No Gravity Production

No Gravity Production Un gruppo di ragazzi con la smania del linguaggio audio-visivo. http://www.youtube.com/user/ProductionNoGravity
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Siamo un gruppo di ragazzi che si sono trovati a Roma con la stessa passione per il linguaggio audiovisivo. Ognuno di noi ha il suo reparto di afferenza, collabora e si confronta con gli altri per realizzare prodotti sempre migliori! Luca Desiderato - DoP, Montatore, Grafico, Fotografo, Sceneggiatore, Web Marketing

Luigi Mascolo - Sceneggiatore, Regista

Amir Saleh - Sceneggiatore, Ass. Regia

Ca

rla Gravina - Regia, Ass. Regia

Gianni Pennacchi - Sceneggiatore

Marco Coradin - 1° Ass. Fotografia, Montatore, Effetti Speciali

Fabio Bellamina - Youtuber

Francesca Misceo - Web Marketing

Michele Cuppone - Compositore

12/03/2016

Voi che avete mangiato oggi?

11/03/2016

Quando è stato il momento in cui ti sei detto "questo è il lavoro, la passione che voglio portare avanti"?
Credo non ci sia stato un vero inizio. Una passione è qualcosa che porti dentro da sempre, può succedere che sia assopito l'istinto di seguirla per un periodo, più o meno lungo, per distrazioni varie a seconda l'età ma ad un certo punto qualcosa ti riporta sempre sul tuo cammino. Io ho sempre disegnato fin da piccolissima, sono nata in una famiglia dove un po' tutti fanno arte e quindi il mio gioco preferito e di sempre sono i colori. Non potrei fare a meno di disegnare anche se non fossi mai pagata per farlo ne sentirei il bisogno e lo farei anche con terreno e bastoncino, una pietra sull'asfalto, del caffè versato su un foglio di giornale...fa parte di me è come mangiare o respirare.

Qual'è il tuo rapporto con i tuoi strumenti? Esiste un feeling particolare?
Io amo qualsiasi tipo di attrezzo e materiale, sono una vera e propria ricercatrice e sperimentatrice della materia. Il colore in qualsiasi forma mi attrae come i luccichii attraggono una gazza ladra. Non sono esattamente un'accademica, per intenderci, non amo le tecniche pure, mi piace sperimentare senza troppi rigori tecnici, credo limitino la creatività, l'unica cosa che penso sia realmente utile è la chimica dei materiali per poterne gestire le reazioni nelle varie mescolanze. E per essere in linea con i tempi amo anche tutte le forme d'arte in digitale. Siamo fortunati oggi abbiamo la possibilità di portare con noi, tante tipologie di pitture virtuali (possiamo avere un'infinità di effetti pittorici), tutte quelle contenute in un tablet. I programmi di disegno digitale che utilizzo mi soddisfano quanto il reale, certo non vorrei fare a meno di nessuno dei due, sono strumenti tanto simili sulla resa visiva e nello stesso tempo tanto diversi...in effetti...non potrei rinunciare a sporcarmi le mani di colore!
Qual'è la tua filosofia, il tuo personale modo di vedere il mondo che quotidianamente riporti nel tuo lavoro?
Io vivo di dettagli, la filosofia del piccolo, la felicità nelle semplici cose. L'amore per i piccoli gesti, la cura del particolare, la visione di un mondo semplice come può essere visto da un bimbo questo è ciò che mi piace riportare nelle mie immagini. Alcune volte sono gli oggetti, i paesaggi, le persone che mi suggeriscono immagini che avranno in se un messaggio. Altre volte sono i gesti, le sensazioni che cerco di convertire in immagini per poter parlare di emozioni/ sentimenti provati.
C'é stato un momento nella tua storia personale, in cui hai dovuto rimetterti in gioco completamente, ricominciare e rivoluzionare il tuo modo di vedere la tua passione?
Sono costantemente in movimento metto sempre tutto in discussione. Ci sono stati vari momenti in cui ho pensato di essere stata tradita dalla mia passione, di essermi distratta con l'arte da qualcosa di più "serio", più omologato alla società, un lavoro di quelli per cui si prende una busta paga, per cui si sa a che ora esci di casa e che dopo circa otto ore tornerai con una paga prestabilita. Tutt'oggi sono scissa in un due pensieri contrapposti: uno emotivo che parla di libertà di espressione, di voglia di ricercare, di toccare materiali colorati e riempire gli occhi di bello, l'altro più razionale che mi fa desiderare regolarità, possibilità di calcolo di spese di vita, ch'è difficile raggiungere con l'arte se non sei già qualcuno di quelli conosciuti. Per intenderci, la misura nella quale dedicarsi alla propria passione cambia a seconda delle esigenze nei vari cambiamenti, movimenti che caratterizzano la propria esistenza. Allo stato attuale la mattina svolgo il mio "lavoro serio", quello che mi da il pane certo, che mi serve a pagare tutte le spese di casa e mantenere la mia bimba e dal pomeriggio mi trasformo in artista matta.
Quando è stato il momento, quel singolo istante in cui ti sei detto per la prima volta "Forse ce la sto facendo davvero"?
Non saprei...lo sto ancora aspettando!
Qual è il tuo personale obiettivo da raggiungere entro un anno da oggi?
Mi piacerebbe vivere solo d'arte, mi piacerebbe non dover impegnare la mia mattinata con part-time da 'stipendio sicuro' per poter far fronte alle spese domestiche e potermi comprare più attrezzi e materiali per coltivare la mia passione. Sono convinta si possa fare, il disegno serve ovunque, basti pensare ad una semplice etichetta dei vari prodotti esposti in un supermercato, agli indumenti con stampe che portiamo in dosso, ai libri, alle pareti delle nostre case, alle copertine di album musicali, ai cartoni animati e via dicendo... Bisogna impegnarsi nel trovare i canali per far sapere che tu esisti e che sei lì, pronto a disegnare.
Questo è il mio obbiettivo di quest'anno: dire che disegno, che sono disposta a prestare le mie mani per mostrare il mondo attraverso i miei occhi a chiunque ne senta la necessità od il piacere... e qual é il tuo obiettivo fisso, quello che ogni volta ricordi a te stesso?
Mantenere la libertà d'espressione.
Vivi un rapporto particolare con i luoghi in cui hai lavorato? Esistono luoghi dove sei riuscito a sviluppare al meglio la tua passione?
Non ho luoghi d'elezione ognuno di loro mi stimola in modo differente. Mi sono trovata a scolpire pietre trovate sul mare, fermarmi lì sul posto, cercare scalpelli di fortuna (sassi più o meno appuntiti), appostarmi e terminare sculture lì sulla riva. Passare giornate in campagna e giocare con acquerelli e pastelli. Dipingere su pareti a casa di committenti: ricordo una delle più belle pareti l'ho realizzata con la compagnia costante della proprietaria di casa, una signora estremamente simpatica che ha passato ore ed ore a guardarmi mentre dipingevo. Chiacchieravamo ogni giorno per l'intera durata del mio lavoro di musica, di libri letti, cucina, amori...alla fine credo che il tramonto africano che le dipinsi sul muro, venne tanto luminoso, grazie alla vivacità dei nostri discorsi! Ma amo anche gli ambienti raccolti, dove puoi ascoltare i tuoi pensieri e la distanza tra te e la superficie di lavoro è definita dal cono di luce della lampadina.
Come vivi il tuo rapporto con i social? Li sopporti o diventano stimolo?
I social sono per me elemento di studio della società, di diffusione del mio operato e spesso mi servono da spunto creativo. Mi capita di leggere o ascoltare una canzone, una poesia pubblicata da qualcuno e trovarmi immediatamente con carta e colori per abbozzare illustrazioni oppure confrontarmi pubblicando i miei lavori in gruppi di settore. Ritengo che i social siano un ottimo supporto per gli artisti.
Credi che ad oggi ci siano luoghi ed eventi di confronto per il tuo lavoro?
I luoghi di confronto terminati gli studi diventano sempre più complicati da trovare. Gli eventi sono pochi e si limitano ad esposizioni dove c'è poca possibilità di scambio di opinioni e di contaminazione artistica concreta. Mi piacerebbe poter creare un evento mensile d'incontro tra artisti ( disegnatori, musicisti, scrittori ) per creare nuove sinergie e stimolare la nascita di nuovi progetti. La passione che sviluppi ha un suo proprio linguaggio specifico? Nel tempo son stati creati siti internet dove potremmo curiosare e provare ad entrare nel tuo mondo?
La mia passione è espressa in linguaggio visivo dato che mi occupo di disegno, pittura e scultura.
Mi dicono, e non so se sia vero, che ho una tavolozza che mi contraddistingue, che i miei disegni si riconoscono dagli accostamenti cromatici...sarà questo il mio linguaggio? Anni fa avevo creato un blog ma non sono riuscita a dedicarmi spesso al suo aggiornamento tanto che di recente ho preferito gestire una pagina Facebook, mi sembra più immediato l'inserimento di nuove immagini e ho visualizzazioni certe senza dover studiare troppe strategie. Per quanto riguarda il sito è nei miei progetti futuri, credo sia una banca dati utile e fondamentale per poter reperire informazioni immediate da ogni parte del mondo. Se volete curiosare tra le mie opere :
https://www.facebook.com/Maria-Michela-Brunetti-844364645674357/
Se un ragazzo di oggi decidesse di intraprendere la tua strada, cosa consiglieresti? Accetteresti apprendisti?
Chiunque segua una passione va incoraggiato. Sono le passioni che ci mantengono in vita. Ciò che sento di poter consigliare a tutti con convinzione per quanto riguarda il mio settore, è, che, più si sperimenta e si testano i materiali più semplice diventa esprimere ciò che abbiamo in testa.
Poi c'è il confronto: confrontarsi con esperti è molto utile ma anche con profani può esserlo poiché chi non comprende i dati tecnici ci parla di 'cosa arriva', ci dice se il nostro messaggio è leggibile o meno, può cogliere più facilmente 'l'anima' della nostra opera. Dato che parliamo di espressione è importante riuscire a comunicare e trovare riscontro nel pubblico. Più che avere apprendisti mi piacerebbe condividere delle ore di 'lavoro' con altri anche meno esperti e stimolare e farmi contagiare. Non sono mai stata gelosa della tecnica anche perché ognuno la applica secondo il proprio gusto e secondo ciò che vuole esprimere. E poi come dicevo prima, credo nella mescolanza, negli esperimenti e non nella tecnica pura, quindi ci sono combinazioni infinite che renderanno sempre ogni lavoro unico...nessuno ci può

Buongiorno! :D
11/03/2016

Buongiorno! :D

"Le giornate nuvolose son fatte per pensare"

Buongiorno :)

(Foto di Luca Desiderato)

Buongiorno!
10/03/2016

Buongiorno!

Buongiorno!

(Foto di Luca Desiderato)

Intervista a quel mito di Stefano Muroni!
08/03/2016

Intervista a quel mito di Stefano Muroni!

Quando è stato il momento in cui ti sei detto "questo è il lavoro, la passione che voglio portare avanti"?
Avevo cinque anni. Ogni notte, prima di dormire, chiamavo mia madre e col magone in gola le confessavo che sarei voluto andare a Roma per fare l’attore. E’ stato qualcosa di innato, che già sentivo dentro, senza apparente motivo. Poi, certo, con le prime esperienze sul palco e al cinema, ho capito che è meraviglioso poter raccontare delle storie e creare dei personaggi, grazie ai quali il pubblico si commuove, riflette, si pone domande. La riflessione sociale che può scatenare un film o uno spettacolo teatrale mi ha portato a dire: “Questa è la passione che devo portare avanti”.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi strumenti?
Esiste un feeling particolare?
L’attore lavora con un numero elevatissimo di strumenti, a partire da se stesso. La voce, gli occhi, il movimento della mascella, il taglio dei capelli, la risposta che ha il volto in camera e come questo “reagisce” se è tagliato da una luce o da un'altra. E poi il corpo, il suo movimento nello spazio, e poi ancora come ti percepisce l’altro e come ti percepiscono un insieme di persone. Senza contare che ogni giorno che passa noi cambiamo, non siamo quelli del giorno prima, una minuscola parte di noi muore e una minuscola parte rinasce, è nuova. Ora non vorrei fare l’intellettuale e citare “Uno nessuno centomila” di Pirandello, ma veramente noi siamo tante persone. Quindi, il mio rapporto con i miei personalissimi strumenti, è di studio e analisi continuo, consapevole che si è in perenne mutamento.


Qual è la tua filosofia, il tuo personale modo di vedere il mondo che quotidianamente riporti nel tuo lavoro?
Ho sempre creduto che il mestiere dell’attore sia prima di tutto una scelta che si pone a livello esistenziale. Sono un attore non perché amo imparare a memoria delle battute e poi ripeterle, magari sospirandole. Credo che buona parte della cultura italiana presente e futura dipenda da noi umili attori. Fare memoria, ricordare importanti vicende del passato pressoché dimenticate, riabilitare figure importanti della storia cadute nell’oblio senza fare ideologia, cercare di analizzare i temi importanti del presente e reinterpretarli cinematograficamente: questa è la mia personale filosofia del mestiere dell’attore.

C'è stato un momento nella tua storia personale, in cui hai dovuto rimetterti in gioco completamente, ricominciare e rivoluzionare il modo di vedere la tua passione?
Fortunatamente no. Eh sì che ho scelto, come attore, la strada forse più difficile, credo. E questo non per presunzione, ma semplicemente perché questo è, per me, l’unico modo possibile di svolgere il mio lavoro. Non saprei farlo diversamente. Alcuni hanno tentato di cambiarmi, consigliandomi di fare qualsiasi cosa, accettare tutto, dire sempre sì, di qualsiasi progetto si trattasse. Io credo invece che, la carriera di un buon attore, si basi più sui no che si ha il coraggio di dire, che sugli scontati sì.

Quando è stato il momento, quel singolo istante in cui ti sei detto per la prima volta "Forse ce la sto facendo davvero"?
Tante volte me lo sono detto. Mi piace illudermi, a volte. L’ho pensato quando sono stato ammesso a 19 anni al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (dove su 1200, selezionavano 8 maschi), me lo sono detto quando mi hanno chiamato a 22 anni a condurre il Giffoni Film Festival, quando c’è stata l’anteprima del film “La notte non fa più paura”, il film sul terremoto dell’Emilia che mi vede protagonista, all’Istituto di Cultura Italiana di Bruxelles; l’ho pensato quando ho presentato alla Treccani il progetto “Voci di Resistenza”, la prima web serie storica, dove sono tra i protagonisti, prodotta dalla stessa Treccani, e l’ho pensato quando sono stato premiato col Telesio d’Argento come Talento Rivelazione Cinematografico 2015 alla Primavera del Cinema Italiano di Cosenza nel 2015. Tante volte me lo sono detto. Ma so che sono solo al’inizio. Sono appena alle porte del paradiso.

Qual è il tuo personale obiettivo da raggiungere entro un anno da oggi?.. e qual è il tuo obiettivo fisso, quello che ogni volta ricordi a te stesso?
L’obiettivo dell’anno è portare a termine tutti i progetti che ho in testa: altri due progetti web per la Treccani, alcuni progetti per emittenti nazionali, audiolibri, la stesura del mio prossimo film.
Il mio obbiettivo fisso è molto semplice: rimanere quel ragazzo di 19 anni che, da Tresigallo, è andato a Roma col sogno di fare l’attore. Mantenere lo stesso entusiasmo, la stessa energia.
Tante persone, nel corso degli anni, hanno fatto di tutto pur di riportarmi nella realtà. Volevano convincermi che tutto è impossibile, difficile, inarrivabile. Io, fortunatamente, fin da quando sono piccolo, vivo su un altro pianeta, in un mondo parallelo, tipo un alieno. E’ grazie a questa privilegiata condizione, che mi sono ritrovato nel DNA, che riesco a fare tutto quello che faccio.
Se avessi scelto di vivere nella realtà sarei morto già da un bel pezzo.

Vivi un rapporto particolare con i luoghi in cui hai lavorato? Esistono luoghi dove sei riuscito a sviluppare al meglio la tua passione?
Beh, se penso ad un luogo dove sono riuscito a sviluppare al meglio la mia passione penso immediatamente al Centro Sperimentale. E’ quella scuola che mi ha trasformato in un attore professionista, e le devo molto. Anche se porto nel cuore il mio primo corso di teatro, fatto durante gli anni del liceo a Ferrara, col mio primo maestro di teatro, Massimo Malucelli.
A volte si creano dei rapporti così intensi coi luoghi dove hai lavorato che si ha persino paura di ritornarci. Penso a Mirabello, comune terremotato dell’alto ferrarese. Lì abbiamo girato il film “La notte non fa più paura”. Porto un bellissimo ricordo del set, ma sento anche che quelli sono i luoghi del sisma in cui la terra, la mia Emilia, ha tremato violentemente. Non so, è difficile da spiegare a parole, ma da quando abbiamo smontato il set, non sono più tornato a Mirabello. Troppa felicità, troppo dolore.

Come vivi il tuo rapporto con i social? Li sopporti o diventano stimolo?
Sto iniziando a credere che i social siano una meravigliosa opportunità, se usati bene e con intelligenza. Facebook, ad esempio, attraverso la mia pagina, lo utilizzo per far conoscere ancora di più i miei lavori alle persone, al pubblico che mi segue e a quello nuovo che inizia a scoprirmi.
Se usati così, credo possano diventare uno stimolo e un modo intelligente e avvincente anche per farsi conoscere e condividere con più persone il proprio lavoro, quindi le interviste, i trailer, le anteprime ecc.

Credi che ad oggi ci siano luoghi ed eventi di confronto per il tuo lavoro?
Assolutamente sì. Penso già a questa intervista, quindi a tutte le riviste e giornali cartacei e online. Penso anche ai festival, alle rassegne, alle anteprime. I luoghi sono molteplici. Certo, forse alcuni sono un po’ trash, o legati troppo al gossip o ad un mondo dello spettacolo volontariamente mediocre.
Ma se qualcuno ha qualcosa da dire, viene fuori con merito. I luoghi e gli eventi di qualità ci sono. Quindi non ci sono scuse. Le scuse mi hanno annoiato.


La passione che sviluppi ha un suo proprio linguaggio specifico? Nel tempo son stati creati siti internet dove potremmo curiosare e provare ad entrare nel tuo mondo?
Il lavoro dell’attore è legato fortemente all’immagine, quindi alla comunicazione e al marketing che l’attore fa di se stesso. Non è che io goda di uno staff numeroso, ma è giusto così, visto che sono all’inizio. Ho una pagina Facebook che conta circa 2200 mi piace ed è seguita ogni giorno in media da circa cinquemila persone, ho un sito internet ben fatto dove si trovano le interviste più interessanti, la biografia, la filmografia, i premi, le news, le interviste nelle varie TV italiane, video, trailer, teaser ecc.
Insomma, se volete entrare nel mio mondo, ho creato una struttura virtuale sufficiente per poterlo fare. Vi aspetto, sia chiaro!

Se un ragazzo di oggi decidesse di intraprendere la tua strada, cosa consiglieresti? Accetteresti apprendisti?
Se un adolescente di Ferrara, Mantova o Viterbo mi dicesse che vuole fare l‘attore da grande, gli consiglierei di provare le audizioni al Centro Preformazione Attoriale, la prima scuola di recitazione per adolescenti ideata e diretta dal sottoscritto, patrocinata dal Giffoni Film Festival e riconosciuta culturalmente dalla Scuola Nazionale di Cinema di Roma, con gemellaggi con scuole francesi, inglesi e spagnole. In questo modo, un aspirante attore può preformarsi per le audizioni alle scuole nazionali.
Ma se non si vive in queste città, il mio coniglio è sempre uno: studiare!
Guardate tanto cinema (magari anche italiano), leggete libri, andate alle mostre, passeggiate, parlate con gli sconosciuti, appassionatevi di pittura, scultura, architettura, musica, viaggiate, osservate le stelle e i tramonti, ascoltate il rumore del vento tra le foglie degli alberi, dialogate con voi stessi, abbiate il coraggio di rimanere anche soli, imparate a bastarvi. Sì, sembrano i comportamenti di un pazzo, me ne rendo conto. Ma dovete sperimentarvi, conoscervi, perché per interpretare al meglio un personaggio dovrete metterci tutto voi stessi.
BIOGRAFIA
Stefano Muroni è nato a Ferrara il 15 luglio 1989.
Si

Caserma Rossani, dove il tempo si è fermato
06/03/2016

Caserma Rossani, dove il tempo si è fermato

https://vimeo.com/157818389
BARI - L'ex caserma Rossani, un'area di otto ettari abbandonata da decenni, è pronta per rinascere. Dopo anni di degrado. L'amministrazione comunale e la Regione stanno investendo per renderla un punto di riferimento per il quartiere, per trasformare quegli edifici pericolanti da discariche a beni per la città. E' qui che la telecamera di Borderline24 è entrata questa settimana.
Sono già cominciati i lavori per la realizzazione dell'Urban center nell'edificio che ospitava gli spogliatoi militari. È stata indetta la gara per la ristrutturazione di due palazzine che con 9 milioni e 700mila euro diventeranno il polo bibliotecario regionale, così come l'amministrazione sta cercando fondi per procedere al restyling di altri due edifici dove sistemare l'Accademia delle Belle arti e i due istituti d'arte baresi. Senza dimenticare il progetto del parco, disegnato dall'archistar Massimiliano Fuksas e perfezionato grazie alle indicazioni di associazioni e residenti. Sarà non solo una grande area verde, ma fornita di servizi e spazi per lo sport e il tempo libero.
L'ex caserma fu acquisita nel patrimonio comunale nel 2009: il Comune, in cambio della Rossani e di 13 milioni di euro, ha ceduto allo Stato la Prefettura e la Chiesa Russa. Una parte dell'ex caserma il 2 febbraio del 2014 è stata anche occupata da gruppi di ragazzi che si sono riuniti successivamente in un'associazione.

25/02/2016

Ex Carrefour del Quartiere San Paolo

DESERT PROJECT 01

Delfini a Taranto per la   http://htl.li/NUs9Z
05/06/2015

Delfini a Taranto per la
http://htl.li/NUs9Z

un ringraziamento alla Jonian Dolphin Conservation! ___________________________________ SEGUICI SU: FB ➜ http://goo.gl/XNPGzV TW ➜...

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