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Ti coprono il logo e tu che fai? Vendi la censura. 😏Ai Mondiali 2026 la FIFA ha nastrato e coperto tutti i marchi delle ...
13/07/2026

Ti coprono il logo e tu che fai? Vendi la censura. 😏

Ai Mondiali 2026 la FIFA ha nastrato e coperto tutti i marchi delle aziende che non erano sponsor ufficiali: lo stadio di Levi's, le bottiglie di Heinz, perfino le cuffie dei giocatori.

Levi's ha risposto mettendo il telo bianco anche sul logo dei propri social per sfruttare l'onda mediatica.

Heinz invece la sua censura l'ha messa a scaffale: "Ketchup Non Ufficiale dello Stadio", etichetta oscurata compresa nel prezzo.

E Beats? Ha usato lo scotch della FIFA come teaser di lancio per delle cuffie che nessuno ancora conosceva.

Tre censure, tre campagne, zero euro di sponsorizzazione pagati.
E tutto questo funziona per un motivo semplice: quei marchi restano riconoscibili anche coperti, perché non si parla solo di un "loghetto", ma parliamo di veri e propri Brand, fatti di forma e coerenza, mica solo di un nome stampato.

E il tuo? Se domani qualcuno mette un telo bianco sulla tua insegna, i clienti ti riconoscono lo stesso?

Se vuoi approfondire trovi il link all'articolo nei commenti.

09/02/2026

"Ci rifai il sito?"
"No."
Un paio di settimane fa è successa una cosa che non mi aspettavo. E che mi ha ricordato perché il mio lavoro non inizia mai dalla grafica.

Piccolo antefatto. Qualche mese fa ho conosciuto uno studio di commercialisti. Dopo alcune chiacchierate con uno dei soci, Sergio Santangelo mi chiede di rifare il sito, perché quello attuale non lo rispecchia.
Gli ho detto di no.

Non perché non volessi lavorare con loro. Ma perché dalle conversazioni era emerso qualcosa di più profondo: la loro identità non era più coerente con la direzione che volevano prendere.
Rifare il sito sarebbe stato come mettere un vestito nuovo su un corpo che non si riconosceva più allo specchio.

Così abbiamo fatto un passo indietro. Tutti insieme, io lui e gli altri associati dello studio, abbiamo fatto un incontro conoscitivo. Nessuna imposizione dall'alto. Un incontro per allinearci. E una volta trovato l'accordo, abbiamo deciso: prima di tutto la brand identity. Solo dopo avere definito un’identità chiara, si poteva passare a lavorare sul sito.

Quello che è successo dopo però non me lo aspettavo.

Settimana scorsa ho iniziato con loro il mio processo: intervista iniziale, definizione dei valori, scrittura del documento di intenti. Cose che faccio sempre. Ma questa volta è accaduto qualcosa di diverso.

Man mano che andavamo a fondo, sono emerse visioni divergenti. Quattro persone, quattro prospettive. Discussioni vere. Confronti sinceri. E poi, pian piano, quei pezzi sparsi hanno iniziato a legarsi. Fino a formare una visione unica e una emozione esagerata, non mi vergogno a dire che avevo le lacrime agli occhi.

Non è la prima volta che uso questa metodologia. Altri clienti mi hanno detto che sembra più una sessione di coaching che un lavoro di branding.
Ma questa volta è stato diverso.

Vedere quattro persone di uno studio associato discutere, confrontarsi, e poi arrivare a una sintesi condivisa, con quella luce negli occhi di chi ha finalmente capito dove si sta andando, è stato emozionante.
Brividi veri. Quelli che mi ricordano perché faccio questo lavoro.
Ancora non so cosa uscirà dalla fase di analisi e poi di design.

Ma so già una cosa: abbiamo costruito qualcosa di solido.

Perché un brand non è solo un loghetto.

È la risposta alla domanda: "Chi siamo davvero?"
E quella risposta, se non la trovi prima, nessun sito al mondo potrà regalartela, anzi si finisce per riempire di frasi trite e ritrite pagine web che nessuno leggerà mai.

P.S. Se stai pensando di rifare il sito della tua azienda, fermati un secondo.
Chiediti prima: "La mia identità è ancora coerente con dove voglio andare?"
Se la risposta non è un "sì" convinto, forse il problema non è il sito, e dovresti andare un po’ più nel profondo.

❓ Hai un sogno… o solo una lista infinita di “prima o poi”?Se ti senti sempre occupato ma mai davvero diretto, c’è un mo...
26/01/2026

❓ Hai un sogno… o solo una lista infinita di “prima o poi”?

Se ti senti sempre occupato ma mai davvero diretto, c’è un motivo:
stai facendo le cose senza una rotta chiara. E spesso capita quando lavoro con professionisti e imprenditori che hanno perso la rotta. Per questo con Maria Luisa (la mia coach) ho pensato di creare un evento per imparare a fissare bene gli obiettivi.

📌 Venerdì 6 febbraio alle 18:00
📍 Presso Latina Hub Evolution Center

Arriva “Dal Desiderio all’Obiettivo”, il workshop per chi vuole fare chiarezza e dare una direzione concreta alle proprie azioni.

Durante l’incontro lavoreremo su:

✔️ dove vuoi andare davvero
✔️ come trasformare un sogno in un obiettivo con una data
✔️ su cosa ha senso concentrarsi (e cosa lasciare andare)
✔️ come uscire con una direzione chiara, non solo con buone intenzioni

👉 Se senti che è il momento di fare ordine e smettere di rimandare, questo evento è il punto di partenza giusto.

🎤 Con Maria Luisa Di Lorenzo
🤝 In collaborazione con Sergio Baselice

📩 Iscriviti su Eventbrite
Il tempo passa comunque. Meglio decidere dove andare.
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Indirizzo

Via Degli Elleni, 50
Latina
04100

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