15/10/2026
Prima dell'intelligenza artificiale mi serviva un mese per arrivare alla saturazione mentale. Oggi mi bastano 3 o 4 giorni.
E no, non è perché l'IA mi complica il lavoro.
È esattamente il contrario.
L'IA mi permette di fare talmente tante cose, così velocemente, che finisco per lavorare 12 ore invece di 8.
Parto da un'idea. L'IA la sviluppa. Io ne intravedo altre tre. Le approfondisco, le correggo, le miglioro.
E continuo.
Non perché devo, ma perché voglio.
Poi, dopo 3 o 4 giorni, arriva il conto.
Due giorni di saturazione mentale. Idee che continuo ad avere, ma che rifiuto perché non voglio nemmeno pensare di doverle trasformare in nuove richieste all'IA.
E pensare che lavoro nell'informatica da oltre vent'anni.
L'IA non si stanca di proporre. Noi ci stanchiamo di decidere.
Mi chiedo se non sia arrivato il momento di discutere anche della sostenibilità cognitiva del lavoro con l'intelligenza artificiale, oltre che della sua straordinaria produttività.
Ho raccontato la mia esperienza in un articolo, ponendo anche una domanda provocatoria: sono sufficienti le pause tradizionali quando si pilota intensamente un'IA per ore?
👉 https://www.e-service-online.com/fatica-mentale-intelligenza-artificiale/
Ma soprattutto vorrei sapere una cosa da chi usa l'IA quotidianamente per lavori complessi.
Succede anche a voi, oppure sono io che non ho ancora imparato a fermarmi?