14/04/2026
Sabato 18 aprile 2026 alle ore 18.30, presso il Civico 23 No Profit Art Space di Salerno, inaugura la mostra personale di Antonio Petti, curata da Cristina Tafuri ed intitolata “Opere”, un percorso espositivo che, come una piccola antologica, restituisce al pubblico una visione ampia e coerente della ricerca dell’artista attraverso dipinti, chine e ventidue busti in ceramica realizzati presso la manifattura Vietri Scotto di Molina. Petti è, prima di tutto, un disegnatore: il disegno rappresenta il suo mezzo espressivo privilegiato, una vocazione emersa quasi d’istinto fin dalla giovinezza a Napoli, che si è sviluppata nel tempo con una coerenza rara, mantenendo sempre al centro il segno come strumento di indagine e di tensione verso il reale.
Il segno di Petti non si limita a descrivere, ma interviene con forza sull’immagine, deformandola, corrodendone la superficie per portare alla luce un significato più profondo e nascosto. La sua opera si colloca fuori da ogni intento realistico: le figure emergono attraverso profili lineari e campiture scure, acquisendo corpo per sottrazione. Petti costruisce una sorta di teatro dell’esistenza, in cui la società contemporanea appare come una rappresentazione ambigua, segnata da rituali e comportamenti che rivelano una dimensione profondamente artificiale.
Questa visione si intreccia con il suo impegno politico e sociale, maturato nella militanza nel Partito Comunista Italiano, e trova espressione anche nella produzione illustrata, dai lavori per il Vangelo di Luca con testo di Dario Micacchi fino alle interpretazioni di Masaniello e Pinocchio, quest’ultimo riletto in chiave oscura e disincantata. Nel corso degli anni, tuttavia, Petti affianca al disegno la pittura, segnando un’evoluzione significativa del suo linguaggio: nei dipinti la tensione polemica si attenua e lascia spazio ad una dimensione più sospesa e contemplativa, in cui le figure abitano paesaggi dai toni morbidi e sfumati – verdi, azzurri, viola, rosa – evocando atmosfere quasi fiabesche. Qui non c’è più il grido, ma un silenzio denso, una presenza umana che si impone con discrezione, costruita attraverso stratificazioni cromatiche e ampie spatolate che conferiscono ritmo e profondità all’immagine.
Il nucleo più recente e significativo della mostra è rappresentato dai busti in ceramica, nei quali il segno grafico si traduce in forma tridimensionale. Queste opere, bianche, compatte, segnate da linee nere essenziali che definiscono i volti, instaurano un dialogo diretto con lo spazio, occupandolo e delimitandolo allo stesso tempo. Non cercano effetti luminosi, ma costruiscono una presenza concreta e silenziosa, amplificata dal fatto che ogni busto è lavorato su entrambi i lati, raddoppiando la percezione e la relazione con l’osservatore. Il volto, tema unico e ricorrente, diventa così un linguaggio universale attraverso cui Petti continua ad interrogare l’uomo, la sua identità e la sua interiorità, sintetizzando in queste forme essenziali il nucleo più profondo della propria ricerca.
La mostra “Opere”, visitabile fino al 2 maggio 2026 dal martedì al sabato dalle 18.00 alle 20.00, si configura dunque come un’occasione preziosa per attraversare l’universo visivo di Antonio Petti, cogliendone la coerenza, l’evoluzione e la capacità di tenere insieme segno, materia e pensiero in un linguaggio immediato ,ma profondamente stratificato.