30/09/2026
Quanta memoria abbiamo perso della storia del nostro recente passato per non avere, perché forse troppo giovani, voluto o saputo interrogare i nostri genitori, i nostri nonni sul loro tremendo e straordinario vissuto al tempo della Seconda guerra mondiale. E quanto pudore nei nostri genitori e nostri nonni nel voler tenere per sé la sofferenza di tanti tragici avvenimenti. Con questo pensiero, anche se con altre parole espresse dalla Vice Sindaca di Rimini Chiara Bellini, si e aperta la presentazione del libro "Lo sfollamento nella Repubblica di San Marino durante la Seconda guerra mondiale. Storia e memorie di solidarietà" di Patrizia Di Luca.
La sala della Cineteca gremita, in prima fila alcuni testimoni di quello sfollamento, i bambini di allora che, ancora inconsapevoli, quel viaggio nella ospitale piccola Repubblica lo avevano vissuto come una indimenticabile avventura.
Dall'autrice Patrizia Di Luca, in dialogo con Francesca Panozzo direttrice ISREC Rimini, abbiamo ascoltato testimonianze dirette, notizie tratte dagli archivi storici, e voci note come quella di Sergio Zavoli, storie di condivisione e accoglienza che hanno caratterizzato lo sfollamento a San Marino di migliaia e migliaia di persone che cercavano rifugio dalla violenza della guerra e dai bombardamenti. Soprattutto a partire dal 1943, infatti, molti riminesi, insieme ai profughi che erano arrivati in città da altre zone d’Italia, vedono una possibilità di salvezza nella piccola Repubblica, per millenaria tradizione rimasta neutrale anche durante la Seconda guerra mondiale.
Ma la dichiarazione di neutralità non bastò per porsi al riparo dai bombardamenti. Nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 1944, anche il territorio sammarinese viene direttamente coinvolto negli scontri bellici e gli eserciti dei due schieramenti varcano i confini della neutrale Repubblica, che si trova così nel pieno delle azioni militari. Il primo e più violento bombardamento alleato investe la piccola Repubblica il 26 giugno 1944.
Molto toccanti le parole di alcuni dei protagonisti del libro presenti in sala, altrettanto le tre testimonianze femminili che chiudono il volume, Maria Manfrini Guaraldi, Marisa Amati, Carmen Giusti.