11/08/2026
In Giappone si chiamava Shun. Per noi era Paul. Ma il vero incantesimo di Ransie non era trasformarsi: era farci credere che il primo amore potesse durare per sempre.
Il suo nome originale era ときめきトゥナイト - Tokimeki Tonight. Ransie era Ranze Etō, mentre Paul nella versione giapponese era Shun Makabe - 真壁俊.
Da bambine, però, questi nomi non importavano, importava correre davanti alla televisione.
Importava vedere Ransie, innamorarsi ancora una volta di quel ragazzo che sembrava sempre un po’ troppo lontano. Lei apparteneva a un mondo di vampiri, lupi mannari e magia. Lui sembrava un ragazzo normale.
E in mezzo c’era quella cosa che allora non sapevamo ancora chiamare: il desiderio disperato di essere scelte dalla persona che amiamo.
In giapponese c’è una parola bellissima: ときめき - tokimeki.
È quel battito improvviso del cuore quando qualcuno ci emoziona davvero. Ed è forse per questo che il titolo originale oggi fa ancora più male.
Perché Tokimeki Tonight parlava di quel battito quando noi ancora non sapevamo quanto potesse costare amare. Poi siamo cresciute e abbiamo scoperto che non tutti gli amori restano.
Che alcune persone che pensavamo sarebbero state nella nostra vita per sempre diventano soltanto un nome che ogni tanto ci torna in mente. Che non esiste nessuna magia capace di riportarci indietro.
Eppure, basta rivedere Ransie e Shun e per un istante torniamo lì.
Il pomeriggio dopo scuola. La televisione accesa. La merenda dimenticata sul tavolo.
E noi convinte che diventare adulte sarebbe stato bellissimo.
Oggi sappiamo che la vera magia non era quella di Ransie.
Era avere ancora tutta la vita davanti e non saperlo.
Forse è questo il nostro tokimeki più grande.
Sentire quella sigla e accorgerci che, da qualche parte dentro di noi, quella bambina non è mai andata via.
Sta ancora guardando Ransie.
Sta ancora aspettando Shun.
E crede ancora, ostinatamente, che alcune storie possano durare per sempre.