PCMAC srl

PCMAC srl Con serietà, professionalità e passione, offriamo assistenza ai clienti che cercano soluzioni informatiche adatte ai propri business.

Siamo una società dinamica, giovane e molto preparata. La PCMAC nasce nel 2012 dal binomio di due persone, Fabio Borrini e Luca Franco, i quali si sono posti l'obiettivo di collaborare ed aiutare le aziende o i privati nel settore informatico e in tutto ciò che gravita attorno ad esso. Inoltre assistiamo le persone per ciò che riguarda la sicurezza personale e dei loro beni. Il cliente è SEMPRE al

primo posto ed avrà SEMPRE un supporto per qualsiasi problematica che riscontrerà. Lavoriamo con onestà e trasparenza, facendo il possibile per accontentare l'azienda o il privato in ogni loro richiesta.

04/12/2023

Articolo del 12/07/21, preso sul sito dei nostri partner Nethesis, riguardo la Cybersecurity: consigli pratici per le PMI. Intervista a Marco Ramilli.
Vogliamo che gli imprenditori o i titolari di studi privati, recepiscano l'importanza di adottare un sistema di sicurezza adeguato ai pericoli in circolo sulla rete.

Marco Ramilli è tra i massimi esponenti italiani di sicurezza informatica ed è esperto di intelligenza artificiale applicata alla cybersecurity. Il quotidiano “La Repubblica” dice che è tra i 50 esperti italiani da seguire.
Ha lavorato per il governo degli Stati Uniti ed è fondatore di Yoroi: innovativa società di sicurezza informatica focalizzata sulla difesa delle realtà produttive del Made in Italy, ma non solo.

Marco è apparso su SkyTG 24, Il Sole 24 ore e tante altre testate in merito alle recenti evoluzioni della criminalità informatica, perché secondo lui la cyber sicurezza è ora più che mai una priorità per tutte le aziende.

Qual è lo scenario da qui a 2-3 anni nel mondo della cybersecurity?
Siamo in un mondo che tende a digitalizzarsi sempre di più, abbiamo sempre più oggetti connessi. Questo significa che ogni organizzazione avrà un perimetro sempre più ampio e sempre più esposto. E’ necessario difendere questo perimetro ed è molto importante lavorare sulla supply chain (catena di fornitura).

Ogni organizzazione delegherà parte del suo lavoro ad organizzazioni più piccole e ogni impresa sarà strettamente collegata all’altra. Cosa significa tutto ciò? Che qualsiasi tipo di azienda potrà essere attaccata, dalla più piccola alla più grande. In questa catena anche la PMI può essere presa di mira, per arrivare alla grande organizzazione.

Voi fate molto affidamento oltre all’AI anche all’analista umano esperto. Potrà l’intelligenza artificiale sostituire l’uomo sul lungo periodo?
L’AI è fondamentale nel settore della Cybersecurity e possiamo dire che è irraggiungibile per un umano. È molto più programmabile, replicabile e infinitamente più veloce di noi.
Ma c’è un problema, l’intelligenza artificiale è la miglior soluzione per dare le risposte giuste ma non è in grado di fare le giuste domande.

Noi come umani sappiamo porci le domande, siamo in grado di interrogarci nel modo e nel momento giusto, in questo l’intelligenza artificiale non potrà mai copiarci.
La cosa migliore è il lavoro di squadra: umano e AI. Usare l’intelligenza artificiale come ottimo supporto all’operato umano.

Qual è la differenza tra le grandi aziende e la PMI nell’approccio alla cybersecurity?
Vorrei fare una piccola distinzione, ci sono 3 tipi di aziende.

Le organizzazioni molto grandi, gruppi bancari o enti governativi, che hanno generalmente un approccio a budget. Definiscono all’inizio di anno il 2% del proprio budget da dedicare alla security, capite che fatturando miliardi di euro non hanno problemi ad investire tanto in cybersecurity. Il loro approccio è molto semplice: investo tanto e metto tutto doppio, tutto ridondato.

Poi abbiamo le organizzazioni medie, che ragionano sulle proprie reali necessità. Tendono ad avere tanti prodotti ma non hanno nessuno che li gestisce in maniera univoca, cioè che li faccia parlare fra loro e prenda delle decisioni sulla sicurezza.

Faccio un esempio, se ci sono tre dei prodotti adottati in azienda che identificano una minaccia e altri due prodotti che dicono che non lo è.
Come si fa? Come capisco se è realmente una minaccia? E se lo è, come alleno i due a riconoscerla in futuro?
In questo settore è molto importante il supporto esterno, perché un servizio interno non riuscirebbe ad avere una visione a tutto tondo del problema, mentre un servizio esterno che ha visto questa minaccia in mille altre situazioni risulterebbe molto più efficace e preparato.

Da ultimo ci sono le PMI dove la cybersecurity è vista come un costo e non come un’opportunità. E qui viene Nethesis e i suoi partner (come noi della PCMAC srl), è il vostro lavoro, è il vostro campo e la vostra expertise principale. Ed è anche il motivo della partnership che abbiamo fatto con voi.

C’è ancora da fare molto sul piano della cultura, come quello che abbiamo fatto noi negli scorsi 5 anni con le grandi aziende. Anche lì la cybersecurity era considerata un costo fino a qualche tempo fa, mentre oggi è un fattore abilitante. Un bollino, un servizio che si offre e vende al cliente: “Il mio prodotto ha a cuore la cybersecurity.”

È ancora un campo tutto da conquistare, bisogna convincere i piccoli imprenditori, gli studi, le imprese che questa è un’opportunità per loro e non un costo.
Perché avere a cuore la sicurezza non solo gli aiuterà a non perdere i dati ed evitare danni all’immagine, ma diventerà un opportunità per comunicare a clienti o potenziali clienti, che i servizi offerti sono cybersafe, sono sicuri. Proprio perché si sono dotati di adeguate strategie per proteggere la rete aziendale.

Se dovessi dare qualche consiglio a chi lavora nella PMI e ha un budget ridotto? Cosa dovrebbe fare secondo te?
Dovrebbe dotarsi di una buona conoscenza sulla cybersecurity e farsi qualche sottoscrizione a qualche testata cyber che gli dia informazioni e statistiche puntuali; in base a quello che ha imparato sarà poi in grado di prendere decisioni che vanno bene per la propria azienda.
Faccio un esempio, gli antivirus hanno sicuramente un ruolo importante nel proteggere l’azienda ma secondo i nostri studi non individuano il 70% del malware, quindi al posto di investire solo su l’antivirus, magari vale la pena investire anche sulla protezione dell’email perché il 98% delle minacce vengono proprio dalla posta elettronica.

Ripeto, è importante:

analizzare i dati;
contestualizzarli nella propria organizzazione;
trovare una soluzione.
Una soluzione non LA soluzione, in questo campo non c’è una soluzione migliore a prescindere, perché i dati cambiano e bisogna far evolvere la propria strategia in base ad essi. Per questo è importante rimanere aggiornati sulle minacce e sui servizi per combatterle.

Come approcciare il giorno dopo l’attacco?
Questa è una bellissima domanda. L’ultima cosa da fare durante l’incidente è andare a caso, perché si tende a fare azioni scomposte e non organizzate. Che poi tipicamente non portano da nessuna parte o portano alla soluzione dopo troppo tempo.

Il mio consiglio è pensarci prima: ragionate in difesa e non in protezione.

Ma qual è la differenza tra difesa e protezione?

La protezione è quando mettete il lucchetto alla bicicletta, cioè state proteggendo un asset, in questo caso la bicicletta. Quando voi chiudete la bicicletta con un lucchetto, siete sicuri che non c’è nessuno che abbia la possibilità di tagliare il lucchetto e portarvela via. Per questo ve ne andate tranquilli, perché avete questa convinzione e va bene. Però mentre nel mondo fisico tale convinzione è legittima, nel digitale non potete avere la stessa certezza.

Nel mondo fisico la probabilità che si verifichino le condizioni giuste è bassa: c’è bisogno che qualcuno sia interessato alla bicicletta, abbia un camioncino e le cesoie giuste. Deve assicurarsi che non ci siano le telecamere, tagliare velocemente il lucchetto e portarla via senza farsi notare. È molto complesso e la vostra sensazione di protezione è legittima.

Nel digitale invece l’attaccante non deve essere vicino a voi, l’attaccante è in tutto il mondo, è sparso, non sa neanche dove siete voi e non è neanche importante per lui.

La probabilità che nel mondo ci sia qualcuno che abbia le capacità (il camioncino e le cesoie) di rubarci la bicicletta, o fuori di metafora di entrare nella vostra organizzazione, è estremamente alta. Capite la differenza?

La mentalità che deve entrare nella nostra organizzazione non è io mi proteggo, ma io mi difendo!
Cosa vuol dire difendersi? Significa avere l’esatta convinzione opposta, io sono certo che in questo momento c’è qualcuno che ha le capacità di entrare nella mia azienda, quindi mi preparo a rispondere a quel momento.

Il problema è che la difesa è un processo un po’ più complesso, per la difesa basta mettere un firewall (ovviamente sto banalizzando!) o un antivirus. Proteggere è più semplice. Difendere significa invece prevenire e premeditare.

Cioè aver capito che c’è qualcuno là fuori pronto ad attaccare e tu devi mettere in piedi una serie di processi per identificarlo e rispondere.

Nel momento in cui verranno sottratti dei dati (e prima o poi succederà a tutti, compreso me!) devi sapere cosa fare. Dal punto di vista della comunicazione cosa dire? Come raccontare l’accaduto? Come assicurare dati offline e un backup sempre aggiornato?
Questo significa pensare in difesa e non solo in protezione.

Che tipo di cultura sulla sicurezza hai visto nella PMI e cosa si dovrebbe cambiare?
Ho visto una PMI molto impegnata a lavorare, giustamente. Però dobbiamo in qualche modo fare capire, e so di ripetermi, che la sicurezza non è un costo. Tempo fa ho scritto un articolo dove raccontavo la storia di un imprenditore della metalmeccanica, colpito da un ransomware che ha dovuto chiudere l’azienda perché non aveva più i dati. Mi diceva “Ma perché hanno attaccato me? Cosa c’entro? Non ho niente da difendere”.
Pensare in questo modo è sbagliato.

Tu hai un asset informatico (anche solo un computer, un telefono) e può essere usato per un attacco a terza parti, tu devi difendere semplicemente quelle. Non importa se non hai formule segrete o ricette magiche.

“Non ho un soldo, perché vogliono attaccare me?” Questo è un altro errore, non è importante per l’attaccante quanti soldi hai. Per l’attaccante è importante attaccare, perché poi la quantità di denaro la regolano in un secondo momento. Era sbalordito perché non sapeva che un attacco informatico potesse essere talmente dirompente nella sua vita. Ma questo è solo uno dei tanti esempi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni

La cosa mi ha colpito molto più era vedere Franco con le lacrime agli occhi, non tanto per la sua azienda, ma per il suo dipendente con il mutuo appena acceso, la moglie del collaboratore incinta o il giovane pupillo che avrebbe preso le sue redini. Tutto questo l’ha fatto soffrire, con i dati ha perso il futuro della sua azienda.

Ormai l’Italia è piena di storie simili e non possiamo più perdere tempo, dobbiamo arrivare alla PMI e raccontargli l’importanza di difendersi.
Ragionate in difesa e non in protezione.

08/11/2023

Roadwarrior con OpenVPN: con questa modalità il Firewall permette l'accesso da remoto a più client e supporta diversi tipi di autenticazione, la quale a sua volta dispone di diversi livelli di sicurezza.
Per il client i passaggi per collegarsi sono molto semplici: creiamo un account, scarichiamo il file che contiene la configurazione e certificazione sul tuo pc, apriamo il file con il client OpenVPN e si parte!
L'autenticazione permette il riconoscimento della persona che si connette in VPN: dal nome della persona all'indirizzo IP, dall'orario di connessione e disconnessione.

Net To Net: permette di collegare tra loro reti remote e permette ai vari device di comunicare tra loro in modo trasparente. I vari apparati non si accorgeranno di essere a km di distanza, comunicheranno come se fossero in un unica rete aziendale.

03/11/2023

VPN (Rete Privata Virtuale)

La VPN ha il compito di proteggere il traffico internet e assicura una corretta protezione dei dati che passano durante la connessione. In poche parole permette il collegamento garantito e cifrato tra due o più sistemi, utilizzando una rete pubblica (internet).

Il vantaggio di collegarsi con una VPN, è la possibilità di connettersi da qualsiasi parte del mondo, in qualunque momento e con qualsiasi apparato che preferiamo.

La VPN in azienda ha essenzialmente 2 scopi:
1) collegare una persona e il suo device alla LAN aziendale;
2) collegare più LAN aziendali tra di loro.
Da ciò possiamo desumere i vantaggi di utilizzare questa VPN, come collegarsi ad applicazioni o archivi accessibili solo da rete aziendale o collegarsi da remoto a servizi esterni accessibili solo con rete aziendale o anche collegare fra loro negozi e punti vendita. Tutto questo in modo economico, flessibile e sicuro.

I protocolli VPN più utilizzati sono IPsec e OpenVPN. Come caratteristiche sono facili da configurare, accessibilità a più sistemi operativi e non è necessario un IP statico dedicato al Firewall.

18/10/2023

Che caratteristiche deve avere un buon Firewall?

Sicuramente una VPN che permette di collegare tra loro più reti ed aziende, inoltre può collegare utenti e sedi remote, tramite connessioni di tipo OpenVPN e IPsec. C'è anche la possibilità, per pc e tablet, di collegarsi in maniera cifrata con l'azienda per accedere a software gestionali e di produzione;

Blocco di applicazioni o intrusioni pericolose;

Se una persona lavora costantemente con la posta, c'è la necessità di attivare un filtro antispam e antivirus per tutte le mail con contenuti a rischio che tentano di arrivare;

Gestione della connettività, permette di ottimizzare l'uso della connettività. Ciò implica un limite per l'uso della banda in upload/download e gestisce le priorità di IP per destinazione. Tutto questo permette ottime performance e non si creano "colli di bottiglia", per far capire meglio intasamento della linea;

Sicurezza UTM avanzata;

Scegliere un Firewall molto facile d'amministrare, da utilizzare, capire a colpo d'occhio la configurazione attuale e lo stato del sistema. Risparmieremo tempo e si possono creare configurazioni complesse in pochi passaggi;

Altra cosa importante che deve avere un Firewall è il monitoraggio e l'aggiornamento da remoto, aggiornamento automatico, integrazione con sistemi cloud e trovare minacce in tempo reale.

Questi punti consideriamoli una linea guida per chi deve acquistare un Firewall e non sa dove mettere le mani. Queste caratteristiche le riteniamo fondamentali nell'approvvigionamento di un Firewall.

14/09/2023

Rinfreschiamoci la memoria...

Perché è consigliato dotarsi di un Firewall aziendale? Il Firewall è un sistema che permette di connettere la rete aziendale ad internet e verifica il traffico in entrata e in uscita, in modo da bloccare eventuali accessi non desiderati.

Il compito del Firewall è impedire minacce esterne (esempio hacker) e rendere più sicura la rete LAN/internet aziendale e tutti i dispositivi ad essa collegati. In questo modo tutti i pc sono controllati e si evitano spiacevoli sorprese aprendo quel link, quel sito, quella mail.
Possiamo affermare che il Firewall è un punto d'interconnessione tra la LAN aziendale e internet, arresta o permette tutte le connessioni interne all'azienda verso l'esterno e viceversa.

Il Firewall non è prerogativa solo per le medio-grandi aziende. Sotto riporto almeno 5 motivi per cui ogni azienda, società, studi privati necessitano di un Firewall.

1) Perdita tempo dipendenti sui social: abbiamo scritto social per comodità, ma intendiamo anche tutti i siti che fanno calare la produttività e l'attenzione dei dipendenti.
Come si potrebbe risolvere il problema? Ecco alcuni espedienti: filtro sulla navigazione che blocca i siti indesiderati, analisi del traffico sui siti web che ti permette di avere la situazione sotto controllo, decidere a chi dare la possibilità di avere qualche libertà in più sul web;
2) Limitare virus e cryptolocker;
3) Trovare efficaci antispam, visto che alla nostra posta arriva di tutto e di più;
4) Lentezza nel navigare in internet può avere diversi aspetti (colpa della connettività, qualche pc fa più traffico degli altri, rimodulare la nostra offerta ADSL). Sicuramente l'installazione di un Firewall aiuta anche in questo;
5) Posso far lavorare i miei dipendenti da remoto senza nessun problema. Ciò è possibile con la VPN, ovvero far passare dati su un mezzo non sicuro (internet) in maniera sicura e criptata.

Proteggere il proprio lavoro deve essere l'imperativo dell'azienda e non deve aspettare che succeda qualcosa per accorgersi della mancanza di uno strumento come il Firewall.
Prevenire è meglio che curare!

Per chi ancora fosse indeciso se installare o meno un impianto di allarme o videosorveglianza, voglio ricordare che entr...
05/09/2023

Per chi ancora fosse indeciso se installare o meno un impianto di allarme o videosorveglianza, voglio ricordare che entro fine anno 2024 avete la possibilità di installarlo usufruendo del bonus sicurezza. Non è mica poco! 💥⚡️

Affrettatevi a contattarci! 🔥

La PCMAC, potrà esservi utile anche sotto altri aspetti, come:
- Centralini Telefonici VoIP;
- Configurazione Reti LAN e Wireless;
- Installazione e Configurazione Server, UPS, Firewall;
- Assistenza sul posto o da remoto.
Sono solo alcuni dei servizi che proponiamo ai nostri clienti.

24/07/2023

Leggendo un articolo sul sito dei nostri partner Nethesis, vogliamo mettere in guardia piccole e medie imprese a cosa vanno incontro se non hanno le spalle coperte d'attacchi informatici.

Le PMI non hanno le possibilità economiche di grandi aziende e ciò influisce nella programmazione di una formazione costante per ciò che riguarda la cybersecurity. Detto ciò, non devono pensare e credere di essere immuni da attacchi o perché essendo piccole-medie imprese di non essere importanti per attacchi hacker.

La cybersecurity non è più solo una guerra tecnica, ma anche politica e organizzativa. Una società è preparata ad un eventuale attacco hacker? Una società ha un piano o improvviserà la sua difesa?

Se con anticipo fossi informato di un attacco hacker, saprei cosa andrà a colpire questo attacco, quali file verrebbero coinvolti e conoscerò l'impatto economico di questo attacco. Con questa premessa, giustamente si adotteranno delle misure per rendere più sicura la tua azienda.

La prima cosa importante della cybersecurity è impostare delle password, possiamo definirle inaccessibili, complicate... con questa operazione, agli occhi di tutti banale, crea problemi a chi vuole entrare ed impossessarsi delle password.

ATTENZIONE: è buona norma verificare la compromissione delle credenziali, tool online come haveibeenpwned.com potrebbero essere utili per capire quali sistemi sono stati hackerati e per cui va cambiata la password.

I dipendenti non curano troppo l’aspetto sicurezza, pensano esclusivamente a lavorare. Quindi dobbiamo giocare di anticipo evitando pratiche dannose. Qui si pone il problema, in caso di attacco, a chi devo rivolgermi? Non tutti le persone sono addette alla risoluzione del tuo problema. Ciò che viene consigliato è condividere il problema con gli altri dipendenti per avere una cultura sulla cybersecurity che minimizzi i problemi.

Non è facile in azienda ampliare la conoscenza di questi temi a tutti i dipendenti, ma sarà l’azienda che dovrà adoperarsi in modo di far arrivare i concetti base a tutta la sua forza lavoro. Sempre l’azienda indicherà le vie migliori che i dipendenti possano seguire, per avere quel minimo d’informazione e conoscenza sul tema della cybersecurity.

L’importante è iniziare!

Fonte Nethesis, articolo del 12/04/2022 di Alessio Fattorini

Cosa è uno switch PoE?Uno switch PoE è un dispositivo che combina le funzionalità di uno switch e di una fonte di alimen...
28/06/2023

Cosa è uno switch PoE?

Uno switch PoE è un dispositivo che combina le funzionalità di uno switch e di una fonte di alimentazione. È dotato di più porte Ethernet che possono essere utilizzate per collegare altri dispositivi, come telefoni VoIP, punti di accesso wireless e telecamere IP.
Grazie allo switch eliminiamo la necessità di cavi di alimentazione separati. Gli switch di rete PoE sono spesso utilizzati nelle implementazioni di rete in cui le prese di corrente sono scarse o quando i dispositivi sono situati in luoghi difficili da raggiungere.

13/06/2023

Tecnologia PoE (Parte 7)

In questo post argomentiamo la tecnologia PoE unita all'utilizzo di una telecamera.

Le telecamere PoE costituiscono uno strumento molto interessante dal punto di vista della sicurezza e del settore della videosorveglianza. Stiamo parlando di una tecnologia che per funzionare sfrutta una connessione con cavo alle reti Ethernet.

Cosa significa telecamera PoE: aspetto fondamentale è la riduzione della presenza dei cavi, sia per quanto riguarda l'alimentazione delle telecamere stesse che in riferimento alla modalità di trasmissione delle informazioni e di comunicazione.
Queste telecamere hanno un funzionamento semplice, perché impiegano un apposito collegamento con le reti Ethernet che si trovano già nell'edificio, sia in relazione all'alimentazione che alla trasmissione dei dati.

Differenze con le telecamere wireless: il funzionamento delle telecamere wireless avviene senza fili, il tutto basato sul Wi-Fi. Queste telecamere sono in grado di connettersi alla rete senza cavi, a differenza di quanto accade nel caso della tecnologia PoE. L’ottimo vantaggio delle telecamere wireless, in questo senso, è quello che riguarda proprio il fatto che non è necessario far passare dei fili, perché tutto funziona attraverso il segnale wireless.

13/06/2023

Tecnologia PoE (Parte 6)

Una domanda che ci viene spesso rivolta, è la seguente: è possibile combinare PoE e non-PoE sulla stessa rete?

I dispositivi PoE possono essere combinati in rete con altri dispositivi non-PoE, ma i dispositivi non-PoE non sono in grado di fornire alimentazione ai dispositivi PD (la ricarica PD “Power Delivery” o “PD Charger” è fondamentalmente un protocollo di ricarica veloce che si avvale di grande funzionalità e universalità) o essere alimentati d'apparecchiature PSE.
I dispositivi non-PoE devono disporre di una fonte di alimentazione separata.

07/06/2023

Tecnologia PoE (Parte 5)

Come alimentare via PoE dispositivi che non supportano questa tecnica

Esempio: non abbiamo possibilità di portare direttamente l'alimentazione a un dispositivo smart, come una telecamera IP o un access point WiFi.
Non tutte le videocamere installabili a casa o in ufficio sono PoE, così come gli access point, ma gran parte di quelle disponibili sul mercato dispongono di un alimentatore di tipo tradizionale da collegarsi alla rete elettrica.

Ricorrendo ad appositi convertitori o splitter è possibile alimentare via PoE, usando il solo cavo Ethernet, dispositivi che dovrebbero essere adoperati con un alimentatore di tipo tradizionale.

07/06/2023

Tecnologia PoE (Parte 4)

Con il PoE è possibile utilizzare i normali cavi Ethernet UTP abitualmente adoperati per realizzare le reti LAN. Il limite fisico per il trasferimento dei dati con i cavi Cat-5 e Cat-5e è pari a 100m (rispettivamente fino a 100 Mbps e 1 Gbps).
Con cavi di categoria superiore è possibile arrivare a trasferire fino a 100 Gbps (Cat-7a), ma le velocità di trasferimento dati decrescono rapidamente in funzione della distanza.

Massima attenzione, quindi, alla lunghezza del cavo Ethernet e anche alla tipologia se si prevedesse di collegare a valle un access point WiFi PoE che a sua volta offrirà banda di rete a diversi altri dispositivi wireless.

Indirizzo

Via Radicondoli, 25
Rome
00146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
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Telefono

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