LUMA FILM Sas

LUMA FILM Sas La Società dispone di attrezzature di proprietà atte a soddisfare qualsiasi richiesta di produzione.

Continuatrice di una produzione televisiva storica (lo Studio Zero TV) fra le primissime operanti in Roma agli inizi degli anni ’60, fondata dal Maestro Nino Oliviero, noto musicista, autore di colonne sonore di importanti film (fra cui quella di "Mondo Cane", giunta al Premio Oscar), la LUMA FILM è oggi una Società di Produzione di grande esperienza, in grado di realizzare qualsiasi produzione

cinetelevisiva. Nei suoi oltre trent’anni di storia la produzione ha realizzato migliaia di prodotti filmati: documentari, servizi televisivi, programmi sportivi e musicali, spot pubblicitari, soprattutto per numerosi alberghi italiani ed esteri (oltre 60). La Società ha sviluppato una particolare esperienza nel campo del turismo, avendo collaborato per oltre dieci anni con la celebre trasmissione di RAI 2 “Sereno Variabile”, condotta da Osvaldo Bevilacqua, per la quale ha realizzato oltre 300 servizi e speciali in Italia e all’estero. Esperienza che le permette di disporre di un archivio di centinaia di documentari su altrettante località italiane ed estere, e di essere sicuramente un riferimento in Italia nel campo delle applicazioni multimediali per iPhone. Sono già ben 18, infatti, le straordinarie guide che formano la collana “FILMCARDS”, distribuite su App Store. Nel campo sportivo, inoltre, la Società è specializzata nelle riprese subacquee; in quello promozionale, ha ricevuto incarichi da grandi alberghi e note banche, affinché curasse la loro immagine nel settore video

QUANTI RICORDI…Oggi è un anniversario molto particolare per me e mi fa piacere farlo sapere agli amici che mi vogliono b...
23/09/2024

QUANTI RICORDI…
Oggi è un anniversario molto particolare per me e mi fa piacere farlo sapere agli amici che mi vogliono bene. Esattamente 50 anni fa, infatti io feci uno scoop filmato subacqueo che molti di voi ricorderanno e che, in un certo senso è passato alla storia. Erano tre anni che collaboravo col grande Enzo Majorca, il mito dei subacquei italiani e quando seppi che lui avrebbe tentato un altro record a Sorrento, mi precipitai con la mia troupe per riprendere l’avvenimento. Questa volta però l’atmosfera non era semplice. Per la prima volta al mondo, infatti, la RAI aveva organizzato la ripresa subacquea del record e quando io (che allora ero molto conosciuto nell’ambiente) mi presentai con le mi cineprese fui subito bloccato, in quanto, per l’esclusiva che aveva, la RAI mi vietava di riprenderlo.
I tecnici RAI, però (naturalmente saccenti e spocchiosi) non avevano previsto un paio di cose. Primo, si erano dimenticati di chiedere a Enzo e al suo staff come si svolgeva il record (che aveva tutto un suo rituale…), secondo non sapevano che chi, come me, va a caccia di immagini spesso mai viste, quando si trova di fronte a una difficoltà seria che gli vieta di fare le riprese, ha una sola regola: prima si gira e poi si chiede il permesso! Soprattutto quando, in fin dei conti, non faccio del male a nessuno.,,
Allora, era domenica e l’immersione era prevista alle dodici, ma i tecnici RAI combinarono un pasticcio con i cavi e non riuscirono a piazzare le telecamere subacquee in profondità tanto che, tra una cosa e l’altra, tutto slittò per ore fin quasi all 5 del pomeriggio, con una diretta infinita che aveva letteralmente ipnotizzato i telespettatori. Quando si riuscì a risolvere tutto, Enzo, che era (oltre che uno sportivo eccezionale) un uomo di integrità umana e morale senza pari, pur potendo rinunciare, volle tentare lo stesso. Io, che lo seguivo da anni, sapevo perfettamente come funzionava la cosa: un collega di Enzo gli dava lo zero e Majorca, in acqua, si iperventilava per dieci minuti esatti. Quindi si staccava e si immergeva per il tentativo. Al sentire gridare “zero!”, quindi, io mi immersi in mezzo al pubblico di barche, mi piazzai sui dieci metri e, guardando l’orologio, lo aspettai. Dopo 9 minuti e mezzo feci partire la cinepresa e, ovviamente, dopo pochi secondi, lo vidi scendere, trascinato lungo un cavo guida da un peso. Mi sfilò accanto e io lo seguii, cercando di inseguirlo il più possibile. E lì vidi la scena che mi fece rabbrividire. Intorno ai 19 metri c’era un subacqueo che guardava verso il basso, tenendosi con una mano sul cavo guida di Enzo. Era una situazione assurda, se non grottesca. Immaginatevi Le Clerc che si trova davanti, sul rettilineo di Monza, a 300 km l’ora, una 500 che sta facendo manovra! Un assurdo totale.
Ovviamente l’urto fu inevitabile e violento. Majorca batté col viso sulle bombole del sub, mollò ovviamente il peso e, frastornato risalì immediatamente. Tutto questo mentre io lo riprendevo, mentre l’operatore sub Rai era a 40 metri e lo sta ancora aspettando…
Fuori scoppiò il casino in diretta TV. I mille spettatori, che aspettavano il suo ritorno non prima di 3 minuti, lo videro riemergere dopo venti secondi, per di più incazzato come una belva. E lì iniziò il vero show. Enzo, pur essendo una persona, ripeto, educatissima e moralmente ineccepibile, iniziò a sparare parolacce contro ignoti. Aveva ragione, solo che nessuno capì cos’era successo, tranne me, che ero l’unico ad aver visto tutto e naturalmente continuavo a riprenderlo insieme all’altro mio operatore sul pontone. Per di più, quando uscì fuori addirittura una bestemmia, la RAI chiuse subito l’audio, mentre il mio fonico, ovviamente, aumentava il volume! Bravo! Morale della favola: il record svanì (Enzo fece i suoi -101 metri una settimana dopo) e la sera ci fu l’incontro fra lui e il subacqueo che aveva provocato tutto. Che, fra l’altro era un amico, Enzo Bottesini, che in verità era un bravissimo sub, ma si era trovato per un attimo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Bottesini, nella hall dell’albergo, abbracciò Enzo in lacrime, senza sapere che, però, forse gli aveva salvato la vita, dal momento che (si seppe dopo) un sub di soccorso era andato in ebbrezza di profondità e aveva staccato lui il cartellino che testimoniava la profondità. Cartellino che Enzo non avrebbe quindi trovato (a 100 metri di fiondo in apnea!!)
Beh, il morale della favola è che io fui l’unico al mondo a riprendere tutto l’avvenimento, Majorca diventò famoso nel mondo per l’unico record che non aveva potuto conquistare e io, un mese dopo, vendetti alla RAI un documentario che la stessa RAI mi aveva vietato di girare! Il mondo è proprio buffo, non credete?
Se volete vedere la sequenza dell’incidente andate su You Tube e cercate: “ifilmati Enzo Majorca”.
Se poi voleste conoscere più a fondo il grande campione, troverete, a questo link: https://youtu.be/cKlQnKelDUc la mia puntata della serie “Storie in blu” a lui dedicata, dove, fra l’altro, commenta, rivedendo la sequenza venti anni dopo, tutto quello che accadde a Sorrento.
Grazie e un abbraccio a tutti.

01/09/2024

Scusatemi se torno sulla tragedia del Bayesian, ma come si fa a non reagire alle notizie che lanciano tutti i TG e che sarebbero farsesche, se non fossero davvero tragiche?
Le ultime? Eccole:
Nessuno ha specificato che la barca era alla fonda a 300 metri da Porticello. Anche con l’arrivo di un fortunale improvviso sarebbero serviti 4-5 minuti a salpare l’ancora e rifugiarsi in porto.
La stessa barca è stata ripresa, mezz’ora prima della “tempesta”, su un mare piatto. E dopo mezz’ora è affondata? Dopo aver scarrocciato per centinaia di metri? Complimenti per l’ancoraggio!
Ma ora comincia il bello. Il marinaio che ora dicono che fosse di guardia, ha detto di aver svegliato il comandante per avvisarlo che c’era un fortunale con 20 nodi di vento. A parte che, se si fosse abbattuta una tempesta improvvisa, il comandante (e gli ospiti in cabina) sarebbero caduti dai letti, voglio ricordare che 20 nodi di vento sono una forza ridicola. Mio figlio Luca, che è un grande esperto di wind-surf, quando vede che il vento è a 20 nodi (36 K/h)) torna a dormire e, tanto per fare un riferimento per i meno esperti di mare, con 10 nodi di vento (cioè la metà dell’uragano’) proprio ieri, a Barcellona, stavano annullando le regate di Luna Rossa PER MANCANZA DI VENTO!!
Ma non è finita: ora esce fuori, come ha dichiarato il marinaio, che lui e il comandante sono caduti in mare per la tempesta (e meno male che sapevano nuotare…). Pensavo, dopo il teatrino del povero Schettino, che raccontò anche lui di essere caduto in mare dalla Concordia (100.000 tonnellate!) con un volo di 30 metri senza farsi nulla, che una cosa così ridicola non si sarebbe più verificata.
Ma non basta. I due del Bayesian sarebbero risaliti a bordo per salvare i passeggeri. Allora, un veliero di 56 metri ha fiancate alte almeno 3-4 metri. Senza una scaletta NESSUNO sarebbe riuscito a risalire a bordo (fra l’altro in piena notte…). La mia amica regista Sofia Scandurra scrisse un bellissimo racconto, “Alla deriva”, tratto da un fatto reale e ricordato in un film, dove tutti i passeggeri di un piccolo yacht, 3 volte più piccolo del Bayesian, erano morti per essersi tutti tuffati a mare dimenticandosi di gettare la scaletta!
Resterebbe una sola soluzione, che cioè siano riusciti a salire sulla plancia di poppa, entrando nella nave dal portellone posteriore del garage, da cui si accede all’interno. Ma questo dimostrerebbe che il portellone (enorme…) era aperto, ed è stata forse la più importante via d’acqua.
Il Bayesian, l’ho già ricordato, era una delle barche a vela più importanti del mondo, in grado di doppiare anche Capo Horn in tempesta. Per di più era costruito in legno. Come cavolo è potuto affondare per un cambiamento di tempo come quello che affrontano ogni anno, da decenni, barchette qualunque (tipo il Levante improvviso di Ponza?)
Trovo infine offensivo che il marinaio abbia detto che, risaliti a bordo, lui e il comandante hanno lanciato in acqua la zattera di salvataggio e si sono preoccupati di salvare i passeggeri nelle cabine, camminando addirittura sulle fiancate a causa dell’inclinazione della barca! Su quest’ultima affermazione non mi soffermo per come è comica, mentre le persone che dicono di aver salvato, come la bambina e la madre, non dormivano in cabina ma, come ha riferito quest’ultima, per la paura che aveva dimostrato la piccola, erano già salite da tempo a dormire nella grande dinette, a pochi metri dal ponte e dalla zattera.
La verità è che nessuno ha risposto alle domande più ovvie: perché non sono stati chiusi tutti i boccaporti e salpata l’ancora per rifugiarsi nel porto distante 300 metri? O almeno perché non è stato abbassato il bulbo e messa la prua al vento? Persino il razzo di salvataggio è stato lanciato mezz’ora dopo lo scattare dell’emergenza! Senza considerare che, dopo pochi minuti, una barca ancorata anche lei in rada ha subito prestato soccorso (bel soccorso col veliero affondato e 7 morti...)!
La triste verità è una sola e la ripeto con rabbia: tutti i membri dell’equipaggio si sono dimostrati incompetenti e vili, scappando via come vermi, di fronte a una situazione di emergenza assolutamente controllabile. Invece di mandarli a casa andavano tutti arrestati per omicidio, comandante in testa, che invece si è dichiarato “molto provato” e, poverino, è tornato a casa alle Baleari con un aereo privato che costa decine di migliaia di euro! Se lo porteranno all’Ucciardone, come si merita, penso che spenderà molto di meno…
P.S. Un’ultima considerazione. Qui stiamo parlando di miliardari. La barca, da sola, vale oltre 30 milioni di euro, tutto e tutti sono assicurati per 2 MILIARDI di euro, anche se i ricchissimi proprietari hanno fatto una tristissima fine. Insomma, la domanda finale è sempre la stessa: “I soldi la danno o no la felicità?”

Scusatemi ma devo proprio dire la mia sullo sciagurato naufragio del Bayesian a Palermo. Come può un veliero di 56 metri...
24/08/2024

Scusatemi ma devo proprio dire la mia sullo sciagurato naufragio del Bayesian a Palermo. Come può un veliero di 56 metri, costruito da Perini, un cantiere leggendario, affondare sottocosta per una tempesta che nessuno a bordo avrebbe visto arrivare? Una barca come quella è dotata di ogni tipo di apparecchiatura elettronica, comprese quelle per monitorare il tempo e può tranquillamente attraversare l’Atlantico! Figuriamoci affrontare un fortunale nel Mediterraneo a 500 metri dalla costa! Una tempesta così catastrofica avrebbe fatto affondare tutte le barche di Porticello!
Come hanno fatto poi a salvarsi il comandante e tutti e dieci membri dell’equipaggio e morire 6 passeggeri più il cuoco? Fra il presunto arrivo della tempesta e l’affondamento sono passati 16 minuti, un’eternità in caso di emergenza. Cos’hanno fatto il comandante e il suo equipaggio (10 persone!) per aiutare i passeggeri a uscire dalle loro cabine? Ovviamente niente, se non scappare come vermi sulla zattera di salvataggio, fregandosene che c’erano 12 passeggeri che dormivano in cabina (compresa una bambina di un anno!!) e che, se aiutati, sarebbero tranquillamente usciti in due minuti sul ponte e quindi verso la salvezza.
Possibile che nessuno, risvegliato certo bruscamente dall’improvviso movimento della barca, non abbia avuto il tempo di uscire sul ponte e gettarsi a mare?
Possibile che il capitano non abbia messo una guardia per la notte? Non abbia abbassato tutti e nove metri del bulbo per stabilizzare lo scafo? Non abbia fatto chiudere tutti i boccaporti e gli ingressi d’acqua (se l’avessero fatto la barca non sarebbe affondata neanche se il mare l’avesse rovesciata…)? Ma soprattutto, possibile che, vista la situazione, non abbia ordinato all’equipaggio di aiutare i passeggeri sottocoperta a uscire, mentre lui accendeva il motore, salpava l’ancora e metteva la prua al vento?
Io ho avuto per anni uno splendido motoscafo, un Abbate 34’ e ho sempre passato le vacanze a Ponza. Bene, come sanno tutti i frequentatori dell’isola, da ferragosto in poi scatta sempre la serata in cui il Levante (il vento che viene da est) si alza di colpo alle due di notte, devastando il porto e la rada e costringendo tutti a levare le ancore e scappare a Chiaia di Luna (la baietta dall’altra parte dell’isola). È una nottataccia, dove io ho visto innumerevoli volte scappare insieme a me decine di barchette di sei metri, senza mai vederne una affondare. Possibile che non sia riuscito a farlo un veliero di quasi 60 metri in grado di fare il giro del mondo? Ma andiamo… rispetto al povero Schettino il “comandante” di quella barca è davvero un codardo incompetente (malgrado sia neozelandese, patria di velisti). Dovrebbe vergognarsi e comunque non la passerà certo liscia.
P.S. Una notizia di gossip tragico che riferisco: ho letto sul giornale che il comandante aveva una storia con la moglie del proprietario della barca. Bella coincidenza che lei si sia salvata…

24/08/2024

Scusatemi ma devo proprio dire la mia sullo sciagurato naufragio del Bayesian a Palermo. Come può un veliero di 56 metri, costruito da Perini, un cantiere leggendario, affondare sottocosta per una tempesta che nessuno a bordo avrebbe visto arrivare? Una barca come quella è dotata di ogni tipo di apparecchiatura elettronica, comprese quelle per monitorare il tempo e può tranquillamente attraversare l’Atlantico! Figuriamoci affrontare un fortunale nel Mediterraneo a 500 metri dalla costa! Una tempesta così catastrofica avrebbe fatto affondare tutte le barche di Porticello!
Come hanno fatto poi a salvarsi il comandante e tutti e dieci membri dell’equipaggio e morire 6 passeggeri più il cuoco? Fra il presunto arrivo della tempesta e l’affondamento sono passati 16 minuti, un’eternità in caso di emergenza. Cos’hanno fatto il comandante e il suo equipaggio (10 persone!) per aiutare i passeggeri a uscire dalle loro cabine? Ovviamente niente, se non scappare come vermi sulla zattera di salvataggio, fregandosene che c’erano 12 passeggeri che dormivano in cabina (compresa una bambina di un anno!!) e che, se aiutati, sarebbero tranquillamente usciti in due minuti sul ponte e quindi verso la salvezza.
Possibile che nessuno, risvegliato certo bruscamente dall’improvviso movimento della barca, abbia avuto il tempo di uscire sul ponte e gettarsi a mare?
Possibile che il capitano non abbia messo una guardia per la notte? Non abbia abbassato tutti e nove metri del bulbo per stabilizzare lo scafo? Non abbia fatto chiudere tutti i boccaporti e gli ingressi d’acqua (se l’avessero fatto la barca non sarebbe affondata neanche se il mare l’avesse rovesciata…)? Ma soprattutto, possibile che, vista la situazione, non abbia ordinato all’equipaggio di aiutare i passeggeri sottocoperta a uscire, mentre lui accendeva il motore, salpava l’ancora e metteva la prua al vento?
Io ho avuto per anni uno splendido motoscafo, un Abbate 34’ e ho sempre passato le vacanze a Ponza. Bene, come sanno tutti i frequentatori dell’isola, da ferragosto in poi scatta sempre la serata in cui il Levante (il vento che viene da est) si alza di colpo alle due di notte, devastando il porto e la rada e costringendo tutti a levare le ancore e scappare a Chiaia di Luna (la baietta dall’altra parte dell’isola). È una nottataccia, dove io ho visto innumerevoli volte scappare insieme a me decine di barchette di sei metri, senza mai vederne una affondare. Possibile che non sia riuscito a farlo un veliero di quasi 60 metri in grado di fare il giro del mondo? Ma andiamo… rispetto al povero Schettino il “comandante” di quella barca è davvero un codardo incompetente (malgrado sia neozelandese, patria di velisti). Dovrebbe vergognarsi e comunque non la passerà certo liscia.
P.S. Una notizia di gossip tragico che riferisco: ho letto su un giornale che il comandante aveva una storia con la moglie del proprietario della barca. Bella coincidenza che lei si sia salvata…

Salve amici,mi fa davvero piacere dirvi che il mio romanzo “IL LIBRO”, che ho messo in vendita su Amazon 15 giorni fa, è...
16/05/2019

Salve amici,
mi fa davvero piacere dirvi che il mio romanzo “IL LIBRO”, che ho messo in vendita su Amazon 15 giorni fa, è in testa alle classifiche dei romanzi e narrativa. Un risultato prestigioso, che ovviamente mi riempie di soddisfazione e che devo a tutti quelli che l’hanno scaricato, lasciandomi spesso recensioni molto lusinghiere.
Come vi avevo già detto giorni fa, il romanzo è un fantasy thriller molto particolare, che consiste in un allucinante viaggio che è costretto a compiere un uomo nei luoghi più misteriosi della Terra, alla ricerca di un qualcosa di terribile.
Un thriller, quindi, di pura fantasia, dove però tutti i luoghi e le storie che lo raccontano sono assolutamente reali, dal momento che le ho tutte vissute in prima persona nella mia lunga carriera di documentarista. Un’esperienza unica, che mi ha permesso di scriverlo con una mano “cinematografica”, così da permetterne la lettura come se si stesse assistendo a un incredibile film d’azione.
Fino a domani sera (venerdì 17) il romanzo si può scaricare kindle da Amazon completamente gratis, Per trovarlo, basta cercare sulla ricerca Amazon “IL LIBRO GIGI OLIVIERO”, oppure aprire questo link: https://www.amazon.it/dp/B07RDGRTRN
Inutile dirvi che sarei felice se mi lasciaste una pur piccola recensione, comprese eventuali critiche, che ovviamente sono sempre utili. Se poi non vi piacesse, vi prego di volermi bene lo stesso…
Se invece qualcuno volesse contattarmi, può farlo tranquillamente alla mia mail: [email protected]
GRAZIE ANCORA A TUTTI!

Ciao amici,oggi volevo farvi una domanda un po’ strana: cosa fareste se il destino vi facesse trovare un libro scritto m...
14/05/2019

Ciao amici,
oggi volevo farvi una domanda un po’ strana: cosa fareste se il destino vi facesse trovare un libro scritto milioni di anni fa, che contiene una vostra fotografia e vi profetizzasse con assoluta certezza che, entro una certa data, tutto il mondo e l’Universo scompariranno se voi, e solo voi, non farete quello che è indicato nell’ultima pagina? E che fareste ancora dopo aver scoperto che proprio quell’ultima pagina manca, strappata di netto, malgrado il volume sia assolutamente indistruttibile?
Beh, è un’ipotesi alquanto improbabile, e infatti questo è solo l’incipit di un romanzo che ho scritto. Si intitola “IL LIBRO” un thriller fantasy, la cui storia si dipana nell’arco di sei anni in un’incredibile caccia al tesoro in giro nei più celebri misteri della Terra.
Dopo il ritrovamento del misterioso libro, infatti, la vita di Peter Talberg, il protagonista, si trasforma in un incubo, aggravato da terribili circostanze che travolgono i suoi affetti più cari e l’uomo, condannato alla solitudine, troverà sulla sua strada figure inquietanti e malefiche, che faranno di tutto per impedirgli di risolvere il diabolico enigma.
Troverà un temporaneo conforto nella relazione con Alicia, una stupenda studentessa, ricca e amorale, che lo travolgerà, con una sensualità sfrenata e trasgressiva, in esperienze erotiche per lui del tutto nuove. Nemmeno lei, però, eviterà il destino di Peter, che dovrà riprendere la corsa alla ricerca della pagina perduta. Il suo viaggio sarà guidato da indizi precisi, che lo porteranno in luoghi della Terra legati a grandi misteri: le Piramidi egizie, i Moai dell’isola di Pasqua, i riti zoroastriani dell’Iran. E solo allo scadere del tempo concessogli, dopo incredibili peripezie in altri luoghi misteriosi - le Piramidi Maya in Yucatan, il Great Blue Hole del Belize, Santorini, Stonehenge e tante altre - Peter si troverà di fronte all’imprevista e sconvolgente soluzione.
Un thriller di pura fantasia, dove però tutti i luoghi e le storie che lo raccontano sono assolutamente reali, dal momento che le ho tutte vissute in prima persona nella mia lunga carriera di documentarista. E proprio per questo il libro è scritto con una mano “cinematografica”, così da permetterne la lettura come se si stesse assistendo a un incredibile film d’azione.
Fino a venerdì è possibile scaricarlo in promozione da Amazon completamente gratis, Per trovarlo, basta cercare sulla ricerca Amazon “IL LIBRO GIGI OLIVIERO”, oppure aprire questo link: https://www.amazon.it/dp/B07RDGRTRN
Inutile dirvi che sarei felice se mi lasciaste una pur piccola recensione, comprese eventuali critiche, che ovviamente sono sempre utili. Se poi non vi piacesse, vi prego di volermi bene lo stesso…
Se invece qualcuno volesse contattarmi, può farlo tranquillamente alla mia mail: [email protected]
GRAZIE A TUTTI!

OFFERTO IN PROMOZIONE GRATUITA DA LUNEDI’ 13 A VENERDI’ 17 MAGGIO!!Estate 1999. In vacanza con i genitori in Italia, Joan, una bambina di sei anni, trova sulla battigia un libro antichissimo. Lo getta per gioco verso il padre che, afferrandolo per una pagina, vi scopre impressa la s...

13/03/2017

Uno splendido volo (realizzato con un modernissimo drone) su un lago alpino dell'Alto Adige reso celebre da uno sceneggiato televisivo con Therence Hill, il Lago di Braies.
Regia di Gigi Oliviero

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Via Di Santa Lucia 32
Rome
00195

Telefono

+393382714939

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