21/03/2024
Sebbene nel suo colloquio della sera precedente il dott. Leete avesse messo in rilievo le cure che si avevano per mettere ognuno in grado di accertare la sua inclinazione naturale e di seguirla nella scelta della propria occupazione, solo quando venni a sapere che il lavoratore riceve una rendita fissa, qualunque sia il suo genere di lavoro, mi resi conto che si può avere l'assoluta certezza che questa inclinazione venga veramente seguita; cosicchè il lavoratore, scegliendo il lavoro che gli è più gradito, può trovare al tempo stesso quello che gli permette d'impegnarsi maggiormente. Il fatto che al tempo mio non si fosse riusciti a trovare nessun modo sistematico e efficace di sviluppare e sfruttare le attitudini naturali degli uomini per le industrie e le professioni intellettuali era uno degli sperperi rovinosi e al tempo stesso una delle cause più frequenti d'infelicità. La gran maggioranza dei miei contemporanei, sebbene nominalmente libera di scegliere una occupazione, in realtà non sceglieva quasi mai, ma era forzata dalle circostanze a dedicarsi a un lavoro che compiva in modo inefficiente, perchè le mancavano le doti naturali necessarie. I ricchi, sotto questo riguardo, non si trovavano in condizioni molto migliori dei poveri. Questi ultimi, infatti, non avendo ricevuto istruzione alcuna, non avevano neanche il modo di accer-tare se avevano o no qualche attitudine naturale e anche quando l'avessero accertata non potevano svilupparla perchè la miseria impediva loro di coltivarla. Le professioni liberali e tecniche, salvo qualche caso fortunato, erano loro interdette e questo anda-va non solo a scapito loro ma della nazione stessa.
D'altro canto, gli abbienti, sebbene non mancassero loro l'istruzione e le occasioni favorevoli, non erano meno ostacolati dai pregiudizi sociali che vietavano loro di dedicarsi a occupazioni manuali anche quando ne avevano le attitudini, e le destina-vano alle professioni, sia che vi fossero tagliati o no; in questo modo molti, che avrebbero potuto essere eccellenti artigiani, erano sciupati. Se in molti altri casi il talento non seguiva la sua inclinazione naturale, la colpa era delle considerazioni utilitarie che inducevano gli uomini a dedicarsi a occupazioni lucrose non adatte a loro, piuttosto che a impieghi meno redditizi per cui erano tagliati. Tutto questo è ora cambiato. L'istruzione e le circostanze favorevoli, eguali per tutti, non possono non rivelare le attitudini di un uomo, qualunque esse siano, e nè pregiudizi sociali nè considerazioni utilitarie lo impacciano nella scelta del lavoro a cui dedicherà la sua vita.
(Edward Bellamy, Looking Backward - 1888)
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