Volo Alto

Volo Alto Volo Alto si occupa di web recruiting e video editing con l'obiettivo di salvaguardare la ricchezza principale dei suoi clienti: il tempo.

Volo Alto nasce dalla volontà e dal desiderio di organizzare il lavoro delle persone, salvaguardando la ricchezza principale dei suoi clienti: il tempo. Quanto vale un ora del tuo tempo? Da questa domanda nasce Volo Alto che si occupa di utilizzare gli strumenti web (Linkedin, YouTube, contenuti video) per promuovere e rendere più interessante la realtà che ogni giorno viviamo. Quali sono i serviz

i di Volo Alto?
- Web recruiting. Con il supporto di Start Up Italia, società autorizzata dal ministero per la ricerca e selezione di professionisti, ci occupiamo di utilizzare il canale Linkedin per il reclutamento di agenti di commercio, promotori finanziari e professionisti della vendita.

- Video editing per le aziende. Implementiamo e gestiamo i canali youtube e vimeo delle aziende, creando contenuti video per la promozione della propria attività.

- Video editing per i privati. Creiamo video di presentazione come ad esempio video-curriculum, inoltre creiamo video per quelle persone che hanno tanti contenuti video nel proprio hard disk (girati con iphone e gopro) ma non hanno tempo né le competenze per il montaggio.

Mi sono messo in proprio nel 2016 anche per un motivo molto semplice: volevo essere più libero.Più libero di gestire il ...
31/08/2026

Mi sono messo in proprio nel 2016 anche per un motivo molto semplice: volevo essere più libero.

Più libero di gestire il mio tempo, scegliere i clienti e decidere come lavorare.

Poi scopri abbastanza velocemente un piccolo dettaglio: nessuno ti dice cosa devi fare.

E così capita il martedì sera alle 19:48: sei al computer da 11 ore, hai risposto a mail, WhatsApp, urgenze vere e finte… e hai la sensazione di non aver concluso quasi niente.

Negli anni ho capito che, almeno per me, la libertà senza metodo diventa caos.

Per questo oggi lavoro molto per mezze giornate e per compiti: una cosa alla volta, possibilmente senza vivere tutto come un’emergenza.

Non sempre ci riesco, eh. 🙂

Però ho scoperto una cosa abbastanza paradossale: più regole mi sono dato, più sono diventato libero.

Succede anche a voi di arrivare a sera stanchi ma con la sensazione di non aver fatto davvero quello che volevate?

Quante telefonate servono per fissare un appuntamento commerciale?Prima o poi me lo chiedono quasi tutti i clienti.Ed è ...
27/08/2026

Quante telefonate servono per fissare un appuntamento commerciale?

Prima o poi me lo chiedono quasi tutti i clienti.

Ed è una domanda assolutamente lecita: dietro un’attività di telemarketing ci sono soldi, persone, tempo e risultati da raggiungere. Sarebbe quindi comodo poter mettere tutto dentro Excel: 100 chiamate, 10 conversazioni, 2 appuntamenti.

Purtroppo la mia risposta è la meno sexy possibile: dipende.

Dipende dalla lista, dal servizio che proponiamo, dal mercato, dal momento in cui chiamiamo e dalla possibilità di arrivare alla persona giusta. Ma dipende anche da come facciamo quelle telefonate.

Posso chiamare 100 aziende partendo da un database comprato e scoprire che metà delle informazioni non servono a niente. Oppure posso fare meno telefonate e avere conversazioni che mi permettono di capire chi decide, raccogliere informazioni e trovare un motivo sensato per richiamare.

Questo non significa ignorare i numeri. Anzi.

Il commerciale ha sempre una componente statistica e anche il telemarketing più artigianale ha bisogno di volume e costanza.

La differenza, per me, sta nel non dimenticare che dall’altra parte del telefono c’è una persona che sta lavorando esattamente come noi.

Per questo, soprattutto quando parte un nuovo progetto, non guardo solo quante telefonate abbiamo fatto e quanti appuntamenti abbiamo fissato. Guardo cosa abbiamo imparato da quelle telefonate.

Perché le prime chiamate servono anche a fare meglio quelle successive.

La formula magica invece continuo a non averla trovata. Se qualcuno ce l’ha, probabilmente ha sbagliato numero. 😄

Quando un’azienda mi contatta perché vuole iniziare a fare telemarketing, una delle prime domande è: meglio una persona ...
25/08/2026

Quando un’azienda mi contatta perché vuole iniziare a fare telemarketing, una delle prime domande è: meglio una persona interna o affidarsi a un servizio esterno?

Domanda più che sensata. Io però penso che prima di decidere CHI farà le telefonate bisognerebbe decidere COME vogliamo farle.

Da una parte c’è quello che chiamo telemarketing artigianale.

Chi telefona non deve arrivare alla fine dello script come un robot. Deve ascoltare, fare domande, stare zitto quando serve e cercare di capire se dall’altra parte c’è davvero spazio per una conversazione.

È un lavoro più lento e costa di più in termini di tempo. Magari si fanno meno chiamate, ma si raccolgono informazioni migliori e, quando arriva un appuntamento, generalmente c’è più interesse da entrambe le parti.

Dall’altra parte c’è il telemarketing “a batteria”: tante persone al telefono, tante chiamate, tante parole e poco ascolto.

Chiamate, chiamate, chiamate.

Una sorta di pesca a strascico commerciale. Tanti tentativi, tanti no e si spera che i grandi numeri facciano il loro mestiere.

Non significa necessariamente che sia sbagliato. Il commerciale ha sempre una componente statistica.

E non significa nemmeno che interno = artigianale ed esterno = industriale.

Una risorsa interna senza formazione può prendere un elenco, chiamare, ricevere una valanga di no, demotivarsi e dopo un po’ chiedere all’azienda di fare qualsiasi altra cosa.

Un partner esterno può invece lavorare in maniera molto industriale oppure con maggiore attenzione alla singola conversazione.

Noi di Volo Alto siamo piccoli e formule magiche non ne abbiamo.

Ma visto che il telemarketing è già un lavoro abbastanza ostico di suo, almeno un po’ di empatia verso chi sta dall’altra parte della cornetta secondo me fa bene.

Anche a chi telefona. 🙂

Il rientro dalle ferie ha una caratteristica precisa: sembra sempre più pieno di impegni di quanto dovrebbe.Mail accumul...
10/08/2026

Il rientro dalle ferie ha una caratteristica precisa: sembra sempre più pieno di impegni di quanto dovrebbe.

Mail accumulate, messaggi, clienti da richiamare, preventivi lasciati in sospeso, nuove urgenze che partono ancora prima di aver riaperto bene il computer.

Nel commerciale, se non hai preparato il rientro, rischi di passare le prime settimane a capire chi sei e cosa dovresti fare.

Rincorri chi dovevi richiamare a settembre. Rincorri chi ti aveva detto “dopo le ferie”. Rincorri le note che non hai scritto bene. Rincorri i follow-up lasciati a metà.

E alla fine rincorri anche te stesso, cercando di ricordare cosa fosse davvero importante.

Per questo settembre si prepara prima di settembre.

Non servono grandi sistemi. Bastano poche cose fatte bene: una lista ordinata, priorità chiare, meno lavoro sulle urgenze, follow-up con una data, note comprensibili, prossimi passi già segnati.

Non è burocrazia.

È rispetto per il tempo che avrai quando torni.

E anche per la tua testa, che magari ha appena ricominciato a respirare.

“Ci sentiamo a settembre” può voler dire tante cose.Può voler dire: sono interessato, ma ora non riesco a pensarci.Può v...
08/08/2026

“Ci sentiamo a settembre” può voler dire tante cose.

Può voler dire: sono interessato, ma ora non riesco a pensarci.
Può voler dire: non ho ancora deciso.
Può voler dire: ti sto salutando con gentilezza.
Può voler dire: se mi richiami nel modo giusto, ne riparliamo davvero.
Ma può anche voler dire: non riesco a dirti no in maniera diretta, quindi posticipo e ti lascio una speranza che rimane solo una speranza.

Il punto è non trattare tutte queste risposte allo stesso modo.

Se dopo quella frase non segni nulla, settembre diventa una lotteria. Richiami senza sapere da dove ripartire, ripeti cose già dette, perdi il filo della conversazione e magari ti aggrappi a false potenzialità che non porteranno da nessuna parte.

Meglio fare una domanda in più prima di chiudere:

“Vogliamo già segnarci una data per risentirci?”
Oppure:
“A settembre da quale punto le sarebbe utile ripartire?”

Non serve forzare. Serve lasciare un vero next step.
Perché un buon follow-up non comincia quando richiami.
Comincia nel modo in cui chiudi la telefonata precedente.

C’è una cosa che non porterei mai sotto l’ombrellone: una pipeline commerciale disordinata e disorganizzata.Contatti vec...
05/08/2026

C’è una cosa che non porterei mai sotto l’ombrellone: una pipeline commerciale disordinata e disorganizzata.

Contatti vecchi, aziende non in target, numeri sbagliati, note mancanti, referenti cambiati, colonne compilate a metà.

Tutte cose che durante l’anno sembrano piccoli dettagli, ma quando inizi a chiamare diventano tempo perso.

Una lista buona non deve essere enorme. Deve essere leggibile, ordinata e con tutti i campi importanti compilati.

Meglio pochi contatti sensati che mille nomi buttati dentro un file solo per sentirsi pieni di possibilità. Anche perché, se quei contatti sono tutti diversi tra loro e senza un criterio, poi diventa difficile capire cosa dire, come segmentare e quale priorità dare.

Nel commerciale ci vuole metodo, disciplina e omogeneità del dato.

Nel telemarketing il database è già metà del lavoro. Se parti male lì, poi chiedi allo script di risolvere problemi che non sono dello script.

Prima di settembre, una delle cose più utili da fare è questa: ordinare il disordine.

Non è un lavoro figo. Non è un lavoro romantico.

Però quando ricominci a chiamare, ti accorgi subito di quanto è utile.

Ogni anno, quando arriva agosto, qualcuno dice: “Tanto adesso non risponde più nessuno”.È vero solo in parte.Ad agosto m...
29/07/2026

Ogni anno, quando arriva agosto, qualcuno dice: “Tanto adesso non risponde più nessuno”.

È vero solo in parte.

Ad agosto molte aziende rallentano, alcune chiudono, altre rimandano. Ma questo non significa che tutto sparisca. Significa solo che il ritmo cambia.

Nel commerciale, forzare ad agosto spesso serve a poco. Però ascoltare, aggiornare, sistemare e preparare può essere molto utile.

E anche usare un momento un po’ più scarico di impegni per creare relazione, senza l’ansia di chiudere subito, non è affatto sbagliato.

Poi puoi fare con calma tutte quelle cose che durante l’anno rimandi sempre.

Ripulire il database. Capire quali contatti hanno davvero utilità ed eliminare quelli che fanno solo perdere tempo. Preparare la ripartenza con le giuste priorità. Impostare follow-up migliori. Riguardare le conversazioni fatte negli ultimi mesi e chiederti dove potevi fare meglio.

Agosto non è sempre il mese delle chiusure.

A volte è il mese in cui sistemi il campo prima della prossima partita.

E quando tutti ripartono di corsa, chi ha messo ordine parte con un vantaggio.

Ad agosto sembra che si fermi l’Italia. E in realtà puoi fermarti anche tu.Il CRM, invece, dovrebbe restare ordinato.Non...
24/07/2026

Ad agosto sembra che si fermi l’Italia. E in realtà puoi fermarti anche tu.

Il CRM, invece, dovrebbe restare ordinato.

Non perché debba lavorare al posto tuo, ma perché al rientro deve aiutarti a ricordare dove eri rimasto.

Chi era interessato? Chi ha rimandato? Chi ha detto “ne parliamo a settembre”? Chi invece non era il contatto giusto, ma ti ha dato un nome utile?

Sono piccole informazioni, però dopo tre settimane di caldo, ferie, famiglia e vita un po’ più spensierata diventano facili da perdere.

Il CRM non serve a riempire campi per far contento qualcuno.

Serve a non dipendere solo dalla memoria, soprattutto quando la memoria è già in costume da bagno.

Il lavoro commerciale fatto bene non è solo chiamare. È anche lasciare tracce ordinate e costruire un metodo di lavoro.

Così almeno, quando torni, non devi ricostruire tutto da capo.

E settembre può ripartire da dove avevi lasciato, non da dove riesci faticosamente a ricordare.

Prima che le nostre aziende chiudano per ferie, succede quasi sempre la stessa cosa: proviamo a mettere a posto tutto ne...
21/07/2026

Prima che le nostre aziende chiudano per ferie, succede quasi sempre la stessa cosa: proviamo a mettere a posto tutto negli ultimi tre giorni, quando però l’energia è già poca e la voglia di staccare è tanta.

I preventivi che non sono andati in porto, i clienti da salutare, le ultime mail da mandare, i contatti rimasti lì da giugno.

E poi le false promesse di settembre, tutti quei “ne riparliamo dopo l’estate” lasciati sospesi senza una data, una nota o un prossimo passo.

Il fatto è che il commerciale non si spegne con l’ultima luce dell’ufficio.

Se un contatto è caldo, va lasciato con un prossimo passo chiaro. Se un cliente deve essere richiamato, serve una data fissata. Se una trattativa è sospesa, bisogna sapere perché. Altrimenti settembre non riparte: settembre rincorre.

Prima delle ferie non bisogna fare miracoli. Serve solo lasciare meno caos possibile al nostro io futuro di tra qualche settimana.

Perché il rientro è già abbastanza faticoso.

Non serve anche regalargli un CRM pieno di fantasmi.

Tutte le mattine mi sveglio alle 5.10.Non per disciplina da guru, ma perché è l’unico momento in cui la casa dorme ancor...
16/07/2026

Tutte le mattine mi sveglio alle 5.10.

Non per disciplina da guru, ma perché è l’unico momento in cui la casa dorme ancora e io riesco a ritagliarmi un’ora per correre, andare in bici o nuotare.

Stamattina ero in bici. Quindi, per molti automobilisti, ero ufficialmente il personaggio più odiato della strada: il ciclista.

Alle 6 del mattino non c’è grande traffico. A un certo punto sono uscito dalla pista ciclabile per un tratto breve, forse 200 metri, perché le piante erano cresciute e invadevano il passaggio.

Dietro di me arriva una macchina bianca e mi si attacca alla ruota posteriore. Mi fermo. Lui abbassa il finestrino e mi dice: “La pista ciclabile è lì”.

Mi è venuto da ridere. Non per prenderlo in giro. È che in questi momenti, invece di arrabbiarmi, mi viene una specie di pace zen.

Scendo dalla bici, me la metto in spalla e gli dico: “Secondo me, se parti alle 6 del mattino con questo stress, arrivi alle 6 di sera che ti scoppiano le vene”.

Lui mi risponde che doveva parcheggiare. Ci siamo salutati. Fine della storia.

Però poi ci ho pensato.

Lui era un taxista. Io ero un ciclista. Due persone qualunque, già dentro una piccola tensione inutile alle 6 del mattino.

Forse il punto non era la pista ciclabile. Il punto è che siamo tutti molto più compressi di quanto sembri.

Fatturato, tasse, clienti, dipendenti, obiettivi, scadenze, pagamenti, margini. Luglio e agosto che rallentano tanti settori. I social pieni di persone che sembrano aver trovato la formula perfetta per guadagnare senza fatica.

Poi entri nelle aziende vere e vedi un’altra cosa: imprenditori che sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via, persone stanche e concentrate che provano a mandare avanti lavoro, famiglia e collaboratori.

Forse il senso dell’imprenditoria italiana non è solo crescere, fatturare e dimostrare.

Forse è anche costruire qualcosa senza perdere completamente la misura. Tenere insieme ambizione e salute, numeri e persone.

Stamattina non ho pensato: “Che maleducato quel taxista”.

Ho pensato: “Quanto siamo tutti stanchi, già alle 6 del mattino”.

E forse, ogni tanto, dovremmo ricordarci che siamo tutti sulla stessa strada. Anche quando la percorriamo con mezzi diversi.

Indirizzo

Via Palestrina, 9
Rimini
47922

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Volo Alto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Volo Alto:

Scelte rapide

Condividi