CENTRALE OPERATIVA REGIONALE di Messina

CENTRALE OPERATIVA REGIONALE di Messina Corpo di Polizia Penitenziaria - Ministero della Giustizia - D.A.P. Il D.A.P. nel centro-sud Italia. nel servizio quotidiano. N.B.

Provveditorato Regionale dell'amministrazione Penitenziaria della Sicilia
Centrale Operativa Regionale di Messina
______________ . ________________

Le C.O.R. attualmente operanti ( dal 2002) sul territorio nazionale sono le seguenti: Sicilia (Messina e Palermo); Calabria, Campania, Basilicata, Puglia e Lazio; il personale che vi opera è stato selezionato attraverso u

n concorso interno nazionale per il personale di P.P. (istituito nell'ottobre 2000), in possesso di determinati titoli di studio o specializzazioni: informatica, elettrotecnica, elettronica e nel settore radio e telecominicazioni. Lo stesso personale una volta selezionato è stato avviato a frequentare un corso di specilizzazione con il conseguimento della qualifica di Operatore Radio (Rete DAPNet). La nascita delle Centrali Operative Regionali è stata una logica conseguenza alla richiesta di maggiore sicurezza per il personale di P.P. impegnato quotidianamente presso i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, che negli anni ha visto crescere in maniera esponenziale i propri servizi. preso atto che i mezzi tecnologici fino a quella data erano del tutto inadeguati rispetto alle reali esigenze, decise di adeguarsi alle altre Forze di Polizia e con investimenti mirati stabilirono di accellerare le operazioni di realizzo delle prime C.O.R. A breve vi dovrebbe essere la conclusione dei lavori e la conseguente apertura di altre C.O.R. nel centro-nord Italia (lavori svolti a singhiozzo per la continua e persistente carenza di fondi). Con la conclusione della rete DAPNet dovrebbe nascere la C.O.N. (Centrale Operativa Nazionale) essenziale per un coinvolgimento unitario delle varie C.O.R. Inspiegabilmente in data 5 Dicembre 2012 il nuovo Provv. Siciliano decide in maniera del tutto illogica di chiudere la Centrale di Messina, ovvero quella che svolgeva l'80% del lavoro che si effettuava in Sicilia decidendo di potenziare quella di Palermo. Negato ogni confronto tecnico richiesto dal personale della C.O.R. di Messina poiché non vi era la necessaria preparazione per giustificare una chiusura illogica. Atto di forza per fini economici... si ma interessi di chi? La risposta potrebbe essere fin troppo semplice e squallida. dovrebbe vigilare con più attenzione.

Questa Centrale è stata chiusa il 6 dicembre del 2012,  con un vero "atto di forza", in barba a tutte le regole che disc...
15/03/2014

Questa Centrale è stata chiusa il 6 dicembre del 2012, con un vero "atto di forza", in barba a tutte le regole che disciplinavano l'esistenza della Centrale stessa, SENZA UN DECRETO MINISTERIALE e nell'indifferenza assoluta di tutti i vertici del Ministero della Giustizia, incuranti dello spreco di soldi pubblici ed incuranti delle sorti di 12 operatori Penitenziari e delle loro famiglie vittime di un sistema che sotto le mentite spoglie di una falsa Spending Review ha consentito all'artefice di questa colossale fregatura di intascare 48 mila euro di fondo incentivante. Abbiamo cercato di far sentire la nostra voce e le nostre ragioni. Abbiamo scritto ai sindacati, ai dirigenti del DAP per segnalare che qualcosa di strano stava avvenendo, non comprendendo le ragioni che spingono un Dirigente a chiudere un ufficio che non costava quasi nulla all'amministrazione, ubicato all'interno di un istituto penitenziario in circa 20 mq e che per giunta era molto efficiente. Ci hanno distrutto l'amore e la passione per il nostro lavoro, i nostri ideali professionali sono stati umiliati e sfruttati e tutto questo per interesse personale... inaccettabile e vergognoso. Continueremo ad indossare dignitosamente la nostra divisa magari a fare un lavoro meno gratificante ma lo faremo con coscienza e professionalità quella che ha sempre contraddistinto tutto il Personale della Centrale Operativa Regionale di Messina.

Roma
05/05/2013

Roma

Messina 6 dicembre 2012: CHIUSURA C.O.R. MESSINA - In data 5 dicembre 2012 la C.O.R. di Messina è stata chiusa con relat...
06/12/2012

Messina 6 dicembre 2012: CHIUSURA C.O.R. MESSINA -

In data 5 dicembre 2012 la C.O.R. di Messina è stata chiusa con relativo spostamento delle attrezzature presso la C.O.R. di Palermo.
Contrariamente a quanto previsto dalla normativa non vi è stato un Decreto Ministeriale a deciderne la sorte ma bensì una semplice comunicazione dell'ufficio TLC di Palermo, ennesimo errore (ed orrore) a cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi.
Nessuna comunicazione ufficiale nè alcuna informazione preventiva è mai giunta presso i nostri uffici e neanche presso le Segreterie Nazonali/regionali dei Sindacati.
A tal proposito è giusto ringraziare pubblicamente l'organizzazione Sindacale U.I.L. P.A. ed in particolare i Sigg. Francesco Barresi , Armando Algozzino e la Segreteria Nazionale U.I.L. P.A. per l'impegno profuso e per l'interesse mostrato per la tutela dei diritti dei lavoratori anche di coloro iscritti ad altre OO.SS. che non hanno avuto alcun tipo di tutela dai loro rappresentanti sindacali regionali/nazionali nonostante i ripetuti appelli alla correttezza morale.
Giusto per rimarcare quanto detto, riporto a tal proposito stralcio dell'ultima nota U.I.L. P.A. datata 5/12/12 :
Egregio Provveditore,.................... inoltre abbiamo appreso che a decorrere dal 5 dicembre u.s., ha disposto la chiusura definitiva
della C.O.R. di Messina e, conseguentemente a tale determinazione,
trasferiranno tutte le attrezzature radio e informatiche presso la C.O.R. di Palermo.
Nel merito, considerata l’assoluta mancanza di informazione, ci pare poter affermare che tale
chiusura non sia stata effettuata attraverso un Decreto Ministeriale.
Tra l’altro ci giunge notizia che non siano state accolte tutte le istanze del personale colà operante, nonostante le Sue
assicurazioni fornite al personale in occasione della visita C.C. Messina.
Per quanto sopra, al fine di ristabilire corrette relazioni sindacali, si chiede di convocare con urgenza le Segreterie Regionali rappresentative per la dovuta concertazione, sospendendo nelle more tutti i provvedimenti eventualmente adottati in difformità.
In attesa di cortese e urgente riscontro,
Distinti saluti.

Da oggi questa pagina non verrà più aggiornata, ma nello stesso tempo resterà attiva come segno indelebile di una passione illecitamente strappata.

Ringrazio di cuore,
tutti coloro che hanno seguito attivamente questa pagina, coloro che ci hanno letto, coloro che hanno condiviso i nostri post ed infine ringrazio anche gli operatori C.O.R. ed i colleghi che hanno preferito non metterci la faccia (oggi più che mai capisco ma non condivido le vostre ragioni).

Grazie.

Messina 24 novembre 2012: Alievi 165° corso giuramento e assegnazioni.Ennesimo fallimento regionale/locale per le assegn...
24/11/2012

Messina 24 novembre 2012: Alievi 165° corso giuramento e assegnazioni.

Ennesimo fallimento regionale/locale per le assegnazioni del personale di Polizia Penitenziaria provenienti dal 165° corso alla C.C. Messina e all'O.P.G. di Barcellona P. di G. che da anni lamentano una cronica mancanza di personale.
Evidentemente le lamentele non giungono al D.A.P. che incurante stila una lista con le sedi ed il relativo nr. di posti disponibili, per la Sicilia:

C.C. Caltagirone 10 unità
C.C. Enna 6 unità
C.C. Giarre 2 unità
C.C. Piazza Armerina 5 unità
C.C. Ragusa 10 unità
C.C. Siracusa 10 unità

Neanche la recente visita al Prefetto di Messina da parte dei rapprensentanti sindacali delle sigle maggiormente rappresentative a livello Nazionale ha sortito alcun effetto. Triste notizia per una triste realtà.

Messina 21 novembre 2012: Avviso importante.Domani 22 novembre in occasione dell'astensione dalle udienze proclamata dal...
21/11/2012

Messina 21 novembre 2012: Avviso importante.

Domani 22 novembre in occasione dell'astensione dalle udienze proclamata dall'Unione delle Camere Penali Italiane ed a cui la Camera Penale di Messina aderisce,

dopo il ritiro di copia del c.d. "Mattinale" presso la C.C. di Messina (il documento su quale vengono registrate le presenze dei detenuti e la capienza massima de carcere ospitante), la Camera Penale di Messina alle ore 10,00 ha organizzato un sit-in dinnanzi il carcere di Gazzi, al fine di sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle Istituzioni sulla drammatica situazione di moltissimi detenuti.

successivamente i partecipanti si sposteranno dinnanzi il Tribunale dove sarà allestito un presidio ed un punto informazioni, per tutti coloro (cittadini e colleghi) che vorranno conoscere più a fondo le condizioni in cui vivono i detenuti del carcere di Messina e della gravissima carenza di organico del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Durante la mattinata sarà osservto un minuto di silenzio, in ricordo delle vittime del sistema carcerario, perchè nel terzo millennio di carcere ancora si "muore".

Le organizzazioni sindacali sono invitate a partecipare


Avv. Domenico Andrè

Messina 4 Novembre 2012 :  OMAGGIO ALLE NOSTRE FORZE ARMATE
03/11/2012

Messina 4 Novembre 2012 : OMAGGIO ALLE NOSTRE FORZE ARMATE

Messina 31 ottobre 2012: IPOTESI DI LEGGE DELEGA CON PRINCIPI E CRITERI GENERALIPER IL RIORDINO DEI RUOLI DELLA POLIZIA ...
01/11/2012

Messina 31 ottobre 2012: IPOTESI DI LEGGE DELEGA CON PRINCIPI E CRITERI GENERALI
PER IL RIORDINO DEI RUOLI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
1. Revisione ed adeguamento delle funzioni correlate ai diversi ruoli ed alle distinte dotazioni organiche delle stesse e conseguentemente rimodulazione e ridenominazione di ruoli e qualifiche, anche ai fini della valorizzazione delle peculiari professionalità e dell’ottimizzazione dell’impiego del personale;
2. Rideterminazione degli organici, dei ruoli e delle qualifiche, con previsione di meccanismi che consentano di mantenere la proporzione tra le distinte dotazione dei diversi ruoli anche in relazione alle vacanze organiche;
3. Eventuale soppressione o istituzione di qualifiche coerenti con le esigenze di funzionalità dell’Amministrazione, nonché semplificazione e riduzione delle procedure concorsuali e di progressione in carriera, anche attraverso l’attribuzione del trattamento economico delle qualifiche superiori indipendentemente dal possesso delle stesse, mediante eventuali meccanismi di compensazione economica interna;
4. Rideterminazione delle modalità d’accesso ai diversi ruoli, finalizzata a favorire l’immissione di nuove risorse e professionalità anche attraverso concorsi pubblici, garantendo, al contempo, la valorizzazione delle competenze ed esperienze già acquisite, nonché rivisitazione dei percorsi formativi, anche iniziali;
5. Eliminazione di eventuali situazioni di disallineamento del personale della Polizia rispetto alle altre forze di polizia e forze armate, ferma restando la specificità ordinamentale della stessa Polizia Penitenziaria, con particolare riferimento al ruolo speciale dei Commissari, alla progressione in carriera del ruolo degli Ispettori, e alla decorrenza giuridica della qualifica di vice sovrintendente;
6. Individuazione di mirate disposizioni per la disciplina della fase transitoria, con previsione che contemperano l’esigenza di garantire la funzionalità della struttura ed il mantenimento dei livelli di efficienza dell’Amministrazione, con l’esigenza di salvaguardare le aspettative del personale anche in relazione al progetto di riordino;
7. Previsioni di possibili compensazioni finanziarie;
8. Previsione dell’eventuale promozione alla qualifica superiore il giorno successivo alla cessazione
Dal servizio, salvo demerito.
I decreti di cui sopra dovranno altresì essere adottati secondo i seguenti principi e criteri direttivi particolari:
a) Unificazione del ruolo degli agenti ed assistenti con quello dei sovrintendenti, assicurando una ripartizione dei relativi organici coerente con le esigenze di funzionalità dell’Amministrazione, attraverso:
- Un’eventuale rideterminazione del numero delle qualifiche, comunque non inferiore a cinque, dei relativi organici e dei tempi di permanenza nelle qualifiche stesse con riferimento all’intero nuovo ruolo unificato;
- La revisione dell’attuale percorso interno di progressione in carriera, mediante previsione di uno scrutinio per merito comparativo a ruolo chiuso per il passaggio alla qualifica cui consegue l’acquisizione della qualifica apicale, per l’attribuzione delle funzioni di comando o di sovrintendenza di posti di polizia o di unità equivalenti, in entrambi i casi con previsione di un corso di formazione con verifica finale;
b) Revisione del ruolo degli ispettori, assicurando una ripartizione dei relativi organici coerente con le esigenze di funzionalità dell’Amministrazione, attraverso:
- La rideterminazione del numero delle qualifiche comunque non superiore a cinque, degli organici delle diverse qualifiche e dei tempi di permanenza nelle qualifiche stesse;
- Una procedura di accesso alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori nel limite del 50% mediante concorso pubblico per esami e del restante 50% mediante concorso interno per titoli ed esami riservato al personale appartenente al ruolo precedente con un’anzianità minima di servizio non inferiore a cinque anni, con previsione che i concorsi siano entrambi riservati a candidati in possesso di idoneo diploma di scuola secondaria di II grado e che, sempre in entrambi i casi, venga superato un corso di formazione con verifica finale;
- La trasformazione in qualifica apicale della denominazione di sostituto commissario;
- La soppressione del concorso interno per titoli ed esami alla qualifica di ispettore superiore;
- La previsione di almeno due procedure di scrutinio per merito comparativo a ruolo chiuso:
c) Soppressione del ruolo direttivo speciale e istituzione del nuovo ruolo direttivo della Polizia Penitenziaria, assicurando una dotazione organica coerente con le esigenze di funzionalità dell’Amministrazione, attraverso:
- Una procedura di accesso alla qualifica iniziale nel limite del 50% mediante concorso pubblico per esami e del restante 50% mediante concorso interno per titoli ed esami riservato al personale del ruolo degli ispettori con un’anzianità minima di servizio non inferiore a tre anni, con previsione, in entrambi i casi, del possesso di idonea laurea triennale in discipline giuridiche o equivalenti e di un corso di formazione con verifica finale;
- La previsione in fase transitoria di prima applicazione, di una funzionale e progressiva immissione nel ruolo attraverso meccanismi di accesso differenziati per il personale proveniente dalla qualifica di ispettore superiore sostituto commissario, mediante modalità e procedure che mirino a valorizzare sia la pregressa esperienza professionale maturata che i titoli acquisti dagli interessati
- La determinazione di nuove qualifiche, comunque non inferiori a quattro, delle relative dotazioni organiche e dei tempi di permanenza nelle qualifiche stesse;
- La previsione di almeno due procedure di scrutinio per merito comparativo a ruolo chiuso;
d) Istituzione e ridenominazione di un unico ruolo dirigenziale della Polizia Penitenziaria coerente con la già prevista carriera degli attuali funzionari, a partire dalla qualifica di primo dirigente, attraverso:
- Una procedura di accesso alla qualifica iniziale mediante concorso pubblico per esami riservato a candidati in possesso di idoneo titolo di studio, con previsione di una riserva di posti, non superiore al 20% dei posti messi a concorso, per il personale appartenente a tutti i restanti ruoli con un’anzianità minima di servizio non inferiore a cinque anni e previsione di un corso di formazione con verifica finale;
- Un’eventuale rideterminazione e ridenominazione delle qualifiche, comunque nel numero di quattro, con previsione di consistenze organiche adeguate ad un armonico sviluppo della carriera, fermo restando l’ordinamento gerarchico della carriera stessa, nonché previsione di una rideterminazione dei posti di funzione anche in relazione alla qualifica di autorità di pubblica sicurezza;
- La previsione di procedure di scrutinio per merito comparativo a ruolo chiuso per il passaggio ad ogni qualifica, ferma restando la procedura per la nomina a dirigente generale di pubblica sicurezza;
- La contrattualizzazione della dirigenza;
e) Istituzione dei ruoli tecnici e sanitari della Polizia Penitenziaria.
f) Istituzione della Direzione Generale della Polizia Penitenziaria nella quale raggruppare tutte le unità organizzative del Corpo e del nuovo Ruolo Tecnico e Sanitario.
Contestualmente, al fine di recuperare complessivamente sperequazioni e disparità con le altre Forze di Polizia, è necessario prevedere legislativamente l’inserimento di personale qualificato della Polizia Penitenziaria presso le Sezioni di Polizia Giudiziaria delle Procure e presso la Direzione Investigativa Antimafia, dalle quali allo stato è escluso soltanto il personale del Corpo.

Importante: Comparto sicurezza, 23 ottobre sciopero.                         Comunicato congiunto.Care colleghe, cari co...
21/10/2012

Importante: Comparto sicurezza, 23 ottobre sciopero.
Comunicato congiunto.
Care colleghe, cari colleghi
dopo l’ultimo offensivo e deludente incontro tenutosi a Palazzo Chigi sull’armonizzazione del
sistema previdenziale dei comparti e il recente provvedimento di stabilità finanziaria deliberato dal
Consiglio dei Ministri che proroga fino al 2014 il blocco del rinnovo contrattuale e dispone
l’annullamento dell’indennità di vacanza contrattuale, visto il particolare difficile momento per tutti gli
operatori del settore e l’importanza di una più ampia e strategica unione di tutte le rappresentanze dei
lavoratori, evitando individualismi di sorta, che finirebbero solo per danneggiare l’intera categoria, per
il raggiungimento del bene comune, le Segreterie Nazionali del Siulp, Sap, Ugl Polizia, Consap,
Sappe, UIL Penitenziari, Fns-Cisl, Ugl Penitenziaria, Sapaf, Ugl Forestale, FE.SI.FO, UIL CFS.,
Conapo, UIL VV.FF. e Ugl VV.FF. nel prendere atto, ancora una volta, che da parte del Governo vi è
una pervicace volontà di non riconoscere la specificità degli operatori del settore, hanno indetto una
prima manifestazione a carattere nazionale.
Detta manifestazione è condivisa anche da tutti i Cocer, che per i ben noti limiti di legge non
potranno partecipare fisicamente all’evento.
Il Governo, infatti, ha scelto di non tenere conto della specificità dei Comparti, peraltro
prevista per legge, nell’armonizzazione del sistema previdenziale che comporterà un innalzamento
dell’età pensionabile degli operatori della Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, tale da incidere
negativamente sulle attività finalizzate al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica oltre che
danneggiare la pensione degli operatori.
Un’ulteriore mortificazione per i lavoratori dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso
Pubblico, rappresenta l’emananda legge di stabilità finanziaria che prevede il blocco dei contratti di
lavoro fino al 2014, determinando per ben 5 anni una complessiva compressione della dinamica
retributiva rispetto ai 4 anni previsti per la restante parte del Pubblico Impiego. A ciò si aggiunga la
soppressione della indennità di vacanza contrattuale e la proroga del tetto salariale (scatti, promozioni,
assegno di funzione) anche per l’anno 2014.
A queste problematiche si aggiunge la limitazione delle assunzioni nel prossimo quadriennio
che inciderà pesantemente sulla funzionalità delle strutture che, giocoforza, non garantiranno più la
stessa risposta operativa alle esigenze del Paese, andando a gravare oltremisura su personale in
servizio con una età media sempre più avanzata.
Per tutte queste ragioni, brevemente illustrate, le suddette Organizzazioni Sindacali, al fine di
tutelare l’interesse dei propri rappresentati e della categoria tutta, hanno dichiarato lo stato di mobilità
e deciso di organizzare l’iniziativa di protesta su tutto il territorio nazionale, con le seguenti modalità:
· 23 ottobre, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, sit-in di protesta in contemporanea davanti tutte le
Presidenze delle Regioni, con relativo volantino da distribuire alla cittadinanza;
· A Roma oltre il sit-in davanti la Presidenza della Regione Lazio, si effettuerà un ulteriore sit-in
davanti Palazzo Chigi a cura delle Segreterie Nazionali.
Questa rappresenta la prima occasione utile per denunciare all’opinione pubblica la scarsa
attenzione dell’attuale compagine governativa rispetto ai problemi connessi alla sicurezza del nostro
Paese, propedeutica, laddove fosse necessario, ad una grande manifestazione nazionale.
Abbiamo individuato le Presidenze delle Regioni come luogo per manifestare il nostro
dissenso, sia al fine di avere maggiore visibilità rispetto al momento politico che stiamo attraversando,
sia al fine di lasciar passare il messaggio che da questi provvedimenti, oltre ai diretti interessati, ci
saranno sicure ricadute sulla tenuta dei livelli di sicurezza su tutto il territorio e la Regione rappresenta,
per antonomasia, l’ente territoriale più partecipato e sentito dai cittadini.
La particolare topicità del momento impone necessariamente una buona riuscita dell’iniziativa.
A tal scopo, appare più che mai necessario convogliare un numero di almeno 100-120
manifestanti davanti a ciascuna sede di Governo Regionale.
Si confida, pertanto, nella capacità di attivare, in ciascuna regione, ogni utile attività di
coordinamento per stabilire preventivamente l’entità della partecipazione che ciascuna sigla dovrà
assicurare, in funzione delle proprie disponibilità.
Raccomandiamo a tutti di far pervenire in ogni capoluogo di regione una preventiva
comunicazione scritta al Questore della provincia sul volantinaggio del 23 ottobre p.v.
Seguiranno, se del caso, ulteriori comunicazioni organizzative.

Messina 19 ottobre 2012 La U.I.L. penitenziari CONTRARIA alla ipotesi di chiusura della C.O.R. Messina avanzata dal Prov...
19/10/2012

Messina 19 ottobre 2012 La U.I.L. penitenziari CONTRARIA alla ipotesi di chiusura della C.O.R. Messina avanzata dal Provv. M. Veneziano (.P.R.A.P. Sicilia).

Al Ministero della Giustizia
Ufficio del Capo del Dipartimento
-Ufficio dell’organizzazione e delle Relazioni
Dott. Tamburino Giovanni
Roma
Al vice capo del Dipartimento vicario
Dott.ssa Matone Simonetta
Roma
Al vice capo del Dipartimento
Dott. Pagano Luigi
Roma

Al ministero della Giustizia
Dipartimento dell’Amm.ne Penit.ria
ufficio Generalele del Personale e della formazione
- ufficio terzo del Corpo di Polizia Penitenziaria –Settore assegnazioni, trasferimenti e mobilità provvisoria.
Roma
Al ministero della Giustizia
Dipartimento dell’Amm.ne Penit.ria
Dir.ne Gen.le delle risorse Materiali, dei Beni e dei Servizi – ufficio delle organizzazioni e delle relazioni.
Roma
E p.c.
Al P.R.A.P. Sicilia
Dott. Veneziano Maurizio

Palermo

Oggetto: Ipotesi di chiusura della Centrale Operativa Regionale di Messina – Proposta dal Sig. Provveditore del P.R.A.P. Sicilia Dott. Maurizio Veneziano – U.I.L. P.A. Pentitenziari contraria.



Spett.le Dott. Tamburino, questa O.S. le scrive in relazione alla nota in oggetto indicata per rappresentarle con urgenza quanto segue:
già in data 28 febbraio c.a. il P.R.A.P. Sicilia ha convocato le OO.SS. per discutere oltre ai problemi della C.C. Messina anche della ipotesi di chiusura della Centrale Operativa Regionale di Messina avanzata dal Provveditore della Sicilia dott. Maurizio Veneziano. Da tale riunione è emerso che vi era oltre ad un’idea del Sig. Provveditore anche una procedura già avviata da tempo a nostra insaputa.
Essendo stati colti alla sprovvista di questa incomprensibile ipotesi abbiamo richiesto ufficialmente, unitamente ad altri sigle sindacali, una dettagliata informazione preventiva inerente ai costi/benefici che tale operazione poteva comportare, con particolare riferimento al parere del D.A.P..
Alla data odierna, nonostante le rassicurazioni, nessuna documentazione è stata prodotta ne a livello regionale ne a livello nazionale, pertanto la U.I.L. P.A. Penitenziaria si è attivata già da diverso tempo per acquisire documentazioni, normativa e tutto ciò che disciplina la rete DapNet, in ordine alle gestioni, competenze e peculiarità delle C.O.R.
Tutto il lavoro svolto in questi mesi ha permesso a questa O.S. di poter determinare con assoluta certezza la nostra contrarietà all’attuazione di quanto in oggetto citato.
Diverse e numerose sono le motivazioni che spingono questa O.S. a chiederLe di far cessare immediatamente tutte le procedure avviate dal P.R.A.P. Sicilia con gli uffici Direzioni generale delle risorse Materiali, dei beni e dei servizi, e dell’ufficio terzo settore assegnazione, in quanto vi sono diverse anomalie procedurali e per la mancanza di un confronto con le OO.SS. a livello nazionale. Si rammenta che la gestione delle C.O.R. sono priorità del D.A.P. e solo coordinate dai Provveditori dei vari P.R.A.P..
Tali anomalie sono state riscontrate anche nella riunione tenutasi in data 28 febbraio presso il P.R.A.P. Sicilia, infatti essendo le C.O.R. uffici nati per precise indicazione e volontà del D.A.P. è solo il Dipartimento stesso che eventualmente potrebbe deciderne un’eventuale chiusura, pertanto la riunione convocata dal P.R.A.P. non aveva un senso logico sia per l’eventuale chiusura sia per le eventuali assegnazioni delle unità che vi lavorano.
Altro punto che intendiamo approfondire sono le motivazioni del tutto inadeguate ed inaccettabili sia in ambito economico/finanziario sia in ambito gestionale del personale che è stato selezionato attraverso un interpello nazionale del 2000 solo ed esclusivamente per essere destinato alla C.O.R. di Messina.
Pare evidente sottolineare che tale ipotesi di chiusura è nata solo ed esclusivamente per recuperare unità da destinare principalmente alla C.C.Messina che lamenta carenze organiche ormai da anni per i servizi di istituto, incuranti di ciò che sono le Centrali Operative Regionali, di ciò che rappresentano per la Polizia Penitenziaria (sicurezza e controllo) e principalmente incuranti del personale che vi opera che da sempre hanno creduto in un progetto di evoluzione, che hanno lasciato realtà e luoghi sicuramente più felici di Messina per abbracciare uno dei pochi settori tecnici esistenti nel Corpo di Polizia Penitenziaria. e che oggi si ritrovano letteralmente ricattati a “scegliere” (anche su questo punto abbiamo parecchio da dire) una sede contro la loro volontà che è già stata in realtà scelta a tavolino dal P.R.A.P. Sicilia.
Ricordiamo che gli operatori C.O.R. hanno vinto l’interpello nazionale non era per la C.C. Messina ma per la C.O.R. Messina dettaglio fondamentale trascurato dal P.R.A.P. Sicilia (art.8 min. 263480/5.1 17/10/2000) che implicitamente dichiara le C.O.R. sedi di servizio; tale scelta non fu allora una disattenzione del D.A.P. ma una volontà specifica e precisa affinché il personale adibito alle C.O.R. una volta arrivato nelle sedi non potevano esser utilizzati dai Direttori degli Istituti per compiti diversi a quelli assegnati. (vds. prima disciplina DapNet rete radiomobile che inibivano alle Direzioni l’utilizzo del personale tecnico delle C.O.R.).
Di quanto sopracitato se ne può avere effettiva conferma dai verbali di riunione e dalle altre comunicazioni inviate dal P.R.A.P. Sicilia alle OO.SS. nei quali si può facilmente leggere senza alcuna reticenza come questa chiusura sia stata elaborata solo nell’interesse di recuperare personale (vds. dichiarazioni rese dal Provveditore Veneziano nei verbali del 28/02/12 e del 09/03/12 prot. 030247-or/III).
Tale ipotesi non è condivisa da questa O.S. che non ritine giusto ed opportuno che del personale di Polizia Penitenziaria in servizio già da più di un decennio, in un settore che si è sempre contraddistinto per l’operatività, la professionalità e per l’abnegazione dimostrata vengano trattati come merce di scambio per tappare le falle create da cattive gestioni locali/regionali.
Come abbiamo già richiesto ufficialmente al Provveditore, invece di trovare idee pirotecniche meglio esser concreti e far rientrare tutti quei distaccati dal P.R.A.P. Sicilia, alla Scuola di formazione di Catania e di altri Istituti in Sicilia, qualora i requisiti di distacco non siano più validi ed opportuni. Se vi è vera emergenza nella C.C. Messina sarebbe un atto dovuto ma come si può notare dal mancato intervento determina nel personale della C.O.R. Messina l’idea di un clima di nepotismo assoluto.
Forse il P.R.A.P. Sicilia ha dimenticato come la C.O.R. di Messina si è distinta più di ogni altra Centrale per gli interventi operativi durante le alluvioni che hanno colpito la Sicilia orientale negli anni scorsi, gli stessi hanno condotto unitamente alle altre Forze di Polizia interventi che hanno garantito la sicurezza alle scorte in transito, al personale sulle strade ed ai detenuti trasportati in una situazione ti assoluta difficoltà operativa, il tutto senza che il P.R.A.P. Sicilia abbia riconosciuto il giusto tributo ad un personale che ha dimostrato con i fatti un alta formazione professionale ed un elevata capacità gestionale.
Allo stato attuale la U.I.L. P.A. è certa che l’eventuale chiusura della C.O.R. Messina comporterebbe solo spese inutili e costi che ne il D.A.P. ne il P.R.A.P. non può sostenere ed è perfettamente inutile che il Dott. Veneziano si affanni ad affermare che i costi verranno ammortizzati nel tempo, non c’è il bisogno ne la certezza che ciò avverrà, in particolare in questo momento storico di grande crisi economica – finanziaria che non permette al P.R.A.P. Sicilia neanche di assicurare mezzi idonei e revisionati da dare ai Nuclei Traduzioni per il loro lavoro ordinario.
La U.I.L. è pronta in qualunque sede a tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti in questa situazione e può dimostrare in maniera inequivocabile come tutte le basi su cui si fonda l’idea di chiusura della C.O.R. siano prive di fondamenta, elenchiamo solo alcune delle motivazioni ricavate dai verbali di riunioni sindacali:
1) Duplicazione di un servizio tra la C.O.R. Messina e quella di Palermo; in realtà nessuna duplicazione la S.V. ill.ma come peraltro l’ufficio tecnico dal D.A.P. sa perfettamente che vi sono in Sicilia due Centrali poiché l’alto numero di Istituti e per l’elevato estensione del territorio non avrebbero consentito ad una sola centrale di assolvere a tutta la mole di lavoro, inoltre, fatto che ci lascia allibiti il Provveditore Veneziano disconosce che in altre realtà è vero che esiste una sola centrale (come sede) ma divisa al suo interno in due gruppi di operatori che si occupano rispettivamente della zona nord e sud della ragione di pertinenza pertanto con due consolle, due telefoni ecc.
2) La non essenzialità dell’esistenza della C.O.R. di Messina in quanto non vi è più il provveditorato di Messina; questa dichiarazione è tanto assurda quanto inopportuna, infatti basta vedere i provvedimenti di chiusura del provveditorato di Messina agosto 2000 con quello di apertura della C.O.R. Messina marzo 2002, il D.A.P. non crediamo abbia avuto una disattenzione così clamorosa da non accorgersi di quanto oggi dichiarata dal Provveditore. Inoltre si ricorda che fin dal primo giorno di servizio dalla C.O.R. la gestione del servizio è stata affidata al P.R.A.P. Sicilia e non Messina peraltro mai citata da nessuna parte. Pertanto non si capisce il senso di questa dichiarazione. Nessuno mai, neanche in passato ha associato l’esistenza della C.O.R. Messina al vecchio P.R.A.P. Messina.
3) L’ambiguità delle frasi usate nei verbali: chiusura, soppressione, spostamento e accorpamento; anche in questo caso ognuno dei termini utilizzati rappresenta legalmente intendimenti diversi; il Provveditore Dott. Veneziano non intende accorpare ne spostare poiché ciò comporterebbe lo spostamento o l’accorpamento anche del personale che vi lavora e questo certo non servirebbe alle intenzioni del Provveditore che al contrario intende chiudere o sopprimere una sede di servizio, e ribadiamo sede non ufficio, al solo scopo di recuperare personale da adibire ai servizi di Istituto (vedasi dichiarazioni nel verbale prot. 030247-or/III del 22/03/2012).
4) Garanzia data dal Provveditore per la tutela dei diritti soggettivi; su questo punto la U.I.L. P.A. si riserva in altre sedi di produrre un documento ufficiale nel quale è dimostrato che contrariamente a quanto affermato dal Dott. Veneziano sia alla OO.SS. che ai diretti interessati, ha formulato per iscritto al D.A.P. ufficio del personale, il “parere sfavorevole” a tre unità che non avevano richiesto di permanere in caso di eventuale chiusura della C.O.R., alla C.C. Messina pertanto contro gli schemi preconfigurati a tavolino dal P.R.A.P., dichiarando inoltre che il parere era motivato dalla mancanza di personale alla C.C.Messina. Ricordiamo che più volte il Provveditore si è esposto garantendo in prima persona di tutelare i diritti soggettivi ma a quanto pare sono venute meno tutte le garanzie. Su questo punto la U.I.L. P.A. garantirà pieno appoggio in tutte le sedi al personale che ha già manifestato intenzione di adire per vie legali.
5) Costi/benifici; la C.O.R. di Messina non costa nulla all’Amministrazione, è ubicata in una stanza di 30 mq circa c/o un locale della C.C.Messina , il personale è a zero ore di straordinario, garantiscono un servizio essenziale per la sicurezza delle traduzioni su tutta la Sicilia orientale e per quelle in transito dalle regioni del nord più quella provenienti dallo scalo aeroportuale di Catania, copre con le comunicazioni tra il 60 ed il 70 per cento del territorio facendo risparmiare l’Amministrazione tanto denaro in spese telefoniche, anche sotto organico garantiscono un servizio di 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, inoltre, nonostante non rientri tra i loro compiti, da più di un anno quotidianamente su richieste formali del P.R.A.P. Sicilia devono sacrificare una o più unità, a discapito del proprio servizio, per sopperire alla cronica mancanza di personale del N.P.T.P. di Messina per svolgere servizi ordinari di traduzione detenuti.
Per queste e molte altre ragioni la U.I.L. P.A. Penitenziari chiede alla S.V. che intervenga immediatamente per porre fine alla procedura avviata dal P.R.A.P. Sicilia per la chiusura della C.O.R. Messina, e chiede di verificare le vere finalità di questa operazione e nel contempo assicura a tutto il personale della C.O.R. Messina l’assistenza legale necessaria atta a tutelare i propri diritti.
In attesa di un Suo cortese ed urgente riscontro, si porgono Distinti Saluti.

Indirizzo

Via Consolare Valeria 2
Messina
98122

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