23/09/2024
QUANTI RICORDI…
Oggi è un anniversario molto particolare per me e mi fa piacere farlo sapere agli amici che mi vogliono bene. Esattamente 50 anni fa, infatti io feci uno scoop filmato subacqueo che molti di voi ricorderanno e che, in un certo senso è passato alla storia. Erano tre anni che collaboravo col grande Enzo Majorca, il mito dei subacquei italiani e quando seppi che lui avrebbe tentato un altro record a Sorrento, mi precipitai con la mia troupe per riprendere l’avvenimento. Questa volta però l’atmosfera non era semplice. Per la prima volta al mondo, infatti, la RAI aveva organizzato la ripresa subacquea del record e quando io (che allora ero molto conosciuto nell’ambiente) mi presentai con le mi cineprese fui subito bloccato, in quanto, per l’esclusiva che aveva, la RAI mi vietava di riprenderlo.
I tecnici RAI, però (naturalmente saccenti e spocchiosi) non avevano previsto un paio di cose. Primo, si erano dimenticati di chiedere a Enzo e al suo staff come si svolgeva il record (che aveva tutto un suo rituale…), secondo non sapevano che chi, come me, va a caccia di immagini spesso mai viste, quando si trova di fronte a una difficoltà seria che gli vieta di fare le riprese, ha una sola regola: prima si gira e poi si chiede il permesso! Soprattutto quando, in fin dei conti, non faccio del male a nessuno.,,
Allora, era domenica e l’immersione era prevista alle dodici, ma i tecnici RAI combinarono un pasticcio con i cavi e non riuscirono a piazzare le telecamere subacquee in profondità tanto che, tra una cosa e l’altra, tutto slittò per ore fin quasi all 5 del pomeriggio, con una diretta infinita che aveva letteralmente ipnotizzato i telespettatori. Quando si riuscì a risolvere tutto, Enzo, che era (oltre che uno sportivo eccezionale) un uomo di integrità umana e morale senza pari, pur potendo rinunciare, volle tentare lo stesso. Io, che lo seguivo da anni, sapevo perfettamente come funzionava la cosa: un collega di Enzo gli dava lo zero e Majorca, in acqua, si iperventilava per dieci minuti esatti. Quindi si staccava e si immergeva per il tentativo. Al sentire gridare “zero!”, quindi, io mi immersi in mezzo al pubblico di barche, mi piazzai sui dieci metri e, guardando l’orologio, lo aspettai. Dopo 9 minuti e mezzo feci partire la cinepresa e, ovviamente, dopo pochi secondi, lo vidi scendere, trascinato lungo un cavo guida da un peso. Mi sfilò accanto e io lo seguii, cercando di inseguirlo il più possibile. E lì vidi la scena che mi fece rabbrividire. Intorno ai 19 metri c’era un subacqueo che guardava verso il basso, tenendosi con una mano sul cavo guida di Enzo. Era una situazione assurda, se non grottesca. Immaginatevi Le Clerc che si trova davanti, sul rettilineo di Monza, a 300 km l’ora, una 500 che sta facendo manovra! Un assurdo totale.
Ovviamente l’urto fu inevitabile e violento. Majorca batté col viso sulle bombole del sub, mollò ovviamente il peso e, frastornato risalì immediatamente. Tutto questo mentre io lo riprendevo, mentre l’operatore sub Rai era a 40 metri e lo sta ancora aspettando…
Fuori scoppiò il casino in diretta TV. I mille spettatori, che aspettavano il suo ritorno non prima di 3 minuti, lo videro riemergere dopo venti secondi, per di più incazzato come una belva. E lì iniziò il vero show. Enzo, pur essendo una persona, ripeto, educatissima e moralmente ineccepibile, iniziò a sparare parolacce contro ignoti. Aveva ragione, solo che nessuno capì cos’era successo, tranne me, che ero l’unico ad aver visto tutto e naturalmente continuavo a riprenderlo insieme all’altro mio operatore sul pontone. Per di più, quando uscì fuori addirittura una bestemmia, la RAI chiuse subito l’audio, mentre il mio fonico, ovviamente, aumentava il volume! Bravo! Morale della favola: il record svanì (Enzo fece i suoi -101 metri una settimana dopo) e la sera ci fu l’incontro fra lui e il subacqueo che aveva provocato tutto. Che, fra l’altro era un amico, Enzo Bottesini, che in verità era un bravissimo sub, ma si era trovato per un attimo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Bottesini, nella hall dell’albergo, abbracciò Enzo in lacrime, senza sapere che, però, forse gli aveva salvato la vita, dal momento che (si seppe dopo) un sub di soccorso era andato in ebbrezza di profondità e aveva staccato lui il cartellino che testimoniava la profondità. Cartellino che Enzo non avrebbe quindi trovato (a 100 metri di fiondo in apnea!!)
Beh, il morale della favola è che io fui l’unico al mondo a riprendere tutto l’avvenimento, Majorca diventò famoso nel mondo per l’unico record che non aveva potuto conquistare e io, un mese dopo, vendetti alla RAI un documentario che la stessa RAI mi aveva vietato di girare! Il mondo è proprio buffo, non credete?
Se volete vedere la sequenza dell’incidente andate su You Tube e cercate: “ifilmati Enzo Majorca”.
Se poi voleste conoscere più a fondo il grande campione, troverete, a questo link: https://youtu.be/cKlQnKelDUc la mia puntata della serie “Storie in blu” a lui dedicata, dove, fra l’altro, commenta, rivedendo la sequenza venti anni dopo, tutto quello che accadde a Sorrento.
Grazie e un abbraccio a tutti.