanti, fissate con dell'adesivo e che nascondono due viti che vanno tolte per poterlo aprire.

La potenza passa attraverso due fusibili, uno dei due era bruciato. Senza indagare ulteriormente lo sostituisco.

Rimonto per testare, inserisco il connettore e lo stesso fusibile si brucia di nuovo.

Sondo qua e là e vedo che sui 7.5V c'è un corto secco a massa.

Corti simili possono essere dappertutto, e per avere qualche probabilità di trovarlo uso la tecnica dell'iniezione di voltaggio.

In poche parole, tiri un filo sul positivo e uno sul negativo e ci metti una tensione non superiore a 1V, rispettando la polarità. Dato che avevo a che fare con un corto secco (0002 su prova diodo in entrambi i versi) parto basso, 500mV.

La scheda mi succhia subito più di 200mA, il che conferma il corto. Quindi non resta che andarlo a cercare: il punto del corto è quello attraverso il quale passa tutta l'energia, e l'iniezione di voltaggio si basa sul fenomeno della dissipazione di calore nel punto di massimo flusso di cariche: in altre parole, in presenza di una tensione anche minima, il punto del corto scalda più del resto del circuito.

Usando un misto di sensore a infrarossi e alcol isopropilico, e alzando la tensione a 600mV riesco a circoscrivere la zona di maggior calore ad un diodo Zener, uno SMAZ10. Al tocco sembra scaldare decisamente troppo per avere solo 600mV ai suoi capi, e a quelle tensioni un diodo funzionante dovrebbe a malapena attivarsi.

Così lo dissaldo. Controllo il circuito con prova diodo e il corto non c'è più. L'iniezione di voltaggio conferma 0mA consumati con gli stessi 600mV in entrata. Controllo il diodo appena tolto con il multimetro e ho la conferma che il componente è fallito in corto. Questo ha causato un corto sull'alimentazione, quindi una eccessiva sovracorrente e la rottura del fusibile.

Per fortuna ho anche gli SMAZ10 in casa, acquistati qualche anno fa per tentare di riparare un monitor LCD che ora uso come secondo display.

Come nota a parte, anche la PSOne che mi era stata data assieme al LCD aveva un guasto: il fusibile dei 7.5V che andava alla zona controller / memory card era scoppiato per ragioni sconosciute.

Ho identificato il guasto accidentalmente, grazie a una memory card che ritenevo originale ma che in realtà è contraffatta. Le MC originali non usano 7.5V, ma solo i 3.5. La MC in questione aveva le scritte "SONY", il simbolo "PS" e "PlayStation", più l'adesivo sul retro e un rilievo di fabbrica con scritte apparentemente legittime. Ma l'interno era diverso: un blob in resina e due memorie flash. Questa MC non viene letta da nessun BIOS, ma i giochi possono salvarci i dati.

Ecco il bello: la MC è letta e scritta correttamente da tutte le PS1 che ho in casa, ma non dalla PSOne. In più, qualsiasi controller non veniva più rilevato se inserivo la MC in uno dei due slot.

Così ho voluto vederci chiaro: ho aperto la PSOne, ho controllato i fusibili e ho trovato quello da 7.5V che va agli I/O anteriori scoppiato. L'ho cambiato con un 32V 500mA, mentre il rimpiazzo raccomandato è un 800mA. In teoria il fusibile dovrebbe saltare solo se si usano due Dual Shock con vibrazione e due memory card non ufficiali nello stesso momento. Ma in ogni caso ora so dove sta il problema.

Eccolo qui, il VA SG abbandonato da tutti.Era in condizioni disastrose, disperate, decine e decine di giunzioni erano os...
14/08/2026

Eccolo qui, il VA SG abbandonato da tutti.

Era in condizioni disastrose, disperate, decine e decine di giunzioni erano ossidate e mangiate dall'umidità. Dapprima pensavo che fosse rimasto sott'acqua o in un posto molto umido, ma poi ho pensato che la verniciatura interna (per qualche motivo hanno dipinto lo scudo metallico interno di bianco) avesse compromesso la chimica della lega di stagno usata per le saldature. Ma è solo un'ipotesi.

Tutti i chip principali sono stati rimossi e ripuliti, tutte le saldature rifatte, alcuni componenti sostituiti.

Il lettore CD è stato quasi completamente ricostruito: sostituiti i motorini e la lente, sostituita la piattina di comunicazione tra la scheda madre e il controller ottico.

Sostituite le viti arrugginite, aggiunte quelle che non c'erano. Il leaf switch, disponibile solo tramite sciacallaggio e che molto probabilmente era stato rimosso da questa unità per salvare qualcos'altro, è stato cambiato con un minuscolo fine corsa per lettori ottici. L'effetto è lo stesso, bisogna solo stare attenti quando lo si apre.

Cambiato il tasto di reset: adesso fa clic, ma funziona benissimo e non serve pigiare come dei dannati.

Alcuni ritardi per via di una cattiva calibrazione del tracking error, fondamentale per la procedura di autenticazione dei media Saturn. Adesso l'autenticazione avviene quasi sempre - probabilmente qualcos'altro è implicato ma siccome resterà da me e la validazione dei media originali avviene quasi sempre non è un gran problema.

Ne sono orgoglioso. Fin dall'inizio ho creduto in lui, e non ho mai smesso di crederci. Ero al settimo cielo quando ha funzionato subito appena testato dopo il rinfresco delle giunzioni e la reinstallazione di tutti i chip. Ora ha anche la sua batteria, quindi non chiederà più l'ora.

Fino a qualche settimana fa pensavo di farci un portatile (il VA SG ben si presta a questo senza pesanti modifiche) ma poi ho capito che avrebbe richiesto troppo tempo e volevo che restasse così com'era.

Allora, ieri prendo in mano una vecchia PS2 che avevo lasciato a marcire da parte. Non avevo idea dello stato in cui fos...
11/08/2026

Allora, ieri prendo in mano una vecchia PS2 che avevo lasciato a marcire da parte. Non avevo idea dello stato in cui fosse.

Accendendola vedo che il carrello del DVD non esce. I suoni all'interno mi dicono che il sistema non riesce a trovare lo zero della posizione del corpo lente. Inoltre la console non ha l'orologio settato, quindi probabilmente bisogna cambiare la CR2032.

La apro e faccio i lavoretti di rito. Le piattine sono vecchie e i sostegni in plastica rigida cascano. Cerco di rimetterli al loro posto con un goccio di cianoacrilato.

Rimontandola vedo che il motorino del medium non gira. La smonto e vedo che il sostegno della piattina del motore è fissata male, disallineando i contatti. Noto inoltre che il motorino di slittamento non si muove.

Accendo l'oscilloscopio e cerco i segnali del PWM sul motorino: arrivano ai contatti ma non si muove, segno che probabilmente il motorino è guasto.

La resetto e non c'è più segnale video. I comandi di estrazione carrello non rispondono. No bueno.

Spengo tutto e riapro. Estraggo la scheda madre e cerco il driver del motore di slittamento: sondando in giro e confrontando con il manuale di servizio scopro che c'è un corto sulla pista da 12V, concentrato nella zona del driver (un BA5815FM) e isolato da un fusibile (PS011, un CCP2E50).

Tolgo il driver e il corto scompare.

Oh beh. Estraggo il motorino di slittamento e vedo che la piattina a cui è saldato è spezzata in corrispondenza dei contatti centrali. La mia ipotesi è che durante il mio primo smontaggio/rimontaggio la piattina si fosse danneggiata, il driver avesse tentato di pompare corrente nel motorino ma senza feedback ha erogato tutto quello che poteva erogare, friggendosi e creando un corto sull'alimentazione. La teoria è avvalorata dal fatto che i pin del driver connessi ai contatti spezzati fossero in corto con i 12V della loro alimentazione.

Ho provato a riconnettere il motorino con la sua piattina nel miglior modo possibile - ora devo farmi arrivare un driver e il suo fusibile, ma ancora non è detto che 1-la PS2 si accenda di nuovo, e 2-il motorino funzioni come dovrebbe.

AVVISO: NON FACCIO RIPARAZIONI DI SMARTPHONE. QUESTO L'HO APERTO PERCHÉ È MIO. NON HO ATTREZZATURE SPECIFICHE E I RISULT...
09/08/2026

AVVISO: NON FACCIO RIPARAZIONI DI SMARTPHONE. QUESTO L'HO APERTO PERCHÉ È MIO. NON HO ATTREZZATURE SPECIFICHE E I RISULTATI POSSONO NON ESSERE ESTETICAMENTE GRADEVOLI.

Edit: no, c'è qualcosa che frigge sotto uno degli scudi EM. Si sente un suono di debole sfrigolio.

Un martedì mattina di tre settimane fa il Galaxy A25 mi scivola di mano mentre comincio a scendere le scale, e fa un volo di 3 metri e mezzo prima di collidere con il secondo scalino del piano di sotto.

Premendo il pulsante di accensione non succede niente.

Panico.

Poi, durante la corsetta mattutina prima del lavoro mi calmo e penso a cosa posso fare.

Dopo la doccia tiro fuori l'Oppo che avevo subito prima. Lo porto via e scarico alcune app per ripristinarne un po' di funzionalità. Porto via anche il Samsung per capire quale sia effettivamente l'entità del danno. Dopo un po' capisco che non è completamente andato, ma 1-la sveglia che avevo configurato funziona, e 2-risponde al comando di arresto forzato, ma non riesco a spegnerlo perché il display non funziona, e quindi neanche il touchscreen.

Nella migliore delle ipotesi, mi dico, è un connettore un po' uscito, nella peggiore il driver del display (dovunque sia) è danneggiato o le sue saldature sono rotte.

Oggi decido di aprirlo, giusto per dare un'occhiata e capire com'è fatto dentro. Gli smartphone sono dispositivi pieni di trabocchetti, ciononostante riesco ad arrivare alla parte interna e scopro che il galaxy ha una fascetta (che si vede nelle foto) che connette la PCB principale a una secondaria, che smista segnali di vario tipo, tra cui quelli del display, tramite un secondo connettore incollato alla secondaria.

Estraggo il frame intermedio in plastica e riconnetto la fascetta. Rimonto sommariamente il telefono, il minimo indispensabile per vedere se succede qualcosa quando lo metto in carica.

E il display è vivo. Conferma che il telefono è vivo e che è sopravvissuto da una caduta di 3 metri e mezzo. Sbalorditivo.

Adesso lo lascio caricare per un paio d'ore e vedo cosa succede se lo accendo.

questo vectrex mi ha dato un po' di filo da torcere.Il suo problema principale era "No Power". Non si accendeva.Lo switc...
06/08/2026

questo vectrex mi ha dato un po' di filo da torcere.

Il suo problema principale era "No Power". Non si accendeva.

Lo switch era sporco all'interno e i contatti di potenza non lasciavano passare la corrente. Erano praticamente isolati tra loro.

Così, dopo aver dolorosamente disassemblato il Vectrex (che non è mai divertente, ma è parte del lavoro e se fatto in maniera metodica può anche dare qualche soddisfazione) ho raggiunto lo switch e l'ho separato dalla scheda logica.

Lo switch è un DPST rotativo (Double Pole, Single Throw: doppio polo, singolo spostamento) abbinato ad un potenziometro da 10kOhm per la gestione dell'audio: accende/spegne il sistema e alza/abbassa il volume. Non esistono ricambi compatibili, quindi o si compra un componente simile (che esistono) e lo si adatta "in qualche modo", oppure si apre lo switch e si tenta di pulire i contatti. Che è quello che ho fatto io.

Dopo un bel po' di prove ed errori ce l'ho fatta e lo switch è tornato a funzionare.

Ovviamente non potevo chiudere il Vectrex senza prima cambiare tutti i condensatori, fare una modifica per l'audio e tentare una calibrazione del CRT, anche se non è stata completa.

I passi per la calibrazione sono parecchi e uno di essi consiste nella verifica dell'alta tensione del retro del catodico. Le specifiche del manuale dicono che deve stare intorno ai 5800 Volt, con una tolleranza di ±150V, quindi tra i 5650V e i 5950V. Per far questo serve una sonda ad alta tensione, che non avevo (e costa più di 100€), e avevo già messo il silicone tra la coppetta di suzione e il retro del CRT. La calibrazione deve essere fatta con il sistema in funzione e richiede la rotazione di un potenziometro che può essere raggiunto solo con un lungo cacciavite di plastica, che non avevo. Muovermi vicino all'alta tensione mi provoca sempre un certo disagio, quindi ho preferito lasciar stare.

Online ho trovato una cartuccia con un bel mucchietto di giochi Vectrex, selezionabili con dei tastini sul lato della cartuccia stessa. Tra i software c'era la Test Cart 4, che era quello che mi serviva. Grazie a quella ho potuto centrare l'immagine (ruotando due sottili magneti sul retro del CRT, a quanto pare sicuri da toccare ma ho preferito usare una pinza lunga con manici in plastica), aggiustare l'inclinazione dei vettori e vari offset di generazione delle posizioni del fascio di elettroni.

Insomma, ho imparato parecchio.

Ma tutto questo l'ho fatto si e no in un giorno e mezzo. Quel che mi ha più rallentato è stata l'usura dei potenziometri dello stick analogico. In altre parole, in Berzerk potevo muovere il personaggio a destra e a sinistra, ma non dall'alto verso il basso. Capire come funzionava e quali segnali il Vectrex si aspettasse è stato il meno: il vero problema è stato come adattare dei potenziometri standard alle funzioni dell'analogico.

Quelli della levetta sono grossi più o meno come quelli che si trovano in attrezzature audio amatoriali, ma sono vecchi e obsoleti, e i componenti di oggi sono molto più piccoli - basta pensare a quelli che sono usati nei controller della PS2 per esempio. I potenziometri del Vectrex si trovano solo da un tizio in America, e non avevo voglia di far importare cose che poi mi sarebbero costate tre o quattro volte il loro valore effettivo, non importa quanto rare o ricercate potessero essere. Quindi mi sono impuntato sul provare ad adattare un componente moderno alle esigenze del Vectrex.

Il controller del VX ha tre binari di alimentazione: +5V, -5V e massa. +5V e -5V sono usati come limiti superiore e inferiore dei segnali in entrata dei potenziometri, che vengono calibrati ciascuno con un trimmer interno alla pulsantiera. Il VX si aspetta un minimo di -3.4V e un massimo di +3.4V (un'ampiezza di circa 6.8V) su ciascuno dei contatti X e Y in uscita. Ma usando un potenziometro moderno, per come sono costruiti, l'ampiezza totale non superava i 2 volt e mezzo (circa 1/3 di quello che avrebbe dovuto essere). Aprendo il componente originale si vede che la striscia resistiva non copre tutto l'arco di rotazione tra i due poli estremi, bensì ne è una frazione (circa 1/4), che comprende tutti i 10kOhm di resistenza delle specifiche. Un potenziometro moderno mostra quindi tra 1/3 e 1/4 della resistenza necessaria: in altre parole, la differenza di potenziale ai capi dell'arco è minore.

Questo non va bene, e se non posso (o non voglio) usare i componenti originali devo inventarmi qualcosa.

Così ho provato a modificare un potenziometro per fargli vedere un arco di resistenza tra 0 e 10kOhm usando dei terminali tagliati da altri componenti e una goccia di conduttivo liquido (di base una miscela carbonica con proprietà conduttive in tubetto che si solidifica all'aria).

Tutti i tentativi sono falliti, anche con potenziometri di valore più alto. Così ci ho pensato un attimo su e mi sono detto, "se non posso modificare il componente, allora modifico il segnale".

Ho rispolverato qualche conoscenza di amplificatori operazionali e ho costruito un semplice amplificatore non invertente con guadagno fisso intorno a 3, calibrabile con un trimmer sul feedback. Grazie all'oscilloscopio sono riuscito a tenere l'output nei limiti delle specifiche (-3.4V -> +3.4V).

Poi ho visto che i movimenti orizzontali dell'analogico funzionavano sull'entrata del secondo giocatore, ma non su quella del primo.

Dopo essermi rotto la testa per due giorni ho deciso di disassemblare il Vectrex un'altra volta per determinare quale fosse il problema. Dopo qualche tocco di sonda ho visto che l'entrata X del giocatore 1 era in corto a massa. Questo mi sollevava parecchio, perché escludeva guasti alla logica: tra l'entrata e qualunque tipo di chip c'era una resistenza da 680Ohm, che era l'esatta resistenza che rilevavo tra un piedino di un CD4052 (un multiplexer in cui entra il segnale) e l'entrata del connettore, mentre ci sarebbero dovuti essere circa 250kOhm.

Non rilevavo nulla di evidente, così ho deciso di rimuovere il connettore. Sotto c'era una traccia, che ho seguito dall'altra parte...
.. e ho trovato una giunzione che ho creato durante la modifica dell'audio, che connette la massa della scheda logica alla massa della scheda di potenza. Quella giunzione raggiungeva proprio la traccia dove viaggiava il segnale di X del connettore del giocatore 1.

Dopo aver rilavorato la giunzione il corto è scomparso e il controller ha funzionato perfettamente. Il test definitivo si può fare con il gioco Hyperchase: il movimento dell'auto a destra e a sinistra richiede precisione da parte del controller, e lo spostamento riflette direttamente la differenza tra il potenziale misurato e il riferimento.

Mentre cercavo di capire quale potesse essere il problema ho esteso l'adattamento del segnale anche al secondo potenziometro, notando come anche quello fosse usurato sulla strisca in carbonio. Evidentemente il sistema era stato usato parecchio, e ho concluso che avevo fatto bene a sostituire entrambi. Con questa modifica il controller potrà vivere molti altri anni senza cercare ricambi costosi o rari.

05/08/2026

Bene, questo è un aggiornamento sulla storia del VA SG, che mi sta insegnando tantissimo non solo sui Saturn, ma anche sui lettori CD in generale.

Il dubbio che avevo sul perché fallisse l'autenticazione *ogni tanto* e *casualmente* era corretto. Ma prima bisogna spiegare un po' di teoria sul funzionamento dei lettori ottici.

Il corpo lente è una struttura generalmente in ghisa, che contiene la lente, alcuni piccoli prismi e specchi, il diodo laser e un fotodiodo che raccoglie i segnali luminosi in rimbalzo dalla superficie del medium.

La lente è avvolta e tenuta in posizione da delle bobine comandate da un driver sulla scheda di controllo, e calcoli complessi vengono generati da un micro che raccoglie i dati sulla situazione delle bobine, e quindi sulla posizione del fascio laser, di ritorno dal driver.

Un tipo di questi dati è costituito dai feedback sull'errore della posizione *longitudinale* della lente rispetto al corpo lente, quella in linea con il raggio del medium, ovvero della linea che parte dal centro dell'asse di rotazione del medium e corre parallela alla direzione di movimento del corpo lente. I movimenti del corpo lente sono gestiti dallo sled motor, che lo sposta sui binari; i movimenti di fino sono controllati dalle bobine di tracking. I segnali di ritorno dalle bobine di tracking costituiscono il "tracking error", o errore di tracking. L'errore di tracking dice al microcontroller di quanto correggere la posizione relativa della lente tramite le bobine, e se dire al driver dello sled motor di muovere l'intero corpo lente sul binario di una lunghezza sufficiente per compensare un limite di errore superiore.

I metodi di autenticazione della PlayStation e del Saturn si basano sullo stesso principio: il rilevamento, il filtraggio e la traduzione del tracking error, invece che la lettura dei dati di ritorno dal fotodiodo. In altre parole, è il movimento delle bobine di tracking che dice al sistema che cosa sta leggendo. Se i dati estratti corrispondono a quello che il sistema di protezione da copia si aspetta, allora viene dato il via libera e il lettore viene sbloccato. Altrimenti, nel caso del Saturn, il CDB (CD Block, che aziona il processo di autenticazione) fa restituire soltanto dati spazzatura dal lettore e il sistema non riconosce il disco come un disco di gioco, ma solo un CD audio (se ci sono tracce audio, come nel caso di Astal).

Il concetto è affascinante e l'ho capito solo dopo una ricerca specifica. Ora capisco come mai fosse impossibile riprodurre il "wobble groove" con masterizzatori casalinghi.

Forte di queste conoscenze ho pensato che il problema risiedesse in un problema nel feedback dell'errore di tracking: che fosse troppo sensibile, o troppo attenuato. Quindi, tutto ciò che ho dovuto fare è stato muovere la rotella di VR401 di un "niente" in senso orario, e ho avuto 12 autenticazioni su 12, senza intoppi.

Poi, come ricompensa, mi sono goduto Astal e l'ho finito. Da piccolo ci avrei sbavato sopra. Mi ha portato indietro nel tempo al giorno in cui giocai per la prima volta a Sonic 3 (prima media?) e mi beccai un mal di testa epico, così forte che il giorno dopo non andai a scuola. Bei tempi.
.. Questo succedeva il 4 agosto, tra la mattina e il primo pomeriggio.

Passano poche ore. Convinto del mio lavoro disassemblo tutto e faccio dei lavoretti sulla scheda madre, anche per prepararla a farla tornare nella sua scocca. Rimonto tutto per un altro test e...
.. non autentica più. Una volta, poi più niente. Sento il motore di rotazione del disco fare fatica e a volte la lente fa su e giù, come se avesse difficoltà con il focus.
Disperazione. Non mi ci raccapezzo. Funzionava perfettamente la mattina e dopo qualche ora non più, senza aver cambiato niente? Fabbrico persino una nuova piattina di trasmissione dalla scheda madre al controller disco. Dopo molti tentativi (fino alle 21 di sera, che per me è "tardi") getto la spugna e mi dico, "torno domani e vedo questa cosa a mente fresca".

Nel frattempo varie ipotesi si formulano nella mia testa. "Il CDB è guasto, spero di no. La lente o il motorino, non mi spiego altrimenti. Il controller laser, sarebbe un bel problema."

Ci ritorno oggi e la situazione non è cambiata. Gli faccio leggere un CD audio per testare un'ipotesi, e scopro quello che speravo di vedere: il lettore faticava sì a leggere, ma solo quando il corpo laser transitava vicino al confine esterno del disco. Questo mi diceva che poteva essere il motorino, ma poi ho notato che la piattina che va dal controller disco al corpo lente protrudeva vistosamente e mi sono ricordato di un fenomeno curioso: avvicinando un materiale conduttore (anche il corpo umano) alla piattina di comunicazione laser i dati si corrompevano e le bobine si muovevano erraticamente. L'audio del CD usciva distorto e gracchiante. Avevo notato questa cosa PER PURO CASO qualche settimana fa giocherellando con varie possibilità.

Ho sollevato il lettore dal lato sul quale la piattina usciva, e il CD audio veniva letto correttamente, senza distorsioni né incertezze. Così ho testato la teoria con Astal mettendo uno spessore in schiuma sotto il lato della piattina, e l'autenticazione ha funzionato. Nessuna difficoltà da parte del motorino del medium, né della lente. L'ipotesi che ho è che la busta ESD che ho usato per isolare le schede dal resto (mi capita di dimenticare detriti metallici sul piano in silicone), essendo parzialmente conduttiva, facesse da superficie risonante per i dati in viaggio sulla piattina di comunicazione. Allontanando la piattina dalla busta la comunicazione veniva ripristinata.

Ed eccoci qua, ad ammirare le meraviglie dei Saturn nudi, con i loro lettori sensibilissimi alle interferenze.

27/07/2026

Kisuishou Densetsu Astal sul VA SG. È sparpagliato per i test estensivi. Il sistema era in condizioni disastrose e dubitavo che avrebbe mai fatto alcunché, ma vederlo macinare Astal come un campione mi ha dato una speranza illimitata.

Cambiati i due motorini del lettore ottico, insieme al laser. Devo rimpiazzare ancora un po' di cose e dargli un nastro a 21 pin come si deve, ma il paziente risponde molto bene.

Di tanto in tanto fallisce l'autenticazione pur leggendo perfettamente audio e dati, e dopo aver studiato la teoria ho una mezza idea del perché, ma l'ho messo da parte perché ho un Vectrex da finire.

Ci rivediamo presto, io non mi arrendo con te.

Kisuishou Densetsu Astal sul nuovo Saturn VA0.5 appena riparato. Erano decenni che sognavo di giocarci.Benvenuti nella v...
24/07/2026

Kisuishou Densetsu Astal sul nuovo Saturn VA0.5 appena riparato. Erano decenni che sognavo di giocarci.

Benvenuti nella vostra nuova famiglia ❤️

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