15/05/2026
La tecnologia non è neutrale. 🤖
Qualche giorno fa stavo usando un assistente AI e mi ha risposto al maschile. Automaticamente, senza che io avessi detto nulla di me.
Non è una coincidenza: è un bias. Una distorsione inconsapevole che si insinua negli algoritmi perché chi li costruisce — i dati, i testi, i modelli — riflette la realtà di chi li ha creati.
Uno studio UNESCO del 2024 ha analizzato alcuni dei principali modelli di linguaggio AI e ha scoperto che associano i nomi femminili a parole come "casa", "famiglia" e "figli", mentre i nomi maschili vengono collegati a "carriera", "stipendio" e "dirigente". Non perché qualcuno lo abbia programmato così — ma perché l'AI ha imparato da testi scritti da esseri umani, con tutti i loro pregiudizi.
Non si tratta di colpevoli. Si tratta di consapevolezza.
Ecco perché per noi avere team diversificati — per genere, background, prospettiva — non è solo una scelta etica. È una scelta tecnica. La tecnologia che costruiamo riflette chi siamo. E noi vogliamo che rifletta tutti.
💬 Ti è mai capitato qualcosa di simile usando un tool AI? Raccontacelo.