30/05/2026
C'è una domanda che Giorgio Dobrilla si porta dietro da decenni, e che non riesce né vuole smettere di fare. Non è una domanda accademica. È una domanda fastidiosa, di quelle che tornano ogni mattina quando apri il giornale, ogni sera quando guardi il telegiornale, ogni volta che ti chiedi come sia possibile che il mondo, con tutta la storia che si porta sulle spalle, continui a ripetere esattamente gli stessi errori.
La domanda è questa: perché sprechiamo ciò che sappiamo?
2026. Saggezza in caduta libera? —> Il nuovo volume di Giorgio Dobrilla con la collaborazione di Alessandro Cimino, pubblicato da C1V Edizioni nella collana Scientia et Causa, non è un libro che promette risposte consolanti. È un libro che affila le domande. E in un'epoca in cui tutti vendono certezze, questa è già una forma rara di onestà intellettuale.
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