20/10/2026
e : da sperimentazione a mercato.
Nella stessa settimana il Ministero della Cultura ha presentato a Lubec Lucca Beni Culturali i suoi progetti di gamification, M9 Museum ha inaugurato la mostra «PLAYERS» e il Museo Galileo ha lanciato , l’isola che abbiamo sviluppato insieme.
Su Il Sole 24 ORE – , Roberta Capozucca parte da qui per fare il punto su come il videogioco stia diventando parte strutturale dell’offerta culturale italiana.
Ecco i punti chiave:
🔹 dalle piattaforme ai pubblici: Galileo Legacy si inserisce nel percorso aperto da su Minecraft e su Roblox. Come scrive l’articolo, non è più soltanto il pubblico a entrare nel museo attraverso il gioco, ma è il museo a entrare nel mondo dei giocatori.
🔹 dal patrimonio digitalizzato al gioco: con il e la nasce una piattaforma nazionale per costruire percorsi interattivi a partire dai contenuti digitali delle istituzioni. È la domanda che molti musei si pongono dopo le campagne di digitalizzazione: come usare quel patrimonio?
🔹 il nodo dell’impatto: milioni di giocatori non garantiscono da soli un maggiore interesse per il patrimonio. La sfida è misurare la capacità di queste esperienze di generare e , anche oltre la visita fisica.
Per noi la risposta parte dal progetto. In Galileo Legacy ogni enigma nasce dal funzionamento reale degli strumenti della collezione: telescopi, astrolabi, sfere armillari. Il gioco diventa un modo per conoscere il museo, non un’alternativa alla visita.
Secondo te, cosa rende un progetto videoludico davvero parte dell’offerta culturale di un museo?
👇 Scopri l’articolo al link nel primo commento: