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Innovazione ufficio Scegli un professionista, non un gestore. Questo ciò in cui crediamo quando realizziamo un progetto d

25/11/2021

Il futuro lo creiamo oggi a partire dall'autoproduzione dell'energia, attraverso impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo.

Forse in futuro le automobili elettriche saranno tutte in sharing e si guideranno da sole.

Di sicuro, oggi l’elettrico si candida a essere un punto di riferimento valido, comodo, accessibile e in grado di competere complessivamente con tutte le motorizzazioni più tradizionali.

Ma come sta cambiando la mobilità?

E se fosse già cambiata più di quanto siamo abituati a pensare?

La batteria della macchina è il polmone della smart grid.
L’efficienza dell’elettrico è massima se l’energia utilizzata è prodotta da fonti rinnovabili e se quindi si riesce ad ovviare all’instabilità di sole e vento.

In futuro l’energia sarà auspicabilmente distribuita con reti intelligenti, rappresenterà un sistema pulsante in cui tutti, a seconda dei momenti e delle necessità, potranno immettere energia oppure richiederla.

Si tratta della smart grid: una rete elettrica capace di regolare, monitorare e armonizzare i flussi di energia più o meno automaticamente.

In questo disegno automobili ed edifici rappresentano altrettanti elementi di flessibilità del sistema, dei punti di accumulo in grado di rilasciare energia quando non utilizzati.

Ad esempio, la nostra macchina elettrica, oppure la batteria del nostro impianto Fotovoltaico, nei momenti di non utilizzo, può essere connessa alla rete per cedere energia.
Se qualcuno ne ha necessità, lo smart grid mette in collegamento il veicolo, quasi fosse un accumulatore, con altri apparecchi, ad esempio anche un elettrodomestico del vicino di casa. L’intelligenza artificiale prende e contabilizza l’energia ricavata dalla batteria della mia macchina, o del mio accumulo quasi fosse un polmone, come un vero elemento di flessibilità del sistema elettrico.
(Fonte: CorSera)

Tanti auguri per i 20 anni di anniversario. Professionalità, passione e fiducia, sono gli elementi che contraddistinguon...
16/11/2021

Tanti auguri per i 20 anni di anniversario. Professionalità, passione e fiducia, sono gli elementi che contraddistinguono la vostra azienda ! Grande team con un gran capitano !

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30/10/2021

Il gruppo territoriale Umbria nasce nel 2021 per dare supporto alle attività di Still I Rise.

23/10/2021
19/10/2021

CONSULENTE SERVIZI AZIENDALI.
L'offerta è rivola ad agenti di commercio, consulenti IT liberi professionisti, possessori di partita iva che hanno interesse di supportare le aziende in merito ai servizi di telecomunicazione, energy e finanza agevolata.
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10/10/2021

AUMENTI LUCE E GAS: cosa sta succedendo ?

Dall’inizio di luglio assistiamo a un aumento vertiginoso del prezzo del gas naturale (dai 28 euro a MWh della fine del giugno 2021 ai 115 euro a MWh al momento in cui sto scrivendo questo editoriale, pomeriggio del 5 ottobre). L’aumento del prezzo del gas naturale fa esplodere il prezzo dell’energia elettrica, che è ancora in larga parte prodotta con questa materia prima.

Quali sono le cause che spiegano questo vertiginoso aumento di prezzo, e che riflessioni fare su questa che possiamo tranquillamente definire come ‘la crisi del gas naturale’?

Diversi sono i fattori che hanno contribuito all’aumento del prezzo del gas naturale e dell’energia in generale negli ultimi mesi. Vi sono cause che potremmo definire transitorie e congiunturali, altre che invece appaiono più strutturali. Cerchiamo di analizzarle entrambe con ordine.

Certamente dopo un sensibile rallentamento delle attività economiche dovuto alla pandemia da coronavirus, la ripresa possente delle industrie e dei servizi in varie aree del mondo ha determinato un rapido aumento della domanda di materie prime e di energia. Tale crescita possente e rapida della domanda ha dovuto fare i conti con i ritardi dell’offerta principalmente imputabili al rallentamento delle produzioni e delle manutenzioni causato dalla pandemia.

In questo contesto soffrono molto di più i paesi e le aree del mondo che non dispongono di materie prime e di fonti di energia. Ciò accade per l’Europa e per l’Asia in generale, dove la fame più grande è quella cinese per le dimensioni di quella economia. Gli Stati Uniti d’America soffrono meno grazie alla produzione interna di gas e petrolio (soprattutto shale gas e shale oil, gas e petrolio estratti dalle rocce di scisto). Si pensi che in questo momento, rispetto al prezzo del gas in Europa che sta ballando tra i 115 e i 120 euro a MWh, il prezzo negli Usa è più basso di 95 euro!

L’Europa acquista l’80% del gas naturale di cui ha bisogno, circa 300 miliardi di metri cubi l’anno, dalla Russia e dall’Algeria; ma la Russia fa la parte del leone. Quindi l’Europa ha una tradizionale forte dipendenza dalla Russia che in questo periodo ha ridotto i flussi verso l’Europa a favore di quelli verso l’Asia. Non c’è solo questione di privilegiare il prezzo migliore: c’è anche molta geopolitica, ma su questo torneremo.

Inoltre problemi ai giacimenti del mare del Nord e il progressivo esaurimento di uno dei più importanti giacimenti di gas naturale in Europa, Groeninghen nei Paesi Bassi, stanno rendendo ancor più complicata la situazione.

Questo il sommario quadro delle cause che potremmo definire congiunturali all’interno delle quali spicca certamente la questione russa.

Fino a ieri la Russia è stata un affidabile fornitore di gas all’Europa, ma il ridotto livello delle forniture già dall’estate ha scatenato una serie di interrogativi sulle ragioni del comportamento russo, giustificato sempre ufficialmente non come una mancanza di volontà di fornire ma come causato soprattutto da problemi tecnico-produttivi imputabili alle conseguenze della pandemia. Inoltre Gazprom, il gigante russo del gas, sostiene che i prezzi del gas sono esplosi in Asia a causa del fatto che in molti paesi di quell’area si cerca di sostituire l’inquinante uso del carbone con quello molto meno inquinante del gas naturale. Fino a qualche settimana fa il governo cinese, avvicinandosi le olimpiadi invernali del febbraio 2022 che si svolgeranno in quel Paese, aveva ordinato lo spegnimento di molte centrali elettriche a carbone per ridurre l’inquinamento atmosferico, sostituendo quella produzione elettrica con quella di centrali turbogas.

Ma la tesi dei critici dei comportamenti russi sottolinea che l’ammontare complessivo delle forniture di gas russo verso l’Europa quest’anno è significativamente al di sotto del volume fornito pre-pandemia. In particolare Gazprom, pur rispettando le forniture legate ai contratti a lungo termine, ha ripetutamente disertato le aste relative allo spot market che normalmente danno al sistema liquidità e flessibilità. Il gas delle aste passa soprattutto per i gasdotti ucraini destinati ad essere sostituiti dal gasdotto North Stream 2 che collega direttamente Russia e Germania attraverso il Baltico. Il risultato della situazione è che gli stoccaggi di gas della Germania sono mezzi vuoti, il che espone quel Paese e l’intera Europa a una situazione che potrebbe diventare drammatica in caso di un inverno rigido.

A ben vedere il contrasto e probabilmente la spiegazione dei comportamenti russi sta proprio nella questione legata al North Stream 2, il gasdotto lungamente contestato dagli americani perché secondo loro produce troppa dipendenza europea dalla Russia. La proprietà di questo gasdotto, oltreché riferibile a molti operatori economici europei e in particolare tedeschi, è parzialmente nelle mani di Gazprom. Le regole europee, definite di unbundling, prevedono una netta separazione tra proprietà della produzione e proprietà della distribuzione, e si sono create tensioni per la richiesta formulata dai tedeschi a Gazprom di dismettere le loro quote di proprietà del North Stream 2, richiesta che Gazprom e la Russia non hanno alcuna intenzione di accettare.

L’uscita di scena di Angela Merkel, e il fatto che ci vorranno molti mesi per la formazione del nuovo governo tedesco, non facilitano di certo la situazione.

Oltre alle vicende congiunturali sopra elencate, a spiegare cosa sta succedendo al prezzo del gas vi sono anche alcune cause strutturali di lungo periodo che vanno attentamente analizzate.

La prima è certamente quella rappresentata dalla crescita economica e dal conseguente aumento di domanda interna di energia di molti Paesi produttori e esportatori nel bacino del Mediterraneo di gas naturale: Algeria ed Egitto prima di tutto. Tale crescita sempre di più si mangia una parte delle produzioni precedentemente destinate all’esportazione e di ciò si dovrà tener conto in futuro.

Altro elemento strutturale molto importante è rappresentato dalle politiche e dai comportamenti delle oil and gas companies. Queste aziende sono tutte impegnate in giganteschi processi di riconversione del loro business sempre più ‘criminalizzato’ dalle correnti ambientaliste, dalla maggioranza delle opinioni pubbliche e oggi anche dalle istituzioni finanziarie e dalle banche. Nell’atmosfera, spesso perfino estrema, del climate change e della decarbonizzazione l’investimento o è green o non è, nel senso che è proprio difficile reperire risorse finanziarie per sostenerlo. Le borse e le banche, che ben conoscono il momento di transizione di queste imprese, guardano con sospetto i bilanci delle oil company e si tranquillizzano solo se vedono cash flow positivi. Il combinato disposto di tutto ciò, pressioni ambientaliste e severità delle banche, fa sì che queste imprese non investano più in ricerca ed estrazione di petrolio e gas e ciò riduce sempre di più l’offerta disponibile.

Ciò a tutti gli effetti appare assurdo soprattutto per il gas naturale che è la vera risorsa energetica della transizione, che è molto meno inquinante del carbone, e per il quale esistono le tecnologie che consentono di usarlo per produrre energia elettrica senza conseguenze climatiche. Tali tecnologie si chiamano CCSU, carbon capture storage and utilization; ma l’estremismo ambientalista, che vuole tutto domani mattina, senza peraltro spiegare quale sarà l’energia che farà funzionare nei prossimi venti anni ospedali e sale operatorie, industrie e servizi, centri di calcolo e l’enorme mole dei devices digitali, criminalizza pure queste tecnologie perché consentono ancora per un po’ l’utilizzo del gas naturale.

Infine un ultimo elemento che sta diventando strutturale è la progressiva finanziarizzazione anche del mercato del gas, con la comparsa anche qui di futures. A fronte di un metro cubo di gas fisico ormai ne esistono molti altri (quanti? non si sa) di carta. Inoltre anche sul gas ormai esistono i cosiddetti CFD (contract for difference), strumenti finanziari derivati il cui utilizzo non comporta lo scambio fisico bensì prevede il pagamento in contanti della variazione di valore della materia prima alla scadenza del contratto. Come per gli altri future e, in genere per i derivati finanziari, i trader possono usare la leva finanziaria per cui un deposito limitato messo in garanzia consente di sottoscrivere contratti per un valore multiplo. Ciò fa sì che operazioni speculative in derivati e futures raggiungono numeri altissimi e riescono a influenzare i mercati e a determinare i prezzi di una materia prima, in questo caso del gas naturale.

La cosa un po’ assurda è che oggi i primi cinque operatori che stanno speculando sul prezzo del gas in Europa, visto che nel loro Paese non ci sono opportunità di questo tipo, sono Fondi statunitensi.

Appare sempre più ineludibile l’approvazione di nuove regole sulle attività finanziarie e speculative. L’Europa deve difendere se stessa e non può sottrarsi a questa responsabilità, e anche l’Italia deve dire la sua al riguardo.

Il rischio è che in assenza di interventi politici nei confronti della Russia e regolatori nei confronti della speculazione internazionale quella che abbiamo definito la crisi del gas diventi una crisi sistemica capace di mettere in difficoltà non soltanto le famiglie e l’industria ma anche le banche e le istituzioni finanziarie europee.

30/09/2021

DA SFRUTTARE L'INCENTIVO DEL 50% IN FATTURA !!!

Con il sole che abbiamo in Italia, un impianto fotovoltaico domestico può produrre un guadagno cumulato netto tra i 21 e i 32mila euro, ripagandosi da solo in circa 4 anni.

Mettere il fotovoltaico significa fare del bene alla comunità, riducendo l'importazione di energia dall'estero e abbattendo le emissioni di CO2 di oltre 1.300 kg all'anno.

A tuo parere, tra queste due opzioni, qual è il motivo principale per cui dovresti pensare di mettere il fotovoltaico a casa?

24/09/2021

Decreto contro il "caro bollette"

In pratica, il decreto – filtrato come bozza – prevede 2 miliardi di euro per ridurre gli oneri di sistema elettrici a 36 milioni di famiglie e 6 milioni di piccole imprese fino a 16,5 kW di potenza disponibile.

Si tratta della procedura utilizzata già a giugno, quando il governo ha stanziato in extremis 1,2 miliardi per tagliare questa voce che pesa sulla bolletta per oltre il 20% e dove entrano le componenti più diverse (dagli incentivi alle rinnovabili ai costi di smantellamento delle centrali nucleari).

Questa volta si è deciso di intervenire stanziando 3 miliardi, qualunque sia il rincaro finale.

Per agire sugli oneri di sistema, il governo ha stanziato 700 milioni di euro dei proventi delle aste dei permessi Ets (in pratica le tasse che le aziende pagano per inquinare e che sono aumentate vertiginosamente dopo il tumultuoso aumento dei prezzi della CO2) e altri 1,3 miliardi arriveranno dal trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali.

Sul fronte del gas, per tutti gli utenti (famiglie e imprese) l’Iva (oggi al 10 e al 22% a seconda del consumo) sarà portata al 5% e gli oneri di sistema azzerati grazie a 480 milioni di euro.

L’intervento assume però soprattutto una forte valenza sociale: il decreto interviene a vantaggio delle famiglie che già beneficiano del “bonus” luce e gas e che da luglio arriva in automatico in bolletta a chi ne ha diritto. Si tratta di 3 milioni di nuclei potenzialmente interessati, di cui 2,5 milioni anche per il gas.

Tutto ciò evidenzia come sia fondamentale scegliere un professionista che monitori costantemente i mercati, che conosco le agevolazioni previste per le varie categorie merceologiche, che rendiconti all'impresa il proprio operato.

Contattaci per un analisi delle tue utenze.
Fino a fine mese è ancora disponibile una tariffa con prezzi calmierati del mese di Maggio 2021.

21/09/2021

Quanto costa produrre energia ?

Produrre 1 kWh di energia elettrica con il fotovoltaico costa 3,7 centesimi di dollaro e con l’eolico 4,0.
Prezzi molto inferiori rispetto alle fonti non rinnovabili, dal momento che il carbone costa 11,2 centesimi per 1 kWh e il nucleare 16,3.

La fonte di questi dati è uno dei numerosi studi sull’argomento e cioè il Report globale annuale effettuato dalla banca d’affari americana Lazard, ripresi nel World nuclear industry report 2020.

Come si calcola il costo dell’energia?

Misurare i costi produttivi dell’elettricità in base alla fonte energetica non è un compito semplice. Tra le tante variabili di cui tenere conto, ci sono le spese di costruzione dell’impianto, le spese operative e di manutenzione, unite al costo della materia prima e all’aspettativa di vita dell’impianto di produzione. Infine lo smaltimento dei rifiuti prodotti.

Il sistema che gli operatori del settore utilizzano per stimare tali costi è il cosiddetto “costo livellato dell’energia” (Lcoe), un indice della competitività delle diverse tecnologie sulla base delle variabili elencate sopra.

Orgoglio umbro ! Qualità, design, innovazione e soprattutto passione !
14/09/2021

Orgoglio umbro !
Qualità, design, innovazione e soprattutto passione !

Disservizio Vodafone in corso. Limitato alla rete mobile 4GRegioni interessate principalmente Marche e Umbria. Al moment...
02/09/2021

Disservizio Vodafone in corso.
Limitato alla rete mobile 4G
Regioni interessate principalmente Marche e Umbria.
Al momento non si conoscono i tempi di ripristino del servizio.

Vi terremo aggiornati.

Panoramica in tempo reale dei problemi e delle interruzioni, con tutti i tipi di servizi. Sta avendo problemi? La aiutiamo a scoprire che cosa non va.

L'impianto nfotovoltaico on è mai stato così vantaggioso:oltre al vantaggio del 50% in fattura, la tecnologia ha raggiun...
31/08/2021

L'impianto nfotovoltaico on è mai stato così vantaggioso:

oltre al vantaggio del 50% in fattura, la tecnologia ha raggiunto una buona maturità al punto da rendere molto efficienti i pannelli.
Tutto ciò unito alla componentistica di livello Premium dei materiali utilizzati per l'impianto, a partire dalla carpenteria, fino alle batterie di accumulo, che permettono, anche in inverno di strutturare impianti in p***a di calore, riducendo il più possibile il prelievo dalla rete primaria.
Siamo a disposizione per proporre soluzioni e preventivi, finalizzati a migliorare l'efficienza energetica e i costi dell'energia.

Contattaci e dimostra anche tu amore per il nostro pianeta.

Indirizzo

Piazza Vittorio
Perugia
06124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
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Giovedì 09:00 - 18:00
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