27/08/2026
L’esposizione procedeva da una promessa, un patto artistico fatto quando eravamo due studenti del liceo artistico all’ultimo anno: durante lo studio disperato della maturità, ispirati da una serie TV condivisa, entrambi abbiamo deciso di scriverci una lettera dedicata ai noi stessi del futuro. Le due lettere contenevano alcune speranze e alcune promesse adolescenziali, tra queste, quella di ritrovarci trentenni per fare una mostra insieme. Durante gli incontri accaduti negli anni in cui la vita allontana perché ciascuno percorre il proprio percorso, sempre il ricordo di quella promessa ci tornava in mente. È però quest anno e proprio, non casualmente, nelle stesse aule del liceo artistico che è scattata quella molla nascosta che ha messo in moto gli eventi e portato all’effettiva realizzazione di quello che era solo un progetto.
Il patto artistico è stato rispettato il 25 e 26 agosto 2026.
Le due lettere sono state bruciate durante la performance iniziale: gesto che tramite il fuoco ha ufficializzato la realizzazione del patto.
Come nei riti antichi, abbiamo adoperato una formula, prima di procedere alla combustione delle carte, per sigillare anche con la parola quel momento da noi così desiderato: “Con con questo gesto inauguriamo la fine di una lunga attesa, la realizzazione di una promessa e gettiamo le prime fondamenta per qualcosa di maggiore importanza.”
Il fine della mostra, una collaborazione di due differenti personalità nel nome dell’amicizia e del rispetto, era quello di realizzare, diremo per metafora, il promesso punto infinito dove due rette parallele si incontrano — ma le due rette parallele avevano già un’esperienza comune, quella del liceo artistico, luogo reale di questi incontri fatali.
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