30/11/2024
Comunque... IL "Cara presidente Giorgia Meloni" sta per "Che ci costa molto-troppo cara la sua presidenza" fatta di solo propaganda e falsa libertà del popolo.. tanta roba br**ta, br**ta..
Giorgia Meloni ha telefonato alla consigliera di AVS Francesca Ghio per esprimerle solidarietà e vicinanza. Solo che, questa volta, è finita diversamente.
Perché la Presidente del Consiglio si è ritrovata una donna che, dopo aver ringraziato per il sostegno, l'ha tenuta per 20 minuti al telefono e le ha detto tutto quello che pensava di lei, della sua ipocrisia e di un Governo che contro la violenza di genere non sta facendo niente:
"Presidente Meloni, se avessi assecondato il motivo della sua telefonata, probabilmente sarebbe durata pochi secondi, giusto il tempo di lasciare che mi riportasse i complimenti per il coraggio e la vicinanza per il dolore.
Ma non ci sto a queste logiche, non arretro di un centimetro. A chi politicamente vuole la mia attenzione dicendomi che sono stata brava, rispondo che non ha capito l'essenza del mio gesto.
Sono Francesca e e sono morta a 12 anni, è anche per colpa di persone come lei, che pur avendo il potere nelle mani, pur avendo gli strumenti per cambiare, scelgono di guardare da un'altra parte. Trovando continuamente un capro espiatorio per deresponsabilizzare le istituzioni, addossando al singolo la colpa, per evitare di risolvere il problema nascondendolo dietro parole retoriche.
“Sono figli sani di un sistema malato” non è uno slogan, è la realtà. Quando le soluzioni, come ho già detto, ci sono, serve la volontà politica di applicarle. Non farlo, è una risposta chiara.
Cara presidente Giorgia Meloni ti ringrazio per la vicinanza ma se ho parlato, non è per avere supporto morale. La mia morale è solida e alle mie lacrime ci pensano le mie sorelle. Se ho parlato è perché voglio una fine a questo dolore. Perché nessun'altra persona debba continuare a passarci attraverso.
Se davvero le sono arrivata Presidente Meloni, allora lo dimostri con la potente azione politica che ha nelle sue mani. È una responsabilità e un privilegio poter usare la politica per risolvere i problemi. Le parole ora risuonano vuote come il buio che ho attraversato.
Vogliamo l'educazione sessuo affettiva, quella alle emozioni e al consenso in tutte le scuole del paese, per tutti i bambini e le bambine di oggi. Per mettere nelle loro mani e nei loro cuori gli strumenti potenti della consapevolezza e dell'amore.
Sono madre, mi ha detto. Sono madre anche io e lotto per mia figlia e anche per la sua. Per i figli e le figlie di tutti noi. Per fare in modo che non ci sia altro dolore evitabile. Dire a me, a Gino Cecchettin, a Chiara, che vi dispiace, serve solo a voi stessi per sentirvi meglio con quello che avete o non avete fatto.
A noi serve un cambiamento. Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle persone che più non hanno voce".
Quanta forza, quanta dignità. Grazie, consigliera Francesca Ghio.
Abolizione del suffragio universale