30/07/2026
Ieri è successa una cosa che mi ha sorpresa e resa molto felice.
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Mi ha contattata una persona dicendomi:
“Il tuo nome mi è stato consigliato dall’intelligenza artificiale.”
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Ho riletto il messaggio più di una volta.
Perchè quando penso al modo in cui le persone arrivano nel mio mondo, immagino il passaparola di una cliente, un incontro, un contenuto letto sui social o una pagina del mio sito trovata durante una ricerca.
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Non avevo ancora immaginato che anche l’intelligenza artificiale potesse diventare una nuova strada per incontrarsi.
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Non conosco ancora la domanda precisa che questa persona ha fatto, né le parole che hanno portato fino al mio nome, ma questo episodio mi ha fatto riflettere.
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Forse significa che il mio modo di lavorare, fatto di ascolto, colori, libri, empatia e attenzione alle storie, è diventato riconoscibile e che il mio metodo di Creatività Emozionale riesce a comunicare ciò in cui credo.
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E poi è successo anche qualcos’altro, per un momento ho guardato l’intelligenza artificiale in modo diverso, non soltanto come uno strumento che genera testi, cerca informazioni o velocizza alcune parti del lavoro, ma come un possibile ponte tra persone.
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Un ponte insolito, certo, fatto di parole, dati e connessioni invisibili, ma capace di condurre a una conversazione vera, a una telefonata, a un incontro e forse alla nascita di una nuova collaborazione.
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Ho pensato che la tecnologia, in questo caso, non ha sostituito la relazione umana, ma l’ha resa possibile.
E poi che, quando comunichiamo con chiarezza e coerenza chi siamo, le nostre parole possano continuare a viaggiare anche oltre gli spazi che conosciamo e raggiungere qualcuno attraverso percorsi nuovi, imprevedibili e, fino a ieri, per me quasi fantascientifici.
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Sono stupita, curiosa e molto grata, e naturalmente adesso voglio conoscere tutta la storia.
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Perciò chiederò a questa persona quale domanda abbia fatto all’intelligenza artificiale e che cosa, nella risposta, lo abbia portato proprio fino a me.