13/10/2026
“Adobe è morta”. “L’AI ha rifatto Photoshop in una settimana”. Negli ultimi giorni i titoli si sono sprecati.
Parliamo delle Crafting Apps: sette app che replicano Photoshop, Premiere, Illustrator e compagnia, gratis e open source, scritte in gran parte dall’AI.
L’esperimento è interessante, e lo diciamo da chi usa l’AI ogni giorno per sviluppare software. Ma la narrazione che lo circonda dice molto della corsa all’hype che stiamo vivendo.
Il numero più citato è “un milione e mezzo di righe di codice in sette giorni”. Chi fa questo mestiere sa che le righe di codice 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗼𝗳𝘁𝘄𝗮𝗿𝗲. Spesso misurano il contrario: più codice significa più cose da capire, testare e mantenere.
E infatti i dati dichiarati dallo stesso progetto raccontano altro:
PhotoCraft copre meno del 50% delle funzioni di Photoshop
FilmCraft è stimato pronto al 50-60% per l’uso reale
al lancio scorciatoie da tastiera e selezione del testo non funzionavano, più innumerevoli malfunzionamenti.
Ho letto anche chi vede in questi progetti la fine dei grandi monopoli del software e una nuova autonomia per i creativi. La frustrazione verso abbonamenti sempre più cari è comprensibile. Ma un professionista non ha bisogno di uno strumento gratuito: ha bisogno di uno strumento affidabile, che funzioni anche tra cinque anni. E “il codice è pubblico, chiunque può contribuire” non è una garanzia. Qualcuno dovrà farlo davvero, con costanza, su un milione e mezzo di righe che nessun essere umano ha scritto.
La distanza tra un prototipo e un software professionale non è un dettaglio: è esattamente il lavoro che separa una demo da uno strumento su cui costruire un’attività. Uno studio sul ciclo di vita di 30 applicazioni ha rilevato che, in cinque anni, il 79% dei costi arriva dopo il rilascio. C’è poi la sicurezza: secondo il report Veracode 2026, il codice generato dall’AI compila quasi sempre, ma fallisce i test di sicurezza in circa il 44% dei casi.
L’hype ha un costo concreto: alimenta aspettative irrealistiche. E sono proprio quelle aspettative che poi ritroviamo nelle richieste del tipo “ma con l’AI non si fa in una settimana?”.
L’AI ha abbassato drasticamente il costo di scrivere software. Non ha abbassato il costo di possederlo.
Voi le avete provate?