08/10/2026
QUANDO L’IA SCRIVE IL PSC, CHI RISPONDE DEGLI ERRORI?
L’intelligenza artificiale può analizzare lavorazioni, individuare rischi, proporre misure preventive e generare in pochi minuti intere sezioni di un Piano di Sicurezza e Coordinamento, presentandole con un linguaggio tecnico così convincente da farle apparire immediatamente utilizzabili.
Ma cosa accade quando l’IA sbaglia?
Una misura inadeguata, un’interferenza non considerata, una lavorazione dimenticata o un riferimento normativo inesistente possono entrare nel PSC con la stessa apparente autorevolezza di una valutazione corretta.
Ed è proprio qui che nasce il problema giuridico.
Il D.Lgs. 81/2008 attribuisce al coordinatore il compito di redigere il PSC e l’utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale, per quanto evoluto, non trasferisce automaticamente alla macchina gli obblighi professionali previsti dalla legge.
Quando un contenuto generato dall’IA viene verificato, accettato e inserito nel piano, la questione non riguarda più soltanto chi abbia materialmente scritto quelle parole, ma quale attività professionale sia stata svolta per verificarne la correttezza e l’effettiva applicabilità al cantiere.
Nel nuovo approfondimento di Albatros News analizziamo il problema dal punto di vista tecnico e giuridico, affrontando responsabilità del coordinatore, errori di valutazione, automation bias, controllo umano, posizione della giurisprudenza e conseguenze che potrebbero emergere quando un errore digitale dovesse incontrare un infortunio reale.
Perché l’intelligenza artificiale può diventare uno straordinario secondo livello di controllo del PSC, ma la sua capacità di scrivere in maniera convincente rende ancora più importante una competenza professionale capace di riconoscere una valutazione sbagliata anche quando sembra perfettamente corretta.
L’intelligenza artificiale generativa è ormai in grado di produrre in pochi minuti analisi delle lavorazioni, descrizioni dei rischi, misure preventive,