14/10/2026
«𝑇𝑖 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑜 𝑠𝑢 𝑊ℎ𝑎𝑡𝑠𝐴𝑝𝑝 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑒̀ 𝑢𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒».
Terzo messaggio della mattinata. E sono appena le 10.30.
C’è una convinzione dura a morire: quella secondo cui scrivere direttamente sul cellulare del titolare è la strada più rapida per risolvere un problema.
Di solito, invece, succede il contrario.
Il titolare è in riunione o da un cliente ➔ legge il messaggio, magari ore dopo ➔ lo inoltra a chi se ne occupa ➔ chi se ne occupa deve ricostruire il contesto.
Addio urgenza.
Chi dirige l’azienda perde tempo a smistare una richiesta che non deve gestire e chi l’ha inviata aspetta più del necessario. Due persone scontente in un colpo solo.
In EVO Studios gestiamo in media 50 richieste a settimana. Se arrivassero tutte attraverso chat personali, passeremmo più tempo a rincorrerle che a risolverle.
Per questo abbiamo stabilito due percorsi diversi: uno per le vere emergenze, l'altro per le richieste operative.
🚨 Il sito non è raggiungibile?
È un’emergenza vera. Si alza la cornetta e si chiama l’ufficio, dove il team è pronto a intervenire in tempo reale.
📧 Una modifica, un aggiornamento, una nuova attività?
Si scrive un'e-mail al proprio referente, il Project Manager per il sito o il Marketer per SEO e campagne.
E dietro le quinte?
Ogni richiesta diventa un ticket con un numero progressivo, così nessuna si perde per strada. Il referente la prende in carico e la segue dall’inizio alla fine, coordinando il team su Twist (la nostra piattaforma di comunicazione interna), dove ogni cliente ha un canale dedicato.
Su 50 richieste a settimana, le emergenze vere sono meno di un quinto.
Le altre sono attività da organizzare, assegnare e gestire senza interrompere tutto il resto.
Se tutto è urgente, niente lo è.
Nella tua azienda esiste un sistema per gestire le richieste o finiscono tutte sul cellulare di uno solo?