20/05/2026
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La quattordicesima edizione di SalernoLetteratura intende tributare un omaggio, né rituale né paludato, ad Alfonso Gatto. Lo fa scegliendo un suo verso che suona come un’esortazione e un auspicio, in giorni inquieti e bui come quelli che stiamo vivendo. Un’esortazione perché un cuore desto è un cuore vigile, capace di cogliere lo spirito del tempo non per adeguarsi alla sua corrente impetuosa ma per provare ad arginarla.
Un auspicio perché questa lucidità di sguardo sul reale si esprimerà con la più potente delle armi, la parola. Gatto aveva il dono della parola. Era un poeta. Alla lettera: un artefice, un costruttore di mondi attraverso il linguaggio. Ecco perché la sua opera ci consegna una testimonianza vivente di libertà. Proveremo a raccoglierla dedicando a questo salernitano grandissimo una serata speciale, che lo ricordi con gioia.
Giuseppe Durante | Identità visiva
In tema fumettistico e in un’atmosfera tipica delle storie disegnate nasce l’idea per la quattordicesima edizione del Salerno Letteratura Festival. Una sveglia vintage a doppia campana. Un oggetto meccanico e storico, un’idea che ci ricorda che la poesia di Gatto non è fuori dal tempo, ma è per il suo tempo. Ci ricorda, ancora, che l’eredità di Gatto non è ancorata al passato come un orologio fermo, ma è “vivente”, pronta a suonare ancora per noi oggi.
Una sveglia misura e scandisce il tempo. La sveglia è l’oggetto che interrompe il sonno (l’incoscienza o la passività) per portarci allo stato di veglia.
Il testo esorta a un “cuore desto”, definito esplicitamente “un cuore vigile”. La sveglia non è solo uno strumento temporale, ma un simbolo etico dell’attenzione che Gatto chiede ai suoi lettori di fronte ai “giorni inquieti”. La sveglia, quindi, diventa il simbolo della chiamata all’azione e alla Resistenza, non più un semplice promemoria, ma un atto di volontà.
In sintesi, la sveglia non è solo un segnale acustico, ma un’icona della coscienza che si risveglia.