17/02/2026
TSMC pronta ad annunciare quattro nuove fab in Arizona: investimento totale verso i 265 miliardi di dollari
TSMC sarebbe pronta ad annunciare quattro nuove Fab in Arizona, portando gli investimenti complessivi negli USA fino a 265 miliardi di dollari. L'espansione si inserisce nel recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan sui dazi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 17 Febbraio 2026, alle 09:11
Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, TSMC sarebbe prossima ad annunciare la costruzione di quattro ulteriori impianti produttivi presso il proprio campus di Phoenix, in Arizona, nell'ambito di un piano di espansione che potrebbe portare l'investimento complessivo negli Stati Uniti fino a 265 miliardi di dollari.
Nell'area di Phoenix l'azienda taiwanese ha già avviato il complesso noto come Fab 21. A gennaio, TSMC avrebbe acquisito ulteriori 900 acri di terreno adiacenti al sito attuale - che si estende su circa 1.100 acri - lasciando intendere una possibile espansione su larga scala. Le nuove strutture, secondo le indiscrezioni, richiederebbero circa 100 miliardi di dollari aggiuntivi.
Il piano si inserisce nel contesto del recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan, che prevede investimenti complessivi per 250 miliardi di dollari da parte di aziende taiwanesi in cambio di esenzioni da possibili dazi sui semiconduttori. TSMC rappresenterebbe la quota più rilevante di questo impegno.
Il Segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, avrebbe dichiarato che circa 100 miliardi di dollari degli impegni sono considerati "fermi", il che porta il totale degli investimenti di TSMC in Arizona a 265 miliardi di dollari, includendo i 165 miliardi già stanziati. Parte delle risorse – circa 30 miliardi – dovrebbe provenire dai partner della filiera, nell'ottica di rafforzare una supply chain più autonoma sul suolo americano.
È tuttavia importante sottolineare che cifre di questa entità non si traducono in esborsi immediati: si tratta di piani pluriennali che si sviluppano nell'arco di molti anni. La costruzione di una fab richiede progettazione, approvvigionamento di macchinari e realizzazione delle infrastrutture, con tempistiche che possono superare il quinquennio. TSMC ha recentemente approvato un budget record di 45 miliardi di dollari di CapEx per il solo 2026, cifra che dà un'idea della scala degli investimenti necessari.
Secondo le ricostruzioni, il complesso dell'Arizona potrebbe arrivare teoricamente a 10 moduli produttivi, affiancati da almeno due impianti di packaging avanzato e da un centro di ricerca e sviluppo. Anche in questo scenario, la presenza statunitense resterebbe inferiore rispetto alle operazioni condotte a Taiwan.
TSMC ha stimato che fino al 30% dei chip realizzati con processo produttivo N2 (classe 2 nm) e tecnologie più avanzate potrà essere prodotto negli Stati Uniti. Le autorità taiwanesi hanno respinto ipotesi di una delocalizzazione tra il 40% e il 50% della produzione complessiva dell'isola verso l'estero.
L'accordo commerciale prevede inoltre un meccanismo transitorio: durante la costruzione degli impianti, le aziende potranno importare chip negli Stati Uniti senza dazi fino a 2,5 volte la capacità pianificata; una volta avviata la produzione, la soglia scenderebbe a 1,5 volte la capacità effettiva. Dopo il 2032, l'esenzione temporanea verrebbe meno, creando potenzialmente la necessità di ulteriori Fab entro il 2035 per mantenere la copertura totale senza dazi verso i clienti americani.
Un ulteriore elemento di complessità riguarda l'applicazione pratica dei dazi. Solo una quota limitata delle esportazioni taiwanesi verso gli Stati Uniti è costituita da semiconduttori "standalone"; la maggior parte dei chip entra nel mercato americano integrata in prodotti finiti, dagli smartphone ai server AI. Questo rende complessa l'identificazione del valore specifico dei singoli componenti, sollevando interrogativi sulla reale applicabilità e riscossione delle tariffe.
Parallelamente, altre aziende taiwanesi come Foxconn stanno ampliando la capacità produttiva negli Stati Uniti, in particolare per l'assemblaggio di server destinati all'intelligenza artificiale, con investimenti comunque più contenuti - stimati sotto i 20 miliardi di dollari.
Nel complesso, l'espansione di TSMC in Arizona rappresenta uno dei più significativi investimenti industriali esteri nella storia degli Stati Uniti. Restano tuttavia aperte diverse incognite legate alla tempistica, alla distribuzione futura della capacità produttiva e all'evoluzione del quadro commerciale internazionale.