06/02/2022
Ieri a Geo su Rai3 abbiamo parlato di un argomento secondo me da non sottovalutare, ovvero il rapporto tra i droni e gli animali. Per tutta la normativa rimando al sito ENAC, ma il contenuto della puntata verte su un altro aspetto purtroppo poco considerato.
I droni sono una tecnologia molto interessante che ha anche applicazioni in ambito di ricerca e conservazione, ad esempio:
🦏 sorveglianza antibracconaggio dall'alto
🌳 controllo disboscamento illegale (integrato con immagini satellitari)
🌙 monitoraggio notturno con termocamere integrate
Esistono anche applicazioni curiose dal punto di vista della ricerca:
🐋 nel caso dei cetacei, è possibile grazie alle riprese dall'alto misurare gli animali, e addirittura effettuare dei tamponi biologici sugli sbuffi; la frequenza emessa dai droni ben governati e tenuti alti è inferiore a quella dei vocalizzi della maggior parte delle specie, che non appaiono disturbate
🐢 nelle tartarughe marine, durante la riproduzione solo le femmine escono sulle spiagge, mentre i maschi stanno nelle acque basse antistanti; mentre la conta delle prime è facile da terra, i droni permettono di contare anche i secondi, riconoscibili per la coda più lunga e ingrossata alla base
🐣 nel caso di rapaci molto minacciati, il controllo dei nidi col drone può essere meno invasivo dell'operatore che sale sull'albero; le modalità di avvicinamento e l'altezza influiscono molto sulle reazioni degli uccelli, mentre il colore del drone è indifferente
Quello che ho scritto finora riguarda operatori qualificati, ricercatori o progetti di conservazione; attualmente però i droni sono molto diffusi anche per uso ricreativo e sul web prosperano vari video che ritraggono animali selvatici, spesso purtroppo spaventati.
🐶 già negli animali domestici, come i cani, si notano reazioni di paura o aggressività; sono segnalati incidenti con bestiame impanicato a causa di voli non autorizzati sulle mandrie
🦆 disturbare e far involare stormi di uccelli migratori può per loro fare la differenza tra la vita e la morte, a causa delle energie spese inutilmente; inoltre, gli animali possono impattare con questi apparecchi
🦌 gli ungulati, come cervi e daini, sono tra i gruppi animali più soggetti a disturbo, spesso con reazioni di fuga incontrollate e pericolose
🐻 gli orsi subiscono un forte stress per i droni; in particolare, l'applicazione di particolari collari ha dimostrato come, anche quando l'animale sembra non reagire, aumentino notevolmente battito cardiaco ed ormoni dello stress. Gli orsi in inverno possono addirittura abbandonare la tana a causa di sorvoli incontrollati
☠️ i droni persi, come quello che ho trovato sui fondali della Sardegna, sono un danno economico per i proprietari ma anche una fonte inquinante, soprattutto a causa di batterie e parti plastiche
Vi invitiamo quindi a non cercare di riprendere animali selvatici con i droni, a meno che non stiate facendo un progetto di ricerca o un progetto fotografico di conservazione (richiedendo sempre le dovute autorizzazioni), sempre con l'aiuto di operatori qualificati. Informatevi inoltre sull'area dove volete far volare il vostro drone, perchè in vari casi (es. Parchi) è necessario richiedere un'autorizzazione specifica.
Questa non è una questione di brevetti posseduti, ma un problema diffuso che riguarda la conoscenza degli animali ed il loro rispetto; credo che, oltre ad informare, l'unica soluzione sia rendere foto e video sul web in cui si mostrano selvatici disturbati delle "prove provate" che siano già materiale sanzionabile
Per chi si fosse perso la puntata, qui il replay dal minuto 21:00:
https://www.raiplay.it/video/2020/02/geo-9f6da558-ca80-43d6-9806-74664918d915.html