23/06/2026
🩺“Il medico di famiglia cambia volto: non solo cura, si punta sulla prevenzione”.
📊In un Paese che invecchia rapidamente e in cui le patologie croniche rappresentano una delle principali sfide per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, il medico di famiglia torna al centro del dibattito sul futuro della sanità italiana. Secondo i dati ISTAT, quasi un italiano su quattro ha più di 65 anni, mentre oltre il 40% della popolazione convive con almeno una malattia cronica, una quota destinata a crescere nei prossimi anni in parallelo con l’invecchiamento demografico. In questo scenario, continuare a pensare l’assistenza territoriale secondo modelli costruiti decenni fa rischia di non essere più sufficiente.
⚕️Le anticipazioni del nuovo Piano sanitario nazionale, il primo dopo quasi vent’anni, sembrano delineare una trasformazione profonda del ruolo del medico di medicina generale. Non più soltanto il professionista a cui rivolgersi quando emerge un problema di salute, ma una figura chiamata a intercettare precocemente i bisogni dei cittadini, promuovere la prevenzione, monitorare i pazienti cronici e contribuire attivamente alla sostenibilità del sistema sanitario.
🏥L’obiettivo è superare una visione frammentata, integrando prevenzione primaria, secondaria e terziaria all’interno dei percorsi di cura. In questa prospettiva, il medico di medicina generale viene individuato come uno degli attori principali della cosiddetta medicina di iniziativa. Uno dei principi alla base della riforma territoriale avviata con il DM 77/2022 è il superamento del modello del professionista che opera da solo. Le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali sono stati concepiti per favorire una maggiore integrazione tra professionisti e servizi.
Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Maria Vittoria Di Sangro 👇
In un Paese che invecchia e in cui le patologie croniche rappresentano una sfida, il medico di famiglia torna al centro del dibattito