Provveditorato Regionale dell'amministrazione Penitenziaria della Sicilia
Centrale Operativa Regionale di Messina
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Le C.O.R. attualmente operanti ( dal 2002) sul territorio nazionale sono le seguenti: Sicilia (Messina e Palermo); Calabria, Campania, Basilicata, Puglia e Lazio; il personale che vi opera è stato selezionato attraverso u
n concorso interno nazionale per il personale di P.P. (istituito nell'ottobre 2000), in possesso di determinati titoli di studio o specializzazioni: informatica, elettrotecnica, elettronica e nel settore radio e telecominicazioni. Lo stesso personale una volta selezionato è stato avviato a frequentare un corso di specilizzazione con il conseguimento della qualifica di Operatore Radio (Rete DAPNet). La nascita delle Centrali Operative Regionali è stata una logica conseguenza alla richiesta di maggiore sicurezza per il personale di P.P. impegnato quotidianamente presso i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, che negli anni ha visto crescere in maniera esponenziale i propri servizi. preso atto che i mezzi tecnologici fino a quella data erano del tutto inadeguati rispetto alle reali esigenze, decise di adeguarsi alle altre Forze di Polizia e con investimenti mirati stabilirono di accellerare le operazioni di realizzo delle prime C.O.R. A breve vi dovrebbe essere la conclusione dei lavori e la conseguente apertura di altre C.O.R. nel centro-nord Italia (lavori svolti a singhiozzo per la continua e persistente carenza di fondi). Con la conclusione della rete DAPNet dovrebbe nascere la C.O.N. (Centrale Operativa Nazionale) essenziale per un coinvolgimento unitario delle varie C.O.R. Inspiegabilmente in data 5 Dicembre 2012 il nuovo Provv. Siciliano decide in maniera del tutto illogica di chiudere la Centrale di Messina, ovvero quella che svolgeva l'80% del lavoro che si effettuava in Sicilia decidendo di potenziare quella di Palermo. Negato ogni confronto tecnico richiesto dal personale della C.O.R. di Messina poiché non vi era la necessaria preparazione per giustificare una chiusura illogica. Atto di forza per fini economici... si ma interessi di chi? La risposta potrebbe essere fin troppo semplice e squallida. dovrebbe vigilare con più attenzione.