26/03/2026
da CNA PICENA:
In uno scenario geopolitico mondiale ad oggi estremamente complesso, tra conflitti armati e tensioni internazionali, sono coinvolti, direttamente o indirettamente, anche Paesi fortemente legati da rapporti commerciali con l’Italia e le sue piccole e medie imprese.
𝑫𝒂𝒍𝒍’𝑨𝒓𝒂𝒃𝒊𝒂 𝑺𝒂𝒖𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝑼𝒄𝒓𝒂𝒊𝒏𝒂, 𝒅𝒂𝒈𝒍𝒊 𝑬𝒎𝒊𝒓𝒂𝒕𝒊 𝑨𝒓𝒂𝒃𝒊 𝒂𝒍𝒍’𝑨𝒛𝒆𝒓𝒃𝒂𝒊𝒋𝒂𝒏, 𝒍𝒂 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆 𝒖𝒏’𝒂𝒓𝒆𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝑴𝒂𝒅𝒆 𝒊𝒏 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒚 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒏𝒐𝒕𝒆𝒗𝒐𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒂𝒎𝒑𝒍𝒊𝒂𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒍’𝒂𝒗𝒗𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒐𝒔𝒕𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒏𝒆𝒍 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒐 𝑶𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒛𝒐𝒏𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒂𝒍𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 30 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒖𝒓𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍’𝒆𝒙𝒑𝒐𝒓𝒕 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒐, 𝒅𝒊 𝒄𝒖𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 10 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒇𝒓𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊𝒃𝒖𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒊𝒄𝒓𝒐 𝒆 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆. 𝑽𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒊𝒏𝒐𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒎𝒎𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊 20/30 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝑷𝒆𝒏𝒊𝒔𝒐𝒍𝒂 𝒗𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝑬𝒔𝒕𝒓𝒆𝒎𝒐 𝑶𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑯𝒐𝒓𝒎𝒖𝒛, 𝒓𝒂𝒈𝒈𝒊𝒖𝒏𝒈𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒊 60 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒖𝒓𝒐 𝒕𝒐𝒕𝒂𝒍𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒙𝒑𝒐𝒓𝒕. 𝑵𝒖𝒎𝒆𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒆, 𝒂𝒅 𝒐𝒈𝒈𝒊, 𝒇𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆𝒓𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝑷𝒂𝒆𝒔𝒊 𝒊𝒏 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒍 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒛𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒏𝒆𝒓 𝒄𝒐𝒎𝒎𝒆𝒓𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂.
Sebbene il tessuto produttivo abbia dimostrato notevoli capacità di adattamento e di diversificazione, per l’imprenditoria italiana i conflitti in atto e le barriere commerciali hanno un pesante impatto sulle vendite all’estero. 𝐸̀ 𝑒𝑚𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑖𝑙 𝑡𝑟𝑒𝑛𝑑 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑥𝑝𝑜𝑟𝑡 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑅𝑢𝑠𝑠𝑖𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 7,7 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑛𝑒𝑙 2021 𝑒̀ 𝑐𝑟𝑜𝑙𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑎 3,7 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑙’𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑡𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑒𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖. 𝐿’𝑎𝑟𝑒𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑜𝑙𝑓𝑜 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑖𝑚𝑒 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 29 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑛𝑒𝑙 2025 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑙𝑧𝑜 𝑑𝑒𝑙 54% 𝑑𝑎𝑙 2021. 𝑀𝑒𝑐𝑐𝑎𝑛𝑖𝑐𝑎 (+75,7%) 𝑒 𝑚𝑜𝑑𝑎 (+107%) 𝑖 𝑑𝑢𝑒 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑛𝑐𝑒, 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑡𝑎𝑙𝑙𝑜.
Le tensioni geopolitiche contagiano anche il commercio con i Paesi non direttamente coinvolti come la Turchia, che già lo scorso anno ha registrato una contrazione di quasi il 10% degli acquisti di Made in Italy. Un prolungamento del conflitto nell’area del Golfo avrebbe quindi effetti molto pesanti sulla manifattura italiana, considerato che 𝗶𝗹 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗢𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗠𝗮𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝘆 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗶𝗻𝗲𝘀𝗲.
Infine, 𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑎𝑧𝑖 𝑎𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑖 𝑣𝑎 𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑙𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑜. La contrazione dell’export degli ultimi due mesi dell’anno scorso si va consolidando con una flessione del 6,7% a gennaio e febbraio, con cali a due cifre per i macchinari e segnali di debolezza anche per l’agroalimentare, mentre continua il trend positivo del farmaceutico che gode di dazi agevolati.
In uno scenario geopolitico mondiale ad oggi estremamente complesso, tra conflitti armati e tensioni internazionali, sono coinvolti, direttamente o indirettamente, anche Paesi fortemente legati da rapporti commerciali con l’Italia e le sue piccole e medie imprese. Dall’Arabia Saudita all’Ucrai...