19/04/2026
Quanti casi di data breach più o meno clamorosi leggiamo ogni giorno segnalati dai media. Qualche volta la segnalazione ci arriva direttamente nella nostra casella di posta, perché hanno “bucato” un servizio direttamente correlato a noi, la banca di cui siamo correntisti, la nostra concessionaria d’auto, ecc.). Si, è vero. I nostri dati ci vengono rubati, e quando finiscono nel dark web, il danno è evidente. Ad esempio potremmo essere vittime di tentativi di phishing più o meno sofisticati.
In realtà però, prima del furto, c’è un altro fenomeno, ben più subdolo. In realtà le informazioni personali e i dati 𝐠𝐥𝐢𝐞𝐥𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 noi… Questo accade quando, con il nostro consenso, più o meno liberamente o consapevolmente espresso, interagiamo con strumenti online (social media, registri pubblici, acquisti, ecc.), e i dati vengono raccolti da quelle organizzazioni specializzate denominate “data broker”, che poi li aggregano, analizzano, creando dettagliati profili personali per scopi di marketing, valutazione dei rischi o pubblicità mirata, e infine li rivendono a terzi interessati.
Le big tech americane e cinesi possiedono le tecnologie, le infrastrutture e la capacità di trasformarlo in potere economico, cognitivo e geopolitico.
Il dato è il motore invisibile di un Paese; una volta elaborato, diventa informazione. L’informazione, una volta interpretata, diventa conoscenza. E la conoscenza, quando orienta scelte pubbliche, industriali, militari ed economiche, diventa potere decisionale.
Chi controlla questa filiera non governa soltanto un mercato, ma influenza il modo in cui un sistema-Paese legge la realtà, valuta i rischi, assegna le priorità e prende decisioni.
Da qui la rilevanza strategica della compliance. Non si tratta di burocrazia. Non è un adempimento da checklist. È un presidio fondamentale per difendere la qualità delle decisioni e in definitiva la sicurezza di un paese.
Il dato oggi non misura solo ciò che sappiamo di una persona. Misura la capacità di orientare il futuro di un’impresa, di un mercato, di un’istituzione, di un Paese.
Fonte: articolo liberamente riadattato da un post di Pierguido Iezzi