10/04/2012
1. Spesso si parla delle nuove tecnologie e del loro impatto nella filiera editoriale.
Quali sono le esigenze degli editori rispetto ai software gestionali e quali sono i cambiamenti che si sono imposti negli ultimi anni?
Grazie all’introduzione della grafica negli anni '90 la nuova modalità intuitiva di comunicazione uomo macchina, ha influenzato positivamente anche i software gestionali che hanno acquisito una sempre maggiore efficienza e facilità di diffusione.
Il decennio successivo è stato invece caratterizzato dalla sempre più capillare diffusione di Internet che ha determinato un’ulteriore evoluzione nelle metodologie gestionali.
Il sistema informativo ha sempre più integrato le procedure aziendali, è uscito dalle tradizionali dimensioni delle stanze amministrative ed ha consentito la migliore sinergia di tutti gli attori del processo produttivo.
Il software si è propagato nel Web, ha consolidato l'e-commerce, si è inoltrato nelle fiere, ha integrato i call-center, è andato insomma a catturare l'evento esattamente dove questo nasceva per restituirlo alla gestione senza la necessità di successive attività di data entry.
Le procedure di back-office sono sempre state più automatiche con un duplice risultato, l'immediatezza del feedback e la migliore produttività nella gestione aziendale.
2. Quali aree degli ambienti gestionali sono quelle sottoposte a più intensa revisione o implementazione?
La necessità di ogni azienda è quella di facilitare l'efficacia commerciale, la capacità di contatto col pubblico e di definizione del processo di vendita.
L'e-commerce si è evoluto nella modalità di presentazione dei prodotti, nella compilazione dell'ordine e nella sua finalizzazione.
Inoltre un sempre più sofisticato Customer Relationship Management ha mantenuto il contatto col cliente con più attrattive forme di comunicazione personalizzata.
3. In cosa, nei prossimi anni, il gestionale dovrà aiutare l’editore?
In questo scenario i fondamentali di un buon software gestionale sono rimasti sostanzialmente gli stessi. Un buon prodotto deve essere facile, flessibile e scalabile.
Facile perché la formazione è onerosa e la sicurezza intrinseca deve garantire la qualità dei dati più che il fattore umano.
Flessibile perché le nuove esigenze dell'azienda debbono essere interpretate col minimo investimento.
Scalabile perché un buon prodotto deve essere utilizzabile da una piccola casa editrice ma allo stesso modo deve consentire ad una media realtà risultati soddisfacenti.
Vedo l'evoluzione in una sempre maggiore standardizzazione dei flussi informativi tra diversi sistemi di gestione. La fatturazione elettronica, la firma elettronica, e tutte le forme di comunicazione sicura tra i sistemi miglioreranno ancora la produttività.
La maggiore facilità di cattura dei contenuti informativi consentirà con minore sforzo economico di ottenere più facilmente le preziose sintesi che ogni imprenditore desidera perché sempre più imprescindibili in un mondo economico mai come oggi difficile e selettivo.
In questo contesto il nostro lavoro è sempre stato quello di interpretare nel modo migliore queste dinamiche per dotare l'azienda degli strumenti più appropriati che la tecnologia rende possibili.