Computer Next Solutions Srl

Computer Next Solutions Srl Computer Next porta l'innovazione in Romagna dal 2001. Mettiamo le persone al centro del nostro lavoro per offrire

Siamo una squadra di professionisti appassionati, dove la sinergia tra competenze diverse è la chiave per superare ogni complessità tecnica. La grande esperienza acquisita negli anni di permanenza nel settore
dell’informatica e delle tecnologie Internet a partire dal 2001, ha portato
Computer Next Solutions ad essere una delle principali realtà del territorio per i
servizi legati all’informatica e

d alle nuove tecnologie. Ciò ci ha permesso di
essere il punto di riferimento di diverse aziende ed enti pubblici della provincia
di Rimini che di alcune realtà dell’Emilia Romagna. Uno dei punti di forza di Computer Next Solutions risiede nelle proprie risorse umane. Il reparto tecnico è dotato di un team esperto con specifiche competenze tecnologiche, infatti oggi giorno l’Information technology ricopre diversi ambiti operativi che un singolo tecnico non sarebbe in grado di conoscere e comprendere completamente tutti a fondo. Grazie quindi alla competenza di tecnici specializzati nei vari settori la nostra azienda è in grado di fornire servizi professionali in diversi ambiti dell'informatica, avendo inoltre la possibilità di integrare ed unire queste competenze per offrire soluzioni complete ed adeguate alle esigenze sia operative che economiche del cliente. Lo staff di Computer Next Solutions è sintesi di professionalità e competenze specialistiche altamente qualificate, accomunate dalla stessa passione per il mondo della Information & Communication Technology. La Computer Next Solutions offre oggi un ventaglio di soluzioni altamente differenziate e personalizzabili, infatti oltre al classico servizio di vendita ed assistenza siamo in grado di proporre soluzioni tecnologiche avanzate ed innovative difficilmente reperibili sul mercato. Il nostro obiettivo è quello di fornire al cliente la possibilità di integrare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie adattandole ad ambienti nuovi ed alle esigenze di ogni campo applicativo. Intendiamo quindi rendere disponibili ai nostri clienti le soluzioni informatiche, tecnologiche e softwares più innovative disponibili sul mercato. L'approccio adottato è quello dell'utilizzo e della conoscenza approfondita del software libero come GNU e Linux privi di vincoli commerciali e licenze nell'uso o nella modifica. La trasparenza dei codici e la facilità di reperimento delle informazioni sono sinonimi di affidabilità, sicurezza, e robustezza. Il risultato è un abbattimento dei costi per gli investimenti delle infrastrutture IT per il vostro business. Ovviamente utilizziamo e siamo tecnici specializzati anche per tutti i sistemi Microsoft o comunque non appartenenti al mondo Opensource. I consolidati rapporti di collaborazione con i principali fornitori di tecnologie e la partnership con un network di produttori di dispositivi informatici, sono ulteriori fattori critici di successo che concorrono a posizionare Computer Next Solutions come una delle più interessanti realtà locali per i servizi legati al mondo
informatico. La velocità di comunicazione e disponibilità delle informazioni sono fattori fondamentali per attivare connessioni efficaci all’interno del mondo del lavoro. Per realizzare strutture di sistemi ad alta efficienza non serve avere dimensioni da multinazionale, ma piuttosto occorre avvertire l’esigenza di utilizzare i sistemi informatici all’interno dei processi del proprio business; dal piccolo studio professionale alla grande multinazionale, con diverse sedi geograficamente distribuite. Le competenze richieste per assistere un’attività imprenditoriale in questi passaggi non può essere riassunta con un’unica esperienza umana, ma solamente tramite una continua inter-relazione e condivisione delle esperienze risulta possibile riprodurre situazioni già affrontate, di fatto semplificando quanto per altri è da scoprire. La nostra capacità di lavorare in team è stata sviluppata in oltre una dozzina di anni di attività continua in differenti settori, coprendo un variopinto panorama di richieste.

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19/03/2026

🛡️ 𝐈𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐬𝐜𝐮𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞 𝐞𝐦𝐚𝐢𝐥? 𝐒𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.
Nel 2026, affidarsi a filtri e-mail tradizionali è come proteggere una cassaforte con un semplice lucchetto.

👉 I cybercriminali utilizzano tecniche di infiltrazione sempre più invisibili, ma la risposta di Computer Next è chiara: 𝐄𝐦𝐚𝐢𝐥 𝐒𝐞𝐜𝐮𝐫𝐢𝐭𝐲 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐀𝐈.

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1. Sicurezza Multilivello: non solo spam. Grazie all’AI blocchiamo Malware e URL pericolosi alla fonte, garantendo un flusso di lavoro pulito e sicuro.

2. Active URL Protection: con la tecnologia URL Sandbox ogni link sospetto viene analizzato in un ambiente isolato. Il sistema "entra" nel sito prima di te, verificando che sia sicuro al 100%.

3. Sandboxing Avanzato: la funzionalità QuickSand scansiona e pulisce ogni file, eliminando i codici attivi pericolosi prima che possano infettare la tua rete.

4. Impersonation Protection: qualsiasi tentativo di furto d'identità viene bloccato sul nascere. L'intelligenza artificiale mappa lo storico dei tuoi contatti e ti avvisa istantaneamente se un mittente è nuovo o se qualcuno sta tentando di spacciarsi per un tuo collaboratore.

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03/03/2026

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17/02/2026

#𝗖𝗥𝗬𝗣𝗧𝗢𝗟𝗢𝗖𝗞𝗘𝗥: 𝗨𝗡𝗔 "𝗠𝗨𝗟𝗧𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘" 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗥𝗜𝗠𝗜𝗡𝗘
Nessuna azienda è troppo piccola per essere ignorata o troppo grande per essere immune.

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TSMC pronta ad annunciare quattro nuove fab in Arizona: investimento totale verso i 265 miliardi di dollari TSMC sarebbe...
17/02/2026

TSMC pronta ad annunciare quattro nuove fab in Arizona: investimento totale verso i 265 miliardi di dollari

TSMC sarebbe pronta ad annunciare quattro nuove Fab in Arizona, portando gli investimenti complessivi negli USA fino a 265 miliardi di dollari. L'espansione si inserisce nel recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan sui dazi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 17 Febbraio 2026, alle 09:11

Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, TSMC sarebbe prossima ad annunciare la costruzione di quattro ulteriori impianti produttivi presso il proprio campus di Phoenix, in Arizona, nell'ambito di un piano di espansione che potrebbe portare l'investimento complessivo negli Stati Uniti fino a 265 miliardi di dollari.

Nell'area di Phoenix l'azienda taiwanese ha già avviato il complesso noto come Fab 21. A gennaio, TSMC avrebbe acquisito ulteriori 900 acri di terreno adiacenti al sito attuale - che si estende su circa 1.100 acri - lasciando intendere una possibile espansione su larga scala. Le nuove strutture, secondo le indiscrezioni, richiederebbero circa 100 miliardi di dollari aggiuntivi.

Il piano si inserisce nel contesto del recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan, che prevede investimenti complessivi per 250 miliardi di dollari da parte di aziende taiwanesi in cambio di esenzioni da possibili dazi sui semiconduttori. TSMC rappresenterebbe la quota più rilevante di questo impegno.

Il Segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, avrebbe dichiarato che circa 100 miliardi di dollari degli impegni sono considerati "fermi", il che porta il totale degli investimenti di TSMC in Arizona a 265 miliardi di dollari, includendo i 165 miliardi già stanziati. Parte delle risorse – circa 30 miliardi – dovrebbe provenire dai partner della filiera, nell'ottica di rafforzare una supply chain più autonoma sul suolo americano.

È tuttavia importante sottolineare che cifre di questa entità non si traducono in esborsi immediati: si tratta di piani pluriennali che si sviluppano nell'arco di molti anni. La costruzione di una fab richiede progettazione, approvvigionamento di macchinari e realizzazione delle infrastrutture, con tempistiche che possono superare il quinquennio. TSMC ha recentemente approvato un budget record di 45 miliardi di dollari di CapEx per il solo 2026, cifra che dà un'idea della scala degli investimenti necessari.

Secondo le ricostruzioni, il complesso dell'Arizona potrebbe arrivare teoricamente a 10 moduli produttivi, affiancati da almeno due impianti di packaging avanzato e da un centro di ricerca e sviluppo. Anche in questo scenario, la presenza statunitense resterebbe inferiore rispetto alle operazioni condotte a Taiwan.

TSMC ha stimato che fino al 30% dei chip realizzati con processo produttivo N2 (classe 2 nm) e tecnologie più avanzate potrà essere prodotto negli Stati Uniti. Le autorità taiwanesi hanno respinto ipotesi di una delocalizzazione tra il 40% e il 50% della produzione complessiva dell'isola verso l'estero.

L'accordo commerciale prevede inoltre un meccanismo transitorio: durante la costruzione degli impianti, le aziende potranno importare chip negli Stati Uniti senza dazi fino a 2,5 volte la capacità pianificata; una volta avviata la produzione, la soglia scenderebbe a 1,5 volte la capacità effettiva. Dopo il 2032, l'esenzione temporanea verrebbe meno, creando potenzialmente la necessità di ulteriori Fab entro il 2035 per mantenere la copertura totale senza dazi verso i clienti americani.

Un ulteriore elemento di complessità riguarda l'applicazione pratica dei dazi. Solo una quota limitata delle esportazioni taiwanesi verso gli Stati Uniti è costituita da semiconduttori "standalone"; la maggior parte dei chip entra nel mercato americano integrata in prodotti finiti, dagli smartphone ai server AI. Questo rende complessa l'identificazione del valore specifico dei singoli componenti, sollevando interrogativi sulla reale applicabilità e riscossione delle tariffe.

Parallelamente, altre aziende taiwanesi come Foxconn stanno ampliando la capacità produttiva negli Stati Uniti, in particolare per l'assemblaggio di server destinati all'intelligenza artificiale, con investimenti comunque più contenuti - stimati sotto i 20 miliardi di dollari.

Nel complesso, l'espansione di TSMC in Arizona rappresenta uno dei più significativi investimenti industriali esteri nella storia degli Stati Uniti. Restano tuttavia aperte diverse incognite legate alla tempistica, alla distribuzione futura della capacità produttiva e all'evoluzione del quadro commerciale internazionale.

Addio a Hideki Sato: il 'padre dell'hardware SEGA' che ha plasmato un'epoca d'oro del videogioco Hideki Sato, storico di...
16/02/2026

Addio a Hideki Sato: il 'padre dell'hardware SEGA' che ha plasmato un'epoca d'oro del videogioco

Hideki Sato, storico dirigente e "padre dell'hardware" di Sega, è morto il 13 febbraio 2026 a 77 anni. Entrato in azienda nel 1971, si è occupato dello sviluppo di console iconiche come Mega Drive e Dreamcast
di Francesco Messina pubblicata il 16 Febbraio 2026, alle 09:13

Il mondo dei videogiochi dice addio a Hideki Sato, figura chiave nella storia di Sega e universalmente riconosciuto come il "padre dell'hardware Sega". Secondo quanto riportato dalla rivista storica Beep21, Sato sarebbe scomparso giovedì 13 febbraio 2026, all'età di 77 anni.

La notizia ha suscitato profonda commozione tra appassionati e addetti ai lavori, che gli riconoscono un ruolo determinante nel plasmare l'identità tecnologica e creativa dell'azienda giapponese. Entrato in Sega nel 1971, Sato ha attraversato e influenzato alcune delle fasi più cruciali dell'evoluzione del videogioco domestico.

Nei primi anni '90 guidò il dipartimento Ricerca e Sviluppo e, nei primi anni 2000, ricoprì anche brevemente il ruolo di presidente della compagnia. Insieme al suo team fu responsabile della progettazione della maggior parte dei sistemi hardware Sega, dall'SG-1000 fino al Dreamcast, includendo anche numerose schede arcade che contribuirono al successo dell'azienda nelle sale giochi di tutto il mondo. Sato lasciò Sega nel 2008, chiudendo una carriera durata quasi quattro decenni.

Hideki Sato e il mito del Mega Drive

Tra le sue creazioni più iconiche spicca il Mega Drive (conosciuto come Genesis in Nord America), console che segnò un'epoca e contribuì a ridefinire il mercato a 16 bit. In un'intervista rilasciata a Famitsu e successivamente archiviata da Shmuplations, Sato ricordò con entusiasmo l'esplosione del mercato domestico: le vendite superarono ogni aspettativa, alimentando quello che definì una vera e propria "Console Fever" all'interno dell'azienda.

Sega, inizialmente forte nel settore arcade, decise di investire con decisione nel mercato casalingo. Sato e il suo team avevano intuito che i videogiochi sarebbero diventati un'esperienza culturale paragonabile alla musica. Proprio per questo, il Mega Drive fu progettato anche dal punto di vista estetico come un dispositivo da salotto, simile a un lettore audio: corpo nero, design elegante e la celebre scritta "16BIT" in oro.

Una scelta costosa, come lo stesso Sato raccontò con ironia, ma fondamentale per comunicare l'innovazione tecnologica della prima console domestica a 16 bit. Con la sua visione e il suo spirito pionieristico, Hideki Sato ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del videogioco giapponese e mondiale.

Computer personalizzati venduti senza RAM: la (rischiosa) soluzione alla crisi della memoria Alcuni system builder hanno...
13/02/2026

Computer personalizzati venduti senza RAM: la (rischiosa) soluzione alla crisi della memoria

Alcuni system builder hanno iniziato a vendere PC senza RAM per contrastare l’aumento dei prezzi della memoria. La soluzione permette di ridurre i costi iniziali e riutilizzare moduli esistenti, ma scarica sul cliente la responsabilità di installazione, compatibilità ed eventuali danni
di Vittorio Rienzo pubblicata il 13 Febbraio 2026, alle 08:01

La crisi della memoria ha costretto alcuni store di computer preassemblati a sviluppare un nuovo modello di vendita per evitare i rincari e scongiurare lo stallo del mercato. Secondo quanto emerso recentemente, aziende come Maingear e Paradox Customs hanno iniziato a proporre sistemi venduti senza RAM installata, lasciando agli acquirenti la responsabilità della memoria.

L'idea alla base è abbassare i prezzi delle configurazioni preconfezionate, ridurne le varianti da gestire a magazzino e consentire ai clienti, nell'eventualità ne fossero già in possesso, di riutilizzare i moduli di memoria RAM di vecchie build. Certo, chi è in possesso di memoria DDR5 probabilmente ha una build piuttosto "giovane" da non richiedere l'aggiornamento o la sostituzione con premura.

Tuttavia, questo modello risulta utile anche a chi desidera installare memorie specifiche e non limitare la scelta alle (ormai poche) soluzioni disponibili presso il rivenditore selezionato. Insomma, se prima gli acquirenti erano obbligati ad acquistare build preconfezionate e complete, adesso hanno ampia scelta tra più configurazioni senza vincoli sulla memoria RAM.

Se però da un lato l'utente può scegliere i moduli che preferisce, dall'altro sembrano moltiplicarsi gli svantaggi. Innanzitutto, non può usufruire della scontistica garantita ai venditori che acquistano interi stock di componenti, ragione per cui la spesa per la memoria risulterebbe più alta.

Un ulteriore elemento riguarda la compatibilità hardware. L’installazione di moduli non perfettamente supportati dalla scheda madre potrebbe causare l'instabilità del sistema. Un'ulteriore responsabilità in capo al cliente.

Uno dei principali motivi che spingono molti utenti verso i PC preassemblati riguarda la possibilità di ottenere un sistema pronto all’uso e coperto da assistenza. Con i sistemi RAMless, questa dinamica cambia.

Infine, e forse il problema maggiore, riguarda la garanzia e l'assistenza post-vendita. Se la responsabilità di acquisto e installazione della memoria viene scaricata sul cliente, chi interviene in caso di problemi?

Per i PC preassemblati, e quindi pronti all'uso, l'utente talvolta spedisce direttamente tutto il sistema al rivenditore sul quale ricade la responsabilità di individuare e riparare il danno. Il cliente finale, infatti, non deve cimentarsi in assemblaggi o interventi tecnici, ma semplicemente collegare e utilizzare il PC.

Per le build senza memoria, si parte dalle eventuali incompatibilità, fino a danni fisici alla scheda madre o alle memorie stesse nel caso di cui, ancora, dovrebbe poi farsi carico il cliente.

Non sappiamo se questo tipo di pratiche si diffonderà anche da noi, ma considerando le previsioni per il 2026 non è da escludere. Si tratta di una soluzione per scongiurare la chiusura di alcune attività, ma è bene che i clienti valutino attentamente l'acquisto di questo tipo di configurazioni.

Il prossimo God of War potrebbe non essere un'esclusiva PlayStation al lancio Il prossimo gioco della serie God of War s...
12/02/2026

Il prossimo God of War potrebbe non essere un'esclusiva PlayStation al lancio

Il prossimo gioco della serie God of War sarà uno spin-off e potrebbe non essere un'esclusiva PlayStation al lancio. Sony potrebbe adottare una nuova strategia secondo l'insider NateThe Hate.
di Davide Raia pubblicata il 12 Febbraio 2026, alle 08:51

Il prossimo titolo della serie God of War potrebbe arrivare sul mercato come titolo multipiattaforma. Il gioco, che sarà uno spin-off della serie con caratteristiche ben diverse dai titoli della saga principale, è ancora in sviluppo. Il suo debutto potrebbe avvenire già nel corso del 2026. Ad anticipare i primi dettagli è l'insider NateThe Hate.
Multipiattaforma già dal lancio?

La serie di God of War, che presto vedrà il debutto anche di una serie TV, dovrebbe arricchirsi con uno spin-off in 2.5D, caratterizzato da una struttura metroidvania. Si tratterà di un titolo molto diverso dai giochi della serie principale, ma che potrebbe diventare molto interessante, offrendo un gameplay dinamico e ricco di esplorazione, abilità sbloccabili e molto altro.

In attesa di scoprire maggiori dettagli, però, la notizia del giorno riguarda un possibile lancio su più piattaforme per il gioco. In particolare, il debutto potrebbe avvenire su PS5 e PC in simultanea, seguendo una strategia simile a quella adottata da Helldivers 2. La fonte ha sottolineato che l'ipotesi è stata valutata da Sony ma che al momento non ci sono conferme in merito alla scelta dell'azienda.

Difficile ma non impossibile, almeno a questo punto, un lancio anche su console Xbox e Nintendo Switch 2. In particolare, la console di Nintendo potrebbe adattarsi molto bene alle caratteristiche dello spin-off della serie God of War. Ulteriori dettagli in merito potrebbero arrivare in occasione del prossimo State of Play, in programma questa sera, 12 febbraio, a partire dalle 23. Ne sapremo di più a breve.

NIS2 entra nel vivo: la soluzione di Cynet a supporto della conformità normativadi Alberto Falchi pubblicata il 11 Febbr...
11/02/2026

NIS2 entra nel vivo: la soluzione di Cynet a supporto della conformità normativa
di Alberto Falchi pubblicata il 11 Febbraio 2026, alle 11:06 nel canale Security

La piattaforma unificata di Cynet è basata sull'intelligenza artificiale e integra in un'unica soluzione tecnologie di Next-Gen Antivirus, Extended Detection & Response (XDR), Network Detection, User Behavior Analytics e Deception

In Europa e in Italia si è parlato a lungo di NIS2, la norma UE che impone specifichi obblighi di sicurezza cyber alle imprese che operano in settori strategici. Si tratta di un passaggio chiave, che impone alle imprese specifiche misure per limitare l'impatto di possibili indicenti informatici. Non si tratta di un semplice nuovo adempimento, ma di un cammino che prosegue nel tempo.

La norma è stata recepita in Italia il 16 ottobre 2024 (D.Lgs. 138/2024) e da quel momento le imprese italiane impattate hanno avuto tempo sino al 28 febbraio 2025 per registrarsi sul portale di ACN. Questo, però, è stato solo il primo passo e ora si entra in una nuova fase. Dal 15 gennaio 2026, infatti, sono scattati ulteriori obblighi, come le notifiche tempestive all'ACN (entro 24 ore la pre-notifica, una notifica formale entro 72 ore e una relazione entro 30 giorni), la necessità di realizzare e testare piani di risposta agli incidenti e la necessità di effettuare esercitazioni periodiche.

Per supportare le aziende nel percorso verso la conformità, Cynet ha sviluppato la piattaforma unificata di sicurezza potenziata dall'IA.
La piattaforma unificata di sicurezza di Cynet potenziata dall'IA

Con la sua Unified, AI-Powered Cybersecurity Platform, Cynet punta su un approccio “all-in-one” che prova a superare la frammentazione tipica degli stack di sicurezza tradizionali.

La piattaforma include funzionalità di prevenzione, rilevamento e risposta estesa (XDR) su endpoint, rete, identità, email, ambienti cloud e SaaS, con un forte livello di automazione basato sull'intelligenza artificiale. Il motore proprietario analizza grandi volumi di dati per identificare comportamenti anomali e bloccare minacce avanzate, mentre i meccanismi di orchestrazione automatica riducono il carico operativo sui team IT.

A completare l’offerta un servizio MDR attivo 24/7, pensato per supportare le realtà che non dispongono di un SOC interno strutturato. L’obiettivo dichiarato è semplificare l’architettura di sicurezza, ridurre tempi di risposta e costi di gestione, mantenendo integrazioni aperte con strumenti già presenti in azienda, dai sistemi RMM e PSA ai SIEM e alle piattaforme di identity management.

"La tecnologia da sola non basta più. La Direttiva NIS2 impone un approccio basato sulla Detection e sulla Response, quindi non solo prevenire, ma identificare, interpretare e reagire in modo rapido e documentabile”, commenta Raffaele Amodeo, coordinatore delle attività di Incident Response di Cynet. “La nostra piattaforma unificata, supportata dal servizio MDR di CyOps, consente alle aziende di rispondere concretamente a queste esigenze, trasformando la compliance in un fattore di resilienza e continuità operativa. La NIS2 rappresenta una regolamentazione necessaria per far compiere un salto di qualità al tessuto aziendale europeo, ma deve essere affrontata con serietà. Senza un reale impegno operativo, il rischio è ritrovarsi con le stesse vulnerabilità, ma più costose da gestire".

Chip sotto i 2 nanometri, l'Europa alza la testa con la nuova camera bianca di imec Imec ha inaugurato a Leuven una nuov...
10/02/2026

Chip sotto i 2 nanometri, l'Europa alza la testa con la nuova camera bianca di imec

Imec ha inaugurato a Leuven una nuova camera bianca da 2.000 metri quadrati, tassello chiave della linea pilota europea "NanoIC". Il progetto, sostenuto dal Chips Act, punta allo sviluppo di chip oltre i 2 nm, anche grazie alla collaborazione dell'olandese ASML.
di Manolo De Agostini pubblicata il 09 Febbraio 2026, alle 17:01

Imec, uno dei principali centri di ricerca e sviluppo al mondo nel campo delle tecnologie per semiconduttori avanzati, ha inaugurato un'importante espansione della propria infrastruttura a Leuven, in Belgio. La nuova camera bianca da 2.000 metri quadrati rappresenta un passaggio chiave nell'implementazione della linea pilota NanoIC, iniziativa strategica europea pensata per rafforzare la competitività del continente nella microelettronica di prossima generazione.

L'evento ha visto la partecipazione di rappresentanti di primo piano delle istituzioni europee e belghe, tra cui la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, il primo ministro belga Bart De Wever e il ministro-presidente fiammingo Matthias Diependaele, oltre al CEO di ASML Christophe Fouquet. Presenti anche esponenti dell'ecosistema high-tech europeo, del consorzio NanoIC e del mondo industriale e accademico.

Con questa estensione, la capacità complessiva delle cleanroom di imec supera i 12.000 m², e consolida il ruolo del centro come snodo fondamentale delle ambizioni del European Chips Act. L'obiettivo è chiaro: posizionare l'Europa tra i leader mondiali nello sviluppo e nella produzione di semiconduttori avanzati, un fattore ritenuto cruciale per sostenere l'industria nell'era dell'intelligenza artificiale e per garantire crescita economica, sicurezza e autonomia tecnologica nel lungo periodo.

Secondo il CEO di imec, Luc Van den hove, l'inaugurazione è il risultato di un'accelerazione significativa avviata dopo l'annuncio, nel maggio 2024, della designazione di imec come sede della linea pilota NanoIC. In parallelo all'acquisizione di nuovi strumenti, il centro ha avviato un vasto programma di assunzioni. La nuova cleanroom ospiterà apparecchiature di fascia estremamente avanzata, tra cui il sistema High NA EUV di nuova generazione di ASML, il cui arrivo è previsto per metà marzo.

La linea pilota NanoIC è concepita come una piattaforma collaborativa aperta, nella quale ricercatori di imec lavorano fianco a fianco con produttori di chip (IDM e fonderie), fornitori di materiali e attrezzature, aziende di sistema, startup, università e altri centri di ricerca europei. L'obiettivo tecnologico è spingere lo sviluppo dei semiconduttori oltre il processo dei 2 nanometri, rendendo accessibili tecnologie all'avanguardia all'intero tessuto industriale europeo.

Il progetto è destinato a crescere ulteriormente. Grazie al supporto dei governi europeo, belga e fiammingo, imec avvierà a breve la costruzione di una nuova cleanroom da 4.000 metri quadrati sempre nel campus di Leuven. Nei prossimi cinque anni, NanoIC integrerà oltre cento nuovi strumenti, distribuiti tra imec e i siti dei partner europei, tra cui CEA-Leti in Francia, Fraunhofer in Germania, VTT in Finlandia, CSSNT-UPB in Romania e il Tyndall National Institute in Irlanda. L'iniziativa, su cui sono stati messi ben 2,5 miliardi di euro, rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per tornare a giocare un ruolo centrale nel panorama globale dei semiconduttori.

Cyber-spionaggio globale: 37 governi nel mirino (c'è anche l'Italia) Una campagna di cyber-spionaggio attribuita a un gr...
09/02/2026

Cyber-spionaggio globale: 37 governi nel mirino (c'è anche l'Italia)

Una campagna di cyber-spionaggio attribuita a un gruppo filo-statale asiatico ha preso di mira governi e infrastrutture critiche in 37 paesi, con 70 organizzazioni compromesse secondo Palo Alto Networks
di Andrea Bai pubblicata il 09 Febbraio 2026, alle 09:21

Un gruppo di cyber-spionaggio allineato a uno stato asiatico ha condotto nell'ultimo anno una vasta campagna di intrusione ai danni di governi e infrastrutture critiche in oltre 37 paesi, compromettendo almeno 70 organizzazioni, tra cui ministeri delle finanze, parlamenti e agenzie di sicurezza. L'operazione è stata documentata in dettaglio da Palo Alto Networks, tramite la divisione di threat intelligence Unit 42, che descrive un'attività strutturata e coordinata con eventi geopolitici e interessi economici strategici.
Un gruppo filo-statale asiatico e una campagna senza precedenti

Secondo Palo Alto Networks, la campagna è riconducibile a un gruppo di attacco indicato come TGR-STA-1030, descritto come allineato a un governo asiatico, anche se la società non attribuisce pubblicamente le attività a uno specifico stato. I ricercatori parlano di una delle più estese operazioni di cyber-spionaggio attribuite a un singolo collettivo legato a uno stato dalla vicenda SolarWinds del 2020, con un perimetro che abbraccia 37 paesi e almeno 70 vittime confermate.

Tra gli obiettivi figurano cinque agenzie nazionali di forze dell'ordine e controllo delle frontiere, tre ministeri delle finanze, un parlamento nazionale e l'entourage di un alto esponente politico in un altro paese, oltre a vari organismi governativi impegnati in diplomazia, commercio e gestione delle risorse naturali. Gli investigatori sottolineano come l'operazione sia stata condotta con estrema discrezione, con presenze persistenti nelle reti compromesse per mesi senza essere rilevate.
Target: governi, infrastrutture critiche ed economia delle risorse

Le intrusioni hanno interessato sistemi governativi e infrastrutture critiche distribuiti su più aree del mondo, inclusi paesi dell'America Latina, dell'Europa e dell'Asia. Tra gli esempi citati nel report compaiono il Ministero delle Miniere e dell'Energia del Brasile, il parlamento e componenti delle forze armate della Repubblica Ceca, un funzionario del governo indonesiano e un fornitore taiwanese di apparecchiature per il settore energetico.

La scelta dei bersagli suggerisce un interesse particolare per l'intelligence economica legata a miniere, terre rare, politiche commerciali e relazioni diplomatiche, con correlazioni temporali tra alcune attività degli hacker e passaggi chiave in trattative o tensioni politiche. In diversi casi la raccolta di informazioni ha riguardato comunicazioni su operazioni militari e di polizia, trattative di finanziamento internazionale e dossier sensibili su questioni diplomatiche, con accesso prolungato a caselle di posta elettronica e server interni.

Se si restringe lo sguardo al contesto europeo, a luglio 2025 TGR-STA-1030 ha rivolto l'attenzione alla Germania, stabilendo connessioni verso oltre 490 indirizzi IP associati a infrastrutture governative.

Ad agosto 2025, in concomitanza con l'incontro privato tra il presidente ceco Petr Pavel e il Dalai Lama durante una visita in India, è stata riscontrata un'intensificazione delle attività di scansione contro le infrastrutture governative della Repubblica Ceca. I sistemi presi di mira includevano quelli di esercito, polizia, parlamento, ministeri dell’Interno, delle Finanze e degli Affari Esteri.

All’inizio di novembre, una fonte di informazione tibetana ha riportato che il presidente ceco avrebbe co-patrocinato il gala per il 90° compleanno del Dalai Lama. Poco dopo questo annuncio, è stata rilevata una seconda ondata di scansioni, focalizzata in modo specifico sul sito web della presidenza ceca.

Parallelamente, alla fine di agosto, il gruppo ha esteso le proprie attività di ricognizione alle infrastrutture dell’Unione Europea, tentando di connettersi a oltre 600 indirizzi IP associati a domini .europa[.]eu.

Oltre alle operazioni di scansione, Unit 42 ha elementi per ritenere che TGR-STA-1030 abbia probabilmente compromesso enti governativi in diversi paesi, tra cui Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Portogallo e Serbia. In almeno un caso, il gruppo ha compromesso un ministero delle Finanze, tentando di raccogliere informazioni relative allo sviluppo internazionale sia del paese colpito sia dell'Unione Europea.
Tecniche di intrusione: phishing, vulnerabilità note e rootkit

Gli attaccanti hanno combinato campagne di phishing mirato con lo sfruttamento di vulnerabilità note ma non ancora corrette per guadagnare un primo punto d'ingresso nelle reti delle vittime. Una volta ottenuto l'accesso iniziale, il gruppo ha condotto movimenti laterali all'interno delle infrastrutture, installando backdoor e meccanismi di persistenza per mantenere il controllo nel lungo periodo e nascondere le proprie attività.

I ricercatori di Unit 42 segnalano anche l'impiego di un rootkit del kernel Linux precedentemente sconosciuto, progettato per occultare processi e file a livello di sistema operativo, rendendo l'individuazione del malware significativamente più complessa. L'analisi del traffico ha inoltre rivelato che, tra novembre e dicembre 2025, il gruppo ha effettuato scansioni e ricognizioni su infrastrutture in 155 paesi, segnale che la campagna in corso potrebbe preludere a nuove ondate di attacchi.
Contesto geopolitico e reazioni delle autorità

Le tempistiche di alcune operazioni mostra sovrapposizioni con eventi ritenuti particolarmente rilevanti per gli interessi di un grande paese asiatico, come indagini commerciali, incontri su risorse minerarie strategiche o fasi delicate di crisi politiche. Pur evitando un'attribuzione diretta, Palo Alto Networks evidenzia come obiettivi e schemi operativi ricordino precedenti campagne collegati a infrastrutture di minaccia di matrice cinese.

La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) statunitense ha dichiarato di essere a conoscenza della campagna e di lavorare con partner internazionali e con i vendor per mitigare lo sfruttamento delle vulnerabilità segnalate. Palo Alto Networks afferma di aver notificato le 70 organizzazioni colpite, offrendo supporto per la risposta all'incidente e rendendo pubblici, in modo selettivo, alcuni nomi per sensibilizzare il settore sulle modalità operative del gruppo.
Implicazioni per la sicurezza

La campagna messa in luce da Unit 42 conferma come le infrastrutture governative e i settori critici restino un obiettivo privilegiato per il cyber-spionaggio sponsorizzato dagli stati, con tecniche avanzate ma spesso basate su vulnerabilità note e su errori di configurazione non sanati. Il fatto che gli attaccanti abbiano potuto operare indisturbati per mesi in molte delle reti compromesse evidenzia la necessità di rafforzare le azioni di monitoraggio, gestione delle patch, segmentazione delle infrastrutture e capacità di rilevamento a livello sia applicativo sia di sistema operativo, ma ancor di più a livello organizzativo e strategico.

Per il mondo governativo e per i gestori di infrastrutture critiche, il caso TGR-STA-1030 rappresenta un ulteriore avvertimento sull'importanza di investire in threat intelligence, condivisione delle informazioni e collaborazione con i grandi attori della cybersicurezza, in un contesto in cui il confine tra spionaggio digitale e pressione geopolitica tende ad essere sfumato. In parallelo, il settore privato è chiamato a considerare campagne di questo tipo non come episodi isolati, ma come operazioni di lungo periodo in grado di influenzare equilibri economici e catene di fornitura, soprattutto nei comparti ad alta intensità tecnologica e nelle filiere delle risorse strategiche.

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