21/09/2026
Non è solo il silenzio del non riuscire a guardarsi indietro con lucidità.
È la sfocatura con cui è avvolto tutto quello che circonda chi dimentica o fa confusione a rendere l’Alzheimer, e qualsiasi forma di demenza, una goccia di acido corrosivo nella vita di tante famiglie.
Tutto si ferma e lo sforzo di inquadrare quella persona o di riportare alla mente quella determinata cosa è sinonimo spesso di rabbia, delusione e dolore.
C’è una giornata internazionale, oggi, 21 settembre, istituita per sensibilizzare su queste problematiche che ci toccano tutti da vicino. Ma è la quotidianità il vero inferno di chi non è più del tutto chi era, non per se stesso almeno, nel suo percorso mentale che dovrebbe rammentargli quello che ha fatto, quello che ha conquistato, l’affetto che ha dato e quello che ha ricevuto e che invece si sgretola ormai a ogni tentativo.
La lucidità di chi è accanto a chi soffre di Alzheimer e di demenza in certi momenti è una vera e propria condanna perché non ci si vuole arrendere a quel vuoto.
Si può però rispondere nell’unico modo plausibile, con l’amore incondizionato, anche senza essere riconosciuti, anche senza ricevere una parola gentile. L’amore resta, impigliato in una vita che sembra non appartenere più al suo legittimo proprietario. Il cuore continua a vibrare di emozioni che abbiamo il dovere di alimentare.