09/10/2019
LO SCRITTORE VINCENZO CO***LO E LO STRETTO DI MESSINA.
Nato a Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, il 18 febbraio 1933, laureato in filosofia del diritto, all’Università di Messina. Nel 1963 esordisce con il suo primo romanzo: “La ferita dell’aprile”, squarcio sulla vita di un paese siciliano. Nel 1968, avendo vinto un concorso alla RAI, si trasferisce a Milano, dove ha vissuto e lavorato fino alla sua morte (21 gennaio 2012), svolgendo un’intensa attività giornalistica. Dal 1964 collabora con il quotidiano “L’Ora”. Nel 1977 diviene consulente editoriale della Einaudi per la narrativa, insieme, tra gli altri, a Italo Calvino e Natalia Ginzburg. Tra le sue opere principali: Retablo (1987), Nottetempo, casa per casa (1992), L’olivo e l’olivastro (1994), Lo spasimo di Palermo (1998), Di qua dal faro (2001). Tra i racconti : Le pietre di Pantalica (1988), Per un po’ d’erba ai limiti del feudo (in Narratori di Sicilia a cura di L. Sciascia e S. Guglielmino, 1967), Un giorno come gli altri (in Racconti italiani del Novecento a cura di E. Siciliano, 1983), il racconto teatrale Lunaria (1985), Catarsi (1989).
Nel 2007 ha ricevuto la laurea honoris causa in Filologia moderna dell’Università di Palermo. La sua ultima opera è “Il corteo di Dionisio (2009). Insieme ai vari premi ricevuti nel corso degli anni, ha vinto nel 1992, con “Nottetempo casa per casa”, il prestigioso Premio Strega e nel 1994 il Premio Internazionale Unione Latina. I suoi libri sono stati tradotti in francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, polacco, catalano ed arabo.
“Lo scrittore ha dedicato alla CITTA’ DI MESSINA uno dei suoi lavori “DI QUA DAL FARO”, dove ha immaginato le acque dello STRETTO come un enorme fiume, che dalla Sicilia si distende verso il Continente”.(fonte: Archivio Berenato – Vikipedia - Moleskine n.2 febbraio 2015).