29/05/2026
Ho servito l' assistenza autorizzata Nakamichi per 42 anni, questo giradischi fu un capolavoro di ingegneria giapponese e con molte aspirazioni tecnologiche.
Tuttavia, proprio a causa della ingegnerizzazione elettronica spinta in anticipo dei tempi, basata su sistemi non sviluppati ed integrati per essere utilizzati con precisione, poco spazio ed affidabilità, Nakamichi risolse le aspettative utilizzando componenti di certo selezionati ma consueti, ottenendo il risultato di una macchina che richiede necessità di una manutenzione abbastanza frequente, con tarature necessarie ed importanti per ridurre al massimo le tolleranze, pena l' abbattimento di alcune proprietà, come la centratura automatica del disco. Fu lo stesso con i primi giradischi tangenziali in Technics, altro marchio che ho avuto l' onore di servire, dove le speranze di avere contenute le distorsioni del grado d' arco del tracciamento entro il decimo di grado, riportate sui dati tecnici di vendita, venivano disattese ampiamente se la meccanica e le relative tarature non venivano periodicamente controllate e calibrate con i dischi campione Technics.
In Nakamichi, ancora lo stesso con la Dragon, il medesimo sforzo avanguardistico ottenuto in anticipo dei tempi utilizzando una elettronica tradizionale, che portò a circuiti molto aperti ed ingombranti ed una abbondante, eccessiva filatura di rinvio collegamento fra le schede, non proprio hi - end e non così gradita durante gi interventi di manutenzione, per la quale occorre muoversi con conoscenza ed accortezza, avvertendo cosi anche uno sgradevole rinvio, per chi è un tecnico professionista, alla memoria di altri progetti di registratori a montaggio abbondante della filatura, come avvenne ad esempio nella progettazione dei registratori HiFi del più commerciale marchio Aiwa, che può essere accettata però considerando il prezzo di vendita.
Un caro saluto a tutti.
( Foto Web )