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06/06/2026

La truffa dello schermo bloccato che immobilizza il browser: come funziona CypherLoc e come difendersi
Il malware CypherLoc sfrutta l'ingegneria sociale e il panico per ingannare gli utenti. Simulando finte emergenze, induce le vittime a chiamare un falso numero di supporto tecnico con lo scopo di rubare dati e credenziali.

Gli esperti informatici di Barracuda Research hanno scoperto CypherLoc, un sofisticato kit scareware basato sul Web, che avrebbe già registrato circa 2,8 milioni di attacchi. L'obiettivo dei truffatori è usare questi elementi per manipolare psicologicamente la vittima fino a spingerla a chiamare un falso numero di assistenza tecnica, dove operatori che si spacciano per supporto Microsoft tenteranno di estorcerle denaro e finalizzare così l’attacco. A differenza dei malware tradizionali, che infettano i file del computer, questo sistema opera interamente all'interno del browser, sfruttando codice crittografato che si attiva solo in condizioni di navigazione molto specifiche, il che lo rende difficile da rilevare per i comuni sistemi di sicurezza.

Una volta in esecuzione, trasforma una normale pagina Web in una schermata d'errore a tutto schermo: blocca il browser, riproduce suoni allarmanti e mostra l'indirizzo IP dell'utente per dare l'impressione di un controllo attivo sul dispositivo. Compaiono anche finti moduli di accesso che, pur non raccogliendo alcun dato, rendono la schermata più credibile e aumentano il senso di panico quando le credenziali inserite non risolvono nulla.

Come funziona il malware CypherLoc
Siamo abituati a pensare che le minacce informatiche arrivino sempre da un file infetto scaricato sul computer. CypherLoc dimostra che non sempre le cose stanno così. In questo caso, l’attacco vive interamente nel browser, senza lasciare tracce sul sistema. Si tratta di uno scareware, ovvero un software progettato non per danneggiare il dispositivo, ma per spaventare l'utente e spingerlo a compiere azioni avventate.

Tutto parte da un'e-mail di phishing con un collegamento a una pagina all'apparenza innocua. Al suo interno si nasconde il payload, il cuore operativo dell'attacco, che rimane cifrato e invisibile finché non vengono soddisfatte determinate condizioni. Il meccanismo si chiama hash-gating: il codice si decifra solo se nell'indirizzo URL è presente un frammento specifico e se il contenuto cifrato supera una verifica di integrità crittografica tramite HMAC. Se la pagina viene aperta da uno scanner o in una sandbox (gli ambienti virtuali usati dagli analisti di sicurezza) il payload non si attiva e la pagina mostra semplicemente una schermata vuota, rendendo l'attacco invisibile agli strumenti di analisi.

Quando invece tutte le condizioni vengono soddisfatte, viene mostrata un'interfaccia a schermo intero. Da questo momento, ogni clic, ogni passaggio a schermo intero e ogni ricaricamento della pagina fa scattare suoni di allarme. Non c'è alcun danno reale al computer, ma l'insieme di questi effetti – visivi, sonori e interattivi – crea una convincente illusione di crash del sistema.

Se l'utente cerca di esaminare la pagina con gli strumenti per sviluppatori del browser, CypherLoc risponde avviando un ciclo continuo di ricaricamento degli asset, riavvio dei flussi multimediali e ricalcoli del layout, mandando in tilt il browser e rafforzando l'impressione che qualcosa di grave stia realmente accadendo. L'unica via d'uscita apparente è il numero di supporto tecnico ben visibile sullo schermo. Chi lo chiama trova dall'altra parte un truffatore che finge di essere un operatore Microsoft, pronto a completare l'inganno cercando di estorcere denaro.

Lo schema dell’attacco CypherLoc. Credit: Barracuda Research.
Come difendersi dalla truffa del browser bloccato
Difendersi da questo tipo di attacco presuppone l’uso sia di strumenti tecnici adeguati, sia di una buona dose di consapevolezza. Sul fronte tecnologico, è fondamentale dotarsi di soluzioni anti-phishing efficaci, affiancate da sistemi di sicurezza per la navigazione Web e per la protezione dei dispositivi connessi alla rete.

Sul fronte puramente psicologico, la regola più importante è quella di ignorare presunti avvisi di sicurezza che bloccano il browser, chiedono di telefonare a un numero di assistenza o richiedono l’invio di dati personali (come quelli di una carta di credito o di debito) per risolvere il problema.

Corso x utilizzo della stampa 3D
20/04/2026

Corso x utilizzo della stampa 3D

20/11/2025

La Questura informa:
Si sono riscontrati anche nella nostra provincia dei casi di tentativi di phishing mediante false telefonate in cui l’interlocutore finge di essere un operatore bancario o finanche un operatore delle forze dell’ordine. Per evitare di incappare in spiacevoli episodi, che possono comportare perdite patrimoniali, vi forniamo, ancora una volta, qualche informazione e delle semplici raccomandazioni.
Il primo pericolo è costituito dal phishing: l’utente riceve una chiamata o un messaggio via sms, che pur provenendo da utenze utilizzate dai criminali, sembra giungere dai numeri normalmente utilizzati dal proprio istituto bancario di riferimento, da un ente pubblico, e finanche dagli Uffici di Polizia. Ciò è possibile grazie alla tecnica c.d. dello “Spoofing”, che consente ai malfattori di effettuare delle telefonate in modalità “voice over IP” (VOIP), tecnica che consente di scegliere il numero che apparirà sul display della vittima chiamata o destinataria dell’SMS. In questo modo anche un messaggio che non proviene realmente da un determinato ente, viene erroneamente riconosciuto come tale dallo smartphone e si inserisce nella conversazione già in corso, così inducendo in errore il destinatario circa la sua apparente genuinità. Nella comunicazione l’utente viene informato di un fantomatico accesso non autorizzato al proprio conto corrente, profilo contributivo, eccetera, con conseguente movimentazione di denaro o compimento di operazioni non autorizzate; egli viene quindi invitato a comunicare tutti i codici univoci che riceve sul dispositivo, questa volta inviati realmente dall’ente di riferimento, perché nel frattempo i criminali stanno cercando di compiere alcune operazioni da remoto sugli account del malcapitato, in relazioni alle quali tuttavia necessitano di ricevere la “one time password” per finalizzare la frode. Nei casi più subdoli, la truffa viene perpetrata attraverso una falsa chiamata da parte della Polizia, in cui viene paventata la falsa necessità di procedere alla messa in sicurezza di una carta di credito o di debito, a seguito di un altrettanto falso blocco cautelativo della stessa. In altri casi, ancora, viene invece richiesto al malcapitato di spostare direttamente i propri fondi bancari presso altri conti correnti, per mettere in sicurezza il denaro, dietro la promessa che ne rientrerà subito nella piena disponibilità. La normale condizione di soggezione, paura, o ansia di essere realmente oggetto di un attacco da parte di ignoti porta i malcapitati a seguire pedissequamente le indicazioni, così cadendo nel phishing.
La Polizia di Stato consiglia, in questi casi, di:
• diffidare di chi, spacciandosi per un operatore bancario o delle Forze dell’ordine, richiede di comunicare OTP, password, o di eseguire bonifici verso altri conti. Nessun’azienda o soggetto pubblico richiederà mai tali informazioni all’utente. In caso di dubbi, è opportuno non cliccare sui link eventualmente forniti ma fare accesso al proprio profilo di gestione online attraverso la digitazione autonoma del nome del sito internet e inserimento delle relative credenziali, così da constatare eventualmente la presenza di comunicazioni nella propria area riservata.
• nel caso si riceva la chiamata di un soggetto che si presenta come appartenente ad una Forza di Polizia, si consiglia di richiedere il nome il grado e la forza di polizia di appartenenza della persona e riattaccare; ricercare quindi il numero di telefono reperibile in Rete della forza di polizia chiamante, comporlo e chiedere di parlare con il nome dato dal precedente interlocutore.

08/06/2025
02/05/2025

MAIL GOOGLE CON APP TERZE PARTI - TIPO OUTLOOK
LA Transizione da app meno sicure a OAuth
A partire dal 14 marzo 2025, tu e i tuoi utenti dovrete utilizzare OAuth con app di terze parti per accedere a Gmail, Google Calendar e Contatti Google. OAuth è un metodo di accesso più sicuro. Non utilizzerai più una password per l'accesso (ad eccezione delle password per le app). Google sta disattivando l'accesso alle app meno sicure, ovvero le app non Google che possono accedere agli Account Google con un nome utente e una password (autenticazione di base). L'utilizzo dell'autenticazione di base rende gli account più vulnerabili ai tentativi di accesso da parte di utenti malintenzionati.

Utilizza questo articolo per aiutare la tua organizzazione, gli utenti e gli sviluppatori di app a eseguire la transizione da servizi e app meno sicuri a OAuth.

Tempistiche della transizione
Estate 2024

Se tu o i tuoi utenti tentate di connetterti a un'app meno sicura per la prima volta, questa operazione non verrà resa possibile. Questa limitazione include le app di terze parti che utilizzano ancora l'autenticazione di base, come CalDAV, CardDAV, IMAP, SMTP e POP, per accedere a Gmail, Google Calendar e Contatti. Se non stai tentando di connetterti per la prima volta, potrai continuare a utilizzare le app finché non verranno disattivate.
Nella Console di amministrazione Google, non potrai accedere all'impostazione di attivazione e disattivazione per le app meno sicure.
Gli utenti non potranno attivare o disattivare IMAP nelle impostazioni di Gmail.
14 marzo 2025

L'accesso alle app meno sicure verrà disattivato per tutti gli Account Google.
CalDAV, CardDAV, IMAP, SMTP e POP non funzioneranno più con le password precedenti (autenticazione di base).
Google Sync: nell'ambito della transizione a OAuth, anche Google Sync verrà ritirato perché non utilizza OAuth per l'autenticazione:

Estate 2024: i nuovi utenti non potranno connettersi al proprio Account Google utilizzando Google Sync.
14 marzo 2025: gli utenti esistenti di Google Sync non potranno connettersi al proprio Account Google utilizzando Google Sync.
Per le date esatte, consulta il blog degli aggiornamenti di Google Workspace.
Che cosa devi fare
Per continuare a utilizzare un'app specifica con il proprio Account Google, gli utenti della tua organizzazione devono passare a un tipo di accesso più sicuro denominato OAuth. OAuth consente alle app di accedere agli account con una chiave digitale anziché richiedere agli utenti di inserire il nome utente e la password.

Ti consigliamo di condividere le istruzioni di questo articolo con gli utenti per aiutarli ad apportare le modifiche necessarie. Se la tua organizzazione utilizza strumenti personalizzati, chiedi allo sviluppatore dello strumento di aggiornarlo in modo che utilizzi OAuth. Di seguito in questa pagina sono riportate anche le istruzioni per gli sviluppatori.

Se la tua app non supporta OAuth, dovrai passare a un'app che offre OAuth oppure contattare il fornitore e chiedere di aggiungere OAuth come metodo per collegare i tuoi Account Google gestiti. Per ulteriori informazioni, vedi Controllare l'accesso alle app meno sicure.

Configurazioni dei dispositivi mobilI
Se la tua organizzazione utilizza la gestione dei dispositivi mobili per configurare i profili IMAP, CalDAV, CardDAV, POP o Microsoft Exchange ActiveSync (Google Sync), questi servizi verranno ritirati secondo le tempistiche indicate di seguito:

Estate 2024: il push degli account IMAP, CalDAV, CardDAV, POP ed Exchange ActiveSync (Google Sync) basati su password con la gestione dei dispositivi mobili non funzionerà per i clienti che si connettono per la prima volta. Se utilizzi la gestione degli endpoint Google, non potrai attivare il push personalizzato della configurazione per CalDAV e CardDAV.
Autunno 2024: il push degli account IMAP, CalDAV, CardDAV e POP basati su password con la gestione dei dispositivi mobili non funzionerà più per gli utenti esistenti. Dovrai eseguire il push di un account utente utilizzando il tuo provider di gestione dei dispositivi mobili, che aggiungerà di nuovo i tuoi account utente ai dispositivi iOS utilizzando OAuth. Se utilizzi la gestione degli endpoint Google, Push personalizzato della configurazione: CalDAV e Push personalizzato della configurazione: CardDAV non funzioneranno più. Per ulteriori dettagli su queste impostazioni, vai a Configurazioni account.
Autunno 2024: i push della gestione dei dispositivi mobili di Exchange ActiveSync (Google Sync) basati su password non funzioneranno più per gli utenti esistenti. Dovrai eseguire il push di un account utente utilizzando il tuo provider di gestione dei dispositivi mobili, che aggiungerà di nuovo i tuoi account utente ai dispositivi iOS utilizzando OAuth. Per maggiori dettagli, vedi Applicare impostazioni per i dispositivi iOS.
Nota: il push automatico della configurazione, che utilizza OAuth, continuerà a funzionare.

Altre app meno sicure
Per qualsiasi altra app meno sicura, chiedi allo sviluppatore dell'app in uso di iniziare a supportare OAuth.

Scanner e altri dispositivi
Nel caso di scanner o altri dispositivi che utilizzano SMTP o app meno sicure per l'invio di email, puoi utilizzare una delle seguenti opzioni:

Configura il dispositivo in modo che utilizzi OAuth.
Utilizza un modo alternativo per scansionare o inviare un'email dal dispositivo.
Configura una password per l'app da utilizzare con il dispositivo.
Suggerimento: se sostituisci il dispositivo, cercane uno che invia i messaggi email utilizzando OAuth.

Condividere queste informazioni con gli utenti
Utenti con un'app che accede al proprio Account Google gestito solo con un nome utente e una password: invitali a seguire queste istruzioni per passare a un metodo più sicuro in modo che possano continuare ad accedere alla propria email, al calendario e ai contatti.

Se gli utenti non intraprendono una delle azioni riportate di seguito, quando l'accesso ad app meno sicure viene disattivato, riceveranno un messaggio di errore che indica che la loro combinazione nome utente-password non è corretta.

Email
Utenti di Microsoft Outlook 2016 autonomo o versioni precedenti: passa a Microsoft Office 365 (una versione di Outlook basata sul web) oppure ad Outlook per Windows o Mac, che supportano entrambi i formati Accesso OAuth. In alternativa, puoi configurare Google Workspace Sync per Microsoft Outlook (GWSMO) per la tua organizzazione. Per maggiori dettagli, vedi Prepararsi e installare GWSMO.
Utenti di Mozilla Thunderbird o di un altro client di posta: rimuovi il tuo Account Google, aggiungilo di nuovo e configuralo per l'utilizzo di IMAP con OAuth.
Utenti dell'app Mail su iOS o macOS o Outlook per Mac: se utilizzi solo una password per accedere:
Elimina e aggiungi nuovamente il tuo Account Google.
Fai clic su Accedi con Google per utilizzare automaticamente OAuth.
Calendar
Se utilizzi un'app che utilizza CalDAV basato su password per concedere l'accesso al tuo calendario, passa a un metodo che supporta OAuth. Ti consigliamo di usare l'app Google Calendar (disponibile per Android, web e iOS) come app sicura da utilizzare con il tuo Account Google. Per saperne di più, vai ad Accedere a Calendar.
Se il tuo Account Google è collegato all'app di calendario in iOS o MacOS e utilizza solo una password per accedere:
Rimuovi e aggiungi nuovamente il tuo account al dispositivo.
Fai clic su Accedi con Google per utilizzare automaticamente OAuth.
Per saperne di più, vedi Aggiungere eventi di Google Calendar al Calendario Apple.

Contatti
Se il tuo Account Google sincronizza i contatti con iOS o macOS tramite CardDAV e utilizza solo una password per accedere:
Rimuovi e riaggiungi il tuo account.
Fai clic su Accedi con Google per utilizzare automaticamente OAuth.
Per ulteriori informazioni, vai a Sincronizzare Contatti Google con il dispositivo mobile o il computer.

Se il tuo account Google Workspace sincronizza i contatti con qualsiasi altra piattaforma o app tramite CardDAV e utilizza solo una password per accedere, passa a un metodo che supporti OAuth.
Condividere queste informazioni con gli sviluppatori di app
Per mantenere la compatibilità con gli Account Google, aggiorna la tua app in modo che utilizzi OAuth 2.0 come metodo di connessione. Per iniziare, vai a:

Utilizzare OAuth 2.0 per accedere alle API di Google
OAuth 2.0 per app mobile e desktop.
Eseguire la transizione da Google Sync
Google Sync non supporta OAuth, pertanto i dati della tua organizzazione risultano meno sicuri. Per eseguire la transizione degli utenti e disattivare Google Sync, segui le istruzioni riportate in Eseguire la transizione della tua organizzazione da Google Sync.

09/01/2025


Nobuginformatica sita in Pozzallo Viale Papa Giovanni XXIII n° 83 offre dal 1997 servizi di vendita ed assistenza Informatica, un punto di riferimento nel territorio, con professionalità e serietà.

17/12/2024

Quando scegliere Intel Core:

Per i giochi, la soluzione più conveniente sarà probabilmente una CPU Intel Core di 14a generazione. Per i carichi di lavoro pesanti come il rendering 3D, l’editing video e così via, la situazione è simile: puntate su un Intel Core.

Se si lavora professionalmente con modelli AI, l’Intel Core di 14a generazione è ancora una volta la scelta migliore se abbinato a una GPU dedicata.

Quando scegliere Intel Core Ultra:

Se si prevede di utilizzare il portatile per attività di AI “di base” (come l’utilizzo delle funzionalità AI integrate in Windows), le CPU Core Ultra 2 sono una scelta solida.

Per le attività di tutti i giorni, le CPU Core Ultra sono anche la scelta migliore, in quanto sono più efficienti dal punto di vista energetico pur essendo potenti. Inoltre, se siete alla ricerca di un portatile con una lunga durata della batteria, le CPU Core Ultra sono la scelta migliore in questo momento. Non è un caso che il miglior portatile della nostra Top 50 dei portatili con la migliore durata della batteria sia un Core Ultra.

Indirizzo

Viale Papa Giovanni XXIII, 83
Pozzallo
97016

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00

Sito Web

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