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RECUPERO DATIGli italiani di tutte le età possiedono almeno un dispositivo elettronico. A volte con sé ne hanno più di u...
30/12/2018

RECUPERO DATI

Gli italiani di tutte le età possiedono almeno un dispositivo elettronico. A volte con sé ne hanno più di uno: tablet, smartphone. Per non parlare di casa e ufficio dove tra pc e altri apparecchi elettronici c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Per lavoro o per divertimento l’attuale società è totalmente dipendente dalla tecnologia. Sui diversi dispositivi si custodiscono dati, immagini, file audio e video. Ma cosa succede se questi dati vanno persi?

Software di recupero dati: cosa sono
Nella maggioranza dei casi c’è la possibilità di procedere al recupero delle informazioni andate p***e. Ciò è possibile mediante i software di recupero dati come EaseUS Data Recovery Wizard. Quest’ultimo è ritenuto dagli esperti del settore il miglior software per il recupero dati per ripristinare in modo facile e veloce i dati eliminati, formattati o persi sia dal tuo PC sia dal laptop da o dispositivi removibili.

EaseUS Data Recovery Wizard Free Edition permette di recuperare quindi i dati da hard disks, dischi USB, memory cards e altri dispositivi di memorizzazione. Il software è gratuito.

Il prodotto informatico si può usare per recuperare files, immagini, documenti, video andati persi a causa di eliminazione, errata formattazione, perdita di partizioni, crash del Sistema Operativo ma anche in caso di attacchi da malware.

Quali dati si possono recuperare
E’ possibile recuperare i files che sono stati eliminati in modo accidentale. Ma anche ripristinare i dati persi quando si subiscono di attacchi di virus. Tra i dati recuperabili mediante il software ci sono anche quelli dei dischi formattati. Questo perché la formattazione di un disco non elimina i dati presenti sul disco stesso, ma solo i dati nelle tabelle indice. Pertanto, spiegano i programmatori, si possono ancora recuperare i dati persi dopo una formattazione del dispositivo.

Uno dei più classici problemi è quello di recuperare i dati dal cestino vuoto. Si possono filtrare i risultati dell’analisi per tipologia di file e recuperare quelli eliminati. Il recupero avviene in modo selettivo, anche dopo che il cestino è stato svuotato. Tra i dati da recuperare rientrano anche le partizioni eliminate. I dati grazie al software anche in questo caso sono ancora recuperabili.

Per svariate condizioni si può incorrere in hard disk danneggiati. Quando l’hard disk è corrotto può essere all’improvviso inaccessibile. Come recuperare i documenti di lavoro? Le foto archiviate? Le pratiche? I documenti sensibili? La risposta è EaseUS Data Recovery Wizard Free che consente di ritrovare i dati.

I malware possono attaccare il computer e metterlo in condizione di non lavorare normalmente. Questo strumento può recuperare i dati in modo rapido e in totale sicurezza. E’ possibile inoltre il recupero di files da sistemi operativi Windows andati in crash. Se l’hard disk o la partizione diventano improvvisamente RAW e non sono accessibili i dati memorizzati, si può scaricare il software di recupero dati gratuitamente e riavere così l’accesso.

28/12/2018

LA SICUREZZA DELLA NOSTRA PRIVACY PRIMA DI TUTTO

Una settimana fa Facebook ha ammesso di aver avuto un problema informatico che ha consentito a circa 1500 app di diversi sviluppatori di accedere alle foto “private” degli utenti. Sebbene l’azienda abbia assicurato di aver risolto il bug e avvertito gli interessati, adesso è disponibile una vera propria pagina web che consente di controllare la situazione del proprio profilo.

“Di recente, abbiamo individuato e risolto un problema che potrebbe aver interessato alcune delle app che hai collegato a Facebook. In precedenza, hai concesso a queste app l’autorizzazione per accedere alle tue foto su Facebook. Normalmente Facebook condivide su queste app le foto che hai pubblicato sul tuo diario”, spiega Facebook

“Tuttavia, tra il 13 e il 25 settembre 2018 si è verificato un bug in seguito al quale gli sviluppatori hanno ottenuto l’accesso ad altre foto, ad esempio quelle che potresti aver pubblicato su Facebook Stories oppure quelle che hai caricato ma che poi non hai pubblicato”.

Tutti quanti prima o poi siamo colpiti da qualche forma di violazione della sicurezza. Sia che si tratti del furto dei d...
12/12/2018

Tutti quanti prima o poi siamo colpiti da qualche forma di violazione della sicurezza. Sia che si tratti del furto dei dati della carta di credito o della manomissione dei documenti del database aziendale, i nostri dati si diffondono e spesso ci facciamo prendere dal panico e dallo stress perché abbiamo poco tempo a disposizione per capire se i dati sensibili sono stati realmente compromessi oppure se si tratta semplicemente di un problema informatico.

Tutto sommato, sebbene possa sembrare la fine del mondo, non è così. Allora che cosa succede quando iniziano a cadere i goccioloni e imperversano lampi e fulmini? Diamo un’occhiata al peggio del peggio, ai peggiori attacchi informatici della storia insieme alle conseguenze e alla lezione che tutti possiamo trarne. C’è una verità assoluta: se non hai una buona protezione antimalware, è molto probabile che diventi facile bersaglio dei criminali informatici, come è successo nei cinque esempi che seguono.


1. Il Ragazzo Che si Insinuò nel Server della NASA:
È un titolo accattivante, non è vero? La verità è che il ragazzino, che all’epoca aveva appena quindici anni, riuscì a insinuarsi anche nel Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Installando una backdoor nei server del DOD, spiò migliaia di e-mail e rubò un pezzo di codice di un programma della NASA. Il valore del software, che monitorava l’ambiente fisico della stazione spaziale internazionale, si aggirava intorno a 1,7 milioni di dollari e la NASA subì un’ulteriore perdita di 41.000 dollari perché fu costretta a spegnere i server per bloccare l’attacco. Il ragazzo fu catturato e se la cavò con una condanna lieve, ma tre anni dopo, essendo stato accusato del furto di numeri di carte di credito insieme ad altri hacker, si tolse la vita. Lezione appresa: ci sono dei sistemi per aprire le backdoor. Se non sei certo di avere l’unica chiave, non crearle!

2. Il Virus Melissa:
Questo programma apparentemente innocuo scosse letteralmente il mondo nel 1999 e costò alla Microsoft 80 milioni di dollari di danni. Agiva infettando i documenti di Microsoft Word e dopo si diffondeva inviando una copia di se stesso come allegato ai primi cinquanta nominativi della rubrica di Microsoft Outlook. Il creatore del virus si giustificò dicendo che non aveva intenzione di fare del male a nessuno, ma comunque fu condannato a vent’anni di reclusione.

3. Guai con le Carte di Credito:
Un hacker che usava lo pseudonimo Gonzales prese di mira il mondo delle carte di credito rubando milioni di dati di carte di credito e di bancomat da oltre 250 banche e altri istituti finanziari. Riuscì a violare la rete di compagnie enormi inclusa quella del 7-11. Gonzalez non restò anonimo a lungo. Fu accusato in tre Stati diversi prima di essere arrestato e condannato.

4. Morris Worm:
Nel 1988 nessuno aveva la più pallida idea di che cosa fosse un virus. Uno studente della Cornell University decise di sviluppare il worm per misurare la vastità del cyberspace. Quando però il virus fu immesso in Internet, il codice, dopo aver incontrato un errore, si trasformò in un malware in grado d’infettare più di 6000 computer e provocare danni che, secondo alcune stime, raggiunsero i 100 milioni di dollari.

5. Il Cyber Killer Quindicenne:
Michael Calce, noto come MafiaBoy, aveva appena 15 anni nel 2000, quando decise di vedere che cosa sarebbe successo se avesse sferrato un attacco DDoS contro importanti multinazionali. Le conseguenze furono catastrofiche per Amazon, CNN, eBay e Yahoo! Tutti gli attacchi furono bloccati, ma secondo gli esperti del settore i danni ammontarono a 1.2 miliardi di dollari. Calce scontò solo otto mesi di libertà vigilata grazie alla sua giovane età, ma gli fu vietato l’accesso a Internet fino alla maggiore età.

PC lento, come stabilire i processi che causano problemiCome sveltire un PC lento individuando le cause del problema. Sp...
06/12/2018

PC lento, come stabilire i processi che causano problemi
Come sveltire un PC lento individuando le cause del problema. Spieghiamo come fare senza ricorrere a programmi e utilità di terze parti.


Un computer lento, come abbiamo spesso evidenziato, può esserlo in forza della scarsa dotazione in termini di risorse hardware oppure - molto più spesso - a causa delle applicazioni e dei servizi che si avviano automaticamente o dei tanti programmi installati che contribuiscono ad appesantire le varie aree del sistema operativo.

Se si ha a che fare con un PC lento, la prima operazione da effettuare consiste nel ricorrere al Task Manager (finestra Gestione attività) di Windows, richiamabile semplicemente premendo la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC.
Nelle più recenti versioni di Windows si dovrà cliccare subito sulla voce Più dettagli Per accedere a tutte le funzionalità più avanzate offerte dal Task Manager.


Usare la scheda Processi del Task Manager di Windows e ordinare i processi sulla base dell'occupazione delle risorse hardware
La scheda Processi delle versioni più recenti versioni di Windows indica chiaramente quali programmi in esecuzione stanno occupando più memoria RAM, stanno impegnando di più il processore, stanno leggendo e scrivendo su disco fisso o unità SSD, stanno usando di più il processore grafico (GPU), stando inviando o ricevendo molti dati in rete.



Con un clic sulle intestazioni delle colonne CPU, Memoria, Disco, Rete, GPU, è possibile stabilire a colpo d'occhio quali applicazioni possono essere la causa del PC lento.
Il sistema può diventare inutilizzabile non solo quando la memoria RAM dovesse scarseggiare o quando il processore fosse impegnato al massimo (stabilmente oltre l'85%) ma anche, per esempio, allorquando una o più applicazioni sollecitassero senza sosta l'hard disk o l'unità SSD in operazioni di lettura e scrittura (ne abbiamo parlato nell'articolo Controllare quali programmi stanno scrivendo su disco).
Cliccando sulle intestazioni del Task Manager nella scheda Processi, si potranno ordinare le applicazioni in esecuzione per occupazione delle varie risorse hardware quindi agire di conseguenza.

Con un clic sulla scheda Dettagli quindi usando il trucco di ordinare per occupazione delle risorse hardware (clic sulle intestazioni delle colonne), si possono scoprire i nomi dei singoli processi più affamati di risorse.

L'occupazione delle risorse macchina da parte dei processi in esecuzione è verificabile anche da riga di comando Come verificare i processi in esecuzione in Windows usando il comando tasklist.

Per forzare la chiusura di programmi che non rispondono o che non è più possibile gestire a causa dell'occupazione incisiva sulle risorse macchina, è sufficiente applicare i suggerimenti illustrati nell'articolo Come chiudere programma bloccato in Windows.

Scheda Prestazioni e configurazione hardware del sistema in uso
Indipendentemente dalla versione di Windows in uso, cliccando sulla scheda Prestazioni del Task Manager si potrà controllare quanto le risorse hardware effettivamente disponibili sul sistema sono impegnate durante le attività svolte ogni giorno.
È infatti importante escludere che le caratteristiche hardware del PC in uso non siano sottodimensionate rispetto al sistema operativo installato e alle applicazioni che si adoperano giornalmente.

Da controllare, in particolare, come la CPU e la memoria RAM vengono utilizzate e occupate nelle attività di tutti i giorni.
Nell'articolo Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla abbiamo visto quando è opportuno valutare un eventuale ampliamento della dotazione di memoria RAM in uso sul proprio PC.

Usare il Monitoraggio risorse di Windows
Per approfondire, può essere utile cliccare sul pulsante Apri Monitoraggio risorse o Monitoraggio risorse nella scheda Prestazioni del Task Manager.
Qui Windows visualizza i risultati del controllo in tempo reale sull'utilizzo delle risorse macchina. Per identificare e risolvere il problema di un PC lento, l'utilizzo della finestra Monitoraggio risorse appare fondamentale.

Già nella scheda Panoramica, cliccando sulle intestazioni Media CPU per la sezione CPU; su Totale (B/sec) per il disco e la rete; su Privata (KB) per la memoria, è possibile stabilire quali processi attualmente in esecuzione stanno rallentando il sistema in maniera più incisiva.

Specialmente sui sistemi che non si utilizzano regolarmente, alcuni componenti di sistema - eseguitisi contemporaneamente - potrebbero renderlo temporaneamente inutilizzabile. Talvolta sono Windows Update, Windows Search e il modulo Software Reporter Tool (Come bloccare il processo Software Reporter Tool) gli "insospettabili responsabili".
Suggeriamo anche la lettura dell'articolo Windows 10 CPU al 100%: come risolvere il problema.



Controllare l'occupazione del processore da parte delle schede aperte nel browser
Tenere aperte molte schede nel browser può portare a un'incisiva riduzione della memoria RAM disponibile. Inoltre, alcune applicazioni web mal realizzate o creatività integrate nelle pagine Internet possono portare al consumo stabile della CPU, rendendo il processore meno disponibile alla gestione di altre attività.

Chrome, per esempio, mette a disposizione un suo Task Manager, richiamabile premendo la combinazione di tasti MAIUSC+ESC da qualunque finestra o scheda del browser.
Come spiegato nell'articolo Come velocizzare Chrome in poche semplici mosse, cliccando sull'intestazione della colonna CPU (la freccia deve guardare verso il basso), si potrà capire quali schede aperte e di conseguenza quali siti o applicazioni web stanno impegnando un maniera anomala il processore.

Se il contenuto della finestra del Task Manager di Chrome fosse simile a quello rappresentato in figura significa che è tutto a posto. Se viceversa una o più schede del browser dovessero evidenziare un'occupazione della CPU importante, significa che qualche elemento in esse presente "sta esagerando".
È quindi possibile chiudere manualmente la singola scheda oppure selezionare gli elementi dal Task Manager di Chrome e fare clic sul pulsante Termina processo in basso.



Digitando about:performance in Mozilla Firefox è possibile verificare il comportamento delle singole schede aperte e il loro impatto sulle risorse disponibili. Dalla medesima finestra è possibile chiudere rapidamente quelle schede che dovessero evidenziare un comportamento anomalo.

Verificare i programmi a 32 bit e passare ove possibile alle versioni a 64 bit
Nella scheda Processi, allorquando si utilizzasse una versione a 64 bit del sistema operativo, sono indicati i programmi a 32 bit. Questi ultimi, usando un'architettura più vecchia, non possono garantire gli stessi livelli di performance delle versioni a 64 bit, non hanno la medesima reattività e non utilizzano in modo ottimale la memoria disponibile.

Ove possibile suggeriamo quindi di sostituire tutte le versioni a 32 bit dei programmi in uso con le corrispondenti a 64 bit. I programmi a 32 bit sono indicati in Windows 8.1 e in Windows 10 con l'etichetta 32 bit (tra parentesi tonde) nella scheda Processi; con la voce *32 in Windows 7, nella stessa scheda.

Molti di voi rimarranno colpiti nel verificare quanti programmi al giorno d'oggi (alcuni "insospettabili") sono ancora in uso sulle proprie macchine Windows.
Basti pensare che alcune procedure d'installazione di Office caricano per default la versione a 32 bit a meno che l'utente non abbia scelto esplicitamente di installare la release a 64 bit (vedere questo documento di supporto).



Il consiglio è quello di controllare i programmi a 32 bit eventualmente ancora presenti sul sistema e ove possibile sostituirli con le release a 64 bit: vedere anche Programma a 32 bit o 64 bit? Ecco come scoprirlo.
È bene comunque assicurarsi che la versione a 64 bit sia ufficialmente supportata dal produttore.

Tenere in ordine il PC e non tralasciare la pulizia del disco
Nel nostro articolo ci siamo focalizzati sulla risoluzione delle criticità che impediscono l'utilizzo del PC per periodi di tempo più o meno lunghi (perché la macchina è sotto scacco di uno o più processi in esecuzione).

Tenere pulito il PC è però il migliore approccio per accumulare problemi che con il trascorrere del tempo contribuiranno a inacerbare il quadro.
Per ottimizzare il funzionamento del sistema, suggeriamo la lettura dei seguenti articoli:

- Ottimizzare PC: quali sono gli strumenti più efficaci
- Computer lento all'avvio, come scoprire la causa
- Come rimuovere i programmi in esecuzione automatica

Programmi e servizi caricati a ogni avvio del sistema sono tra i principali responsabili di un PC lento. L'ultimo articolo citato prende in esame proprio questi aspetti e offre una serie di consigli pratici per snellire la procedura di avvio e velocizzare Windows.
A tal proposito, per rendersi conto di quant'è veloce Windows all'avvio disattivando temporaneamente il caricamento degli elementi software superflui al boot, si possono seguire le indicazioni riportate nell'articolo Avvio pulito Windows 10: a cosa serve e quando è utile.

Da ricordare che anche Windows 10 Pro, oltre che l'edizione Home, installano applicazioni potenzialmente inutili che possono contribuire, esse stesse, ad appesantire il sistema: Windows 10 installa app da solo: come impedirlo.

Il mining di criptovaluta è un fenomeno di moda e in costante crescita. Essendo una tendenza piuttosto diffusa, sempre p...
05/12/2018

Il mining di criptovaluta è un fenomeno di moda e in costante crescita. Essendo una tendenza piuttosto diffusa, sempre più persone si stanno cimentando nel cosiddetto mining, aggiungono blocchi alla blockchain e ottengono guadagni in criptovaluta. I miner si ingegnano sempre di più per raggiungere il loro obiettivo, spesso anche per vie illegali, ovvero guadagnare questa tanto desiderata criptovaluta. E alcuni di questi miner intraprendenti non si preoccupano di farlo a vostre spese.

Perché i miner hanno bisogno del vostro computer?
Abbiamo già parlato delle botnet e di come gli hacker trasformino i vostri computer in “zombie” per coinvolgerli nelle botnet. Una rete di computer “zombie” può essere utilizzata per vari scopi, tra cui anche il mining di criptovaluta.

In parole semplici, il vostra computer entra a far parte di una rete distribuita e la sua potenza computazionale viene utilizzata per il mining di criptovaluta, che vanno a finire direttamente nelle tasche del proprietario della botnet. Migliaia di computer appartenenti a una botnet possono effettuare il mining più efficacemente rispetto a un solo computer. Nel caso di una botnet per il mining, le vittime si assumono inconsapevolmente il costo in termini di energia elettrica che suppone questa attività; insomma, questo business di far installare applicazioni di mining sui computer di utenti ignari sembra portare agli hacker molti guadagni.

Va detto che un utente normale potrebbe comunque installare intenzionalmente un’applicazioni di mining per gestire questa attività in proprio. Il problema risiede nella difficoltà di distinguere il mining legale da quello che non lo è, in quanto le applicazioni per il miming sono identiche. La differenza sta se si tratta di installazioni occulte e nelle operazioni non legali compiute dalle applicazioni.

Come un miner occulto può arrivare al vostro computer?
Nella maggior parte dei casi, un miner s’intrufola nel vostro computer con l’aiuto di un’applicazione dannosa creata appositamente (dropper), la cui funzionalità principale è quella d’installare in segreto un’altra applicazione. I programmi dropper hanno le sembianze di versioni piratate di prodotti con licenza o di generatori di codici di attivazione. Gli utenti cercano questi software su reti peer-to-peer e li scaricano intenzionalmente.

Quando viene lanciato il download, un installer sul computer della vittima scarica un programma di mining e un tool speciale che si adatta al sistema. L’applicazione può integrare anche altri servizi che assicurano l’avvio automatico e configurano le impostazioni.

Ad esempio, tali servizi possono sospendere l’applicazione di mining quando l’utente sta giocando a certi videogame famosi con il proprio computer (i miner utilizzano la potenza computazione della scheda grafica: il videogame potrebbe non funzionare correttamente e l’utente potrebbe insospettirsi).

Tali servizi cercano anche di disattivare i prodotti antivirus installati, disattivare il programma di mining quando è operativo un sistema di supervisione e lo ripristina quando l’utente cerca di eliminarlo.

La portata del problema
Gli hacker distribuiscono queste applicazioni come se fossero dei servizi. Utilizzano i canali di Telegram dedicati alle opportunità di lavoro online: potete imbattervi in pubblicità che offrono versioni di prova dei dropper per la distribuzione di programmi di mining occulti.

Ecco qualche dato per darvi un’idea sulla portata del fenomeno: i nostri esperti hanno da poco individuato una botnet formata da varie migliaia di computer sui quali veniva installato segretamente Minergate. L’applicazione effettua il mining non solo di Bitcoin ma anche di altre criptovalute, tra cui Monero (XMR) e Zcash (ZEC), che consentono di nascondere transazioni e la proprietà dei portafogli. Secondo una stima al ribasso, una sola botnet di mining può generare introiti di oltre 30 mila dollari al mese. Oltre 200 mila dollari sono passati per il portafoglio utilizzato dalla botnet che abbiamo individuato.

Il portafoglio Monero, utilizzato dai cybercriminali, di cui abbiamo parlato. Attualmente, il tasso di cambio di Monero è di circa 120 dollari.



Come potete proteggervi da questa minaccia?
Kaspersky Internet Security vi protegge automaticamente dai dropper dannosi. Assicuratevi solamente che il vostro antivirus sia sempre attivo e questo tipo di malware non potrà insinuarsi sul vostro computer. Se per qualche ragione avete disattivato l’antivirus ma avviate una scansione manuale perché insospettiti da qualche anomalia, Kaspersky Internet Security individuerà immediatamente questo vero e proprio Trojan y potrete presto sbarazzarvi di lui.

A differenza dei dropper, i programmi di mining non sono dannosi; per questo sono inclusi nella categoria riskware, ovvero software legittimi che possono essere utilizzati per scopi dannosi (qui potete trovare maggiori informazioni su questa categoria). Kaspersky Internet Security non blocca né elimina automaticamente queste applicazioni, in quanto un utente potrebbe averle installate a proposito.

Se volete essere cauti e assicurarvi di non stare utilizzando programmi di mining o riskware, potete accedere alle impostazioni di Kaspersky Internet Security, entrare nella sezione Minacce ed esclusioni e spuntare la casella per individuare altri software. Infine, ultimo ma non meno importante, effettuate regolarmente l’analisi del sistema: il vostro software di sicurezza vi aiuterà a evitare l’installazione e l’avvio di applicazioni indesiderate.

Avere un Computer, Smartphone o Tablet veloce, reattivo e che esprima al massimo il proprio potenziale è fondamentale si...
04/12/2018

Avere un Computer, Smartphone o Tablet veloce, reattivo e che esprima al massimo il proprio potenziale è fondamentale sia nell'uso quotidiano che nell'uso occasionale, sia esso lavorativo o di svago. I nostri servizi puntano ad un check-up completo del dispositivo e ad ottimizzare al massimo le prestazioni dello stesso. Qualsiasi problematica sarà affrontata e risolta dai nostri tecnici specializzati.

PRIVACY E RETI DI CONNESSIONEI nostri dati, venendo spesso esposti a sistemi aperti, meritano i più alti standard di sic...
03/12/2018

PRIVACY E RETI DI CONNESSIONE

I nostri dati, venendo spesso esposti a sistemi aperti, meritano i più alti standard di sicurezza, sia come protezione sul dispositivo che come parametri di rete. Attraverso una specifica formazione in "Cyber Security" i nostri tecnici sono in grado di fornire le migliori soluzioni a qualsiasi esigenza privata o aziendale.

02/12/2018
A differenza dei numerosi centri di assistenza a cui portare i propri dispositivi ed esporre le più svariate problematic...
02/12/2018

A differenza dei numerosi centri di assistenza a cui portare i propri dispositivi ed esporre le più svariate problematiche, con una conseguente perdita di tempo prezioso e molte volte anche un dispendio economico elevato, la nostra idea è di dare la possibilità al cliente di portare la nostra competenza a domicilio.
Questa modalità permette al cliente di non sprecare tempo in inutili trasporti, di ricevere un preventivo gratuito a domicilio e ,aspetto da non sottovalutare, esaminare le problematiche esposte nell'ambiente tecnologico in cui si verificano per avere una visione globale e trovare le soluzioni più consone per soddisfare qualsivoglia esigenza.

02/12/2018

Il crescente impatto che la tecnologia riveste nella nostra società, porta con se una serie infinita di vantaggi in termini di conoscenza, efficienza e velocità: per potere usufruire al meglio delle opportunità che il web ci offre, dobbiamo sempre mantenere i nostri dispositivi (Computer, Smartphone o Tablet) e la rete su cui agiscono, nelle condizioni più performanti possibili.
Indipendentemente che lei sia un privato o un'azienda, qualsiasi sia la sua esigenza, il nostro staff è a sua completa disposizione per proporle le soluzioni più efficaci per risolvere con velocità e professionalità il suo problema.
Rivolgendosi a noi avrà a disposizione un team con competenze a 360°: manutenzione, software, hardware, reti e privacy sono solo alcuni dei settori su cui possiamo aiutarla.

Indirizzo

Reggio Nell Emilia
42123

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