Ljuba Daviè - Web Design

Ljuba Daviè - Web Design WordPress Web Designer Web Designer & Social Media Manager

Substack è ovunque in questo momento. E lo capisco, perché la frustrazione verso le piattaforme che già usiamo è reale.M...
28/07/2026

Substack è ovunque in questo momento. E lo capisco, perché la frustrazione verso le piattaforme che già usiamo è reale.

Ma ogni volta che vedo una migrazione di massa verso uno strumento nuovo, mi viene la stessa domanda: stiamo scegliendo o stiamo scappando?
Succedeva con Clubhouse, è successo con Threads.

Non ho nulla contro Substack. Ho però qualcosa contro l'idea che cambiare posto risolva un problema che non abbiamo ancora messo a fuoco.

Se ci stai pensando, o se l'hai già fatto, mi interessa sapere com'è andata. Cosa hai trovato? Cosa ti manca?

Se il 2027 è l'anno in cui vuoi rifare il tuo sito, non aspettare settembre per scrivermi.Forse luglio ti sembra presto....
23/07/2026

Se il 2027 è l'anno in cui vuoi rifare il tuo sito, non aspettare settembre per scrivermi.

Forse luglio ti sembra presto. In realtà è esattamente il momento giusto.

Un sito web non nasce quando installo WordPress. Nasce molto prima: da una strategia, da una struttura pensata con cura, da contenuti che hanno qualcosa da dire e da un progetto costruito intorno al tuo lavoro.

È per questo che pianifico con molti mesi di anticipo.

Ogni anno seguo un numero limitato di progetti. Non perché voglia creare scarsità, ma perché è l'unico modo che conosco per fare bene il mio lavoro e dedicare a ogni cliente il tempo che merita.

Se sai già che il 2027 sarà l'anno in cui vorrai rifare il tuo sito o realizzarne uno nuovo, non aspettare l'autunno.
Questo è il momento di prenotare il tuo posto.

Scrivimi per fissare una call conoscitiva gratuita: parleremo del tuo progetto, dei tuoi obiettivi e capiremo insieme se sono la professionista giusta per accompagnarti.

Apri WordPress.Vai su Utenti → Aggiungi nuovo.Compili nome, email, password.Poi arrivi all'ultimo campo.Ruolo.Apri il me...
21/07/2026

Apri WordPress.
Vai su Utenti → Aggiungi nuovo.
Compili nome, email, password.
Poi arrivi all'ultimo campo.
Ruolo.
Apri il menu a tendina, lo guardi un paio di secondi e pensi:
"Vabbè... Amministratore, tanto mi fido."

Se ti è capitato, sappi che sei in ottima compagnia.
È una scelta molto comune. Ma, nella maggior parte dei casi, non è quella giusta.
Il punto non è quanto ti fidi della persona a cui stai dando accesso.
Il punto è un altro.

Una copywriter non ha bisogno di installare plugin.
Una SEO non deve necessariamente modificare le impostazioni del sito.
Chi gestisce il tuo e-commerce non ha bisogno di avere il controllo completo di WordPress.

Ogni professionista dovrebbe avere tutti i permessi necessari per svolgere il proprio lavoro.
MA SOLO QUELLI!

È una piccola attenzione che rende il sito più sicuro, riduce il rischio di modifiche involontarie e ti permette di gestire gli accessi in modo molto più ordinato.

Sul blog ho pubblicato una guida completa ai ruoli utente di WordPress e WooCommerce.
Trovi una panoramica di tutti i ruoli, le differenze tra uno e l'altro e tanti esempi pratici per capire quale assegnare in base alla persona che deve accedere al tuo sito: https://www.ljuba.it/blog/ruoli-utente-wordpress/

Mentre scrivevo l'articolo da cui nasce questo carosello, mi sono accorta di una cosa.All'inizio continuavo ad aggiunger...
07/07/2026

Mentre scrivevo l'articolo da cui nasce questo carosello, mi sono accorta di una cosa.
All'inizio continuavo ad aggiungere pezzi. Un'altra riflessione. Un altro esempio. Un altro paragrafo.
Poi, rileggendolo, ho iniziato a fare l'operazione opposta: togliere.

Ogni volta che trovavo due paragrafi che dicevano la stessa cosa, ne eliminavo uno. Ogni volta che una riflessione non faceva davvero avanzare il ragionamento, la cancellavo.

Mi sono resa conto che stavo facendo esattamente quello di cui parla l'articolo.
Perché il problema non è sempre quello che manca.
Molto spesso è il modo in cui guardiamo quello che c'è già.

Credo che succeda anche nel nostro lavoro.
Ci convinciamo che un progetto cresca quando aggiungiamo un nuovo articolo, un nuovo post, una nuova newsletter, un nuovo servizio.
Molto più raramente ci fermiamo a chiederci se stiamo dando abbastanza valore a tutto quello che abbiamo già costruito.

È una riflessione che mi accompagna spesso e che mi sta facendo cambiare il modo in cui organizzo la mia comunicazione.

Non smetterò di creare nuovi contenuti. Ma voglio imparare a prendermi molta più cura di quelli che esistono già.

Se questo tema ti risuona, ho approfondito tutta la riflessione nel nuovo articolo del blog. Lo trovi qui: https://www.ljuba.it/blog/trappola-produzione-continua/

E sono davvero curiosa di leggere la tua esperienza: ti è mai capitato di dedicare tantissimo tempo a creare qualcosa e poi passare subito oltre, come se avesse già esaurito il suo compito?

Ci hanno convinte che un business deve essere scalabile. Io mi accontenterei che fosse abitabile.---Ci penso spesso, sop...
02/07/2026

Ci hanno convinte che un business deve essere scalabile. Io mi accontenterei che fosse abitabile.

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Ci penso spesso, soprattutto quando leggo consigli su come lavorare di più, crescere più in fretta, automatizzare tutto, essere sempre presenti.
Sono obiettivi legittimi.

Ma io ho smesso di inseguire questo tipo di crescita.
Fino a pochi anni fa la cosa più importante per me era migliorare il fatturato, dimostrare che stavo andando sempre avanti, FAR CRESCERE IL BUSINESS.

Ma ora mi concentro sempre più spesso su questa domanda: starò bene dentro questo lavoro anche tra dieci anni?

Perché un business lo abiti tutti i giorni.
Lo abiti il lunedì mattina, quando hai una settimana piena.
Lo abiti quando arrivano meno richieste del previsto.
Lo abiti quando sei piena di entusiasmo e quando fai fatica a trovarlo.
Lo abiti anche ad agosto, quando decidi di mettere in pausa la newsletter senza sentirti in colpa.

Per questo faccio fatica a credere nei business costruiti per reggere ritmi disumani.
Non perché penso che lavorare tanto sia sbagliato. Ma perché non voglio che la tenuta del mio lavoro dipenda dal fatto che io riesca, ogni giorno, a dare tutto quello che ho.

Preferisco costruire qualcosa che lasci spazio anche ai giorni normali. Quelli in cui non sono particolarmente brillante, produttiva o ispirata.
Perché, alla fine, è lì che passo gran parte della mia vita.

E forse è proprio questo, per me, il significato di un business sostenibile.
Non uno che mi chiede continuamente di resistere, ma uno in cui riesco a vivere bene.

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Se leggendo questo post hai pensato: "Ehi, ma anch'io!", allora credo che la mia newsletter possa piacerti.

È il luogo in cui questi ragionamenti trovano più spazio. Dove posso andare oltre i limiti di una caption, raccontare quello che succede davvero dietro al mio lavoro e condividere riflessioni che qui su Instagram finirebbero per perdersi.

Se ti va, trovi qui: https://www.ljuba.it/newsletter/

Alcune settimane fa una professionista mi ha scritto per un sito. A un certo punto della conversazione mi ha detto una c...
22/06/2026

Alcune settimane fa una professionista mi ha scritto per un sito. A un certo punto della conversazione mi ha detto una cosa che mi è rimasta in testa: "Non è che non so cosa voglio. È che non riesco mai a trovare il momento per sedermi e capirlo davvero."

Non stava parlando del sito. Stava parlando di come stava lavorando. Di quanto fosse difficile ritagliarsi anche solo uno spazio di pensiero in mezzo a tutto il resto.

Questo carosello nasce da quella conversazione. Dai segnali che vedo ripetersi e che spesso vengono scambiati per problemi di organizzazione o mancanza di strategia quando in realtà raccontano qualcosa di diverso: un livello di saturazione che non si risolve aggiungendo un altro strumento o un altro metodo.

Se ti ritrovi in uno di questi punti, mi farebbe piacere sapere quale. Scrivimelo nei commenti.

Molte professioniste con cui mi confronto sono convinte di avere un problema di strategia.Pensano di non sapere abbastan...
18/06/2026

Molte professioniste con cui mi confronto sono convinte di avere un problema di strategia.
Pensano di non sapere abbastanza, di non avere ancora trovato il metodo giusto o di aver bisogno di un'altra formazione prima di poter fare il passo successivo.

Poi però. se approfondisco, emerge un'altra realtà: hanno già seguito corsi e hanno già letto libri. Hanno già ascoltato podcast e salvato decine di contenuti. Hanno già strumenti che utilizzano al dieci per cento delle loro possibilità: Notion, Trello, ChatGPT, Canva, MailerLite, Substack e molto altro.

Eppure continuano a cercare.

Non perché siano superficiali o inconcludenti. Al contrario. Spesso sono donne attente, scrupolose, che vogliono fare le cose con cura.

Il problema è che internet ci ha abituate all'idea che esista sempre qualcosa che ancora non sappiamo. Una piattaforma da aprire, un canale da presidiare, una strategia da implementare, un aggiornamento da inseguire.

Così finiamo per passare mesi ad accumulare informazioni mentre le cose che potrebbero davvero fare la differenza restano ferme.

La newsletter che volevamo inviare.
La pagina servizi che dobbiamo aggiornare.
Quel progetto che continuiamo a rimandare perché non ci sentiamo ancora abbastanza pronte.

Spesso penso che non ci manchi la chiarezza. Ci manca silenzio.
Abbastanza silenzio da riuscire a distinguere ciò che è importante da ciò che è semplicemente rumoroso.

Sono curiosa di sapere se succede anche a te.

Qual è quella cosa importante che continui a rimandare mentre raccogli altre informazioni?

Stai per installare il plugin sbagliato sul tuo sito.WooCommerce ed Easy Digital Downloads sembrano simili ma nascono co...
16/06/2026

Stai per installare il plugin sbagliato sul tuo sito.

WooCommerce ed Easy Digital Downloads sembrano simili ma nascono con filosofie diverse. Scegliere quello sbagliato significa ore di configurazione inutile e, nei casi peggiori, ricostruire tutto da capo.

Nel carosello ti spiego la differenza che conta davvero: non quella tecnica, quella pratica. Quella che scopri quando apri il tuo sito ogni giorno. Trovi anche la domanda che faccio sempre alle mie clienti prima di toccare qualsiasi plugin e che cambia tutto.

Guida completa con casi reali nel mio ultimo articolo del blog → https://www.ljuba.it/blog/woocommerce-o-easy-digital-downloads/

Tu cosa vendi dal tuo sito? Dimmelo nei commenti.

Hai presente quando arriva una mail e ancora prima di aprirla senti già il corpo irrigidirsi? Quando leggi un messaggio ...
09/06/2026

Hai presente quando arriva una mail e ancora prima di aprirla senti già il corpo irrigidirsi? Quando leggi un messaggio e inizi automaticamente a pensare:
“Oddio, cosa ho sbagliato?” Anche se magari… non hai sbagliato niente.

Nel lavoro freelance succede spesso perché lavoriamo con persone, aspettative, ansie, soldi, urgenze e fragilità.
E a volte finiamo per credere che essere professionali significhi essere sempre disponibili, sempre accomodanti, sempre pazienti.

Ma non è così!

Professionalità non significa lasciare che tutto ti venga buttato addosso.
Significa comunicare bene, mettere confini chiari e riuscire a restare presenti senza assorbire ogni tensione del cliente.

Il mio ultimo blog post nasce da anni di esperienza, errori, sensi di colpa inutili e conversazioni difficili gestite male… prima di imparare a gestirle meglio.

Ci ho raccolto dentro esempi concreti, frasi utili, strategie pratiche e riflessioni che avrei voluto leggere anch’io quando ho iniziato.

Soprattutto se lavori nel digitale, secondo me è uno di quegli argomenti di cui si parla ancora troppo poco.

L’articolo completo è sul mio blog -> https://www.ljuba.it/blog/come-gestire-clienti-difficili-da-freelance/

Il problema non è il cliente, ma che non hai un filtro.Quante volte hai accettato un progetto con qualche dubbio, una st...
03/06/2026

Il problema non è il cliente, ma che non hai un filtro.
Quante volte hai accettato un progetto con qualche dubbio, una strana sensazione, e poi hai passato mesi a gestire tensioni, richieste impossibili e aspettative irrealistiche?

Succede quando salti il primo step: capire davvero con chi stai per lavorare.

Un questionario iniziale può evitarti da mesi di inferno.
E no, non deve essere per forza un questionario creato con Google Moduli. Le domande che vedi nel carosello io le mando in risposta alla mail di primo contatto. L'importante è farle e ascoltare davvero le risposte.

Scorri il carosello. Trovi le 5 domande che uso io e soprattutto, cosa rivelano davvero su chi hai davanti.
. .

Ora tocca a te: quale domanda fai TU al primo contatto con un nuovo cliente? Scrivila nei commenti, voglio sapere come filtri tu.

Indirizzo

Pinerolo

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