MLM ICT Service

MLM ICT Service Esperienza sul campo, non solo teoria.

Mi occupo di supporto informatico professionale dal 1981 con un approccio pragmatico e orientato alle esigenze reali delle piccole realtà lavorative.

17. A qualche mese dall'avvio della collaborazione con VoipTel Italia, un primo bilancio parziale. Ciò che emerge con ma...
28/08/2026

17. A qualche mese dall'avvio della collaborazione con VoipTel Italia, un primo bilancio parziale.
Ciò che emerge con maggiore chiarezza non riguarda tanto la tecnologia in sé, quanto il modo in cui viene affrontata la decisione di cambiare fornitore o infrastruttura.
Nella maggior parte dei casi, la resistenza al cambiamento non nasce da una valutazione economica sfavorevole, ma da un'incertezza di fondo: non sapere con precisione cosa si stia effettivamente utilizzando oggi, né cosa cambierebbe concretamente passando a una soluzione diversa.
Per questo motivo, l'approccio che ho adottato in ogni caso seguito finora è sempre lo stesso: partire da un'analisi puntuale della situazione esistente — contratti in essere, prestazioni reali, criticità effettivamente riscontrate — prima di proporre qualunque alternativa.
Solo a partire da quella fotografia diventa possibile costruire una proposta che abbia senso per quella specifica realtà, e non una soluzione standard applicata indistintamente.
È un processo che richiede più tempo rispetto a una proposta commerciale immediata, ma che nella mia esperienza produce risultati più solidi e, soprattutto, scelte che il cliente comprende fino in fondo.
Continuerò a condividere, con la consueta cautela sulla riservatezza, quanto emerge da questo percorso.

👇 Se doveste affrontare oggi una valutazione simile nella vostra organizzazione, da quale aspetto partireste per primo — costi, prestazioni tecniche o affidabilità del fornitore?

16. Un secondo caso, come sempre con dettagli modificati per riservatezza.Uno studio professionale con collaboratori dis...
28/08/2026

16. Un secondo caso, come sempre con dettagli modificati per riservatezza.
Uno studio professionale con collaboratori distribuiti su due sedi utilizzava due linee telefoniche separate, con due numeri diversi, gestite da due contratti distinti.
Il risultato pratico: un cliente che chiamava una sede non aveva modo di raggiungere direttamente un collaboratore che si trovava nell'altra, se non passando manualmente da un secondo numero. Ogni trasferimento di chiamata tra le due sedi richiedeva di riattaccare e richiamare su un numero diverso.
Un problema apparentemente organizzativo, in realtà interamente riconducibile a una scelta infrastrutturale mai rivista nel tempo.
La soluzione è stata migrare entrambe le sedi su un centralino telefonico virtuale unico, con un unico numero principale e interni assegnati a ciascun collaboratore, indipendentemente dalla sede fisica.
Il beneficio immediato è stata la possibilità di trasferire una chiamata tra le due sedi con la stessa semplicità di un trasferimento interno in ufficio — perché, dal punto di vista del sistema, le due sedi sono diventate a tutti gli effetti un'unica infrastruttura telefonica.
Un secondo beneficio, meno immediato ma altrettanto rilevante, è stata la riduzione dei costi: un solo contratto invece di due, con chiamate gratuite tra interni anche tra sedi diverse.
Anche in questo caso, il punto di partenza non era la tecnologia, ma la comprensione di come lo studio lavorasse effettivamente nella pratica quotidiana.

👇 Nella vostra organizzazione, la gestione delle chiamate tra sedi o collaboratori distribuiti rappresenta oggi una criticità?

Microsoft ha reso gratuito il programma di aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) per Windows 10 fino al 12 ottobre 202...
28/08/2026

Microsoft ha reso gratuito il programma di aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) per Windows 10 fino al 12 ottobre 2027, ma solo per i PC di utenti privati nello Spazio Economico Europeo. Per le aziende la storia è diversa: l'ESU aziendale è a pagamento, si acquista tramite licenza Multilicenza a 61 dollari per dispositivo per il primo anno (partito a novembre 2025), e il prezzo raddoppia a ogni rinnovo annuale, per un massimo di tre anni (fonte: Microsoft, pagine ufficiali "Extended Security Updates" e "Programma ESU" su microsoft.com e learn.microsoft.com).

In tanti anni di consulenza ho imparato che le notizie "buone" che girano sui social spesso valgono solo a metà. Quando un titolo dice che Windows 10 è protetto gratis fino al 2027, tanti titolari di PMI danno per scontato che riguardi anche i PC dell'ufficio. Nella pratica, quando andiamo a verificare il parco macchine dei miei clienti, la distinzione tra "uso privato" e "uso aziendale" fa una differenza concreta sul budget IT dei prossimi mesi.

𝗟𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 "𝘂𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼" 𝗲 "𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮": l'ESU gratuito riguarda solo l'account Microsoft personale su un PC non aggiunto a un dominio aziendale. È come la differenza tra il bollo auto pagato per l'utilitaria di famiglia e quello per il furgone dell'azienda: stessa scadenza, regole e costi diversi.

𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗼: 61 dollari per dispositivo il primo anno, il doppio il secondo, fino a un massimo di tre anni. È come rinnovare in ritardo un abbonamento: prima ci si iscrive, meno si paga nel tempo.

𝗡𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗣𝗖 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗶: le macchine virtuali su Windows 365 o Azure hanno l'ESU incluso senza costi aggiuntivi, i PC fisici in ufficio no. Vale la pena controllare cosa gira davvero in azienda prima di fare qualsiasi preventivo.

𝗟'𝗘𝗦𝗨 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕 𝗲𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼: dura al massimo tre anni, non porta funzionalità nuove, solo patch di sicurezza critiche e importanti. È una proroga per organizzare la migrazione, non un modo per rimandarla a tempo indeterminato.

𝗜𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 è 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼: non aggiornare non significa risparmiare, significa spostare il rischio più avanti — ransomware, blocco di polizze cyber, non conformità nei bandi o negli appalti che richiedono sistemi supportati.

Il punto vero non è quanto costa l'ESU aziendale: è che ogni mese di attesa alza il conto e riduce le opzioni disponibili.

In 45 anni ho imparato che i sistemi operativi non si aggiornano da soli quando conviene a noi: se li lasciamo scadere, il conto arriva comunque, in soldi o in rischio.

La mossa prima che scada:

Fai l'inventario dei PC ancora su Windows 10 in azienda (non a memoria, verificalo).

Controlla quali possono passare a Windows 11 gratuitamente e quali no.

Se serve tempo per la migrazione, valuta l'ESU aziendale ora, prima che scatti il rincaro del secondo anno.

Nella tua azienda, quanti PC girano ancora su Windows 10? Lo sai con certezza o è una supposizione?

Nuovo bando questa settimana 10/08Certificazioni Industriali Avanzate — Regione Lombardia (PR FESR) — fino a €220.000 (7...
11/08/2026

Nuovo bando questa settimana 10/08

Certificazioni Industriali Avanzate — Regione Lombardia (PR FESR) — fino a €220.000 (70%), spesa minima €70.000, dotazione €11 mln, sportello dal 28/07/2026 al 30/12/2027, target PMI manifatturiere per accesso a filiere strategiche.

Bandi attivi (non più "nuovi", ma ancora aperti)

TERTIUM 2026 – Tessile, Moda e Accessorio — Regione Lombardia — fino a €150.000 (60%), dotazione €3,5 mln, domande fino al 07/09/2026.
Transizione MPMI Lombarde verso Modelli Circolari e Sostenibili — Regione Lombardia (PR FESR) — dotazione €19,9 mln, domande dal 06/10 al 05/11/2026.
Voucher Doppia Transizione – Misura A 2026 — CCIAA Bergamo — dotazione €400.000, fino a €10.000 (50%), scadenza 10/09/2026.
Voucher di Accelerazione — Regione Lombardia — 80% spese, max €40.000, dotazione €270.000.
EDIL-SOS Lombardia — fino a €250.000, dotazione €6 mln, sportello fino al 30/09/2026.

Chiuso

Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026 (Unioncamere) — sportello esaurito il 29/07/2026.

15. Non tutte le sedi aziendali si trovano in aree servite da fibra ottica o da connessioni in rame di qualità adeguata....
11/08/2026

15. Non tutte le sedi aziendali si trovano in aree servite da fibra ottica o da connessioni in rame di qualità adeguata. È una condizione più diffusa di quanto si pensi, anche in territori a ridosso di grandi centri urbani come Milano.

Il fenomeno viene generalmente definito digital divide: aree geografiche in cui l'infrastruttura di rete tradizionale non è ancora arrivata, o è arrivata con caratteristiche insufficienti per un utilizzo professionale.

Per queste situazioni esiste una categoria di soluzioni spesso poco conosciuta: la connettività internet wireless business.

A differenza del wireless consumer, questa tecnologia si basa su frequenze dedicate e infrastrutture radio proprietarie, capaci di garantire prestazioni assimilabili a una connessione via cavo — con banda minima garantita, indirizzo IP pubblico statico e velocità fino a 100 Mbps in contesti dove la fibra non è disponibile.

È una soluzione che trova applicazione in almeno tre contesti ricorrenti:

Sedi decentrate rispetto alla città, dove l'infrastruttura fissa tradizionale non copre adeguatamente il fabbisogno aziendale.

Attivazioni rapide, quando i tempi di posa di una fibra dedicata non sono compatibili con le esigenze operative.

Backup di connettività, come soluzione ridondante rispetto a una linea principale, per garantire continuità in caso di guasto.

La valutazione corretta richiede una verifica preliminare della copertura disponibile all'indirizzo specifico, poiché la tecnologia più adatta varia significativamente in base alla zona geografica.

👇 La vostra sede attuale rientra in un'area ben coperta dalla fibra, o avete mai riscontrato limitazioni di questo tipo?

Prima Che Scada — Pensi che la NIS2 non ti riguardi perché sei "solo" una PMI da dodici dipendenti o uno studio professi...
07/08/2026

Prima Che Scada — Pensi che la NIS2 non ti riguardi perché sei "solo" una PMI da dodici dipendenti o uno studio professionale?...
(...Il tuo cliente più importante potrebbe pensarla diversamente.)

Secondo la Determinazione ACN n. 379907/2025 (19 dicembre 2025), le oltre 20.000 organizzazioni italiane già inserite nel perimetro NIS2 hanno tempo fino al 31 ottobre 2026 per rendere pienamente operative le misure di sicurezza di base previste dal D.Lgs. 138/2024. Da quella data l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale chiude la fase di accompagnamento e apre quella ispettiva.

Dopo anni di consulenza a PMI e studi professionali ho imparato una cosa: le scadenze "per i grandi" bussano sempre anche ai piccoli, e di solito entrano dalla porta di servizio — i contratti con i fornitori.

Ecco cosa vedo davvero, tradotto senza gergo:

Non sei nel perimetro? Non è detta l'ultima parola. È come essere invitati a un matrimonio non da parente ma da catering: se sei fornitore ICT (o gestionale, o cloud) di un'azienda che rientra nella NIS2, quell'azienda è obbligata a "categorizzare" e valutare i propri fornitori rilevanti. Che tradotto significa: prima o poi ti arriva una richiesta scritta con domande a cui oggi forse non sapresti rispondere.

La notifica entro 24-72 ore non è burocrazia, è un allenamento. È come chiedere a chi guida di frenare in emergenza senza aver mai fatto un corso di guida sicura. Se non sai già chi chiamare e cosa scrivere nelle prime 24 ore da un incidente, la prima volta che ti servirà sarà anche la peggiore per improvvisare.

Le sanzioni non sono un ticket del parcheggio. Si parla di importi fino a 10 milioni di euro (o il 2% del fatturato mondiale) per i soggetti essenziali, e fino a 7 milioni (o l'1,4%) per quelli importanti. Sono cifre pensate per far chiudere un'azienda, non per farla riflettere.

"L'ho scritto sulla carta" non basta più. Dal 1° novembre l'ACN verifica anche la sostanza, non solo la policy firmata in una riunione di dicembre. È la differenza tra avere l'estintore appeso in corridoio e sapere davvero come si usa quando c'è fumo vero.

Il punto vero non è se la tua azienda compare "ufficialmente" nell'elenco NIS2. È che la sicurezza informatica dei tuoi clienti passa sempre di più anche da te — e prima o poi qualcuno te lo chiederà per iscritto, con una clausola contrattuale allegata.

La mossa, prima che scada:

Chiedi ai tuoi clienti principali (o fatti dire dal tuo consulente IT) se sono nel perimetro NIS2 o se hanno ricevuto comunicazioni dall'ACN sulla categorizzazione.
Verifica oggi stesso se hai davvero MFA attiva ovunque, backup testati (non solo "fatti") e una procedura scritta, anche minima, per gestire un incidente informatico.
Segna il 31 ottobre in agenda — non per correre all'ultimo momento, ma per non scoprirlo il 30.

Nel vostro giro di clienti, qualcuno ha già ricevuto la PEC dell'ACN sulla categorizzazione NIS2? Raccontatemelo nei commenti.

Prima Che Scada — Il 2 agosto l'AI Act doveva far tremare le aziende. Il pezzo grosso è stato rinviato. Il pezzetto picc...
06/08/2026

Prima Che Scada — Il 2 agosto l'AI Act doveva far tremare le aziende. Il pezzo grosso è stato rinviato. Il pezzetto piccolo, quello del vostro chatbot, no.

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) prevede che dal 2 agosto 2026 diventino applicabili gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50: chi usa chatbot, assistenti virtuali, contenuti generati con intelligenza artificiale o sistemi di riconoscimento delle emozioni deve dirlo, chiaramente, a chi ci interagisce. Dalla stessa data l'Unione Europea può sanzionare i fornitori di modelli di IA generativa (GPAI), fino al 3% del fatturato mondiale annuo o 15 milioni di euro, se superiore. Gli obblighi più pesanti — quelli sui sistemi "ad alto rischio" come la selezione del personale o il credit scoring — sono stati invece rinviati dal Digital Omnibus al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028. (Fonte: Agenda Digitale, 22 luglio 2026 — Matteo Molesti, Avvocato, Elexia)

L'ho letto due volte. Perché nel mio giro di clienti — PMI, studi commercialisti, studi legali — nessuno ha mai sentito nominare l'articolo 50, ma quasi tutti hanno già un chatbot sul sito, un abbonamento a Copilot o un dipendente che scrive email ai clienti con ChatGPT. E la buona notizia del rinvio al 2027 li sta rendendo più tranquilli di quanto dovrebbero essere.

• Il rinvio non è un condono, è un rinvio d'esame: hanno spostato la data del compito in classe, non l'hanno cancellato. Chi si rilassa oggi si ritrova a studiare tutto il programma di corsa a dicembre 2027, insieme a tutti gli altri ritardatari.

• "Deployer" è una parola br**ta per una cosa semplice: guidare un'auto a noleggio. Non hai costruito il motore di ChatGPT, ma se con quel motore scrivi un contratto sbagliato o scarti un candidato senza motivo, la responsabilità è tua, non di chi ti ha noleggiato l'auto.

• Il chatbot deve presentarsi, come un operatore al telefono: se sul sito scrivete "assistenza clienti" e dietro c'è un bot, va detto chiaramente. Non è educazione, è un obbligo dal 2 agosto. Chi non lo fa non rischia il carcere, ma rischia una sanzione vera.

• Le multe non aspettano il 2027: quelle sui modelli GPAI sono già operative dal 2 agosto 2026. Il rinvio riguarda solo una parte della normativa, non tutte le conseguenze economiche.
• Una policy interna scritta è come tenere gli scontrini per il 730: non serve finché nessuno controlla. Il giorno che qualcuno controlla, è l'unica cosa che vi salva.

Il punto vero non è la scadenza del 2 agosto in sé. È che la maggior parte delle PMI e degli studi professionali italiani sta già usando l'intelligenza artificiale tutti i giorni, senza essersi accorta di essere entrata, da un pezzo, dentro un perimetro normativo con multe vere.

In 45 anni ho imparato che le normative europee non aspettano che tu sia pronto: aspettano solo che arrivi la data, e poi non gli importa più niente delle tue scuse.

La mossa, prima che scada:
1. Fate l'elenco di dove usate l'IA in azienda — chatbot sul sito, ChatGPT, Copilot, software per i CV — contano anche gli usi "informali".
2. Aggiungete un avviso visibile ovunque un cliente parli con un bot o legga un contenuto generato con l'IA.
3. Mettete per iscritto due righe di regole interne: cosa si può chiedere all'IA, cosa non va mai inserito (dati di clienti, contratti, informazioni riservate).
Nel vostro studio o nella vostra azienda, chi ha già scritto — anche solo un'email a un cliente — usando ChatGPT senza dirlo a nessuno?



Fonti:
• Agenda Digitale, "AI Act, obblighi dal 2 agosto: come adeguarsi" (22 luglio 2026, Matteo Molesti): https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/ai-act-obblighi-dal-2-agosto-come-adeguarsi/

Prima Che Scada — post di lancio della rubricaSi chiama Prima Che Scada, ed è la rubrica che apro ogni sabato mattina.L’...
06/08/2026

Prima Che Scada — post di lancio della rubrica

Si chiama Prima Che Scada, ed è la rubrica che apro ogni sabato mattina.
L’idea è nata da un problema che vedo ripetersi da decenni nel mio lavoro: normative, scadenze e cambiamenti tecnologici che riguardano davvero le PMI e gli studi professionali, ma che arrivano quasi sempre nello stesso modo. In silenzio, per mesi. Poi tutti insieme, nell’ultima settimana, in un’ondata di panico che si poteva evitare.
Non perché nessuno ne avesse parlato. Ma perché ne avevano parlato nel modo sbagliato: articoli tecnici scritti per altri tecnici, comunicati pieni di articoli di legge, o peggio, il solito post LinkedIn da “guru” che spiega tutto e non dice niente.
Ogni sabato, in Prima Che Scada, faccio tre cose:
Trovo una notizia vera. Non l’ultima moda, non l’ennesimo hype sull’AI. Una scadenza normativa, un cambiamento tecnico, un dato reale che riguarda chi manda avanti una PMI o uno studio professionale in Italia. Fonti verificate, non sentito dire.
Ti spiego cosa cambia per te. Senza gergo, senza articoli di legge citati a memoria per fare colpo. Con esempi che si capiscono al primo giro, anche se non hai mai sentito parlare di NIS2 o di AI Act prima di leggere il mio post.
Ti dico cosa fare, prima che scada davvero. Non teoria. Due o tre mosse concrete, che puoi fare questa settimana, non “quando avrai tempo”.
Perché in 45 anni di assistenza a PMI e studi professionali ho imparato una cosa che vale più di ogni competenza tecnica: chi si muove per tempo lo fa con calma. Chi aspetta l’ultima settimana lo fa nel panico, paga di più, e spesso sbaglia qualcosa che poteva evitare con un caffè di anticipo.
Non troverai fuffa, non troverai “10 consigli per l’AI nel 2026”. Troverai quello che servirebbe sapere prima che diventi un problema.
Ci si vede sabato. Con la prima notizia vera.
Che scadenza normativa o tecnologica ti sta dando più pensiero in questo momento? Dimmelo nei commenti: magari diventa l’argomento di uno dei prossimi episodi.

14. Un'interruzione di connettività durante una comunicazione critica con un cliente comporta un costo che raramente vie...
06/08/2026

14. Un'interruzione di connettività durante una comunicazione critica con un cliente comporta un costo che raramente viene quantificato correttamente.

Nella mia esperienza, la causa non è quasi mai un guasto isolato, ma una scelta infrastrutturale fatta anni prima e mai più rivista: banda insufficiente per l'uso attuale, assenza di una banda minima garantita, nessuna linea di backup in caso di interruzione.

Il problema tende a essere mascherato. Si attribuisce il rallentamento al computer, alla piattaforma di videoconferenza, o genericamente a "internet che va a singhiozzo" — quando la causa reale è a monte, nell'infrastruttura di rete.

La domanda utile da porsi non è tecnica, ma economica: quale sarebbe il costo, in termini di tempo perso o di immagine professionale, di un'interruzione nel momento sbagliato con un cliente? È quella valutazione, più della specifica tecnica, a determinare quanto valga la pena investire in una connettività più solida.

👇 Nella vostra esperienza, quanto incide la stabilità della connessione sulla qualità percepita del servizio offerto ai clienti?

13. La transizione da un centralino telefonico tradizionale a una soluzione VoIP virtuale è ormai una scelta ricorrente ...
30/07/2026

13. La transizione da un centralino telefonico tradizionale a una soluzione VoIP virtuale è ormai una scelta ricorrente per studi professionali e piccole aziende. Meno scontati sono i criteri con cui valutare correttamente l'offerta più adatta.

Di seguito i sei elementi che ritengo essenziali in questa valutazione.

1. Gestione autonoma tramite pannello web.
L'aggiunta di un interno, la modifica di una deviazione di chiamata o la creazione di un nuovo utente dovrebbero essere operazioni gestibili direttamente dal cliente, senza necessità di un intervento tecnico esterno per ogni modifica.
2. Continuità multi-dispositivo.
Il numero aziendale deve risultare pienamente operativo su telefono IP, smartphone e PC, con un'esperienza coerente tra i diversi strumenti — non un'applicazione accessoria poco integrata.
3. Funzionalità di base incluse.
Trasferimento di chiamata, gruppi di chiamata, conferenza a tre, deviazioni, visualizzazione del numero chiamante: funzionalità che in un impianto tradizionale comportano spesso costi aggiuntivi o configurazioni complesse, e che in una soluzione virtuale dovrebbero essere incluse di default.
4. Scalabilità senza interventi infrastrutturali.
La crescita dell'organico non dovrebbe richiedere modifiche hardware o reinstallazioni. L'aggiunta di nuove postazioni deve essere un'operazione rapida e a basso impatto operativo.
5. Localizzazione dei dati.
Come per le soluzioni di backup, è opportuno considerare dove viene gestita l'infrastruttura. Server ubicati in ambito europeo o svizzero offrono generalmente maggiori garanzie in termini di continuità del servizio e conformità normativa.
6. Disponibilità di servizi accessori attivabili on demand.
Segreteria telefonica automatica, coda di chiamata, registrazione delle conversazioni, chat interna: funzionalità non sempre necessarie da subito, ma che è opportuno poter attivare senza dover cambiare sistema in un secondo momento.

Una soluzione ben configurata tende a essere percepita come del tutto trasparente nell'operatività quotidiana — è, in fondo, l'obiettivo di qualsiasi infrastruttura di comunicazione ben progettata.

👇 Tra questi sei criteri, quale ritenete più rilevante per la vostra realtà professionale?

Indirizzo

Via Palmanova 133
Milan
20132

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