05/04/2026
🔴 Circumvesuviana, odissea di Pasqua: il biglietto da visita che non vogliamo più mostrare
Non è più una notizia, è una ferita aperta. Quello che doveva essere il sabato del rilancio, il weekend di Pasqua che vede la Campania al centro delle mappe turistiche mondiali, si è trasformato nell'ennesima caporetto dei trasporti. Stamattina, la linea Napoli-Sorrento non ha offerto un servizio, ma un sequestro di persona collettivo.
Tutto inizia nelle prime ore del mattino: un guasto meccanico blocca il treno in partenza da Napoli. Da lì, l’effetto domino è spietato. Migliaia di turisti, carichi di valigie e aspettative, si sono ritrovati ammassati su banchine roventi, prigionieri di un'attesa senza fine. Il colmo dell’assurdo? Anche il treno sostitutivo, inviato per tamponare l'emergenza, si è arreso a un guasto tecnico.
Parlare di "imprevisto" oggi è impossibile, quasi offensivo. Siamo di fronte a una crisi strutturale che non risparmia nessuno: dai pendolari che ogni giorno combattono per il diritto alla mobilità, ai visitatori che scelgono Pompei e Sorrento e si ritrovano catapultati in un sistema da terzo mondo. Mentre il mondo continua a innamorarsi della nostra terra, le istituzioni locali sembrano incapaci di proteggere questa bellezza. Un territorio che ambisce a standard internazionali non può reggersi su binari fragili e mezzi obsoleti. Le responsabilità, accumulate in anni di gestione miope, sono ormai evidenti a chiunque provi a obliterare un biglietto.
Il danno non è solo nel ritardo accumulato o nel biglietto rimborsato. Il vero costo è l'immagine del territorio che questi turisti porteranno a casa. Ogni selfie scattato su una banchina sovraffollata e ogni post di protesta sui social è un colpo alla reputazione della . Non possiamo più permetterci di accogliere il mondo con la rassegnazione. La Circumvesuviana non è solo un treno: è il termometro della nostra civiltà. E oggi, quel termometro segna una temperatura critica che non può più essere ignorata.