12/03/2026
𝗟'𝗘𝗩𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗡𝗜𝗦𝗖𝗘𝗠𝗜
Oggi vi propongo un confronto nell’area del quartiere Sante Croci fra i modelli pre-frana (superficie verde da DTM MASE), situazione al 25 gennaio (superficie gialla, da modello digitale CPC-UNIFII) e situazione al 31 gennaio (superficie rossa da rilievo aerofotogrammetrico realizzato dal Comune di Niscemi).
Si notano benissimo i rapporti geometrici fra la porzione di parete oggetto del distacco
principale (superficie verde) e la successiva evoluzione che comporta erosione e arretramento del
versante con conseguente accumulo al piede.
Questo modello evolutivo è tratto dal primo rapporto tecnico dedicato all’evento dal Dipartimento della Protezione Civile.
La frana di Niscemi è un evento di grandi proporzioni che sta interessando un versante già noto da tempo per la sua instabilità. Le conseguenze sono concrete e visibili: edifici danneggiati, strade compromesse, servizi a rischio.
Il tutto aggravato dall'ondata di maltempo che ha colpito il Sud Italia a partire dal 18 gennaio, con piogge intense che hanno accelerato i processi di dissesto.
Ma il documento che ne descrive l'evoluzione non si ferma alla superficie. Va letteralmente in profondità, cercando di capire perché il versante si muove e come potrebbe evolversi nei prossimi mesi.
Per farlo, gli esperti hanno utilizzato una combinazione di tecnologie avanzate. I 𝘀𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝘁𝗶 𝗿𝗮𝗱𝗮𝗿, attraverso una tecnica chiamata interferometria, permettono di misurare spostamenti del terreno dell'ordine dei millimetri, anche su aree molto vaste. Le 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲, invece, consentono di confrontare la situazione prima e dopo l'evento, rendendo visibili le trasformazioni del paesaggio.
Sotto la superficie, le 𝗶𝗻𝗱𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗴𝗲𝗼𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲 - tra cui tomografie elettriche 3D e misurazioni sismiche ad alta risoluzione - hanno permesso di "vedere" la struttura interna del versante, individuando zone deboli, discontinuità e accumuli d'acqua nascosti.
Tutti questi dati sono stati poi integrati in un 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗴𝗲𝗼𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼, ovvero una ricostruzione numerica del comportamento del terreno, utile per simulare come potrebbe reagire il versante in diversi scenari futuri: nuove piogge intense, variazioni del livello della falda, ulteriori sollecitazioni.
Il risultato è un quadro complessivo che unisce osservazioni dirette sul campo, monitoraggio continuo da fonti diverse e strumenti di simulazione — con l'obiettivo di valutare il livello di pericolosità e orientare le decisioni di chi deve gestire l'emergenza e pianificare la messa in sicurezza dell'area urbana di Niscemi.
Nei commenti vi allego il report completo del Dipartimento della Protezione Civile.
✍🏻 Antonio